Jamie Lee Curtis dal “Graham Norton Show” (2018)

Tranquilli, niente spoiler su Halloween 2018, ma vale la pena raccontare la puntata di venerdì 5 ottobre 2018 del mitico “The Graham Norton Show“, in cui Jamie Lee Curtis si è presentata per lanciare il film di Blum, sebbene non sia stata detta una sola parola su di esso.

Per chi non lo sapesse, da più di vent’anni Graham Norton conduce uno show spumeggiante dove ogni star hollywoodiana è passata almeno una volta – tranne Brad Pitt, con grande dispiacere del conduttore, dichiaratamente omosessuale – e negli ultimi due anni circa ho recuperato gran parte di queste puntate.
La censura britannica è molto diversa da quella americana a cui siamo abituati, anzi credo sia molto più liberale della nostra, quindi questo è il chat show (perché loro non dicono talk show) in cui Mark Wahlberg si è presentato completamente ubriaco e ha iniziato a palpeggiare il presentatore; in cui Bill Murray completamente ubriaco ha dimostrato che è simpatico anche quando è ciucco; in cui Mickey Rourke ha fatto il mollicone spinto con Jessica Biel, mentre la povera donna era gelata dall’imbarazzo; in cui si è fatto a gara fra Pine-Nuts (fan di Chris Pines) e Cumber-Bitches (fan di Benedict Cumberbatch) e i rispettivi attori a sorpresa hanno abbracciato le fan che hanno viaggiato di più per essere in trasmissione (addirittura dalla Germania e dal Giappone!), ed amenità irresistibili varie.

È la trasmissione dove gli attori sono liberi e non necessariamente devono parlare bene del film che sono venuti a presentare: come per esempio Judy Dench, che ogni volta che è ospite non ricorda neanche quale ruolo abbia ricoperto nel film in questione!

Gli ospiti del 5 ottobre 2018

Venerdì 5 ottobre scorso dunque si presenta Jamie Lee Curtis e, come sempre capita quando un attore americano si presenta sul divano di una trasmissione britannica, è come un napoletano che si presenti al congresso della Lega: lui ride e se la gode, mentre gli altri rimangono immobili con un sorriso forzato sulla faccia.
Quella che si siede sullo storico divano rosso di Graham Norton sembra essere una Jamie Lee campagnola che dopo un anno passato a zappare terra si sia messa il vestito buono e si sia presentata alla sagra del culatello. Risatone, pacche sulla schiena, manate sulle cosce, abbracci, buffetti, smanacciamenti vari, mentre gli altri ospiti sono raggelati e con un sorriso falso sulla faccia.

Jamie Lee e il suo immotivato entusiasmo sciabordante

Jamie Lee non ha nulla da dire sull’Halloween di imminente uscita e infatti non dice niente. Racconta però che per le riprese ha dovuto fare delle ore di poligono – perché per gli americani ogni scusa è buona per sparare – e il gestore del poligono era un fan invasato della saga: quando ha visto l’attrice è impazzito, e ha messo foto di Myers su tutti i bersagli.
Jamie Lee dice che al primo colpo sparato con un Winchester becca al centro della fronte Michael: forse qualcuno dovrebbe dirle che tutto questo non fa di lei un’attrice migliore…

Vicino alla donna c’è Gary Barlow, ex membro dei Take That, che è venuto a presentare la sua autobiografia, la storia drammatica di un ragazzo sulla vetta del mondo che un giorno si risveglia padre di famiglia senza più lavoro, con i soldi che volano via in fretta. È una storia di rinascita attraverso scelte sbagliate e tentativi falliti, di un uomo che però può sempre contare sull’amore dei suoi fan: quei fan che non l’hanno mai abbandonato, anche quando non era più un divo.
L’atmosfera è spezzata dall’entrata a gamba tesa di Jamie Lee: sì, sì, pure per me è così, uguale. I fan dell’horror sono così, non ti abbandonano mai, e mi vogliono bene da quarant’anni. Perché ora, dopo aver per lungo tempo tenuto a precisare che lei voleva stare lontana dall’horror, Jamie Lee è la regina dell’horror da quarant’anni, e dà pacche sulle cosce di Barlow dicendo: io e te siamo uguali, siamo re e possiamo sempre contare sull’affetto dei nostri sudditi. Ovviamente Gary è immobile in un paresi a forma di sorriso imbarazzato.

