Scorpion King 5 (2018) Il Libro delle Anime

«Riuscirà a fermarsi lo Scorpione oppure avremo la sventura di uno Scorpion King 5?» Così chiudevo il ciclo dedicato a Scorpion King: quindi, tecnicamente, me la sono tirata da solo…
Perché il film, purtroppo, è uscito sul serio…

Mayling Ng

Chi segue questo blog sa quanto siano irresistibili i sequel terrificanti della Universal 1440 Entertainment, casa “figlia” della Universal con il compito specifico di rendere più cialtrona ogni cialtronata: c’è gente nei suoi uffici ha il compito di trovare le peggiori sceneggiature in circolazione… e peggiorarle ulteriormente!
Nata con Il re scorpione 3 (2012) e subito specializzata in “numerali” come Tremors 5 (2015) o Jarhead 3 (2016), la casa porta nel cuore il suo scorpioncino regale e puntualmente ne racconta qualche avventura, girata ogni volta peggio.

Il 23 ottobre 2018 esce in patria americana The Scorpion King: Book of Souls, quinto film con il personaggio nato nel 2001 da La mummia 2 (2001), con il volto di The Rock.
La Universal lo porta già nel dicembre successivo in DVD e Blu-ray italiano con il titolo Il Re Scorpione. Il Libro delle Anime.

Tutto l’impegno finisce nella grafica del titolo

Alla regia c’è il nostro vecchio amico dal mondo della Z spinta: Don Michael Paul, regista di tutti i peggiori titoli di questa e di tante altre case: da quando la UFO gli ha dato la regia di Lake Placid 4 (2012), i film numerali sono diventati un’ossessione per lui: sia dirigerli che interpretarli. Questo 2018 ci ha dato sotto, visto che Scorpion King è il suo terzo film, dopo Tremors: A Cold Day in Hell e Death Race: Beyond Anarchy.
Alla sceneggiatura abbiamo due nuove entrate: il barista di Paul e il suo barbiere. Dubito ne sentiremo ancora parlare…

Uno dei rari momenti che meritano di essere visti

«Nell’antico Egitto, prima dell’epoca dei Faraoni, la leggenda narra di Re Memtep, che strinse un patto con Anubi, il Signore dell’Aldilà, per creare una spada così potente da permettere a chi l’avesse posseduta di dominare il mondo. Alimentata dalle anime dei nemici uccisi, la spada era stata forgiata nelle fiamme dell’inferno dal Signore dell’Aldilà, che le diede il suo stesso nome: la Zanna di Anubi.»

Oh, a me ’sta Fang of Anubis piace: speriamo abbia un vero peso nella storia.

La Zanna di Anubi: perfetto regalo di Natale!

«I nomi di coloro che venivano uccisi dalla spada erano incisi per sempre nel Libro delle Anime, dove rimanevano imprigionati per l’eternità, condannati a rimanere nell’oscurità perenne.»

Rubata dalla tomba dell’oblio in cui giaceva da tempo immemore, ora Nebserek (Peter Mensah) ha un’arma infallibile con cui spadroneggiare in giro, raccogliendo un «esercito di sciacalli» e proclamandosi loro dio barra re. Ma dio non è più di re? Perché specificare entrambe? Forse intendeva che ricopriva sia cariche amministrative che clericali, date a dio quel che è di dio e a Nebserek quel che è di Nebserek, così faceva filotto.

Nebserek, dio slash re

Solo un uomo riesce a sfuggire al potere bicamerale di Nebserek, «l’ultimo akkadico», che essendo l’Impero di Akkad da tutt’altra parte, in Mesopotamia, era giustamente confuso: che ci faccio in Egitto? Più che “ultimo” sono l’unico akkadico qui.

La faccia spenta di Zach McGowan, unico akkadico in Egitto

Comunque quest’unico uomo che interessa al perfido regno del terrore di Nebserek è ovviamente lui: il re scorpione, che ha la faccia da scemo e la barba di Zach McGowan, il capitano Charles Vane di “Black Sails” ma soprattutto l’assente e paralitico protagonista di Death Race: Beyond Anarchy (2018), un altro dei terrificanti sequel di serie Z della Universal 1440 Entertainment.

Tipica fucina egiziana…

«La civiltà è troppo incivile, per me». Con questa massima nel cuore Mathayus si ritira dalla roboante carriera di guerriero e fa il fabbro di paese. Un paese che non farebbe pensare all’Egitto manco sotto tortura: possibile non avessero a disposizione un filtro giallo per il film? Ma non arrossite a voler spacciare i soliti boschetti romeni per l’assolato Egitto? No, nessuna vergogna per la Universal.

Uno dei rari momenti in cui usano almeno un filtro giallastro

Arriva in paese lo sterminato esercito di Nebserek, costituito da due soli tizi: Bellicapelli con le treccine in faccia ma soprattutto la spietata guerriera pittata Khensa, interpretata da Mayling Ng, la splendida bodybuilder e lottatrice di Singapore che abbiamo ammirato in Lady Bloodfight (2016), unica vera “tosta” del cast. Non si può dire abbia fatto carriera, ma è sempre bello ritrovarla.

