Oscar (1967) Cinquant’anni di valigie

Che c’entra il Natale con questo film, che non parla di Natale ma al massimo di natalità (supposta)? Ma soprattutto, che c’entra Louis de Funès, il re della risata fino ai primi anni Ottanta con… Sylvester Stallone?

È Natale e siete tutti in altre faccende affaccendate, quindi sarò più breve del solito.
Nel 2013 La7 ha trasmesso questo rarissimo film la mattina di Natale e per puro caso mi sono ritrovato a vederlo, impossibilitato a muovermi. È un film scritto e diretto da Édouard Molinaro, e già questo è un ottimo punto di partenza, visto che gran parte delle commedie francesi con cui sono cresciuto porta la sua firma, ma soprattutto è tratto da un testo teatrale, e questo gli vale altri mille punti. Mantiene la struttura della pièce di Claude Magnier e si svolge interamente in una casa, una classica situazione da «una porta si apre, una porta si chiude: questo è il teatro, questa è la vita», come spiega Michael Caine nel titanico Rumori fuori scena (1992).
Ma ancora di più, il film mi ha inchiodato perché man mano che lo vedevo mi rendevo conto che… Oh, ma io questa storia già la conosco… Ma… sarà mica l’originale di qualche commedia americana? Oh ma… non sarà mica l’originale da cui John Landis ha tratto Oscar, un fidanzato per due figlie con Sylvester Stallone? Sì, è proprio lui. Ma, ovviamente, mille volte superiore.

Cioè… Stallone ha rifatto il mio ruolo?

Uscito in patria l’11 ottobre 1967, già il mese successivo Oscar finisce sul tavolo della censura italiana che rilascia subito il visto senza alcun problema: esce nei cinema italiani, con l’arzigogolato titolo Io, due figlie, tre valigie, il 4 gennaio 1968, quindi faccio ancora in tempo a festeggiare i cinquant’anni del film in Italia!

Il primo passaggio televisivo noto è venerdì 2 settembre 1983 su Rai1, mentre – ignoto al mondo delle videocassette – solo nel 2009 esce in home video, quando la Fox Video lo presenta in DVD.

Una grafica molto anni Sessanta…

Dunque quella mattina di Natale di cinque anni fa per puro caso ho scoperto questo film, ma soprattutto ho scoperto che era appena nata una consuetudine che mi piace ripetere: da allora ogni mattina di Natale mi piace rivedermi questo Louis de Funès doppiato da Stefano Sibaldi (fonte AntonioGenna.net) che fa le sue facce buffe in reazione agli incredibili eventi della storia.

Quella faccia da schiaffi del giovane Claude Rich

Se avete visto Oscar con Stallone conoscete già la trama, Landis ha quasi fotocopiato l’originale, ma in caso contrario eccola in due parole. Christian (un giovanissimo Claude Rich) vuole chiedere la mano della figlia – o almeno di quella che crede essere la figlia – del suo capufficio, il ricco e burbero Bertrand Barnier (Louis de Funès), che ovviamente non darebbe mai la propria figlia ad un misero impiegatuccio. Per convincere l’arcigno riccastro Christian decide di confessargli un “peccatuccio”: per un puro caso, senza volontarietà, negli anni ha rubato una ingente cifra al suo ufficio: se Bertrand accetterà di fargli sposare la figlia, restituirà quei soldi. Una valigia piena di denaro esentasse…
Vi lascio immaginare la reazione del burbero de Funès alla notizia che l’ultimo dei suoi impiegati lo sta spennando da anni…

Andiamo, chi non ha mai derubato il proprio capo?

È l’inizio di una commedia degli equivoci sempre più intricata, perché la figlia del padre non è la figlia del padre, ma di sua madre che non è sua madre ma la moglie di chi non è la moglie, e la valigia piena di soldi di Christian passando di mano diventa una valigia piena di biancheria femminile, che passa di mano in mano man mano – e quante mani? – che gli equivoci crescono e arrivano altri personaggi, tutti manovrati da Bertrand il quale crede di avere in pugno la situazione invece è inerme vittima degli eventi.
Con una recitazione posata dell’intero cast a fare da contraltare alle esplosioni mimiche di de Funès, la commedia cresce d’intensità fino all’eplosione finale, senza che voi siate riusciti anche solo a cambiare posizione sulla sedia: ogni istante è pregno e non riuscirete a distogliere gli occhi dal film.

Qualcuno sta per perdere il lume della ragione

Quando mi leggerete probabilmente avrò già rivisto l’Oscar di Molinaro, perché è un modo delizioso di passare la mattina di Natale. Non posso che augurare a tutti buone feste… e di recuperare assolutamente un film che merita di essere riscoperto e gustato a ciclo regolare.

L.

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7 risposte a Oscar (1967) Cinquant’anni di valigie

  1. Cassidy ha detto:

    Ho visto tante volte il film di Landis, più volte della sua effettiva qualità (pochina) non conoscevo affatto questo film ma solo leggendoti é chiaro che sia tre o quattro spanne sopra, grazie mille per la chicca Natalizia e ancora auguri! 😉 Cheers!

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  2. Giuseppe ha detto:

    Questa perla di film con de Funès la conosco da parecchi anni ma, in tutto questo tempo, ammetto di non aver mai fatto caso a quanto l’Oscar di Landis lo avesse massicciamente saccheggiato 😉

    Piace a 1 persona

  3. Pingback: Il giullare del re (1956) Il mio Natale passato | Il Zinefilo

  4. Pingback: Io, due figlie, tre valigie (1967) | IPMP – Italian Pulp Movie Posters

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