The Courier (2012) Il corriere della noia

Nei passati giorni di festa CineSony mi ha fatto un regalo: ha mandato in onda nella prima serata del 28 dicembre 2018, dopo una martellante copertura pubblicitaria, un altro filmaccio action di serie Z, inedito e doppiato in esclusiva per il canale.
I pressanti spot televisivi volevano convincerci che Jeffrey Dean Morgan è il nuovo divo d’azione, così come The Courier ci viene presentato come un thriller mozzafiato. Va be’, la pubblicità le spara grosse, si sa, ma forse qui ci sono gli estremi per una denuncia per truffa…
Ma sedetevi e tenetevi forte, che questa fetecchia di film ha una storia incredibile!

La faccia di chi non vede l’ora di ascoltare la storia di The Courier

Anno 2008, esce Transporter 3 ed è chiaro a tutti che il filone è morto: persino la versione slava Russian Transporter (2008) di Oleg Pogodin è più divertente. È chiaro che il personaggio di un tizio che “trasporta” picchiando gente non ha più nulla da dire dopo Transporter 2 (2005), che è uno dei più grandi film d’azione della storia del mondo.
Ma già quando tutto è iniziato, cioè quando nel 2002 il francese Luc Besson fa dirigere ad uno dei suoi adepti un film con coreografie cinesi di Corey Yuen e con protagonista il britannico Jason Statham per quella bomba multiculturale nota come The Transporter, gli americani già stavano lavorando a qualcosa del genere. Cioè un film su un “corriere” (courier) invece che un “trasportatore” (transporter), diretto dal Jan De Bont di Speed (1994) e con nel cast già Brad Pitt prenotato. Però, alla fine, non se ne è fatto niente.

Il progetto di The Courier però rimane sospeso nell’aria finché nel 2008 il terzo film del trasportatore fa così schifo che è chiaro sia arrivato il momento per gli americani di presentare la loro versione.
Il 28 ottobre 2008 IGN.com ci racconta che il giornale specialistico “The Hollywood Reporter” ha annunciato che Derek Haas e Michael Brandt, gli sceneggiatori freschi di Wanted (2008), hanno scritto il film The Courier che si appresta ad essere diretto da Russell Mulcahy, che nella sua vita ha commesso due grossi sbagli: ha diretto Resident Evil: Extinction (2007) e subito dopo ha peggiorato la situazione con Il Re Scorpione 2 (2008). Un terzo sbaglio non si nega a nessuno.
La notizia bomba è che il protagonista di questa storia, cioè di un corriere che fra la Louisiana e Las Vegas deve scovare un pericoloso criminale per consegnargli un “pacco”, mentre i federali danno la caccia ad entrambi, sarà interpretato da Adrien Brody.

Voi direte «Se, lallero»: ma con quella faccia, Brody fa l’action hero? Si mette a fare le scene d’azione come Statham? Andiamo…
E invece è così, come testimonia la locandina che vedete qui in alto, preparata per un film in uscita il 2010 e con Brody protagonista. Solo che quell’anno l’attore esce con film leggermente diversi. Fa l’action hero, sì, ma in Predators, e fa il finto-vero carcerato in The Experiment. Di sicuro, non fa il corriere.

Tipica faccia di chi ha “schivato” il corriere

Nell’ottobre del 2008 tutti i giornali di cinema strombazzano la notizia di The Courier con Brody, e addirittura RottenTomatoes prepara la scheda inesistente del film The Courier (2010). Ma niente, del film scompare ogni traccia, a parte finte locandine sparse.
Cos’è successo dopo quell’ottobre 2008? Non si sa, sicuramente casini di produzione hanno definitivamente fatto arenare il progetto, che minuscole case riescono comunque a completare e a presentare nel 2012 con un attore “tappabuchi”: Jeffrey Dean Morgan.

Fanno a botte per girare ’sto film dal 2008!

