Halloween 10 (2009) Halloween II

Dopo Hellraiser, Venerdì 13 e Nightmare era quasi obbligatorio pensare ad Halloween. Forza, mettetevi comodi che il viaggio verso Halloween 2018 con il nuovo film di Jason Blum è partito…

Parlando al giornalista Trevor Parker per un numero speciale di “Fangoria” (2014), Rob Zombie racconta l’ideona che gli era venuta nel 2007:

«Perché non giriamo Halloween ed Halloween II insieme? Il primo lo dedichiamo a Michael giovane, che poi scappa da Haddonfield. Poi facciamo il resto nella seconda parte.»

Immaginate l’entusiasmo dei fratelloni Weinstein della Dimension Films, che già è un dramma fare un film solo, figuriamoci due. Me li immagino come siano sbottati a ridere in faccia a Rob, che ha dovuto rinunciare all’ideona.

«È tanto che non rivedo quel film […] ma ricordo di aver provato la sensazione che il primo Halloween fosse due film fusi insieme. Troppe informazioni in una storia sola.»

Se neanche il suo autore ha voglia di rivederlo, figuriamoci quanta ne abbiamo noi spettatori. Nelle edizioni DVD dovrebbero mettere una fascetta diversa dal solito: “Il film che neanche il suo autore ha voglia di rivedere”!
Comunque i tanti e gravi problemi delle riprese di Halloween sono ripetuti pari pari al momento, due anni dopo, di girare Halloween II. Per esempio Rob ci racconta che a due settimane di distanza dal primo ciak la Dimension ha dato una bella sforbiciata al piano delle riprese: bisogna risparmiare, non siamo mica qui a fare cinema!

Intervistato per lo stesso speciale, Brad Dourif ci rivela inquietanti retroscena.

«Halloween II è stato peggiore del primo ma dovete capire che il soggetto è stato scritto da autori giapponesi che non parlavano inglese e riuscivano a malapena a scrivere.»

L’unico credito per la sceneggiatura è di Rob Zombie: chi sono ora questi fantomatici giapponesi? Che sia una battuta di un umorismo un po’ strano? Pare di no…

«Tutto ciò che [i produttori] hanno ottenuto da quei tizi è stata una sinossi di due paragrafi, e hanno dato a Rob tre settimane per tirarci fuori un copione, quindi non avevamo molto tempo per prepararci. Quando siamo arrivati alle prove lui ha riscritto tutto basandosi su come parlavamo noi. Sapeva cosa voleva fare ma non gli importava molto di cosa stesse scrivendo precisamente. Era aperto ad ogni tipo di cambiamento, e il film in pratica è stato scritto in corso d’opera. Avrebbe dovuto avere più tempo per la scrittura.»

Qualcuno ha mai chiesto alla Dimension da dove derivasse tutta quella fretta? E perché si rivolgessero a dei misteriosi giapponesi per avere un soggetto striminzito che chiunque altro avrebbe potuto scrivere? Comunque è chiaro che il film nasce già morto come ogni altro titolo di questa funesta saga.

E poi ho visto giapponesi scrivere il soggetto di Halloween II

La Mediafilm porta il film nelle sale italiane dal 16 ottobre 2009 (fonte: ComingSoon.it) senza neanche la voglia di cambiarne il titolo. Meno si tocca ’sta roba e meglio è.
La Fox Video lo presenta in DVD e Blu-ray dal 20 gennaio 2010, in vendita dal febbraio successivo.

All’insegna della svogliatezza più completa

Proprio come il suo omonimo, il film inizia esattamente dove finiva il precedente, ma stavolta Rob è libero di andare dove vuole, così capiamo bene il suo stile e cosa avrebbe voluto fare nel primo film se la Dimension gli avesse dato mano libera. Cioè il delirio più imbarazzante. Stavolta mi tocca ringraziare gli Weinstein per aver tenuto a bada quel matto forte di Zombie.
Infatti qui Michael (di nuovo Tyler Mane) viene portato via cadavere in ambulanza ma poi il veicolo si scontra contro una mucca in mezzo alla strada… E basta, per me il film finisce qui. Prima però Michael ha le visioni della madre con il cavallo di Napoleone: oh, Rob, mettici un po’ di tabacco in quelle sigarette…

Di che colore era il cavallo bianco di Michael Myers?

