Mongolian Death Worm (2010) Terrore dal sottosuolo

Il ciclo “Monster Night” di Cielo ci regala sempre grande emoZioni… con la Z maiuscola!

Il ciclo della Z più “mostruosa” di tutte

Mercoledì 10 ottobre 2018 il canale ripesca un “grande inedito” (ovviamente sono sarcastico), un filmaccio che proprio si sentiva il bisogno di tradurre in italiano.
Ovviamente firmato da una delle regine della Z: CineTelFilms.

Quando vedete questo marchio, preparatevi alla Z di qualità!

I fan erano in astinenza da Tremors da sei anni quando la CineTelFilms li ha accontentati con Mongolian Death Worm, uscito in patria americana l’8 maggio 2010.
Cielo per l’occasione lo ribattezza Terrore dal sottosuolo.

Ammazza, si sono sprecati per il titolo!

Per l’occasione scendono in campo i migliori sceneggiatori della Z. Come Neil Elman, autore di I Spit on Your Grave 2 (2013) e Kevin Leeson, che ci ha regalato il fiacchissimo Scorched Earth (2018).
Alla guida, sia come regista che come sceneggiatore, c’è Steven R. Monroe: per dare un’idea, questo è il suo film migliore…

Tipica trivella della Mongolia del Texas

Siamo nella Mongolia sapientemente ricreata in Texas, e spero che anche qui si capisca che sono sarcastico: ovviamente gli autori non hanno mai visto la Mongolia neanche su Google Immagini, quindi vi lascio immaginare il grado di credibilità della location.
Comunque la solita ditta di spregiudicati trivellatori trivella trivella finché non fa il casino, risvegliando un’antica genia di mostroni vermoni tremors-formi, che lì riposava.

Fermi tutti, c’è “magliettina” Daniel

Per fortuna “magliettina” Daniel (Sean Patrick Flanery o ciò che ne rimane) è il duro intrallazzone del posto che ci spiega l’arcano:

«I vermi della morte della Mongolia, sono i mitici guardiani della tomba di Gengis Khan.»

Ah, la tomba di Gengis Khan, allora sì che tutto torna. Questo buco di sceneggiatura serve solo a spiegare i vermoni… va be’, “spiegare” è un parolone: diciamo che serviva una certa dose di buffonate da far dire agli attori (va be’, “attori”…) per allungare il già scarno minutaggio.
A questo punto allunghiamo il brodo chiamando il noto caratterista di Hong Kong George Cheung a fare il tipico sceriffo mongolo: oh, siamo sicuri che in Mongolia ci siano gli sceriffi?

George Cheung, tipico sceriffo della Mongolia

In questa terra che brulica di americani, poteva mancare la dottoressa bionda col cappello da cowgirl? In fondo siamo nel Texas, ci sta che Alicia (Victoria Pratt) assomigli più alla vaccara locale con cappello di pelle di serpente, che sembra pronta per il cast di coattoni del mitico Mega Python vs Gatoroid (2011).
Un po’ di gente varia – nessuno mongolo, tranquilli – riempie un cast scarno per un film minimalista, che ha speso tutti e dieci i dollari del proprio budget nella creazione di mostroni credibilissimi.

Ha una bocca un po’ alla Predator…

L’appassionante storia di Daniel che accompagna Alicia all’ospedale locale, sfidando i temuti pirati alla ricerca della tomba di Gengis Khan e gli spietati trivellatori folli, fa dormire sin da subito e il resto non ci risveglia mai.
Il livello di dabbenaggine non raggiunge gli alti standard a cui la CineTelFilms ci ha abituati, non scatenando neanche mezza risata, quando invece ricordo che parliamo della casa che ha osato l’inosabile: ha fatto crescere la barba a Stephen Baldwin!

Invece di sparare, guardatevi le spalle!

