One-Armed Swordsman 2 (1969) Gli invincibili campioni

Poteva un guerriero dal braccio solo rimanere isolato in una vita anonima da contadino? È il momento che lo spadaccino monco torni in azione.

Con la svolta del Duemila faccio una pazzia, una di quelle che hanno sempre contraddistinto la mia famiglia: niente ristoranti e vacanze, i soldi si spendono nelle proprie passioni. Così compro un DVD-Recorder. Che nel 2001 non era proprio economico.
Il supporto digitale è appena arrivato in Italia – nel 1999 ho visto per la prima volta dei film in DVD nelle vetrine di un negozio – e dopo anni passati fra le nebbie e le scariche elettrostatiche delle videocassette, a dover “intuire” i film invece che vederli, ora c’è la possibilità che prima apparteneva solo ai sogni più proibiti: la duplicazione senza perdita di qualità. Puoi registrare dalla TV senza perdere qualità: il futuro è arrivato!
Ovviamente non andrà così, ero all’inizio di quella tortura di Sisifo chiamata “compressione MPEG”, ma quei primi anni ero tecnologicamente avanzato e pronto a conservare eventuali chicche avessi trovato. E le trovai.

VHS AVO Film

Il grande (e immotivato) successo de La tigre e il dragone (2000), che vidi al cinema quando arrivò da noi nel febbraio 2001, aveva fatto scoprire agli italiani il genere wuxiapian, cioè lo stesso identico genere che gli italiani odiavano a morte sin dai primi anni Settanta, quando distributori disonesti l’hanno riversato a quintali nelle sale per ovviare al fatto che non esistevano gongfupian da dare in pasto agli spettatori. O meglio, quei pochi che c’erano costavano troppo.
Questo comportamento biasimevole dei sempre pessimi distributori italiani aveva ucciso il genere marziale, visto che la gente era stufa di andare a vedere un film che si chiamava “Ti strappo le braccia e ti meno con quelle” e poi assistere a principi e principesse che svolazzavano di qua e di là. Nel 2001 la memoria da pesce rosso degli italiani era bella che azzerata e per la prima volta hanno scoperto quel genere che se lo beccavano in TV gli sputavano addosso. Ne approfittò il canale digitale tematico RaiSatCinema, che lanciò la rassegna “Storie di cavalieri erranti: il cinema marziale di Zhang Che“.
A fare i pignoli sarebbe da far notare che se parli di “cavalieri erranti” non parli di “marziale”, ma va be’, già è tanto che l’hanno fatto…

Un ciclo TV come non se ne fanno più

Quel giugno del 2002 registrai un film che rispettava pienamente i dettami della mia maledizione. Una strega infatti mi ha maledetto e da allora sono destinato a non vedere mai in ordine le saghe. Così il mio primo incontro con Fang, lo spadaccino monco, è stato con la sua seconda avventura, 獨臂刀王 (Du bei dao wang, “Spada con un braccio”).
Uscito in patria il 28 febbraio 1969, viene distribuito all’estero come Return of the One-Armed Swordsman o One-Armed Swordsman Return.

Maledizione vuole che io inizi sempre dai numeri due…

Ricevuto il visto censura il 15 marzo 1979, con il divieto ai minori di 14 anni, arriva nelle sale italiane il 23 aprile 1979 con l’anonimo titolo La sfida degli invincibili campioni. (Al Ministero del Turismo e dello Spettacolo il film viene sottoposto anche con il sottotitolo “Il ritorno di uno spadaccino”.)

Arriva in VHS (purtroppo in data ignota) grazie alla mitica AVO Film, che lo ristampa anche come La sfida degli invincibili colossi del Karate, e la stessa casa nel giugno 2008 lo ripresenta in una meravigliosa edizione DVD (purtroppo ridoppiata), cioè la rimasterizzazione di classe a cura della Celestial Pictures 2004, che ha ridato vita a fiumi di prodotti della Shaw Bros.