Altro ospite è Jeff Goldblum, e vi consiglio caldamente di recuperare su YouTube le partecipazioni dell’attore al “Graham Norton Show”: gioia allo stato puro. Jeff infatti fa cinema per soldi, ma la sua passione è la musica: è un pianista di grande talento che finalmente ha coronato il suo sogno e ha pubblicato un album jazz, insieme alla sua amata The Mildred Snitzer Orchestra e con la voce splendida di Imelda May, tutti presenti in trasmissione per un’esecuzione dal vivo. Come rovinare anche questa situazione?
Mentre Jeff parla – e Jeff che parla e gesticola in trasmissione è uno spettacolo unico! – Jamie Lee fa lo sguardo accigliato e lo interrompe, dicendo che sul set de Un pesce di nome Wanda (1988) – che è l’ultimo film dell’attrice che il pubblico ricordi – si chiedeva perché Kevin Kline recitasse in modo così strano, sopra le righe… e poi ha capito: stava facendo Jeff Goldblum!
Per supportare la sua tesi, l’attrice inizia ad imitare Kevin Kline che imita Jeff Goldblum, agitando le mani e facendo le facce buffe, mentre Jeff la guarda allibito e c’è il serio rischio che la prenda a pizze. Per fortuna è un signore e si limita a toccarsi il mento e a mantenere un glaciale sorriso falso.

Qualcuno fermi Jamie Lee!

Quando arriva Rowan Atkinson Jamie Lee sembra aver capito che ha abbondantemente sfondato gli zebedei a tutti e si placa. Anche perché Atkinson è così serio ed impettito che è chiaro non sia disposto ad entusiasmi da sagra della caciotta. Mentre l’attore ricorda con tenerezza i tempi in cui lavorò al fianco di Goldblum in 2 metri di allergia (1989) – ed io c’ero: vidi il film da fan di Jeff, ignorando chi fosse Rowan! – Jamie Lee lo guarda con una faccia buffa inesplicabile: l’avrà capito che è un attore che sta parlando e non Mister Bean?
Rowan lancia il suo Johnny English colpisce ancora (2018) e non vedo l’ora di vederlo, perché contro ogni mia aspettativa e previsione… sono un fan sfegatato della serie!

Qualcuno dica a Jamie Lee che è Atkinson, non Mr. Bean

Morale della favola, tutti sul divano sono stati amabili, divertenti, spumeggianti ed hanno fatto venir voglia di acquistare i prodotti che sono venuti a pubblicizzare. Jamie Lee invece ha fatto la solita americana che si sente a casa sua – soprattutto a casa di altri – e quel che peggio passa per diva dell’horror da quarant’anni: quindi è questa ora la leggenda metropolitana che bisogna far finta di credere? Tornare ancora al genere che si è disprezzato solo perché da anni non alzi una paglia fa di te una regina? Boh, sarò troppo repubblicano io…

A questo punto, a fine ottobre farò il tifo per Michael…

L.

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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39 risposte a Jamie Lee Curtis dal “Graham Norton Show” (2018)

  1. Vincenzo ha detto:

    non conoscevo questa trasmissione, ma sembra interessante, caspita!…
    la buona Jamie Lee farà 60 anni a fine novembre ma a quanto leggo è ancora una gran burlona…
    fan di Johnny english? maddai! 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La trasmissione è ormai una droga, per me, e purtroppo mi sono sparato tutte le puntate su YouTube, in questi anni. Dopo la lunga pausa estiva finalmente è ricominciata e mi sa che i prossimi lunedì continueròa raccontarne gli aneddoti 😛
      Jamie Lee è sempre stata una donna splendida e solare, solo che ha preso una trasmissione briosa per un’osteria 😀

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Oggi ho seri problemi con internet. Sta andando a spizzichi e bocconi e per postare un commento devo ricaricare la pagina 20 volte!

    Vabbè, al volo: in soldoni c’ha ragione Jeremy Clarkson (ex Top Gear, ora Grand Tour) che percula a tutto spiano gli americani chiamandoli “coloni” e dicendogli le peggio cose!

