Halloween 8 (2002) La resurrezione

Dopo Hellraiser, Venerdì 13 e Nightmare era quasi obbligatorio pensare ad Halloween. Forza, mettetevi comodi che il viaggio verso Halloween 2018 con il nuovo film di Jason Blum è partito…

Com’è andato H20, il grandissimo ed atteso ritorno di Myers, il sequel che ammazza tutti i precedenti sequel? Bene. Male. Benino. Maluccio. Insomma. Successone. Prendete una rivista o un commentatore, e avrete uno qualunque di questi commenti discordanti. Stando ad IMDb – e ai più onesti cronisti dell’epoca – nel primo weekend di programmazione il film per puzza rientra delle spese, guadagnando qualche decina di milioni in seguito. Se guardiamo l’incasso totale di 55 milioni sembra un successo, ma la regola del cinema è che si parla di successo solo se il primo weekend si fa il botto, quindi no, non è un successo.

Questi però sono discorsi da bar, perché alla Dimension Films va tutto al contrario: meno il film guadagna, più è una manna perché si pagheranno poche tasse. Quindi tirar fuori altri 15 milioni da buttare nel cesso della saga non è affatto un problema, per lo sforzo congiunto degli Weinstein e degli Akkad.

«Credo che stiamo correndo il rischio di stufare i nostri fan».

A parlare è Malek Akkad: che finalmente stia capendo l’abisso in cui è caduto il franchise?

Iniziano i 35 giorni di riprese nella solita Vancouver, tipica location canadese dei film a basso costo che subentra alle città americane utilizzate finora. Il progetto ha ancora il nome di Halloween: Homecoming e puntualmente si presenta sul set Marc Shapiro di “Fangoria”. Che in effetti sente davvero di essere “tornato a casa”.

Ma… è un omonimo o è proprio lui?

Come regista trova Rick Rosenthal, a vent’anni quasi esatti dall’uscita del suo Halloween 2 (1981), e la sempre entusiasta Jamie Lee Curtis. Nel firmare il contratto del precedente film l’attrice ha accettato di fare anche un ruolo cameo di 30 secondi nel seguito, ma a quanto pare l’esperienza le piace così tanto da rimanere quattro giorni sul set, estendendo così la sua comparsata ad un piccolo ruolo minore.

Jamie Lee pensa alla fine della sua carriera…

Malek Akkad racconta a Shapiro che il progetto è iniziato l’estate precedente, quando si sono incontrati con il poco prolifico sceneggiatore Larry Brand, che aveva buttato giù un copione: a quanto pare, Jamie Lee Curtis l’ha subito adorato, ma lei adorava anche l’abominio precedente, non fa molto testo.
La lavorazione parte ma si fa subito complicata, con la sceneggiatura che ad ogni stesura si fa troppo complessa e piena di personaggi: qualcuno se ne deve andare. Si prende Donaldson, nato – già dal nome – per fare l’erede morale del dottor Loomis di Donald Pleasance, e si cancella dal copione. Sale in sella Sean Hood a cercare di gestire una sceneggiatura già scappata di mano, e questo mi fa stare tranquillo: è l’Hood che scriverà quell’immondizia di Cube 2 (2002), Il Corvo 4 (2005) e Conan the Barbarian (2011). Proprio la persona giusta al posto giusto…

Solo il meglio… del peggio!

Intanto dal 2000 i fratelloni Weinstein hanno chiamato a bordo il mago degli effetti speciali Gary J. Tunnicliffe, destinato ad avere parte fondamentale nella saga di Hellraiser ma per ora solo artefice di capolavori dell’ignominia come Dracula’s Legacy (2000), roba per cui in molti paesi c’è la pena capitale. Mentre lavora a Megalodon (2002), Gary ne approfitta per rimpolpare un po’ il reparto splatter di Michael Myers.

«Finora avete avuto una serie di film che non mostrano molto, è come se aveste pagato per non vedere niente. Quando però hai un assassino come Michael Myers, devi andare un po’ oltre il limite.»

Gary e il regista girano scene di ammazzamenti molto particolareggiati e anche quelli previsti come “fuori campo” li riprendono ben in primo piano: sanno che i produttori non vogliono tutto questo sangue, ma sanno anche che se si gira una scena esagerata, anche dopo il taglio censorio rimarrà abbastanza sangue per piacere agli spettatori. (Tranquilli, nel montaggio finale scomparirà tutto.)
Gary è così fomentato che coglie al volo la possibilità di fare un cameo: volete mettere l’emozione di interpretare un poliziotto massacrato da Myers?

