Ichi (2008) La nuova spadaccina cieca

Tornano le quote rosa, perché le “maestre sciancate” non hanno nulla da invidiare ai relativi maschietti!

Abbiamo già incontrato spadaccine cieche, come la serie di film dedicati ad Oichi e la taiwanese Cat. Con la fine degli anni Settanta però sembrava essere esaurito l’interesse per la versione femminile di Zatôichi: rinato il personaggio nel 2003 (come vedremo) ed ottenuto successo internazionale, la Warner Bros – storicamente ben attenta ai prodotti marziali “di moda” – cerca qualcosa del genere da distribuire negli Stati Uniti. E lo trova.
Distribuito in patria giapponese il 25 ottobre 2008 (fonte: JFDb), dal 2009 la Warner inizia a far girare per il mondo Ichi, un titolo semplice per un prodotto non certo riuscito ma molto ambizioso.

Grafica dura e pura

Quando si parla di cultura popolare giapponese ogni informazione certa scompare. Alcuni siti dicono che la spadaccina cieca ritratta in questo film nascerebbe da uno dei romanzi di Kan Shimozawa, cioè l’autore che nel secondo dopo-guerra ha creato Zatôichi: visto che i suoi libri li conoscono solo i giapponesi, e mi sa che pure loro manco li ricordano più, confermare questa notizia esula dalle mie forze.

Una cieca si aggira per il Giappone manga-letterario

Di sicuro il 23 ottobre 2008, cioè due giorni prima dell’uscita del film, Shinohara Hana dà il via alla sua serie di manga dedicati al personaggio, ritratto esattamente come lo sceneggiatore Taeko Asano lo presenta nel film: il mangaka ha sfruttato la sceneggiatura del film, ingaggiato dalla casa di produzione? Di nuovo, non so dare una risposta.

Non ha paura di sfoderare la spada…

La spadaccina cieca Ichi nasce dai romanzi degli anni Cinquanta di Shimozawa, dai manga di Shinohara o è un’invenzione di Asano? Di ipotesi ce ne sono tante, di certezze nessuna.

… né di sfoggiare un capello perfetto!

Se lo storico Ichi era un anma, un massaggiatore cieco, mansione nota anche come zatô (da cui il nome Zatôichi, “Ichi il massaggiatore cieco”), questa “nuova” Ichi è una goze, cioè una musicista cieca: questa era la “carriera” riservata alle bambine con problemi di vita, cioè diventare musiciste itineranti.

Siete pronti al frizzante intrattenimento musicale delle goze?

Quindi la nostra eroina se ne va in giro con il suo shamisen (la chitarra tipica giapponese) guidandosi con un bastone identico a quello del suo storico omonimo, con ovviamente tanto di spada al suo interno.

Si prepara una seratina frizzantina, con Ichi alla chitarra…

A quanto mi è dato di capire, il manga segue lo stile del personaggio maschile, cioè manda in giro Ichi per paesi in ognuno dei quali vivrà un’avventura, proprio come succede nelle decine di film con Zatôichi. Ichi invece ha tutt’altra struttura: la nostra eroina sta cercando qualcuno e, giunta nel paesino di Bitô, pensa di averlo trovato.

Ichi cerca la gente ammazzandola…

Il problema è che il paesino è funestato dalle scorrerie della terribile banda di Banki (Shidô Nakamura), fenomenale spadaccino orbo da un occhio.

La terribile banda dei Colori Sgargianti!

Conosciuto per strada Tôma Fujihira da Shimôsa (Takao Ohsawa), valente spadaccino che però ha paura di sfoderare la spada, Ichi si ritrova con lui in una strana situazione: tutti in paese credono che sia Tôma il fenomenale spadaccino che ha fatto fuori alcuni membri della banda di Banki, quando invece è stata Ichi.
Un momento, ma chi stava cercando la donna?

Cara, sei pronta alla lunghissima parte mélo del film?