Lo spietato “Treccine in faccia” e la crudele “Muscoletta”

Questa cattivissima Khensa sgozza il ragazzino amico di Mathayus e ovviamente scatta la voglia di vendetta. Bla bla bla entra in scena la principessa guerriera Tala (Pearl Thusi), figlia di Balthazar, re della Nubia che nell’originale Il re scorpione (2002) era interpretato dal compianto Michael Clarke Duncan.

Due protagonisti decisamente poco azzeccati

Insieme a lei inizia la rocambolesca avventura alla ricerca del Libro delle Anime, nella Valle della Tredicesima Luna. Quello subito dopo la Valle della Dodicesima Luna…

«Dicono che sia custodito nel tempio delle pergamene, vi si può accedere solo nelle sere in cui sorge la Luna blu, una volta ogni tre anni del ciclo lunare. Sarà stasera.»

Mmmm venti pergamene e un libro: quale sarà il Libro delle Anime?

Diciamo che gli sceneggiatori hanno usato ben poco tabacco nelle loro sigarette e hanno infarcito l’intera sceneggiatura di elementi fantasy spinti davvero esagerati e fastidiosi: in pratica, ogni volta che un qualsiasi personaggio apre la bocca finiamo in modalità “Pdor, figlio di Khmer, della tribù di Ishtar“. E il seguito è pure peggio.

Riconoscibilissimi i famosi geroglifici egiziani..

Per fortuna arriva Nathan Jones a fare il comico con il suo Enkidu, l’essere di roccia. Giustamente l’ex wrestler si è detto: se Dave Bautista fa il coglione nei Guardiani della Galassia (2014), perché io devo sempre fare il cattivo? E così fa il coglione pure lui. Spero sia valsa la pena.

Sono l’Uomo Roccia: vuoi vederlo lo spuntone?

Qualche idea azzeccata la si può trovare, tipo la citata spada – elemento totalmente secondario – o il fatto che il Libro delle Anime del titolo è in realtà un “libro di carne”, essendo scritto sul corpo di una donna. Segno che anche sceneggiature demenziali ogni tanto (per errore) hanno una bella idea.

E adesso… sfogliami!

Un protagonista assente ingiustificato, un cattivo buffonesco, una super-cattiva che muore con una spinta, una sceneggiatura assente e il livello di stupidità fantasy portato a livelli patologici. La maledizione del Re Scorpione non ha pietà per nessuno, e da vent’anni ci regala solo miseria e dolore per gli occhi.

Ecco come viene tratatto ogni spettatore della Universal 1440

Consoliamoci con l’unica vera grande sorpresa di questo film: la musica dei titoli di coda! Out For Blood di Valley of Wolves.

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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27 risposte a Scorpion King 5 (2018) Il Libro delle Anime

  1. Zio Portillo ha detto:

    Pensa te… A casa dei miei devo aver lasciato un cofanetto super-mega deluxe (ovviamente pagato un occhio!) che aveva i tre film de “La Mummia” e il primo film de “Il Re Scorpione”. Continuo a ripetere da anni che il primo film del ciclo, sottovalutato e spesso dimenticato, è a tutt’oggi il parente più prossimo di “Indy” mai fatto.

    Mai visto nulla oltre al primo “Re Scorpione”. Intanto recupero i tuoi vecchi post che mi sono perso, poi vedo se vale la pena provare il recupero di qualche capitolo.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Già ti posso anticipare a cuor leggero che NO, non vale la pena alcun recupero e che ogni sequel del Re Scoprione è più diarroico del precedente, come ogni altro sequel nato negli anni Duemila.
      Non amo i film della Mummia, anzi ho sentimenti molto forti e sono orgoglioso di dire che non li ho mai visti per intero, o forse giusto un po’ il terzo con Jet Li e Michelle Yeoh, che ovviamente non valeva minimamente la pena chiamare due attori di quel calibro per fare le comiche.
      Malgrado questo, “Il re scorpione” lo ricordo divertente, anche se l’ho visto una volta sola, anche se onestamente non lo accosterei mai ad Indiana Jones: è semplicemente un buon film d’avventura senza troppe pretese, che strizza l’occhio a tematiche fantasy senza entrarci troppo. Se invece parlavi di Indy 4, allora anche “Alex l’ariete” è migliore 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Il primo della Mummia era semplicione e leggero, ma aveva una propria dignità, gli altri… né belli, né brutti, se ne poteva fare a meno, ma non fanno danni.
        I seguiti del Re scoglione, i pochi che ho visto, erano imbarazzanti come, boh, Wishmaster 4… o era il 5? Tanto per stare in vena di numerali svampiti…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il secondo ci raccontava la gioventù di Mathayu, una roba pessima, ma almeno il terzo e quarto – con lo stesso attore – sono più cazzoni: a parità di qualità Z, almeno è pieno di ex wrestler ed ex attori famosi, da Rutger Hauer a Michael Biehn. Nessuno fa niente, solo chiacchiere, ma arrivano pure i ninja. Perché l’Egitto era pieno così di ninja 😀

