Nunchaku al cinema: Big Stan (2007)

Per puro caso ho scoperto l’esistenza di Big Stan (2007), film di piccole e ignote case produttrici che risulta misteriosamente inedito in Italia: eppure il nostro Paese ha sempre dimostrato immotivato entusiasmo per la vis comica di Rob Schneider, che qui se la suona e se la canta. Inoltre, Kill Bill prima e la notizia della sua morte poi hanno risvegliato in quel periodo nei distratti italiani la nozione dell’esistenza di David Carradine, attore che molti citano senza aver mai visto se non uno o due titoli della sua sterminata filmografia. Ovviamente senza neanche ricordarli, pur considerandolo un mito.

Schneider produce, dirige ed interpreta – insieme a parenti ed amici – un film cucitogli addosso da Josh Lieb, autore televisivo (soprattutto del “Tonight Show” di Jimmy Fallon) prestato per poco tempo al cinema.
Il risultato è una storia talmente sopra le righe, talmente assurda… da fare il giro e diventare divertente.

Anticipando Duri si diventa (2015), più strombazzato ma meno divertente, questo film ci racconta di Stan (Schneider, appunto) che a forza di fare vendite immobiliari particolarmente spregiudicate finisce per essere condannato alla galera. E non siamo ancora alla crisi del 2008, quando l’America ha scoperto che anche gli affaristi potrebbero finire in galera (tranquilli, non ci sono finiti, però si sono messi paura), e Stan fa quello che una persona qualunque farebbe, sapendo che presto dovrà passare del tempo in prigione: si fa sodomizzare dalla fidanzata…

Tre saponette e un laccio di scarpe fanno miracoli marziali!

Il cinema ci ha insegnato che in qualsiasi prigione americana si viene picchiati e stuprati, tanto perché poi si parla di quanto siano brutte quelle degli altri Paesi, così Stan si vuole preparare. Preso confidenza con un dildo di proporzioni johnholmesiane – tanto che il suo ano farà spaventare una delle guardie addette alla perquisizione corporale – passa poi ad irrobustirsi con lezioni di arti marziali.
Non si trova bene con il mitico Simon Rhee, che fa il divertente cameo di un maestro marziale antipatico, che picchia Stan cacciandolo dal corso. Avrà da pentirsene, perché il nostro eroe si rivolge a ben altro maestro: un personaggio che si chiama appunto The Master, Carradine.

Uatà 1

La parodia dei maestri marziali è banalotta, con David che sfonda muri con le dita e menate varie, ma il divertente è che… funziona! Stan diventa il duro più duro in città, va in galera e comincia a massacrare energumeni grandi tre volte lui. In un solo giorno diventa il re del gabbio, anche se in realtà la sua prima vittima è il minutissimo Henry Gibson, celeberrimo caratterista di miliardi di film che ci ha lasciati nel 2009, tre mesi dopo Carradine. In effetti è un po’ il film dei morti… Vogliamo infatti aggiungere che il 6 ottobre scorso è venuto a mancare Scott Wilson, che qui fa il direttore?

Uatà 2

Nell’immancabile scena dell’aggressione sotto la doccia Stan è pronto: ha preso tre saponette e le ha unite con un laccio per le scarpe. Il nunchaku è pronto!

E la prossima volta, le saponette diventano sei!

Chiudo notando che il cuoco della prigione è il maestro Dan Inosanto!

L.

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8 risposte a Nunchaku al cinema: Big Stan (2007)

  1. Kuku ha detto:

    Ho capito adesso chi è Rob Schneider: ricordo di averlo visto in 50 volte il primo bacio.
    Beh non male il nunchaku di sapone…ma non è che si scioglie a usarlo sotto la doccia? Tipo la pistola di sapone di Woody Allen.

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  2. Cassidy ha detto:

    Rob Schneider pe me sarà sempre la spalla comica di Stallone in Dredd, ruolo ingrato che gli veniva piuttosto bene. In patria è piuttosto celebre, di tutte le armi viste in “Oz” il Nunchaku è un assoluta novità 😉 Cheers!

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Quando sento nominare Rob mi viene sempre l’urticaria eppure, se tale film non fosse inedito e lo beccassi un pomeriggio festivo sulla tele, forse lo guarderei…sarà che a natale siamo tutti più buoni? 🙂

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