Il film di Fumihiko Sorii ha un grave difetto: dura due ore ma le parti interessanti non coprono che mezz’ora scarsa. I tempi allungati a dismisura mettono a dura prova la pazienza dello spettatore, visto che il tema non giustifica in alcun modo alcuna “riflessione”, quindi la noia è assicurata: la prima volta che ho visto questo film, intorno al 2010, mi sono addormentato!
Questo per dire che il personaggio ci fa il piacere di raccontarci la sua storia a tre quarti del film, quando ormai lo spettatore si è appisolato di brutto, quindi il mito della sua origine non colpisce molto.

Eh no, e ora vi beccate il mio Mito delle Origini!

Se leggete in Rete, scoprirete che Ichi è allieva di Zatôichi il quale, quando lei era piccola, le ha insegnato a combattere con la spada e l’ha affidata ad una scuola di goze. Le musiciste cieche però hanno una regola ferrea: se una delle donne giace con un uomo, viene cacciata a pedate nella neve. Pure se è estate!
Ichi non trasgredisce questa strana regola ma stiamo parlando di giapponesi, cioè di una cultura parecchio lontana dalla nostra. Come ci ha insegnato Sasori: Jailhouse 41 (1972), per i giapponesi lo stupro è una colpa della donna, e così quando la giovane Ichi viene violentata le sue amorevoli compagne la cacciano a pedate nella neve: tecnicamente ha giaciuto con un uomo. Oh, a me queste regole sembrano un po’ esagerate…

Che il mentore di Ichi sia davvero quel Zatôichi è un’ipotesi plausibile ma appunto un’ipotesi, visto che nel film non viene mai specificato: è un cieco e basta. Inoltre questo aspetto della trama non ha la benché minima importanza ai fini della storia e non c’entra una mazza con il film: è solo un modo per allungare un brodo già troppo allungato.
A parte i due protagonisti, nessuno dei personaggi è ritratto o descritto: è tutta gente buttata là che tanto la scena è tutta per la brava Haruka Ayase che, come è quasi una regola in Asia, è sia attrice che cantante che modella. Sono poche le donne asiatiche che seguano una sola di queste carriere.

L’attrice è molto brava, ha primi piani intensi e se la cava benissimo nelle scene con la spada, ma purtroppo non ha dietro una sceneggiatura in grado di valorizzarla: diciamo comunque che Ichi merita assolutamente d’esser visto solo per la sua prova attoriale.

Malgrado sia sempre di alta qualità, la versione femminile degli spadaccini ciechi non sembra riuscire a conquistare lo stesso spazio dei maschietti, almeno al cinema.
Non ci resta che aspettare nuove “maestre sciancate”…

L.

– Ultimi post simili:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Arti Marziali, Inediti e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

17 risposte a Ichi (2008) La nuova spadaccina cieca

  1. Cassidy ha detto:

    Quindi, vediamo se sono stato attento, in teoria se uno è Zatoichi, la protagonista di questa film dovrebbe chiamarsi Gozeichi no? Anche se così sembra un cattivo di Ghostbusters 😉 A vederlo così mi fa quasi pensare ad un film di Takashi Miike, se non altro per il cattivo così colorito. La protagonista non è niente male (commento assolutamente cinefilo stamattina eh!), le attrici e gli attori giapponesi sono tutti “barra” qualcosa (attori barra presentatori barra cantanti barra ballerini) ultra preparati e per questo spesso pronti a girare qualunque cosa, dal musical al film di arti marziali 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

  2. Willy l'Orbo ha detto:

    A proposito di “vista” (visioni notturne, assenza di vista, etc.) ho visto Pipistrelli vampiro. Putrido, per carità, però mi è parso uno di quei filmettini tv da 2 del pomeriggio di giugno (o 3 di notte) che pur essendo un po’ insipidi mantengono l’asticella della dignità non troppo nella melma…
    p.s. scusa gli off topic di questi giorni ma almeno hai la riprova che colgo i tuoi spunti filmici 🙂

    Piace a 1 persona

  3. Zio Portillo ha detto:

    Concordo col commento tecnico di Cassidy: la signorina Hayase è proprio caruccia. Per il resto non posso dire nulla di più visto che il film non l’ho proprio visto…