    P.S.: fan di Johnny English?!?! Dai! Non ti credo manco se lo vedo coi miei occhi! 😳

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Guarda, sono il primo a stupirmene. Quando uscì il primo ero pronto sul trespolo, l’ho visto unicamente per poterlo massacrare e scrivere su facebook che Atkinson doveva limitarsi a Mr. Bean perché non era capace di far altro… Solo che poi ho iniziato a ridere come uno scemo, a trovare deliziose le prese in giro degli spy americani e alla fine il danno è stato fatto: sono diventato fan di Johnny English! ^_^

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      • Giuseppe ha detto:

        Diciamo pure che è qui nel Belpaese che lo si voleva forse far passare come Mr. Bean e basta (dopo tutto, chi mai avrebbe potuto anche solo lontanamente aver sentito parlare della serie The Black Adder e relativi seguiti dalle nostre parti? Così, per dirne una), fino a quando non è arrivato il suo Johnny English a dimostrare a NOI -gli altri lo sapevano già, ovvio- quanto le cose stessero diversamente… se ancora non s’è capito, Johnny English garba assai pure al sottoscritto! ^_^
        Riguardo alla “performance” di Jamie Lee, che dire…
        “Osteria numero mille para ponzi ponzi po
        Qui da Norton fò scintille para ponzi ponzi po
        Son solare e spiritosa
        Intervengo su ogni cosa”
        Vai con il coro
        ” Sta attenta a Myers, biondina
        Sta attenta a Myers, biondàààà” 😉

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      • Conte Gracula ha detto:

        È anche stata una scelta di Atkinson, però: lui faceva ogni anno le vacanze in Italia e non voleva essere tormentato da eventuali fan – al massimo, qualcuno l’avrebbe riconosciuto per la particina in Hot Shots 2, mi pare.
        Così, per almeno un decennio ha ottenuto che progetti a cui ha preso parte non sbarcassero in Italia… o così vuole la leggenda 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Nel caso, ha un pelino sbagliato: gli attori brillanti inglesi qui da noi non se li fila nessuno, quindi avrebbe dovuto far arrivare i suoi film “normali” (che sono abbondantemente sbarcati senza problemi sin dagli anni Ottanta) e bloccare Mr. Bean! 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Come dicevo nel pezzo, ho conosciuto per la prima volta Atkinson con “2 metri di allergia” (1989), che non sapevo essere una graffiante critica proprio su di lui (in cui cioè Atkinson interpreta un comico “fisico” stronzo: credevo fosse un ruolo invece era proprio stato scritto per lui!), poi ci ha fatto tutti simpatia in “Quattro matrimoni e un funerale” (1994), quando le TV italiane facevano a botte per replicare notte e giorno la scena in cui fa il prete che sbaglia il rito (anche perché il film veniva spacciato come commedia dell’anno e quella era l’unica battuta). “Hot Shots! 2” (1993), “Rat Race” (2001), “Love Actually” (2003), “La famiglia omicidi” (2005) e la deliziosa serie TV “Sbirri da sballo” (1995-96), insomma, non prodotti da prima serata, né roba da fermare l’attore per strada per un selfie. Ah, e qualcuno l’ha visto il suo recente Maigret? Un britannico che fa un francese è una bestemmia, ma anche “Little Murders” è un prodotto in cui francesi fanno gli inglesi, quindi è un periodo bestemmioso…

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      • Conte Gracula ha detto:

        Maigret con Atkinson l’ho visto, era proprio tetro!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Chissà se ha avuto riscontro di pubblico da noi, che siamo talebani e guai a chi fa Maigret in modo diverso da come lo faceva Gino Cervi…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahhahaa guarda, il clima imposto dall’attrice era davvero quello! 😀

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      • Zio Portillo ha detto:

        @Conte: anch’io la sapevo sta storia di Atkinson che non voleva farsi conoscere in Italia e ha posto il veto sullo sbarco di Mr. Bean nel Belpaese. Forse tanto una leggenda non è…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Requisito fondamentale di una leggenda è che si sappia in giro, altrimenti non è una leggenda: quindi avere sentito in due la stessa storia è proprio il minimo per una leggenda 😀 😀
        Scherzi a parte, Mr. Bean è arrivato immediatamente in Italia ed è stato replicato un miliardo e mezzo di volte: mentre scrivo, lo stanno facendo in TV, anche in versione cartoni animati. Quindi non so dove nasca la leggenda del veto…

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      • Zio Portillo ha detto:

        @Lucius: non so se vale come prova ma cercando al volo ho trovato questo:

        https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/06/10/mr-bean-sbarca-in-italia.html

