Full Circle (1977) Demonio dalla faccia d’angelo

Nel mio viaggio a caccia di “italian credits” mi ritrovo a bazzicare edizioni VHS che nessun essere umano dovrebbe vedere, e quando protagonista di una di queste è Mia Farrow mi scappa la voglia di parlarne qui nel Zinefilo.
Non so se vi ricordate l’attrice che riusciva a fare film solo quando sposava le persone giuste, ma forse è più nota perché all’età di 21 anni ha sposato il 51enne Frank Sinatra e via, da diva televisiva nella soap opera “Peyton Place” arriva Roman Polanski a proporle il ruolo della vita. Ma no, sono ingiusto e maligno, anzi Sinatra le intimò di non accettare Rosemary’s Baby (1968) e quando l’attrice si impuntò fu la fine del matrimonio: a giugno il film esce a New York e ad agosto il divorzio con Sinatra è ufficiale.

Mia è figlia del regista e sceneggiatore John Farrow, è nata per il cinema e infatti dopo il successo del film di Polanski appare in qualche pellicola straordinariamente inutile finché non si mette con Woody Allen, che le regala una seconda giovinezza e grandi film. Mollata, fa esplodere il caso che perseguita ancora il regista ma ormai la sua carriera è finita. Siamo però molto prima di questo, siamo nel periodo in cui è ancora ricordata per il suo ruolo “satanico” e minuscole case la avvicinano: che le andrebbe di fare l’ennesimo ruolo di mamma di un demone?

Il risultato è il minuscolissimo Full Circle, che si regge solo sulla prova straordinariamente piatta dell’attrice, malgrado sia tratto da Julia (1975) dello statunitense Peter Straub, romanzo quasi d’esordio uscito in Italia solo in tre edizioni (Editoriale Corno 1979, Bompiani 1993 e Fabbri Editori 1994) e ben due traduzioni diverse.

Presentato in anteprima allo spagnolo San Sebastián Film Festival l’11 settembre 1977, il film appare in Gran Bretagna (dove è girato ed ambientato) solo nell’aprile 1978, quando già dal 3 marzo precedente la pellicola era sul tavolo della censura italiana, che rilascia il visto il 12 aprile 1978 con il titolo Demonio con la faccia d’angelo.
Appare timidamente in sala il 22 giugno successivo e dopo un annetto scompare nel nulla, non ho trovato prove neanche di una trasmissione in TV. A parte la VHS Eden Video di data ignota salvata dai “pirati”, non esisterebbe altra traccia del film in Italia.

Ammazza che grafica avveniristica!

Julia Lofting (Mia Farrow) è la tipica mamma londinese degli anni Settanta, con un maritino ricco che lavora nella City e una bambina bionda che chiede le mele per colazione, invece di grasse merendine cioccolatose come i bambini normali. La pace però dura poco, perché a fare la brava bambina ci si rimette: la figlia si strozza e muore. Va’, va’: va’ a mangiare le mele a colazione, va’!
In realtà la scena è strana e forse volutamente misteriosa: non volendo aspettare l’ambulanza, mamma Julia pratica una tracheotomia alla figlia di cui non sappiamo l’esito: la vediamo solo a cose fatte, sporca di sangue. La bambina è forse morta per causa sua? Mistero…

La vostra amichevole Mia Farrow insanguinata di quartiere

Siamo negli anni Settanta, e dopo secoli lasciate in disparte a guardare, ora le donne finalmente hanno visto, per dirla alla Villaggio in uno dei rari momenti in cui faceva satira sociale. Julia vuole cambiare vita e appena uscita dalla clinica psichiatrica – perché c’era finita? – molla la casetta borghese e il maritino ricco andandosene a vivere da sola, gestendosi l’utero e facendo gli occhi dolci all’antiquario della porta accanto (Tom Conti).
Femminismo senza limiditismo, come direbbe Salvi, e infatti sua madre – simbolo delle passate generazioni in cui le donne “sapevano stare al proprio posto” – è paradigmatico: che sia un horror sociale in cui la femminista simboleggia il male? Che gli sceneggiatori Dave Humphries ed Harry Bromley Davenport vogliano dire al pubblico che a seguire queste balzane idee progressiste si finisce in braccio al demonio? Chissà…

Tipica Mia femminista…

Ovviamente Julia vede ovunque la figlia morta, va be’ che siamo nel 1977 e non abbiamo ancora visto i miliardi di film horror identici a questo, ma è davvero un canone imprescindibile. E come se non bastasse arriva pure la “medium large” (cioè una paragnosta che ha magnato assai) a dire a Julia che la casa dove ora abita è posseduta, e poi cade dalle scale. Oddio, “cade”: diciamo che rotola…
Alla sagra dello stereotipo questo film compra tutto, pure i portachiavi a forma di “so cosa hai fatto”. Perché c’è pure il mistero dal passato di una madre che, come Julia, ha perso la figlia per soffocamento che però sa cosa hai fatto l’estate scorsa…