Dall’Archivio Marziale Etrusco

Dopo Mantieni l’odio per la tua vendetta (1969) lo spadaccino monco Fang ha conquistato i cuori degli spettatori e la Shaw Bros si affretta a richiamare l’intero cast tecnico-artistico a sfornare un nuovo episodio. Così dopo due anni troviamo Fang – che il doppiaggio italiano d’epoca trasforma misteriosamente in Lang – intento a fare il contadino, come aveva promesso alla fine del primo film.

Sembra il tipico contadino monco cinese…

Ma sotto gli umili vestiti di lavoratore della terra batte sempre il cuore di un grande guerriero con un braccio solo, di nuovo interpretato dal divo di Hong Kong per eccellenza: Jimmy Wang Yu.

E invece è Fang, lo spadaccino monco

Mentre zappa la terra, il nostro Fang viene raggiunto da Guan Shun (Wu Ma) e Guan Heng (Fong Yau), rispettivamente il cavaliere bianco e il cavaliere nero. E tutti sanno cosa non si deve fare al cavaliere nero…
(Purtroppo il ridoppiaggio del 2008 ha trasformato i due in “spadaccini”, forse consapevoli che altrimenti la battuta del “cavaliere nero” sorgeva spontanea.)

Ti ricordi cosa non glie devi fa’ al cavaliere nero?

Malgrado si professi un semplice contadino, Fang viene lo stesso invitato alla Festa della Barca del Drago il successivo 5 maggio, dove nel castello locale si svolgerà una gara di duelli per eleggere un “re spadaccino” (nel doppiaggio d’annata, “L’invincibile della spada”). L’invito proviene da Re Furtivo (Tien Feng, che curiosamente nel film precedente era il maestro buono di Fang!).
Questi ha riunito dei fenomenali criminali esperti di spada e insieme questi Otto Demoni vogliono conquistare la provincia: ecco i loro nomi:

Personaggio Doppiaggio 1979 Doppiaggio 2008
Ling Xu Lama Nascosta Re Furtivo
Duan Shu Lama Venefica Drago Velenoso
Song Wen Lama Rotante Ruote Rotanti
Deng Fei Lama Volante Lottatore Volante
Shi Fu Lama Sepolta Buddha d’Inferno
Jiao Feng Lama Possente Ercole
Yuan Qian Lama Uncinata Braccia di Gorilla
Hua Niangzi Cento Lame Signora dalle Mille Mani

Ah, quanto tempo potremmo passare a fare battutine sulla Signora dalle Mille Mani, ma le lascio tutte alla vostra immaginazione.

Intanto, ecco che glie faccio, ai cavalieri neri…

Come abbiamo visto nel film precedente, Fang ha promesso alla sua amata Xiao Man (Lisa Chiao Chiao) che non avrebbe più combattuto e avrebbe condiviso con lei una umile ma onesta vita da contadini, ed è fermamente intenzionato a rispettare la parola data. Ma il fiume di sangue che gli Otto Demoni stanno facendo scorrere nella regione impone che qualcuno li fronteggi e guidi gli insorti: un classico rapimento della moglie spinge Fang a prendere in mano la situazione. Mano sinistra, ovviamente…

Sento il pollice sinistro che mi prude

Nascosto dietro l’inspiegabile nome italiano R. Waltos c’è ovviamente Chang Cheh, che però stavolta lascia un’impronta molto poco personale. La sua sceneggiatura non sembra incisiva come nel film di due anni prima, la storia procede lenta e banalotta e si limita ad una sequenza ininterrotta di combattimenti che non lasciano segno. Anche come regista Cheh sembra svogliato: temo che il film sia stato fatto su commissione e che non ci abbia messo un briciolo di passione.

Non è un wuxiapian se non c’è una scena fra il bambù

Con l’aiuto del titano Lau Kar Leung, più noto come Liu Chia Lang, i combattimenti con le lame sono ottimi e abbondanti, ma onestamente parecchio confusionari rispetto ad altri film del periodo.

Ma Wang Yu conosce una posa sola?