Se non sbaglio, quello al centro dovrebbe essere Gary J. Tunnicliffe

Nell’agosto del 2001 il film è finito e partono le proiezioni di prova: stavolta non sono disastrose, come nel caso precedente, ma lo stesso la pellicola va rimontata e molte scene vanno rigirate. Così l’uscita annunciata per ottobre slitta, e si parla di aprile 2002 e poi slitta ancora, man mano che Rosenthal rigira scene e rimonta quelle già girate. Stando alle dichiarazioni degli attori sul set, pare che siano state girate scene “alternative”, dove cioè alcuni personaggi muoiono o si salvano, a seconda delle future scelte finali di sceneggiatura.
Al giornalista Bryan Cairns di “Cinefantastique” (agosto 2002) il regista Rosenthal parla di “Sindrome da Attrazione fatale“, riferendosi al celebre film del 1987 in cui furono girati due finali diversi e poi si scelse in base alle reazioni del pubblico alle proiezioni di prova: si dice che a seconda del Paese in cui è stato proiettato, il finale sia stato cambiato, con i giapponesi che preferirono la mattanza. (O almeno così disse “CIAK” all’epoca.)
L’unica parte “azzeccata subito” pare essere stata la sequenza con protagonista Jamie Lee Curtis, che il pubblico ha apprezzato in tutte le proiezioni di prova.

Jamie Lee guarda il suo futuro volare via all’orizzonte

A Shapiro Rosenthal racconta che durante la fase di rimontaggio del film ci si è resi conto che il rapper Busta Rhymes era davvero bravo come attore – tanto per ricordare che standard straordinariamente bassi ci siano! – e il suo ruolo man mano è cresciuto, rigirando alcune scene e montando in modo diverso quelle già girate.

«So che la Dimension ha una certa reputazione negativa, in certi ambienti, ma ciò che ho trovato è stata grande disponibilità, e mi è stato risposto che se il film poteva venir fuori migliore, allora avevo libertà d’azione.»

Ci crediamo che Rosenthal si sia trovato bene, ma dubito che questo servirà a risollevare la stima per gli Weinstein, che fare migliore l’ottavo film di una pessima saga proprio non era l’idea che li teneva svegli di notte.

Sarà una citazione voluta alla “vera” Annabelle?

Il 12 luglio 2002 il film esce in patria come Halloween Resurrection, con un leggerissimo rimando nel titolo ad Alien Resurrection (1997).
Il 16 aprile 2003 si riunisce la commissione per il visto censura italiana che lo rilascia il 10 giugno successivo, con il divieto ai minori di anni 14 perché:

«al di là ed oltre il contenuto della pellicola, la violenza presente e gli aspetti macabri o di terrore, mai raggiungono vette significative di credulità ed ipotetica veridicità. Soltanto i più piccoli potrebbero confondere la più che fantasiosa ed immaginaria vicenda con la realtà e la verità.»

Esce in sala il 13 giugno 2003 con il titolo Halloween. La resurrezione (fonte: ComingSoon.it): rimane al cinema giusto un mese, e mi sa che è pure grasso che cola.
La disneyana Buena Vista lo porta in VHS e DVD dal 5 settembre 2003, in vendita dal 13 ottobre 2004. La Cult Media lo ristampa nel luglio 2014 in DVD e Blu-ray.

Quando un film è più morto del precedente, si può parlare di resurrezione?

Sono passati tre anni da quando Laurie Strode (Jamie Lee Curtis) ha tagliato la testa al fratellino Michael Myers: come l’hanno riattaccata? Ma dài, era ovviamente un altro che aveva la maschera di Myers: su, facciamo finta di crederci.
Mentre come al solito l’assassino torna a scomparire e a passare il solito periodo in cui non si sa cosa faccia né dove vada a nascondersi, Laurie è traumatizzata dall’aver ucciso un innocente e finisce in clinica., in attesa che il fratellone torni a ucciderla così da pareggiare i conti, in una scena che solo un fan talebano può trovare vagamente interessante.
Myers uccide la sorella così da preparare il futuro ennesimo cancellamento della Mythology, visto che Laurie sta per tornare questo Halloween 2018: giusto per ricordarci che NON esiste alcuna mythology in alcun franchise.

