The Graham Norton Show 2018-10-12

Nuova puntata dello spumeggiante chat show britannico, venerdì 12 ottobre scorso: ve la racconto.

La notiziona della puntata è che sono ospiti i BTS, che per fortuna in Italia non credo siano ancora arrivati ma a quanto pare gli inglesi stanno morendo dalla goduria per questa boyband coreana che fa svenire le ragazzine.
L’argomento con cui iniziare è dunque la Corea, ed esce fuori che l’ospite Rosamund Pike è stata insignita della cittadinanza onoraria di Busan (da Wikipedia scopro che è la città portuale più grande della Corea del Sud), e per l’occasione le è stato donato un gong coreano. Nel quartiere dove vive l’attrice c’è un ristorante coreano che si chiama Busan, e quindi ha pensato bene di portare a far vedere lì il gong, sperando che essendo loro concittadina onoraria ci scappasse un pranzo gratis: pare invece che sia stata accolta dai coreani con grande perplessità.
Simpatico aneddoto, ma non posso vedere Rosamund senza odiarla profondamente: la sua bravura in ruoli da donna mostruosa in Gone Girl (2014) e Return to Sender (2015) mi hanno insegnato a tremare davanti al suo volto.

L’attrice migliore nel farsi odiare

L’attrice è lì per lanciare il suo nuovo film, A Private War (previsto in Italia per il 22 novembre prossimo), ispirato all’inchiesta apparsa su “Vanity Fair” Marie Colvin’s Private War, di Marie Brenner.
La drammatica storia di una delle più celebri corrispondenti di guerra viene stemperata da Graham, che chiede all’attrice di quando David Fincher la chiamò per un provino tramite skype.

Rosamund così racconta che era a Glasgow (Scozia) per girare un film – non lo dice ma quasi sicuramente era la deliziosa commedia romantica La nostra vacanza in Scozia (2014) con il “dottore” David Tennant – e sa che David Fincher vuole fare una conferenza in skype con lei, per provinarla come protagonista di Gone Girl. Il problema è che non esiste copertura internet nella zona. (Il film in questione si svolge in campagna.)
L’attrice cammina cammina fino ad entrare in un grande centro ginnico Virgin Active, e si iscrive solamente per usare il Wi-Fi! Si chiude in una stanza, parla con Fincher e gli altri, finché arriva il momento che le viene chiesto di recitare il punto in cui il personaggio racconta i terribili abusi subiti. Rosamund dà il meglio di sé, recita le cose terribili del suo personaggio… finché sente bussare alla porta. La proprietaria si era affacciata per avvertire che la palestra stava chiudendo, ma è rimasta raggelata! L’attrice prova a dirle che può spiegarle quello che sta dicendo, ma la donna si sbriga ad uscire sconvolta.

Curiosamente due anni prima, dall’altra parte del pianeta, Charlize Theron vive una storia molto simile, da raccontare sempre a Graham Norton.

Dialetto di Londra contro quello di Belfast

Co-protagonista in A Private War è Jamie Dornan, reduce dalla trilogia delle 50 sfumature e sempre più chiuso ed impacciato ad ogni sua apparizione nello show: la sua timidezza sta regredendo e in questa puntata si limita a mugugnare qualcosa nel suo dialetto di Belfast che gli altri ospiti americani non capiscono.
L’unico suo annuncio è l’imminente uscita (20 ottobre negli USA) di My Dinner with Hervé, dove interpreta un giornalista che racconta la vita di Hervé Villechaize, il celeberrimo attore nano (si può dire “nano”?) che negli anni Ottanta riempiva le TV di tutto il mondo, soprattutto con la serie “Fantasilandia”.

Whoopi Goldberg riceve un sacco di applausi e presenta il suo spettacolo dal vivo a Londra, ma non ha molto da dire. Più simpatico Harry Connick jr., che oltre a presentare i suoi impegni musicali ci parla dello stalkie, l’evoluzione del selfie. Invece di fare la classica foto con una star, lui preferisce fotografarsi e far entrare nell’obiettivo la star a sua insaputa.

Harry Connick jr. organizza un finto stalkie in diretta

Il suo capolavoro è farsi uno stalkie mentre le star ritratte si fanno un selfie.

Harry Connick jr. fa uno stalkie a Jennifer Lopez che fa un selfie

L’arrivo in scena di un gruppo di ragazzini vanesi che sono addirittura finiti in copertina del “Times” e hanno parlato alle Nazioni Unite – non si sa a che titolo – mi fanno di capire di essere troppo vecchio per le boyband. Poi ricordo che non le ho mai sopportate neanche quand’ero giovane, giungendo alla conclusione di essere nato vecchio…

Speriamo che la prossima volta ci siano più gustosi aneddoti cinematografici.