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      • Zio Portillo ha detto:

        Scusa, ho chiuso in fretta e furia. Intendevo che il primo “La Mummia” con Fraser e la Weisz bibliotecaria sexy è il film che più si avvicina a “Indiana Jones”. Ovviamente siamo distanti perché i tre (3, vero Cassidy?) film dell’archeologo figlio di 007 sono capolavori totali e ineguagliabili per chiunque. Ma se dovessi indicare una buona imitazione o un discreto surrogato per spirito, avventura, azione,… Andrei diretto sparato su “La Mummia”. E parliamo di una pellicola uscita quasi 20 anni fa! Nessuno ci è andato mai così vicino all’originale targato Lucas&Spielberg.

        Per quanto riguarda i seguiti de “Il Re Scorpione” immaginavo fossero carne da cannone. Ma speravo che almeno uno fosse una cag@tona divertente. Vabbè, amen. Mi leggerò i tuoi post e basta.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ah, avevo capito male: pensavo intendessi “Il re scorpione” con The Rock come emulp di Indy! Sì, La Mummia di Fraser è sicuramente scritta pensando decisamente ad Indy, anche se il tutto è virato alla commedia per l’infanzia, con l’eroe che fa le smorfie e le battutine da prima elementare. Indy era un prodotto per giovani adulti (perché all’epoca era quello il suo pubblico!) ma è chiaro che è quello il modello 😉

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Ma perché chiamare due persone “esercito”? Sono a stento una banda di bravacci.
    Potrebbero fare il re scorpione 6 come “re dei ladri”, almeno avrebbero una scusa per usare sette attori soltanto 😛

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Una cosa: tanto per care crossover tra i post, un personaggio di Lanterna verde, un po’ di anni fa, “incise” sul proprio corpo un libro speciale 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mmmm sapresti mica darmi più particolari? Sto mettendo da parte materiale per uno speciale sui “Libri di sangue”, cioè testi incisi sulle persone, e ho già film, telefilm, romanzi e un fumetto ci starebbe a fagiuolo! Prima che mi impazzisco a cercarlo su Google, se ti ricordi qualcosa di quella storia mi faresti un favorone 😉

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  4. Il Moro ha detto:

    Non lo guarderò nemmeno costretto, comunque ho notato nelle immagini di questo post la mia amata khopesh, spada/scure usata nell’antico Egitto, quanto mi piace. Ho notato anche il nome di Enkidu, che però è un personaggio della mitologia sumera…. Grande amico di Gilgamesh, mai descritto da nessuna parte come fatto di roccia.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Temo che il film si prenda parecchie libertà “mitologico-storiche”, per non dire che spara a cazzo 😀
      Quella spada mi ha rubato il cuore: peccato sia buttata via, nella trama, sarebbe da infilarla in qualche fan fiction per poterci giocare per bene 😛

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Visto! 😥🤔😅
    Non bene effettivamente però ammetto che il personaggio di Nathan Jones è talmente strampalato/terribile che mi ha strappato un sorriso di benevola compassione ad ogni sequenza 😂😂😂😂

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  6. Cassidy ha detto:

    «E adesso… Sfogliami» mi ha ucciso! 🙂 Ma non come scoprire che dietro al nuovo “Re Ciccione” abbiamo Don Michele Paolo, l’uomo che sforna sequel DTV fotocopia risparmiando su tutto, soprattutto sulla trama. Zach McGowan sembrava lanciato invece è finito nella palude dei seguiti in home video, ti ringrazio per questo spassoso post, almeno mi terrò a distanza da questo seguito però il pezzo sui titoli di coda è fighissimo! 😉 Cheers

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  7. Giuseppe ha detto:

    Io ho smesso di farmi domande sul senso di questi sequel Scorpionati già a partire dal secondo, e ogni volta scopro di non aver fatto male 😉
    P.S. 1) Zona X n. 21 (Ed. Bonelli, marzo 1997) – Magic Patrol: Il libro nero … avventura della giovane squadra della base di Altrove alle prese con un terribile tomo di magia atlantidea, che uno dei malefici avversari riesce a trasferire momentaneamente (e dolorosamente) sulla propria pelle tramite un’antica formula, mentre si trova in piedi sull’aereo (sulla fusoliera e all’ESTERNO) dove il grimorio è custodito. Il rito per “liberarne” di nuovo i caratteri dalla propria epidermide prevede un sacrificio umano… il suo, ovviamente.
    E questo è il mio piccolo contributo al tuo speciale libroemoglobinico 😉
    P.S. 2) Non voglio che si sappia troppo in giro, ma il DVD di Indy 4 io ce l’ho (e perlomeno non c’è Alberto Tomba a confrontarsi con quegli alieni diversamente alieni… lui si sarebbe mosso come il classico elefante in una TESCHIOcristalleria) 😛

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  8. Pingback: Scorpion King 4 (2015) La conquista del potere | Il Zinefilo

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