Ci… rivediamo… nel 2018…

Cambiamo totalmente genere ed entriamo nelle scuderie televisive, dove giovani attori cercano di farsi spazio e di arricchire il proprio curriculum con stupidate a caso in attesa di diventare famosi in altri ambiti.
Così abbiamo l’acerba Bianca Kajlich pronta a diventare splendida stella televisiva (io l’ho conosciuta con la sit-com “Le regole dell’amore”), l’acerba bionda Katee Sackhoff pronta a grandi ruoli televisivi (sono pazzo del suo ruolo da co-protagonista di “Longmire”) e il giovane Sean Patrick Thomas, che alterna inutili ruoli cinematografici a più sostanziosi ruoli televisivi.

Bella, rega, pronte a diventare famose in TV?

Tranquille, che il bel ragazzo nero sfonda sempre

I primi del Duemila sono un evo oscuro in cui un essere mitologico noto come Busta Rhymes usava il Potere del Nulla per far finta di essere attore. Non so se nella musica la sua totale e assoluta nullità si notasse – ricordo quando con la bambolina di plastica Mariah Carey cantava “Baby, se mi dài la tua io ti do il mio” – ma sta di fatto che è l’unico rapper che fa schifo al cinema. Ricordo che dopo una notte passata a vomitare in seguito alla visione di Shaft (2000) mi ero ripromesso che non avrei mai più visto un film con Busta Rhymes in qualsiasi ruolo: per questo ciclo ho dovuto contravvenire al mio proposito.
C’è anche una di nome Tyra Banks che pare sia bella: non lo so, si vede per due nano-secondi e non mi sembra che esistano donne brutte al cinema per cui lei debba sembrare più bella.

«Noi siamo le nullità che vogliono essere qualcuno» (Marilyn Manson docet)

Gli ebeti protagonisti si iscrivono ad un reality – siamo all’alba del genere – concepito da un buffone ridicolo e imbarazzante (Busta Rhymes), che sembra un pessimo comico che imiti un rapper (invece pare sia un rapper vero). Il format prevede che sei mentecatti passino la notte nella vecchia casa di Michael Myers mentre varie telecamere li riprendono, così che gli spettatori possano scegliere chi o cosa vedere. (All’epoca anche “Il Grande Fratello” giocava sull’idea che dal tuo computer potevi collegarti in qualsiasi momento per spiare la gente nella casa, ma non so se sia mai stato vero.)
I sei ragazzi accettano e cominciano a morire senza che nessuno se ne accorga. Oh, mi sa che non la guarda nessuno ’sta trasmissione…

«E io, fra di voi, che non parlo mai…» (Ciao, Aznavour)

Forse Michael vive in quella casa, non è chiarissimo, comunque in questa bettola di due metri quadrati sei ragazzi salgono e scendono mille scale mentre Michael si nasconde ovunque, sebbene non ci sia alcun posto dove nascondersi.
Con un totale di una goccia e mezzo di sangue e in generale una dabbenaggine imbarazzante, la trama prosegue esattamente come un film di questa saga: cioè come una spazzatura esposta al sole da giorni.

Questo non è per niente groovy

All’epoca “Fangoria” pubblica lettere di fan indignati dalla buffonaggine del prodotto ma le alterna a chi invece ha visto la luce: finalmente un Halloween decente. Contenti loro…
Il 15 luglio 2002 Kevin Crust scrive sul “Los Angeles Times” un pezzo dal titolo più che esplicito, “Svelti, qualcuno spenga la luce”, affermando che «non ci sono abbastanza ferite o umorismo per rendere interessante questo film».

Il commento più intrigante è senza firma e viene dalla rivista più inaspettata, “Draculina” n. 42 (settembre 2002):

«Halloween Resurrection porta l’ideologia moderna nell’idiotologia dell’horror [horror idiotology] e all’improvviso crea la nuova realtà. Mentre una volta potevamo gridare alla ragazza di non entrare in una stanza buia, ora con la popolarità dei reality – dove osserviamo in TV ogni movimento di sconosciuti come se ce ne importasse qualcosa – non aspettiamo altro che la ragazza entri nella stanza buia. La ragazza è diventata quella persona che lei stessa ridicolizzava per non avere abbastanza cervello da prendere decisioni sensate: ora però che la sua sensibilità riflette schemi televisivi accettati, la ragazza è diventata il mostro che lei stessa ha creato.»