Giustamente il nostro Roberto Non-Morto (come lo chiama Cassidy) sta gestendo una saga che da trent’anni sforna porcate immonde che fanno piangere il cielo, roba scritta con lo sfintere che andrebbe denunciata per danni contro l’umanità, e lui non sente per nulla il peso di tutto questo: non si sente in dovere di fare qualcosa di meglio, dopo aver in prima persona sputato sui sequel che l’hanno preceduto. Non si vergogna minimamente di fare peggio di tutti loro.
Così Michael si alza e torna a uccidere. Allora non è morto. E perché non è morto? Perché è un demone? Perché ha i diavoletti svolazzanti di Freddy Krueger? Perché ha l’elettricità voodoo di Jason? Perché è antani come se fosse? Non si sa, si alza e basta. In fondo se un’ambulanza può essere fermata da una mucca, in questo film vale tutto.

Qualcuno mi può spiegare perché in più scene ci sono i Moody Blues in TV?

Per far tornare a lavorare la moglie, Rob si inventa visioni di mamma Myers che non vale la pena citare oltre: è puro nepotismo fine a se stesso. E in realtà non andrebbe citato l’80% di questo film, che non è un film: è un trip di Rob che prima si è fumato tutte le sceneggiature di Halloween e poi ha cominciato ad emettere peti su grande schermo.
Invece ho trovato deliziosa quella minoranza della storia che verte sul dottor Loomis (Malcolm McDowell), che si è stufato di fare il buono e si è trasformato in un cinico autore che passa tutta la trama di evento in evento per pubblicizzare il suo libro su Michael Myers, mentre tutto il Paese lo accusa di star lucrando sulle vittime del mostro. Un’idea azzeccata purtroppo diluita in una vasca di letame.

Questo libro lo dedico a tutti i morti che mi fanno guadagnare

“Zombie 2, Pubblico 0”: in questo modo geniale John W. Bowen intitola la sua recensione-stroncatura su “Rue Morgue” dell’ottobre 2009, in cui racconta che non è servito ripetersi come mantra che il film non poteva essere “abominevole come il remake del 2007”.

«Questo mi ripetevo, ma non ha funzionato, o comunque non ha funzionato per il pubblico con cui ho visto il film. Senza esagerazione, non ho mai sentito così tanti fischi alla fine di una proiezione dai tempi di The Skulls

E The Skulls era un capolavoro, rispetto alla paccottiglia di Halloween!

«Prima Zombie ha fatto l’anti-Halloween, ora questo sequel è peggiore di tutti i sequel della saga.»

Bowen apre la diga ad ogni critica possibile, senza mai frenare la mano, così come non esiste un critico che dal 1980 ad oggi sia riuscito ad elogiare i filmacci della saga – tranne i revisionisti che scrivono vent’anni dopo e scoprono fittizi pregi a posteriori – eppure il franchise è più vivo che mai. A questo punto c’è da pensare se l’unico modo di fermare una saga di film puzzoni sia di scriverne una recensione positiva…

Ecco come si sente lo spettatore a fine film

Rob Zombie regista mi piace, riesce trovare l’inquadratura giusta anche nelle scene più vergognosamente e immondamente banali. Tipo il ragazzo che rimorchia la ragazza ma prima va a fare pipì nei boschi di notte. Ecco, Rob Zombie sceneggiatore mi ispira meno stima di un politico italiano. Anche se entrambi, intervistati, dicono le stesse cose.
Halloween II è spazzatura maleodorante come ogni altro singolo episodio della saga, quindi non saprei dire se è meglio o peggio degli altri titoli: fa schifo, magari in modi diversi e fantasiosi, ma sempre schifo fa.

Scusa, Rob, potresti limitarti a dirigere e far scrivere qualcun altro?

Per fortuna questa saga dedicata alle cinquanta sfumature di sterco si avvicina alla fine, perché il Blumween 2018 è dietro l’angolo e non vedo l’ora: così avrò finito di soffrire con questa robaccia.