Nelle secchiate di comparse che si riversano davanti all’obiettivo ci sono tutti i futuri caratteristi del genere, ma come protagonisti ci sono solo Wang Yu e la sua nota paresi facciale – non è mai stato un attore, solo un tizio fortunato che si è presentato su schermo al momento giusto – mentre il più carismatico Tien Feng si ritaglia il piccolo ruolo di big boss finale, che affronta il protagonista con tanto di lama tronca come la sua.

Tranquillo, la mia spada è corta come la tua…

Se però lo chiamano “Lama Nascosta”, ci sarà un motivo…

A me sembra che ora la tua spada sia più lunga della mia!

La celebre epica di Cheh non ha molto spazio, in questa parata di combattimenti non certo memorabili. A parte l’eccessiva ritrosia di Fang ad entrare in gioco e il suo disprezzo per le onorificenze – lui combatte perché deve, non per essere premiato – non c’è altro spazio per i forti sentimenti che di solito animano questi wuxiapian del maestro Cheh, un po’ svogliato.

Voglio fa’ pure io… la spadaccino monco!

Ormai però lo spadaccino monco è un personaggio troppo amato per lasciarlo andare: state tranquilli che il Maestro sciancato Fang tornerà…

L.

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7 risposte a One-Armed Swordsman 2 (1969) Gli invincibili campioni

  1. Cassidy ha detto:

    Tu sei stato maledetto da una strega e impossibilito a seguire una saga dall’inizio, io invece semplicemente mi perdo tra i seguiti, quindi questo mi manca e proprio per questo il post è doppiamente apprezzato. I nuovi nomi dei personaggi ridoppiati nel 2008 mi sembrano geniali:

    Drago Velenoso = l’unico modo per batterlo è costringerlo a mordersi la lingua da solo.
    Ruote Rotanti = Questo vince il premio GAC (grazie al cazzo).
    Lottatore Volante = Dovesse morire in combattimento, ho una bara adatta a lui.
    Buddha d’Inferno = Un rebus irrisolvibile per tutti i Teologi del mondo.
    Ercole = La quota “Peplum” del film.
    Braccia di Gorilla = Meglio non indagare da dove provengano le altre parti del suo corpo.
    Signora dalle Mille Mani = … No dai, questa è troppo facile! 😉

    Cheers!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahaah un degno modo di implementare la tabella dei personaggi 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Signora dalle Mille Mani: dominatrice dei Mille Serpenti (compreso quello di Braccia di Gorilla) 😛
        Tornando al film, non ricordo di averlo mai visto: presumo di osare troppo aspettandomi che l’attuale discendente di RaiSatCinema, e cioè Rai Movie, riprenda prima o poi a programmare quella rassegna…

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Temo di sì, stai osando troppo. A pate vecchi western e roba di magazzino, RaiMovie è in perenne morte apparente. Temo che quei master siano stati da tempo cestinati: per fortuna ho fatto in tempo a registrarli su DVD, oltre che comprare quei pochi che poi sono stati ridoppiati dalla AVO Film.
        Se un giorno ti capiterà, magari in offerta, un qualsiasi DVD AVO marziale dal 2008 in poi sappi che è un’edizione deluxe assolutamente imperdibile, perché è l’edizione italiana della Celestial Pictures, che ha fatto un lavoro titanico nel ripulire grandi film Shaw Bros.

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Ovviamente non l’ho visto manco per sbaglio. Trovo molto interessante che RaiSat Cinema una volta trasmettesse cicli interessanti e originali. Chissà se hanno mai più mandato in onda queste pellicole dal lontano 2002.

    E sai che se avessi letto solo la trama del film (e non la tua recensione che lo boccia!) l’avrei visto in tempo zero? Dai, come non venire conquistati da duelli all’arma bianca con spadaccini fenomenali! E vogliamo parlare dei nomi? Lama Nascosta, Lama Uncinata, Lama Possente, Cento Lame,…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ un prodotto tipico dell’epoca, e sicuramente migliore della media dei wuxiapian – è sempre un prodotto di Cheh – ma dopo la prima avventura di Fang è certo deludente una storia priva di epica e con combattimenti ben poco incisivi.

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  3. Pingback: X-O Manowar (2017) 1-3: la Guerra sono io! – Fumetti Etruschi

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