Oggi il bravo attore è noto per il suo ruolo di Negan nella serie TV “The Walking Dead”, dal 2016, ma Morgan ha sulle spalle una enorme gavetta di tutto rispetto. Io l’ho conosciuto nello struggente ruolo di Denny in “Grey’s Anatomy” (2006-2009), ho avuto il piacere di vederlo nella prima puntata di “Supernatural” (2005) e l’ho apprezzato in quel piccolo sottovalutato film che è Live! (2007). Per gli amanti dei supereroi, è il Comico in Watchmen (2009), mentre per gli amanti dell’action è il protagonista del divertente The Losers (2010) dove fa il mollicone con Zoe Saldana. (E dove Capitan America fa il doppio finger gun, ma questa è un’altra storia.)
Un attore per tutte le stagioni, per cinema e TV, ma non un nome di grido fino al 2016: neanche il ruolo del sexy investigatore Jason Crouse che fa girare la testa alla protagonista di “The Good Wife” (2015), fra le più ricche serie dell’epoca, gli è servito a raggiungere successo quanto la sua scena della mazza nel Camminamorti (come lo chiama Cassidy).
Quindi Morgan è bravo anche nei ruoli d’azione? Sì… ma The Courier non è un film d’azione. Non è proprio un film…

Presentato in DVD tedesco dal 29 marzo 2012, The Courier deve aspettare il successivo giugno per uscire in patria americana e rimane inedito in home video italiano.

Certo che per fonte potevano usare il Courier…

Morgan dunque interpreta Courier, nel vero senso della parola: così lo chiamano per tutto il film, e onestamente mi sembra una presa in giro. Ma la faccia stralunata dell’attore corrisponde perfettamente al ruolo: a lui non va di recitare e il personaggio non ha bisogno che qualcuno reciti.
Ha un passato turbolento, una figlia piccola e un padre che bla bla bla, tutte stupidate che sappiamo già saranno il suo punto debole: la famiglia rovina sempre l’eroe d’azione.

Tranquilli, non vedremo più la sua famiglia, è solo per craere un po’ di emozione

Arriva un tizio losco (un Til Schweiger parecchio appannato) e lo minaccia: se non consegna una valigetta al terribile criminale Evil Sivle (ma che nome è?) gli spara la famiglia. Così, senza neanche dire “Buongiorno”. Dopo trenta secondi di film già siamo nel vivo dell’azione.
Morgan non si prende la briga di svegliarsi e a occhi chiusi comincia a fare cose da duro: compra armi illegali, mena la gente e zompa di qua e di là. A dieci minuti dall’inizio è già senza fiato: oh, ’ste cose lasciatele fare a Jason Statham, che gli regge la pompa. Così dopo qualche minuto di action tutto finisce, e diventa un thriller psicologico… No, scherzo, è solo una stupidata noiosa.

Oh, ma te lo ricordi Til Schweiger? Che fine ha fatto?

A freddo e senza motivo piombano in scena Miguel Ferrer e Lili Taylor, ve li ricordate? Che fine hanno fatto in questi dieci anni che non li si vede? Qualcosa di brutto, perché portano scritto in faccia l’aver perso la voglia di vivere. Dicono e fanno roba inutile ed escono di scena come due stronzi: oh, scrivete, non facciamo passare altri dieci anni prima di rivederci.

I fantasmi di Lili Taylor e Miguel Ferrer

Morgan sonnecchia, la sceneggiatura è assente ma poi porta il certificato medico, la co-protagonista Josie Ho non si sa perché sia lì e ci rimane solo di scoprire chi sia il cattivone finale. Non sarebbe giusto svelare il colpone di scena finale… no, scherzo, è talmente una bojata che non merita alcuna “segretezza”.
Dopo vari e inutili giri di sceneggiatura, non si sa più chi accidenti sia il cattivo ma di una cosa siamo sicuri: ha la faccia informe di Mickey Rourke

Ora non mi dirai che… tu sei tu?

Salvati, Morgan: non fare la mia fine!

Il regista nazareno Hany Abu-Assad, più noto per il recente Il domani tra di noi (2017), fa un lavoro onesto e non disprezzabile, trattandosi di un prodotto di più che infima levatura.
Ma davvero ’sta robbetta indegna è stata proposta prima a Brad Pitt e poi ad Adrien Brody? Davvero ha girato per anni sulle scrivanie dei produttori? Siamo messi così male?
Crollato velocemente il mito del corriere americano nel 2012, forse si prospetta il ritorno in auge del trasportatore francese? The Transporter Legacy (2015) dimostra che forse è il caso di usare le Poste, invece che i corrieri…

L.

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20 risposte a The Courier (2012) Il corriere della noia

  1. kuku ha detto:

    Hahaha la frase finale miha fatto schiattare! Ma che roba è? E perché Rourke è truccato da Elvis?