Sbadigli e noia ci avvolgono in un abbraccio caldo e soporifero, mentre tifiamo per i vermoni che purtroppo non vincono. Peccato.
In effetti è una brutta annata per la casa. A parte l’ottimo Icarus con Dolph Lundgren, siamo nel 2010 di quella bojata di I Spit on Your Grave ma soprattutto di Stonehenge Apocalypse, e ci aspetta Doomsday Prophecy (2011): è proprio un periodaccio, con filmacci che mettono solo tanta tristezza.

Mi è sembrato di vedere un vermone della Mongolia…

Speriamo che Cielo torni a tradurre film Z “buoni”. Intanto il suo ciclo “Monster Night” sembra concluso, ma tranquilli: la serie Z tornerà sempre.

L.

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18 risposte a Mongolian Death Worm (2010) Terrore dal sottosuolo

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Prima ancora di leggere la recensione scommetto che la parola tremors sarà citata almeno 5 volte 😂😂😂
    Con meno vinci un cioccolatino 😉😃

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Mu pare che ‘sto vermone venga effettivamente citato nei libri di criptozoologia, ma immagino che qui si siano semplicemente inventati un vermone mangiauomini.

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  3. Cassidy ha detto:

    Film di rara bruttezza, e lo dico io che da fan di “Tremors” mi sono puppato con gioia anche i capitoli più mosci (tipo il prequel western), il concetto poi di “Verme mongolo” espone il fianco a più di una battutaccia 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Aver girato il film in Texas con attori americani ha reso ancor più ridicola la scelta di ambientare la storia in Mongolia 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        “Quando la realtà supera la fantasia” poteva essere una frase di lancio onesta: la fantasia ci provava anche ad ambientarlo in Mongolia, sì, ma la realtà ti riportava senza scampo e in ogni momento laggiù in Texas (comunque, film insulso con vermi dall’impressionante mancanza di realismo) 😀

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Che tristezza… Sembra un’idea di un bambino di 13 anni in fissa con videogiochi e film coi mostri! Però spezzo una lancia in favore dei vermi. Mi sa che quelli della Bioware gli hanno fregato il design per creare i “divoratori”:

    http://it.masseffect.wikia.com/wiki/Divoratori

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  5. Sam ha detto:

    Non c’entra nulla, ma ieri su 7 Gold hanno fatto Detective Stone, film che all’ epoca trovai dignitosissimo e oggi invece pare una straccionata che fa quasi sembrare Terminator Shoking Dark di Bruno Mattei un kolossal (vabbè, forse ho esagerato , ma insomma ).

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Va visto con gli occhi dell’epoca in cui è stato fatto, e se paragonato con le cialtronate che oggi ci vengono spacciate per blockbuster è ancora un piccolo gioiello 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Concordo pienamente (e con i miei occhi dell’epoca lo vidi pure in sala) 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Invidia! Ricordo quando uscì ma all’epoca mi ero fatto più selettivo con il cinema, visto che toccava intaccare la paghetta, sempre più insufficiente per tutte le mie passioni. A saperlo che poi mi sarei trasferito a vivere nella provincia nuclearizzata, dove non esiste un solo cinema in sessanta chilometri…

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      • Sam ha detto:

        Sarà, ma io l’ho visto all’ epoca , e se allora mi sembrava buono, oggi,. tra il mostro che è sempre inquadrato male per non far vedere quanto è gommoso,i suoi versetti che lo fanno sembrare asmatico, le scene action confuse e girate maluccio, e la fogna illuminata a giorno , me lo rendono davvero indifendibile .Cioè, sembra uno di quei filmetti di serie B direct to video della Empire . Magari potresti recensirlo.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non l’ho recensito proprio perché si discosta nettamente dai filmetti perché una sua fotografia, una sceneggiatura e non compie l’errore tipico degli anni Duemila di mostrare il mostro, che si vede che è finto. (La computer grafica è peggio della gomma!) Era un chiaro derivato di Alien quindi già partiva bene e c’era un protagonista duro di quando Hauer era ancora un attore.
        Ovvio che è un film di grana grossa, magari rozzo, ma è fatto come si deve e presenta qualità tecnico-artistiche in seguito dimenticate che lo rendono un buon antiquariato 😉

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