Attrition (2018) Padre Seagal da (Pietrel)Cina

Nella lingua italiana non credo esistano parole adatte a descrivere Attrition con Steven Seagal, essendo un prodotto che travalica ogni concezione occidentale della realtà e del buon gusto.
Però è strabiliante come mi sia capitato di vedere questa roba proprio nel momento in cui ho conosciuto la chiave per comprenderla.

Per “colpa” di Evit del blog Doppiaggi italioti da anni bazzico i più infimi canali televisivi locali a caccia di film trasmessi con cartelli italiani, merce estinta dall’avvento del DVD e quindi ottimo trofeo di caccia.
Dopo una ricca frequentazione di ReteCapri qualcuno ha scoperto che quell’emittente di notte trasmetteva ottimi film e l’ha subito cancellata, quindi dopo parecchio tempo a vagare senza meta sono arrivato a ReteOro, piccola emittente locale (canale 18 del digitale terrestre) che dopo 26 ore giornaliere di spot pubblicitari trasmette rarissimi telefilm d’annata (di cui in seguito parlerò) e film con ghiotte scritte italiane. Ma anche un curioso prodotto: la propaganda catto-cinese…

Il solito imbarazzante prologo “militare”

Non esiste palinsesto né guida TV, quindi non so darvi un orario preciso, ma spesso in prima serata (più facilmente la domenica) ReteOro trasmette una specie di serie televisiva cinese – in lingua originale con sottotitoli in italiano – che racconta un fenomeno forse non molto conosciuto in Italia ma che teoricamente dovrebbe appartenerci: la vita dei cristiani cattolici in Cina, Paese non noto per una eccessiva libertà.
Credo che il soggetto della serie verta sulle persecuzioni subite da questi cattolici, ma in realtà ogni puntata è strutturata nello stesso identico modo: una stanza piena di attori seduti, fermi, che parlano per un tempo improponibile di argomenti religiosi. Del tipo «Sorella, non credi che l’inazione nuoccia al nostro rapporto con Dio?» «Fratello, ho qui giusto un passo della Bibbia che può esserci utile: leggiamolo insieme ad alta voce per i prossimi venti minuti».

Ho il massimo rispetto per degli attori impegnati in scene di una difficoltà esasperante. Non devono muoversi, devono rimanere seduti per una scena che dura un’ora a snocciolare una quantità impressionante di battute: come fanno a ricordarle tutte? E vogliamo parlare del regista? Come fai a rendere interessante una stanza piena di gente immobile che parla per tempi infiniti?
Insomma, un prodotto stressante dal punto di vista tecnico e impossibile da sopportare da quello artistico. Ma magari invece in Cina piace, e in fondo non è che noi possiamo fare tanto i superiori: fino all’altro ieri l’Italia era culturalmente ferma al Medioevo, e non è che ora si muova così tanto…

Visto che i cinesi sono gli unici al mondo ad avere i soldi (finché dura), non si può ignorare quel mercato ma soprattutto quel gusto. È vero, a loro molti filmoni americani piacciono, ma parliamo di non so più quanti miliardi di persone: è un pubblico bello vasto, c’è spazio per tutto.
Così il nostro Seagal si dev’essere fatto due calcoli, magari dopo aver visto anche lui la serie catto-cinese: e se scrivessi qualcosa con quello stesso stile, ma con il menare al posto di Dio?

Il “logoramento” è quello degli attributi degli spettatori…

Raccattato il registino Matthieu Weschler, che di solito scrive e dirige videogiochi – guarda caso è autore di The Trashmaster per GTA 4, un nome che è tutto un programma! – Seagal finalmente trova il modo di dedicarsi completamente al pippone moralistico, che è la sua unica passione da sempre. (Vi ricordate gli insopportabili predicozzi dei suoi primi film?)
Attrition è dunque questo: un film moralistico ed apologetico, dove un tizio sproloquia su vari argomenti per tempi infiniti e con uno stile da predica di chiesa di campagna mentre ha l’inquadratura su di lui, perché si sappia che lui è migliore di tutti. E si riconosce l’apologia perché ogni personaggio della vicenda dà ragione al protagonista. In fondo a parte il Zinefilo avete mai visto qualcuno che dà torto a Seagal?

Ecco, bravo Steve: vai a zappare la terra!

L’importante in un prodotto di propaganda apologetica è circondarsi di totali nullità così da svettare su tutti. Prese le solite giovani sbarbine di cui Seagal ama circondarsi, da mostrare nude perché si vede che lui rispetta le donne, il passo successivo è chiamare come co-protagonista un attore la cui totale nullità sia scritta in volto: Siu-Wong Fan con occhiali e pizzetto è assolutamente perfetto.
Interpreta il fratello di Seagal, anche se c’è da supporre una “famiglia allargata”, e ogni riga di dialogo della sua parte è studiata per dar ragione al protagonista.