L.

P.S.
E ora, fate un salto anche allo Speciale Halloween del blog “Non c’è paragone“, senza dimenticare lo Speciale Halloween de “La Bara Volante“.


Bibliografia

  • John W. Bowen, Zombie 2, Audience 0, da “Rue Morgue” n. 94 (ottobre 2009)
  • Jessica Dwyer, Halloween Returns: H2, da “Horrorhound” n. 18 (luglio-agosto 2009)
  • Michael Gingold, Kristina Klebe: Halloween’s Badder Girl, da “Fangoria Legends presents Rob Zombie” (2014)
  • Ken Hanley, Haddonfield’s Finest, da “Fangoria Legends presents Rob Zombie” (2014)
  • Philip Nutman, H2 Oh No! (part one), da “Fangoria” n. 285 (agosto 2009)
  • Philip Nutman, H2 Carry on Screaming (part two), da “Fangoria” n. 286 (settembre 2009)
  • Trevor Parker, Rob Zombie: the Interview, da “Fangoria Legends presents Rob Zombie” (2014)

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16 risposte a Halloween 10 (2009) Halloween II

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    …ed ecco l’unico Halloween che non ho visto? Me ne debbo pentire? Non parrebbe 😱😱😱
    P.s. Non sono appassionato della celebrazione odierna ma perlomeno stimola la ricerca/voglia di horror trash 😂

    Piace a 1 persona

  2. Cassidy ha detto:

    Ma cos’è? “Gung Ho arrivano i giapponesi”? Ci mancavano giusto loro in ‘sto casino 😉 Il film che nemmeno il suo regista vuole rivedere rende davvero l’idea, l’inizio mi piace anche, proprio perché Zombie ha la lingua lunga e parla troppo, però sa dirigere. Peccato che Halloween non sia proprio roba per lui. Avrebbe davvero bisogno di uno sceneggiatore, oppure limitarsi a dirigere i suoi trucidi sudisti assassini, quelli gli vengono davvero bene. Ultimo sforzo, non vedo l’ora di vederti alle prese con l’Halloween di Jason Blum 😉 Cheers!

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  3. Il Moro ha detto:

    Un film ha azzeccato Rob Zombie, uno. Non questo. Ma la sua musica mi piace. 🙂

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Saltato senza rimpianti. Fortunatamente non sono ossessionato dalla completezza e anche se salto qualche opera di qualche autore che mi piace (o tipo i film dove appare la moglie di Rob Zombie…) non mi strappo i capelli.

    Comunque altro bellissimo post, Lucius. Sarei curioso di capire il ruolo dei soggettisti giapponesi (definirli sceneggiatori mi pare un filino eccessivo…) e il loro ruolo nei magheggi finanziari della Dimension.

    Mhmmm… Sai cosa? Forse il claim “Il film che neanche il suo autore ha voglia di rivedere!” può diventare una bellissima pubblicità. Inteso come “Fa così paura che nemmeno il regista riesce a vederlo senza infartare!”. Non è questo il caso ma in futuro si potrebbe usare per una pellicola particolarmente spaventosa.

    Piace a 1 persona

  5. Giuseppe ha detto:

    Un Halloween, questo, nato ancora (molto) PIU’ morto degli altri. I giapponesi volevano forse farne un MyersZILLA? Chissà, tanto, cazzata più cazzata meno… ma l’importante era non far più vedere “insensatezze” tipo Michael che guidava senza patente (ancora faccio fatica a credere che qualcuno si sia SERIAMENTE posto il problema) o la sosta telefonica del dottor Loomis, certo: ma vogliamo invece mettere quanto sembrano sensate, a confronto, cose come incidenti “bovini” e mamme con cavalli in bianco a contorno di un Myers “semplice” mortale che però non muore mai? Bah… 😦

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Da come parlava Rob nelle interviste era lecito aspettarsi un prodotto completamente diverso dai vari sequel, qualcosa cioè che non incedesse in roba tipo riti Celti, invece ha tirato fuori la mucca assassina e il cavallo bianco: grazie, Rob, ci hai regalato grandi emozioni zoofile! 😀

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