    Comunque in “Magdalene” di Mullan c’era la ragazza stuprata dal cugino che per questo viene mandata dalle buonissime e caritatevoli suore. In quanto a regole direi Irlanda-Giappone 1-1.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Fermo restando che l’Europa non è seconda a nessuno in quanto a pregiudizi e a mostruose tradizioni, credo però che in quel caso fosse in ballo l’onore familiare. Molto spesso nelle famiglie numerose c’erano degli scandali che per venir messi a tacere si allontanava qualcuno: di solito la donna, per andare a gestire gravidanze “non ufficiali” lontano da occhi indiscreti, o per allontanare tentazioni.
      È purtroppo noto che anche in Europa davanti alla notizia di uno stupro si dica “be’, se l’è cercata”, ma qui è diverso: le donne considerano una svergognata la donna che è stata violentata e la trattano male, senza avere una sola parola di biasimo contro il violentatore. L’ho notato nel film del 1972 e in questo del 2008, quindi forse è un’idea molto radicata in quella cultura, al di là dell’età.
      E’ vero, in Europa il concetto stesso di stupro è arrivato molto tardi, prima c’era solo il sesso: che la donna fosse consenziente nessuno se ne preoccupava, ma da qui a odiare e scacciare una donna perché un uomo l’ha violentata mi sembra ci sia differenza. O, mettiamola così, dal secondo dopo-guerra non è più un comportamento accettabile, cosa che invece in Giappone è rimasta.

      "Mi piace"

      • Zio Portillo ha detto:

        Non voglio inerpicarmi in una discussione spinosa ma mi pare di ricordare che nel film di Mullan alla fine il fratello della tipa la “libera” dalla lavanderia cattolica in quanto diventato maggiorenne e per questo può “riscattarla”. Quindi il discorso sull’onore famigliare può essere vero ma fino ad un certo punto. Se poi se la riportano in casa l’onore vale fino ad un certo punto secondo me (stiamo parlando di sfumature, eh!).

        Invece la tradizione giapponese di scacciare e colpevolizzare le donne vittime di stupro sbattendole nella neve (pure d’estate!) è decisamente peggiore. E da quanto dici è qualcosa di radicato nella loro cultura come l’harakiri o il taglio del mignolo. Qua da noi si stigmatizzano o condannano certi comportamenti avvenuti in passato (tipo in “Magdalene”) mentre a tutt’oggi in Giappone si continuano a rappresentare senza “vergongna” o senza denunciarli.

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Se sono mostrati tranquillamente in film dichiaratamente di intrattenimento popolare, senza dare alcuan spiegazione, evidentemente sono comportamenti che hanno radici profonde nella cultura.

        "Mi piace"

  4. Giuseppe ha detto:

    Poteva essere un film più che degno, se decurtato della forzata parte melodrammatica. Togliendo questa, però, sarebbe diventato a malapena un mediometraggio… per non dire un cortometraggio vero e proprio.

    Piace a 1 persona

  5. SAM ha detto:

    Per la cronaca, “Ichi ” significa “1” ed è il classico nome anonimo giapponese ( come se io chiamassi un protagonista “Tizio “) .
    Uno spadaccino cieco di nome Ichi sc’è anche nei fumetti italiani della B onelli ( “la redenzione del Samurai,” e ” il fiore del massacro” nella collana “Le Storie ” e poi nel volume “Chanbara “)

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì, ne abbiamo parlato e il personaggio stesso gioca col suo nome.
      Bonelli è storicamente una casa molto citazionista e dal 2003, da quando cioè il personaggio è diventato noto in Italia, c’era da aspettarsela una menzione.
      Curioso invece l’iter del termine chanbara, che è diventato noto in Italia quando sono scomparsi i film che indicava! Negli anni Ottanta era facilissimo trovare nei canali televisivi locali dei giapponesi che ci davano giù di katana, ma nessuno sapeva come si chiamasse il genere, poi quei film sono tutti scomparsi nel nulla ed è arrivato il nome, da usare solo perché fa figo…

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.