L’inutilità ha un nuovo nome: Siu-Wong Fan

Un paio di caratteristi come cattivi e una trama da barzelletta – la solita stupidata della mafia locale – fanno da sfondo alla magia cinese. Perché Seagal è diventato pranoterapeuta e taumaturgo, curando con la sola imposizione delle mani pazienti votati dunque a morte certa.
La scena in cui i pazienti poveri si apprestano alla casa del buon dottore sì come presepe vivente, l’infermiera cinese che fa da presentatrice del dio curatore e poi l’apparizione di Seagal – grande quanto tutto il cast messo insieme – che impone le mani e guarisce la gente dalla malattia del buon cinema è roba che neanche ai tempi di Stalin si sarebbe accettata. Eppure piace, quindi ha ragione Seagal: in fondo, lo dicono tutti per tutto il film!

Steven Seagal: professione ragioniere (nel senso che ha sempre ragione)

Ovviamente la 01 Distribution fa a botte per portare in Italia questo gioiello – già in affitto ma in vendita dal 14 novembre 2018 – così come ReteOro manda costantemente in onda la propaganda catto-cinese, ma sono solo particolari: questi sono prodotti pensati palesemente per un pubblico abituato alla propaganda, cioè all’indottrinamento a senso unico con una verità che giunge dall’alto: e per i cinesi Seagal è parecchio alto!
Quindi è inutile mettermi a riempire il post di parolacce nei confronti di un prodotto così incredibile: evidentemente bisogna essere cinesi per apprezzarlo…

L.

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22 risposte a Attrition (2018) Padre Seagal da (Pietrel)Cina

  1. Evit ha detto:

    Sai che il film è terribile quando Lucius conclude la recensione quando stava appena iniziando a parlarne e il prologo è più lungo della… “trama”.

    “A parte il Zinefilo avete mai visto qualcuno che dà torto a Seagal?”
    Bisognerebbe che qualcuno lo guardi per potergli dare torto e quindi temo che ci sia solo Il Zinefilo a sacrificarsi per tutti noi, ex-fan di Seagal inclusi. Mi sento male per te già guardando la locandina del film che promette le due cose più spaventose del mondo: un nuovo film di Seagal e la scritta “Kung Fu” a esso associata. Brr!

    Comunque che risate queste recensioni e a mio padre non far sapere che esiste Seagal con le pere perché lui si guarderebbe anche questo, con l’autopilota.

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  2. Cassidy ha detto:

    Penso che la premessa lunga sia anche l’unico modo per scrivere qualcosa di un film così, anzi mi piace che tu l’abbia presa alla lontana, per arrivare all’ultima follia di Steve-O. Sulla serie di propaganda catto-cinese, non so davvero cosa dire, immagino che abbia mercato e di certo non la giudico anche perché ne ho scoperto l’esistenza leggendoti. Spero che qualcuno della Disney legga il Zinefilo, mi immagino l’aspirante dirigente con spilla di Topolino, che corre per i corridoi in direzione dell’ufficio del megadirettore galattico, strepitando di aver trovato la soluzione al perché i Cinesi non si filano nemmeno di pezza Star Wars. Nel prossimo capitolo aspettiamoci i Jedi che si radunano in una stanza per leggere le Sacre scritture 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahaa sono sicuro che se mettessero dieci jedi seduti in una stanza e per due ore li facessero parlare della Bibbia, allora avrebbero più interesse per quel pubblico 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Certo che a resistere così per due ore ci vorrebbe comunque una bella… Forza 😀
        Quanto a questo incredibile “Attrition” simil catto-cinese, sospendo il mio giudizio perché nemmeno io darei ragione a Seagal pure se lui è convinto di avercela e di riuscire a guarirmi dalla malattia del buon cinema con l’imposizione delle mani 😉

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Non credo lo vedrò mai, come non credo che vedrò la serie sui tizi che discutono per ore della Bibbia.
    Nel caso ne facessero una sul taoismo, che mi incuriosisce molto, si vedrà 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Curiosamente sul taoismo non ci è arrivato nulla, e sì che i cinesi dovrebbero saperne un po’ di più 😛

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      • Conte Gracula ha detto:

        Ho visto in un documentario (tutto da verificare) che, nella Cina moderna, il taoismo sarebbe una delle religioni ufficialmente praticabili, sotto il controllo dello stato.
        Riguardo al cattolicesimo, parallelamente al braccio di ferro tra Chiesa e stato cinese in merito alla nomina dei vescovi, alcuni credenti praticano in segreto, lontani dalle parrocchie ufficiali.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Forse per questo la serie in questione è arrivata in Occidente, più sensibile all’argomento. Di sicuro il tema è scottante ma lo stile con cui è ritratto è da sonno profondo 😛

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  4. Kukuviza ha detto:

    Ma questo è un post pazzesco: la telenovela religiosa, Seagal che impone le mani, reti misteriose (“ReteOro” dev’essere qualcosa di incredibile)…sono assolutamente stupefatta! Ma molto divertita!

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  5. Il Moro ha detto:

    Oltre a sacrificarti guardando filmacci al posto nostro, passi anche ore a setacciare le infime reti locali che mandano solo pubblicità per 20 ore di fila ogni giorno? Tu sei un martire!

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Ehm. L’ho visto: e devo dire che qui l’unico attrition (nel senso di attrito) è stato coi miei neuroni che pur essendo abituati allo zintage hanno patito le pene dell’inferno nel giungere a fine visione 😥😱😱😱

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  7. Austin Dove ha detto:

    Lui è una botte, inguardabile
    Di solito gli artisti marziali sono fighi, anche da vecchi. Lui inguardabile.

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