[Asylum] Alien Predator (2018)

L’uscita di settembre di The Predator (2018) di Shane Black ha risvegliato la famigerata The Asylum: oh, si è detto la casa, ma noi siamo famosi per sfornare versioni Z di filmoni del momento. E che facciamo, non diciamo una parola sul nuovo Predator?
In perfetta sincronia, la casa l’11 settembre 2018 – da uno a tre giorni prima del film di Black – presenta Alien Predator, la noiosissima versione ZZZZZZZZZZZZZZZ (e qualche Z in più) del Predator del 1987. Com’è che nessuno si caga mai i Predator venuti dopo?

Con un colpo solo, due citazioni!

Il regista Jared Cohn è autore di “capolavori” come il ridicolo Hold Your Breath (2012) e il divertente Atlantic Rim (2013), oltre che l’assolutamente inutile Evil Nanny (2016) trasmesso il maggio scorso addirittura da Rete4 come fosse il giallo dell’anno. Unendoci Little Dead Rotting Hood (2016), diciamo che lui rappresenta la parte oscura della Asylum, quella noiosa da morire e in cui il nulla permea ogni fotogramma.
Meno male che alla sceneggiatura c’è Bill Hanstock, l’orgolioso – e un po’ orgoglione – autore di Apocalypse Pompeii (2014) e 3-Headed Shark Attack (2015). Siamo davvero in buone mani.

Ammazza che mira: dallo spazio l’astronave casca sull’unica struttura della zona!

Seguendo il copione del film di John McTiernan, il cacciatore spaziale atterra nel centro America – in questo caso nell’Honduras – e comincia a cacciare gli umani per sport. Scomparso un gruppo di black ops, il rude Xavi Israel vuole andare a salvarli ma viene bloccato dalla burocrazia militare: insieme a sette commilitoni che se ne fregano del regolamento, si lancia al salvataggio nella giungla… Va be’, giungla… diciamo prato cespuglioso che addirittura fa rimpiangere le location bulgare.

La terribile giungla di fresche frasche

Appena giunti sul luogo i nostri eroi vengono accolti da pìu pìu, cioè dei raggi laser che fanno pìu pìu sparati da qualcuno senza motivo. Inizia la metà del film ambientata nelle fresche frasche, con gli attori che si comportano come fossero nella giungla mentre in realtà è palese che stanno sotto casa, con tanto di gelataio a portata di mano.

Invece di scuoiare gli umani, qui il predator li annoda…

A metà esatta del film, con precisione matematica, ci si va ad infilare tutti in un tunnel scuro così da poter utilizzare le solite location da interni della Asylum, più comode. Si cammina nel buio così a lungo che lo spettatore perde i sensi, e quando li riacquista dieci ore dopo stanno ancora camminando. Per fortuna si arriva al cospetto del Cacciatore, il Predator in versione Z. Lo Zredator!

Che triste spettacolo…

Tutta la storia ricalca fedelmente lo spunto del 1987, essendo in effetti l’unico film noto sul Predator: vi risulta siano usciti altri quattro film e un ulteriore quinto recentemente al cinema? No, non mi pare: Predator è solo quello del 1987.

Sarebbe questo l’Alien Predator???

Con un makeup degno del Cirque du Soleil il nostro Zredator riesce a dare ben misero spettacolo di sé.

Cioè… questo è il Predator senza maschera?

Come dicevo, Cohn rappresenta la parte oscura della Asylum, quella triste e noiosa, quella dove non succede niente e non fai che guardare l’orologio già dopo un minuto dall’inizio. Siamo lontani dal cazzeggio a cui la casa ci ha abituato e che da tempo non dà più notizie di sé.

Zredator, autodistruggi ’sto film!

Essendo ripartito per il suo pianeta, chissà che Zredator non torni a trovarci in futuro, quando la Asylum sarà tornata a fare film divertenti. Un futuro dunque molto lontano…

L.

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24 risposte a [Asylum] Alien Predator (2018)

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Già i termini “orgoglione” e zredator” riscattano un po’ la parte bolsa e noiosa dell’Asylum…grazie Lucius! 🙂

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  2. Vincenzo ha detto:

    la asylum sta superando sé stessa..
    e comunque sì, un esempio di merger fantascientifica…
    “makeup da cirque du soleil” 😀 😀

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  3. Cassidy ha detto:

    Ti avevo già letto di là, ma ti rileggo volentieri anche di qua, mi sono rimesso a ridere di nuovo su cirque du soleil, colpo di genio 😉 Cheers

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  4. Kukuviza ha detto:

    Ahahaha, io invece sto ridendo per i raggi più più XD Mitici!
    Ma è contenitivo quell’elmo del Predator? Ha la testa più grande, senza.

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Ennesima tristezza della Asylum. Che peccato… In altri anni sarebbe uscita una divertentissima poverata con lo Zredator sugli scudi.