        Quindi sembra che Mr. Bean sia giunto in Italia con circa 7 anni di ritardo…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Appunto, “subito” per gli stardard italiani 😀
        Scherzi a parte sono sicurissimo che la leggenda abbia davvero girato e i giornali sono il posto giusto per veicolare notizie falsi, che poi davvero Atkinson nel 1990 fosse così potente da avere voce in capitolo con i terrificanti distributori italiani – contro cui personaggi ben più celebri si sono scontrati – è tutto da vedere. Per carità, non ho problemi a credere che l’attore avesse paura di essere riconosciuto per strada in Italia e che quindi fosse disposto a perdere grandi pacchi di soldi per passare vacanze tranquille, ma mi permetto di dubitarne, visto che per distribuire in ritardo i prodotti gli italiani non hanno certo bisogno di indicazioni. Come abbiamo visto, addirittura il ritardo dei distributori negli stessi anni ha fatto saltare un episodio di Halloween senza che nessuno se ne accorgesse: la distrazione del pubblico e la spregiudicatezza dei distributori mi sembra non abbiano bisogno di Atkinson 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        @Conte: sì, ricordo anch’io questa leggenda… ma continuo a credere che l’italica e micidiale combinazione “ritardi distributivi come da prassi /pubblico mediamente distratto” sia stata DA SOLA più che sufficiente a garantirgli per anni l’agognata privacy, senza bisogno di porre alcun veto 😉

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  3. Cassidy ha detto:

    Siamo sicuri che non fosse ubriaca pure lei come gli altri ospiti elencati? Strano perché di solito é abbastanza sul pezzo la ragazza, in un’intervista che ho visto di recente dove era insieme a Carpenter e Blum (intervistata da, gulp, Elisabetta Canalis storia vera purtroppo) è stata brillante facendo pure notare che alcune domande erano delle fresaccce (ma dai chi lo avrebbe mai detto) per fortuna possiamo sempre Jeff su cui contare, una sicurezza. Cheers!

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  4. redbavon ha detto:

    Come se l’avessi vista questa puntata dello Show! Mi hai fatto sbellicare. Però, io sono con i “coloni”. Anche perché io sono napoletano. Per portarmi a un raduno della Lega dovrei andarci ciucco e mi comporterei inevitabilmente come la Lee.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah ecco forse spiegato l’arcano 😀
      Norton ci scherza molto su questo, in fondo noi non ci accorgiamo delle differenze ma gli attori che transitano sul suo divano sono americani, australiani, canadesi, neozelandesi e via dicendo, con tutti i razzismi del caso, accenti molto diversi e quindi scontri di civiltà. Per non parlare di quando arriva un irlandese e un inglese. Insomma, ce ne sono di “razze” nel cinema e quindi bisogna andarci piano per non provocare la rissa. Oppure prenderla a ridere 😛
      Una volta è arrivato ospite David Guetta che, essendo un musicista internazionale, parla inglese… ma non capiva una mazza quando parlava un’attrice che proveniva dall’entroterra britannico. Graham gli ha chiesto se capisse e lui ha risposto no, e allora il presentatore ha detto: «Non capiamo neanche noi, ma l’importante è fare sì con la testa» 😀

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  5. Austin Dove ha detto:

    Perché americani e inglesi hanno i Vip negli show e noi invece modelli mancati senza cultura?

    Comunque, Jamie è celebre e potrebbe vivere senza lavorare vista la sua famiglia e il suo passato. E poi è vero: è stata la prima e la migliore final girl e interprete di un cult. Non la batti questa combinazione^^

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ogni show rispecchia i gusti del pubblico: agli italiani degli attori non frega niente, invece i “casi umani” spaccano 😀

      Se i divi americani ci hanno insegnato qualcosa, è che ci vuole un attimo a fumarti tutto: è lungo l’elenco di star stra-ricchissime che in istante hanno perso tutto, per investimenti sbagliati, divorzi, la solita menata delle molestie e così via. Quindi il mito del “è ricco e non avrebbe bisogno di lavorare” è solo una leggenda: se lavora, è perché ha bisogno di lavorare.
      La protagonista de “La notte dei morti viventi” (1969) grida per tutto il tempo, perché nessuno la considera la prima “screaming girl”? A me sembra che Jamie Lee abbia inventato la sua fama, tanto i fan non controllano mai e ingoiano tutto: un giorno del Duemila ha detto che lei era la prima e migliore di tutti e nessuno è andato a controllare. Infatti lei oggi finge di essere nel franchise di Haloween da 40 anni quando è palesemente falso: qualcuno lo ricorda? No, via ad ingoiare tutto…
      Così come nessuno ricorda che la Curtis ha sempre snobbato l’horror, essendo un’attrice brillante: quando si è resa conto che non la chiamava più nessuno, toh, sono un’icona horror…