L.

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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21 risposte a The Graham Norton Show 2018-10-12

  1. Cassidy ha detto:

    Sapevo del provino via Skype, ma non che fosse stato fatto pure scroccando il wi-fi! 😀 Rosamunda è più simpatica dei personaggi che interpreta per fortuna, ora mi toccherà recuperare la commedia con il Dottor Tennant 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ un classico soggetto all’americana ma fatto da britannici, quindi con gusto totalmente diverso e una commedia non da spanciarsi, oserei anzi definirla con un tocco di amaro. Un grande cast per una storia di rapporti familiari come sempre complicati e dolorosi.

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Io la Pike la “amo” da “La Fine del Mondo” (per me il migliore della Trilogia del Cornetto) quindi non riesco a vedere il male nel suo viso.

    La Goldberg invece è uno dei miei rimpianti. Quando bazzicavo Londra e ci andavo ogni 6 mesi circa, oltre ad organizzarmi le giornate per massimizzare il tempo, mi gustavo inevitabilmente una partita, un musical o un evento comprando da qua i biglietti (la passione per i musical sono l’unica cosa bella che mi ha lasciato la mia ex… Vabbè…). Comunque quella volta dovevamo vederne uno e in ballo c’erano “Les Miserables” e “Sister Act”. Il primo io l’avevo già visto ma la mia attuale compagna no e prendemmo i biglietti per quello. Arrivati a Londra andiamo a Carnaby Street per delle commissioni (leggi: comprare i Ben’s Cookies) e passiamo davanti al Palladium. Esposte ci sono le locandine di “Sister Act” con Special Guest Whoopy Goldberg che fa la parte della madre superiore. Ovviamente tutto esaurito… Ce l’ho ancora sul gozzo da quella volta!

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  3. redbavon ha detto:

    Questi tuoi “riassunti” della puntata dello Show mi piacciono anche se non ne ho visto mai una puntata. Sembra quasi una radiocronaca quando la TV non era per tutti. Mi sa che sono ancora più vecchio di te e non solo per le boyband!

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  4. Vincenzo ha detto:

    Meno spumeggiante della scorsa puntata con Jamie Lee brilla, ma comunque bello l’aneddoto della Virgin.😀

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Dornan si vergognerà di aver partecipato alle 50 sfumature di marrone? 😛
    L’aneddoto del provino sembra uscito da una commedia, sarebbe stato impeccabile con Ben Stiller al posto dell’impiegata 😛

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  6. Giuseppe ha detto:

    In “Gone Girl” e “Return to Sender” la bellissima Rosamund è terrificante, vero, ma io metto “Johnny English – La rinascita” e “La Fine del Mondo” a fare da contrappesi positivi, così mi passa la paura 😉

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  7. Kukuviza ha detto:

    Anche a me la visione di quel film “Gone Girl” me la fa guardare con sospetto nonchè terrore.
    Scopro ora che l’attore si chiama Dornan e non Dorman…con quell’espressione perenne lì io mi chiedo perché lo chiamino a recitare.
    Ma le boy band sono cose da ragazzine, è chiaro che non ti potevano interessare!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Altro che ragazzine, qui siamo all’età fetale! La cosa assurda è che questi BTS o come si chiamano si muovono proprio come negli anime, con gesti talmente “giapponesi” che mi stupisce come possano impazzire le ragazzine occidentali. Almeno le boy band americane si muovono in modo occidentale 😀

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      • Kukuviza ha detto:

        Ci sono misteriosi misteri insondabili per cui una boy band ha un successo planetario rispetto a un’altra che invece passa più defilata. Comunque questa è quindi la prima boy band giapponese a spopolare in Occidente…la prima di una lunga serie??

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        In realtà sono coreani, ma si muovono proprio come gli anime giapponesi: non escluderei sia fatto apposta, magari per raggiungere un pubblico più grande o perché sono cresciuti con quei cartoni animati 😀
        Gangna Style o come si chiamava ha avuto eco mondiale principalmente perché si rideva di un asiatico e dei suoi strani movimenti, mentre lui conquistava il mondo. Qui pare invece ci sia grande amore sin da subito, tanto da meritarsi la copertina del Times: mi stupisce che la modaiola e superficiale Italia ancora non si sia lasciata contagiare dal fenomeno. Sono ragazzini ebeti che non hanno nulla da dire: mi sembrano perfetti per il pubblico italiano 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Tenendo conto che, tra le altre cose, negli anime giapponesi non è poi così raro trovare all’opera anche dei team di animatori coreani, mi sembra plausibile che lo facciano apposta…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Si riprendono ciò che è loro 😛

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