    Che poi, perché devi far cascare l’alieno in Honduras? C@zzo, c’hai le foreste in Canada che sono ad un tiro di schioppo, perché devi andare ad impegolarti con la giungla tropicale? E perché devi mostrare la faccia dell’alieno? C’hai due Lire in tasca e non puoi permetterti nemmeno un Commodore 64 per gli effetti, che c@zzo togli la maschera al mostro che sembra fatto di cartapesta! Ma dico io, manco le basi sanno sti qua…

    Ultimo e poi torno al lavoro che sono giornate toste: ma davvero ti è piaciuto “Atlantic Rim”? L’ho visto solo una volta e mi è bastata, ma lo ricordo come una mattonata da taglio della vena…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dubito fortemente che quello mostrato sia il vero Honduras: dalla qualità della “jungla” mi sembrano più i giardinetti sotto casa Asylum 😀
      “Atlantic Rim” appartiene a quel momento cazzone divertente della Asylum, per cui a parità di liquame almeno ti fa fare un paio di risate, che è molto di più di quanto si possa sperare da tutti i suoi prodotti di questi ultimi anni. La Z che fa ridere la considero sempre con un occhio di riguardo 😉

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      • Zio Portillo ha detto:

        Scusa, mi sono espresso male. Intendevo che visto che devi metterci degli alberi e del fogliame come sfondo della storia, tanto valeva far atterrare la nave spaziale in una foresta canadese e non in Honduras. Almeno puoi giustificare il boschetto dietro gli studios…

        Adesso mi sa che devo riguardare “Atlantic Rim”… Dannato Lucius!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahaha una seconda visione di un film Asylum non la consiglio a nessuno 😀

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  6. Conte Gracula ha detto:

    Ho trovato il modo di fare i big money (TM): affittare orti e scantinati alla aZylum 😛
    Con una decina di filmetti, magari ci scappa uno stipendio decente.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Tu ci scherzi, il business delle location è roba che sposta big big big money! Noi con Cinecittà ci siamo fottuti, nei Novanta, perché siamo ingordi e abbiano chiesto così tanto che è durata poco, invece sono stati più lungimiranti in Romania e Bulgaria, che mettono prezzi bassi, personale specializzato, strutture e attrezzature già sul posto e paesaggi inediti per il pubblico americano. Idem per il Sud Africa a cavallo fra Ottanta e Novanta, che adottò una politica di sconti per le proprie location solo a troupe straniere, il che fece parecchio incacchiare i cineasti locali.
      Il cinema americano è in mutande quindi se hai belle location e le metti a poco prezzo, dovrai mandare via col bastone i registini che ti piomberanno addosso 😛
      Essendo poi tu un conte, ti avanzerà un castello da affittare per “The Nun 2: Gracula Files”! 😀

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      • Zio Portillo ha detto:

        Mi intrufolo nella discussione anche se esco un po’ dal discorso cinematografico.

        Conte, qua a Venezia abbiamo due eventi grossi e conosciuti a livello mondiale: la Mostra del Cinema e la Biennale. Nei 10 giorni della Mostra non c’è un buco nemmeno a pagarlo oro. Ecco, conosco di persona gente che si trasferisce da parenti e affitta il proprio appartamento prendendo dei bei soldini. Diciamo che gli esce una “quindicesima”. Mettono i loro effetti in armadi che chiudono con lucchetti anti-trancio e si fanno dare una caparra bella sostanziosa in caso di danni.

        Stessa solfa per la Biennale. Vengono affittati spazi dismessi o magazzini zeppi di topi per allestimenti assurdi. Dietro a casa mia c’è un’ex negozio di alimentari completamente dismesso. Non c’è nemmeno il pavimento! I muri sono scrostati, non ci sono infissi, non c’è riscaldamento, non ci sono impianti,… non c’è un c@zzo di niente! L’unico pregio è che sono più di 100 metri quadri. Ecco, l’anno scorso (con la Biennale d’Arte) è stato affittato a peso d’oro per 4 mesi perché un gruppo di artisti di varie nazionalità ha creato un bar (!!!) usato come punto d’incontro per bohemienne e artisti vari che passavo le notti a scassarsi di amari e a confrontarsi su svariati temi. Il proprietario del fondo (che conosco) con quanto incassato si è cambiato la barca…

        Finché dura è grasso che cola ma già quest’anno con la Biennale “povera” (quella di Architettura, Teatro, Musica e Balletto) molti hanno alzato i prezzi e se la sono presa in saccoccia perché non c’è stato il pienone come l’anno scorso. Chi troppo vuole nulla stringe!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non ho mai indagato di persona, ma negli anni Novanta girava voce che Cinecittà cominciò a sparare cifre assurde, convinta che gli americani fossero ancora quelli di una volta, coi soldi che gli uscivano dalle tasche e pronti a comprarsi la fontana di Trevi. Risultato: tutti nell’Est Europa! Credo che “Gangs of New York” sia uno degli ultimi film girati a Cinecittà.
        La storia del tugurio affittato a peso d’oro è terrificante…

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      • Zio Portillo ha detto:

        Oggi finisco tardi ed è troppo buio per fare due foto. Domani mattina ti faccio un breve video col cellulare e te lo giro via mail. 30 secondi. Almeno ti rendi conto perché, credimi, quello che ti ho detto non rende l’idea!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Rigiralo a Striscia la Notizia, magari ci fai soldi anche te 😛

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      • Zio Portillo ha detto:

        Si, così il proprietario mi viene a prendere a casa… Tengo famiglia Lucius! 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah giusto 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Siamo già in trattative, io e Wan: ho appena fatto levare un centinaio di stanze per sostituirle con scale tenebrose che danno su corridoi bui.
        The Nun 2: Scale e parenti serpenti. Sarà un successone!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah successo assicurato 😛

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