Vieni, unisciti ai Figli dello Stereotipo Eterno

Sono convinto che il romanzo di Straub sia buono, anche perché ho visto che è strutturato in modo che scopriamo i fatti man mano che Julia ce li ricostruisce, mentre qui il quasi esordiente regista britannico Richard Loncraine tira fuori un tristissimo e grigio prodotto a forma televisiva che mi sembra ben al di sotto dei “film satanici” dell’epoca.
Assistiamo alle “indagini” di Julia per scoprire cos’è successo alla bambina morta nella casa in cui abita da quando è morta la bambina per soffocamento come per soffocamento è morta la bambina nella casa in cui abita e via dicendo. Capito il “cerchio pieno” del titolo? Tutto molto buttato a caso, tutto vago, tutto senza risposta, tanto basta buttare lì una bambola brutta e una bambina bella e il satanismo si spiega da solo.

Ma come fanno a fare bambole così sataniche?

Mia Farrow è assente ingiustificata, limitandosi a stare immobile per tutta la vicenda: mette molta più paura lei della bambina satanica. Oh, che poi mica l’ho capito se è la bambina ad essere indemoniata, la madre, la casa o i due liocorni: di sicuro il film puzza di zolfo…

L.

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8 risposte a Full Circle (1977) Demonio dalla faccia d’angelo

  1. Cassidy ha detto:

    « Alla sagra dello stereotipo questo film compra tutto, pure i portachiavi a forma di “so cosa hai fatto” » Questa è da applausi, lasciatelo dire 😉 Ma come hanno fatto a fare un film tanto brutto da un romanzo comunque solido? Vabbè la domanda la lasciamo cadere nel vuoto, tanto finisce quasi sempre così. Non conoscevo affatto il film, ma hai riassunto la carriera di Mia Farrow alla perfezione 😉 Cheers!

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Ma quindi sta ferma, anziché salire e scendere le scale o aprire e chiudere le porte?
    Quanti passi avanti sono stati fatti (?)

    Comunque, da bambino mi è capitato di strozzarmi col cibo, ogni tanto, ma nessuno ga mai cercato di farmi la tracheotomia…
    Infatti io sono qui, la bimba delle colazioni salutiste, no 😛

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  3. Zio Portillo ha detto:

    La puzza di… zolfo si sento fino a qua! (sei stato un signore Lucius. Io avei detto qualcosa di più marrone!)
    Film che già dalle immagini mi sa di poverata allucinante, fatto solo per poggiarsi sulle “possenti” spalle della Farrow e sulla sua fame di madre demoniaca. Pensandoci bene il buco nell’acqua era inevitabile!

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  4. Giuseppe ha detto:

    Ti dirò, non ho mai pensato a Full Circle come a uno dei film satanici in voga all’epoca: anzi, ho apprezzato assai che se ne discostasse (niente “anti-cristismi” né profezie né possessioni fuori luogo, qui) portando avanti una più classica e pacata ghost-story, dove il vero problema non è tanto l’origine della malvagità della bambina quanto il fatto che questa prosegua implacabile anche dopo la morte, senza redenzione o speranza per nessuno (dal momento in cui “sceglie” Julia Lofting -una giustamente fragilissima Mia Farrow- non c’è più via d’uscita, e tanto peggio per chi dovesse intralciarle il cammino)… la malinconica tristezza che permea tutto il film è perfettamente funzionale allo scopo, secondo me. E, soprattutto, non ti illude nemmeno per un attimo che si possa arrivare a un finale diverso da quello che poi sarà: tristissimo, appunto, come già lo era da tempo il destino della protagonista, ormai legato allo spettro tormentato dell’ingannevolmente angelica bimba. Le cui manine notturne riescono a regalarmi dei brividi veri ancora oggi…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Descritto così sembra quasi un film che possa piacermi, così come il tentativo in più punti di lasciare anche una scappatoia “razionale” ai fenomeni paranormali, ma onestamente non sono riuscito ad entrare nel film così tanto da provare qualcosa. Sono convinto che sia un ottimo romanzo perché si sente che la storia è buona, raccontata in modo diverso, al netto delle scontatezze canoniche, ma raccontata in quel modo non è riuscita a prendermi. Sarà che non ho mai apprezzato Mia, neanche quando recitava bene con Woody, figuriamoci qua che si limita a vegetare 😀

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