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      • Austin Dove ha detto:

        Non concordo: lei è protagonista di molti film della saga, i più famosi e la maggior parte. Poi la final girl è tipica dello slasher^^

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ha fatto l’1 e il 2 (quest’ultimo schifandolo apertamente, malgrado abbia guadagnato cento volte più del primo come ingaggio), poi è tornata dopo vent’anni esatti, quando cioè come attrice brillante non era più una star, e ha fatto il 7 e l’8 (quest’ultimo devo ancora vederlo), che fanno finta che i sequel non esistano, ed ora è tornata dopo altri vent’anni – credo sia l’11, devo ancora calcolare bene – a fare finta che non esista nulla al di fuori del primo. Donald Pleasance ha fatto più Halloween di lei…
        Per stare in un franchise per 40 anni servirebbe di più che apparire ogni vent’anni: Doug Bradley può dire di essere in Hellraiser, Englund in Nightmare, perché si sono sparati tutti gli episoid: la Curtis semplicemente fa capolino quando ogni vent’anni quando non trova altro da fare. L’infermiera Marion è apparsa in tre Halloween, a vent’anni di distanza; perché lei non la considerano nel franchise da 40 anni? 😀

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      • Austin Dove ha detto:

        Perché non è famosa o iconica 😂
        Grazie per la spiegazione

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Infatti le poverette dei film zombie di Romero, che sono screaming queen e final girl molto più della Curtis, nessuno ricorda neanche come si chiamino 😛

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  6. benez256 ha detto:

    Lucio anche tu guardi il Graham Norton Show??? Grandissimo, credevo di essere l’unico pirla a farlo! L’ho scoperto quando ero in vacanza a londra due anni fa e me ne sono innamorato, c’è sempre da ridere a vederlo!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Credo siano due anni che sono un drogato di Norton, mi aggiro per YouTube come un disperato a cercare qualche puntata non ancora vista 😛
      Mi piace vedere il lato “normale” di tanti attori, che spesso sono molto più sciolti dal vivo: tanti divi che ho detestato su schermo li ho trovati poi simpaticissimi sul divano di Gratham ^_^

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  7. Emanuele ha detto:

    Questo talk show mi manca.
    La penso come Cass, probabile che fosse ubriaca… comunque sfido io a stare accanto a Ron e non pensarlo come Mr. Bean 😄

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se leggi i sottotitoli in inglese, questo show lo devi assolutamente cercare in rete. Il canale ufficiale di Graham Norton presenta anche un sacco di mini-filmatini con i momenti salienti, le scene più divertenti o gli aneddoti più incredibili raccontati dagli attori. Come Mark Ruffalo che racconta di quando ha ricevuto una telefonata dalla produzione che gli ha detto: “Se domattina alle 5 trovi una macchina fuori dalla porta, entraci: hai ottenuto la parte di Hulk”. E si ritrova al Comic-Con dove tutti credono che il personaggio sarà interpretato da Edward Norton!!!

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      • Emanuele ha detto:

        Fantastici gli aneddoti!
        Conosco l’inglese ma spesso faccio fatica a capirli, soprattutto se come in questo show c’è gente di tutto il mondo che parla inglese, sia per madrelingua che non. Quindi i sottotitoli sono graditi!
        Ogni tanto guardo Jimmy Fallon perché è un fottuto nostalgico come me e fa delle reunion fantastiche (la mia preferita è quella di Beside School).
        Purtroppo ne fanno talmente tanti che non riesco a starci dietro ma darò sicuramente una possibilità a questo show!

        p.s. ti chiamo alle armi, oggi ho trattato un film che non ricorda nessuno tranne io e mio cugino, se hai tempo passa da me e dimmi che lo conosci e non ce lo siamo sognati! In rete non si trova quasi nulla se non la scheda (incompleta) di MyMovie.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sì, di questi show è pieno e Jimmy lo guardo spesso anch’io, ma Graham Norton è imbattibile. Se ti capita guardati uno dei tanti mix che girano sul Tube, vedrai che non lo mollerai più. (E i sottotitoli sono quelli generati automaticamente)
        Volo al tuo blog!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        P.S.
        Sono fuori casa ed è un casino risponderti sul blog. Il film non l’ho mai sentito, anche se la trama è un classicone: stasera da casa sfoglio un po’ di database e ti vengo a rispondere 😉

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