Visto che all’epoca era moda scagliarsi contro questi reality, dopo aver spiegato per tutto il film che è un onesto show televisivo d’un tratto Busta de Rime cambia idea e nel finale ci regala un pippone moralistico sulla privacy e sui giornalisti sciacalli. Una roba imbarazzante e di cattivo gusto che solo un prodotto Halloween poteva ospitare.

Appena mi metto a sistemare il PC, subito escono fuori mille cavi!

Che fine fa Michael? Ma che ne so, qua è tutto un casino, dal 1978 non esiste un solo fotogramma che meriti di essere visto: ma quando finisce ’sta cazzata di saga? Purtroppo il ciclo continua…

L.

P.S.
E ora, fate un salto anche allo Speciale Halloween del blog “Non c’è paragone“, senza dimenticare lo Speciale Halloween de “La Bara Volante“.


Bibliografia

  • Bryan Cairns, Halloween: Resurrection, da “Cinefantastique” volume 34 numero 5 (agosto 2002)
  • Kevin Crust, Quick, Somebody, Turn the Light Out, da “Los Angeles Times”, 15 luglio 2002, citato da Anne M. Todd nel suo Tyra Banks: Model and Talk Show Host (2009)
  • Halloween Resurrection, da “Draculina” n. 42 (settembre 2002)
  • Marc Shapiro, Trapped in Michael’s Web, da “Fangoria” n. 214 (luglio 2002)
  • Marc Shapiro, Halloween Days, da “Fangoria” n. 215 (agosto 2002)

amazon– Ultimi post simili:

Annunci

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Horror e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

24 risposte a Halloween 8 (2002) La resurrezione

  1. Cassidy ha detto:

    Faccio il giro largo, incredibile il numero di persone a cui quello schifo di filastrocca ridicola che Busta (detto BASTA!!) cantava con Mariah Carey, siamo nell’era del nulla circondato dal niente, purché sia orecchiabile. Infatti trovo l’analisi che hai pescato dalle pagine di “Draculina” veramente azzeccata, a differenza di questo film che è un disastro completo. Rick Rosenthal Per essere sicuro di non venire ricordato come uno che aveva quasi fatto un seguito decente di Halloween ha voluto fare anche questo film per sputtanarsi completamente, non ho altre spiegazioni. Cheers!

    Piace a 1 persona

  2. Evit ha detto:

    Questo non l’ho mai visto neanche per sbaglio! Pensavo che H20 fosse l’ultimo. Ma è mai passato in TV? E soprattutto… che rivista è Draculina? 😂

    Piace a 1 persona

  3. Conte Gracula ha detto:

    Se non erro, agli albori del Grande fratello c’era una serie di canali a pagamento per mostrare diverse aree della casa, così da “andare sempre dove c’era l’azione” #credici
    E in effetti, considerato che ‘sti reality non sono davvero un dramma continuo 24/7, se in questo film i personaggi non fanno altro che salire e scendere scale e non succede mai nulla, la scelta del reality è perfettamente funzionale al film XD

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Nell’autunno del 2000 girava voce che dal tuo PC ti potevi collegare al sito del Grande Fratello e collegarti in ogni istante alle telecamere della casa, senza aspettare i canali televisivi. Non avendo il minimo interesse nella cosa non ho mai provato, ma temo non fosse vero, almeno in Italia. Nel film invece funziona esattamente così, con gli spettatori che passano da telecamera in telecamera per seguire i protagonisti.

      Piace a 1 persona

  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Prima di leggere, a busta chiusa, di questo film e la tua sicuramente scoraggiata considerazione, credo di essere concorde! 😂😂😂😂

    Piace a 1 persona

  5. Giuseppe ha detto:

    Che film di merda. Peggiorato, come se non bastasse, da tutto quell’andazzo alla Grande fratello… persino la censura italiana ha dovuto cedere all’alto tasso di ridicolaggine intrinseca, limitandosi a un comunque ancora troppo severo V.M.14 (come se di questo cesso su pellicola non si fosse autorizzati a riderne anche sotto i quattordici anni) 😦
    P.S. Katee Sackhoff, che gran personaggio è stata la sua Kara “Starbuck” Thrace in Battlestar Galactica…

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi riprometto sempre di iniziare BSG ma è un universo vasto e non so da dove partire, se dall’inizio – visto che siamo anche al 40ennale – o dalle serie nuove. Adorando la Sackhoff, potrei invece cominciare da quando arriva lei 😛

      Mi piace

      • Giuseppe ha detto:

        1) Sono serie totalmente indipendenti l’una dall’altra, se si esclude una manciata di citazioni e riferimenti “obbligati” alla serie classica da parte della nuova produzione: Ronald D. Moore porta avanti una propria storia originale praticamente priva di qualsiasi punto di contatto con quella di Glen A. Larson, ragion per cui non c’è nemmeno da porsi il problema di quale serie vedere per prima (non esistendo la minima continuità fra di loro)…
        2) Sei fortunato, visto che nella nuova BSG la Sackhoff arriva fin dall’inizio (e dico PROPRIO dall’inizio, essendo lei presente già nel doppio episodio pilota del 2003), così non avresti nemmeno il problema di dover recuperare gli episodi precedenti 😛

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sappi che sono già all’opera 😛

        Mi piace

      • Il Moro ha detto:

        Battlestar Galactica è fighissimo, tranne l’ultima stagione. ma non ti dico perché, potrebbe essere un vago spoiler.

        Piace a 1 persona

      • Il Moro ha detto:

        BAttlestar Galactica (quello nuovo) è fighissimo, fino all’ultima stagione che non mi è piaciuta per niente. Ma non ti dico perché, magari è spoiler.

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Mi sto divorando la miniserie del 2003: che mi sono perso per 15 anni!!!! Sono già drogato e dovrò assolutamente spararmi tutte le stagioni in vena 😛
        Ah, e ovviamente anche questo universo è stato ampliato dai fumetti, quindi a breve scatteranno pure un po’ di recensioni ^_^

        Mi piace

      • Giuseppe ha detto:

        Riguardo all’ultima stagione sarò cripticamente vintage, con riferimento ad una serie del tutto diversa per non cadere in spoiler diretti: se hai amato episodi di Spazio 1999 come “Sole nero”, “Rotta di collisione” e “Il testamento degli Arkadi” o, a margine, anche “Un altro tempo, un altro luogo” con il loro carico di forze incomprensibili ed entità misteriose che regolano le leggi del cosmo (secondo la definizione del saggio professor Bergman) allora potrebbe non dispiacerti nemmeno la quarta stagione di BSG… 😉

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Va be’, faccio prima ad arrivarci e vedere com’è 😀

        Mi piace

    • Lucius Etruscus ha detto:

      In questo istante ho finito Battlestar Galactica: che incredibile, glorioso viaggio è stato, di cui non ti ringrazierò mai abbastanza. Kara Thrace è un personaggio memorabile ma lo sono tutti, in quella serie, e non capisco perché non abbia avuto la stessa eco di qualsiasi altra serie fanta.
      Dal primo minuto del film televisivo all’ultimo secondo dell’ultimo episodio è stata un’emozione splendida. Sicuramente la quarta stagione è diversa da un normale prodotto televisivo, ma c’è tutto Verheiden: basta aver letto la sua trilogia aliena per capire che è tutto lì. C’è Newt che aveva una visione, che aveva visto la Terra, c’è il santone che porta la fede tra gli alieni, c’è il dubbio umano di non essere umani, c’è la speranza nello spazio oscuro e il Salvatore che ci guiderà alla nostra casa. Era tutto lì, nel 1988, e trent’anni dopo ritrovo tutto lì, in un prodotto da applauso, scritto come Kobol comanda. BSG è un capolavoro: così diciamo tutti ^_^

      Mi piace

  6. Il Moro ha detto:

    Sopra ho commentato due volte per sbaglio, vabbè.
    Comunque ormai quasi ti compatisco, questa missione che ti sei scelto di guardare tutta questa spazzatura assomiglia quasi ad un modo originale per meritarti il paradiso.
    Comunque devo dire che nel pur orrido Dracula’sLegacy secondo me c’erano un paio di idee interessanti.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha ti ringrazio: sicuramente un bel pacco d’anni di Purgatorio me li sono già tolti dal groppone 😛
      In realtà proprio nei filmacci fetenti spesso si avverte la presenza, sotto varie palate di letame, di idee non malvagie che in altre mani avrebbero avuto un destino migliore. Visto che non esistono altri mani, solo cinquanta sfumature di letame, vedo la Z anche perché ci trovo quelle idee stuzzicanti che un tempo lontano lontano trovavo nella A 😛

      Mi piace

  7. loscalzo1979 ha detto:

    Scopro adesso l’esistenza di Draculina.
    Dove cazzo ero finora?

    Piace a 1 persona

  8. Pingback: Jamie Lee Curtis su “Entertainment Weekly” (2018) | Il Zinefilo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.