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  2. Cassidy ha detto:

    Siccome ti leggo appena salgo sul bus come da abitudine, forse ancora un po’ assonnato, guardando Jeffrey Dean Morgan baffuto sulla locandina, l’ho scambiato per Jason Lee e ho pensato ad una specie di parodia action di una puntata di “My name is Earl”, da domani due caffè la mattina 😉

    Incredibile che una storiella così abbia girato così a lungo passando di mano in mano, Lili Taylor ogni tanto spunta in qualche film, Miguel Ferrer purtroppo ci ha lasciati troppo presto, un vero peccato. Mickey Rourke invece nella foto sembra Sean Penn in “This must be the place”, forse voleva sfotterlo dopo che Sean gli ha scippato l’oscar che sembrava già sua per “The Wreslter” 😉 Cheers

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  3. benez256 ha detto:

    L’unico ruolo che può fare Jeffrey Dean Morgan è quello di Fernando Alonso se facessero un biopic sul pilota spagnolo…

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Me lo son procurato da poco e quindi lo visionerò prossimamente. Dunque preferisco leggere la recensione post invece che “ante” tuttavia…sento puzza di bruciato! 😂😂😂 (Se il sentire è veritiero me lo puoi confermare 😉)

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Se qualcuno a Hollywood leggesse questo tuo post e decidesse di realizzare una pellicola sulle peripezie di questo “The Courier”, molto probabilmente il prodotto finale sarebbe migliore del film stesso! Alla riunione pre produzione, quando i capoccia leggono lo script “…e qui alla fine sbuca fuori Mickey Rourke acconciato da Elvis che in realtà è il vero cattivo!”. E giù di pacche sulle spalle, sigari cubani e distillati pregiati.

    Ora non voglio buttare benzina sul fuoco ma mi pare di ricordare che quando uscì il gioco DRIVER (nel ‘99) per la Play Station, spaccò tutto e vendette un sacco. Già da fine anni 90 si parlava di adattare il gioco per il grande schermo. Il gioco poi era vagamente ispirato a “Driver l’imprendibile” e non so se dalla somma delle due cose abbiano partorito la saga con Statham. Visto che il primo capitolo è uscito nel 2002, potrebbe pure essere.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Magari invece quella è la base del “Driver” di Ryan Gosling…

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      • Zio Portillo ha detto:

        Mhmmm… Non credo. Nel gioco sei un poliziotto infiltrato che fa strada come corriere nella mala fino a salvare il presidente americano (mi pare di ricordare che fosse l’ultima difficilissima missione). Nel film con Statham lui è un ex militare mentre in DRIVE con Gosling il protagonista è uno stunt-man che fa rapine. Può essere un frullatone di idee e come sempre è dura capire chi ha ispirato chi.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il concetto di “The Courier'” è identico al Transporter – un trasportatore per conto della mala che non deve guardare mai ci cbe trasporta – ed è nato troppo a ridosso per essere un caso: credo sia proprio il tentativo americano di rifare il francese Transporteur, venuto poi parecchio male.
        Dalla trama, il gioco Driver mi sembra uno dei tanti “figli” di GTA, con l’idea di fare missioni per la criminalità, e la parte di GTA che ho sempre odiato è proprio quella con le missioni da transporter o da driver, perché sono una schiappa e faccio sempre schiantare l’auto 😀

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  6. Conte Gracula ha detto:

    I nomi… se l’avessero proposto a Statham, che aveva già fatto il contadino Farmer in un altro film!

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  7. Giuseppe ha detto:

    “Certo che per fonte potevano usare il Courier…” : questa (ex-aequo con le Poste) vale da sola tutto quello che non vale l’intero film 😀
    Certo che il fatto che di aver girato così tante scrivanie non deponeva proprio a favore di un risultato finale capace di far gridare al capolavoro (casomai di far gridare di dolore)…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Spesso nei documentari sentiamo cineasti lodare la cocciutaggine nel resistere ai vari cambi di scrivania, dicendo che credevano così tanto nel progetto da insistere: questo film dimostra che insistere non corrisponde automaticamente alla bontà del progetto.

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  8. Arcibaldo ha detto:

    Comunque Miguel Ferrer è morto per davvero…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Si, ma la battuta era troppo divertente per non metterla 😛
      Nel cinque anni successivi a questo film ha lavorato parecchio in TV ma non mi sembra abbia eguagliato il successo ottenuto nei tanti anni precedenti.

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