Absolon (2003) Virus mortale

Mentre su nuovi canali come TV8 e CineSony inseguivo l’orgia di Natale, intanto l’anno zinefilo iniziava il 3 gennaio 2019 sullo storico canale 7 Gold, da cui ho registrato Absolon da David Barto, tizio che oggi si fa chiamare David De Bartolome.
Presentato in patria americana nell’agosto 2003, la Medusa lo porta in VHS e DVD dal giugno 2004 con il titolo Absolon. Virus mortale.

Il film è disponibile su Prime Video a pagamento.

Il 2019 inizia nel peggiore/migliore dei modi

Una scritta ci informa che siamo nel 2003 e che sulla terra (scritta minuscola, quindi immagino intenda “terreno”) arriva un virus mortale: come attecchisce un virus sul terreno? Boh. L’origine viene dall’inquinamento e dal buco nell’ozono: quindi è un virus che viene dallo spazio, è passato dal buco nell’ozono e si è infilato nel terreno?
Sempre più sibilline, le scritte ci dicono che il virus ha invaso il mondo e le principali economie sono crollate prima che fosse trovata una cura: e come l’hanno trovata se le economie sono crollate? Chi li ha pagati i costosi laboratori che devono fare esperimenti per trovare le cure? Tanto a quanto pare il virus ha fatto fuori cinque miliardi di persone, probabilmente sono rimasti in vita solo gli scienziati e si sono detti “Oh, invece di annoiarci, da soli al mondo, perché non troviamo una cura per ’sto virus?”

Non pago di aver riempito di minchiate già i primi secondi, il film procede a capo chino. I superstiti del mondo hanno dunque «risorse rimaste in eccedenza», perché dopo decenni di filmacci post-apocalittici gli americani sono convinti che le risorse nascano da sole e che gli ultimi sopravvissuti possano fare la bella vita. In fondo è noto che la corrente elettrica scorre liberamente, che l’acqua potabile nasce spontaneamente nei rubinetti e la benzina ce la porta Mad Max ogni mattina, insieme al latte e alla birra.
Così lo sceneggiatore folle di questo filmaccio ci informa che i superstiti del virus avrebbero potuto vivere per 100 anni semplicemente utilizzando le fantomatiche «risorse rimaste in eccedenza». Perché è noto che gli alimenti non scadono mai e soprattutto non hanno bisogno di alcuna lavorazione: le bistecche nascono spontanee nei piatti dei ristoranti. Bella la vita dei sopravvissuti…

Questo è un filmaccio dalle mille sorprese, così dopo le scritte demenziali un’altra sorpresa ci aspetta, a dimostrare l’abisso di inettitudine della cultura base americana:

«L’uomo è sempre stata una creatura arrogante. Dal momento in cui siamo emersi eretti dalle tenebre dell’evoluzione siamo diventati responsabili del nostro destino.»

Scusi, può accendere la luce? Così illumina le tenebre dell’evoluzione che sono stanco di camminare con la schiena curva e vorrei stare un po’ eretto…

James Kidnie che imita Randy Quaid…

Ma quanto in basso può scendere questa pagliacciata di film? Con cinque minuti ha riversato su schermo tanta spazzatura che servono cinque giorni per smaltirla, ormai avrà finito le cartucce… e invece no, perché entra in scena il faccione amorfo di…

Nuoooooooooooooooooooooooooooooo!!!

… eh lo so, fa male, ma devo scriverlo: il faccione inespressivo di…

Nuoooooooooooooooooooooooooooooo!!!

… su, così allunghi la sofferenza: il faccione ebete di Christopher Lambert!

Espressione sardonica…

Espressione seria: fine del bagaglio attoriale di Lambert!

Qui interpreta… va be’, ricopre il ruolo… va be’, muove il suo corpo sul set mentre tutti fanno finta stia recitando e interpretando il detective Norman Scot, specializzato nell’indagare sui casi d’omicidio mediante una tecnica particolare: si proietta sul luogo dell’omicidio tornando indietro al momento esatto in cui viene commesso. E grazie al ciufolo, così so’ boni tutti! E invece no, Lambert non riesce manco in questo, perché l’assassino aveva una maschera. Filmone, eh?
A mettergli pressione arriva l’agente Walters (povero Lou Diamond Phillips, che brutta fine), del «Ministero mondiale della giustizia». Addirittura “mondiale”?

Il mondo stesso mi ha dato l’incarico

Insieme alla collega detective Ruth Bryant (una splendida Roberta Angelica davvero sprecata al fianco di un tubero umano come Lambert) il nostro Scot comincia ad indagare usando la fenomenale tecnologia mostrata all’inizio… no, scusate, questo sarebbe stato uno sviluppo logico, ma nella Z non esiste logica: i grandi effetti speciali mostrati all’inizio scompaiono e la scena di Scot che si proietta sulla scena del delitto dimenticatela, che non avrà più alcuna importanza nella trama.

Perché protagonista del film non è Roberta Angelica e il suo ombelico?

Ora il pippone ecologista diventa pippone cospirazionista con la cattiva multinazionale farmaceutica che controlla il mondo fingendo esista un virus solo per vendere vaccini. E chi è il satanico e demoniaco signore del male che guida questa compagnia che costringe la gente a farsi i vaccini?

Ti prego, fa’ che non sia io…

Esatto, proprio lui: Ron Perlman, l’uomo giusto al posto giusto.

E va bene, partecipo al film, ma ad una condizione…

Che mi fate tenere degli occhiali ridicoli

Mentre esce di scena l’unico motivo per vedere il film, cioè la bella Angelica, tutto scade in chiacchiericcio cospirazionista da scie chimiche di ben poco interesse, e quindi non rimane altro che ammirare la vacua nullità negli occhi di Lambert e il gigionesco Perlman che cazzeggia da cattivo, tanto lo sa che ’sta roba non è un film serio.
L’unico che sta sotto un treno è il povero Lou Diamond Phillips, che dà il massimo e quindi è un peccato che sprechi le sue energie per questa pagliacciata.

Esci con le mani alzate da questo film!

Una curiosità. Il film è scritto da quel Brad Mirman che sembra essere lo scrittore ufficiale di Lambert. Lo sceneggiatore infatti ha iniziato la propria carriera con Scacco mortale (1992), che era anche un buon film se non fosse per il pesce lesso protagonista, e dopo il grave errore di Body of Evidence (1993) di cui tutti si sono pentiti, è riuscito a fare addirittura peggio con Highlander 3 (1994).
Bruciato ormai come sceneggiatore, gli è rimasto solo Lambert, e per lui ha scritto Gideon (1998), Resurrection (1999), The Piano Player (2002) e questo Absolon: non sarebbe ora che la polizia cinematografica (L.A.C.P.D.: Los Angeles Cinematic Police Department) intervenga a fermare questa pericolosa minaccia al buon gusto?

Vedere volti noti dei filmacci agitarsi in video è sempre divertente, ma Lambert riesce ad aggiungere quel velo di tristezza che rovina tutto: è come quando vuoi organizzare una bella festa di compleanno e si presenta un vecchio parente malato a raccontare le sue operazioni chirurgiche. Anche se arriva la torta, ormai il morale è a terra.

L.

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23 risposte a Absolon (2003) Virus mortale

  1. Austin Dove ha detto:

    Non concordo che l’unico motivo per vedere un film sia la ragazza che si vede poco.
    Comunque, la copertina non ricorda Matrix?

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  2. Cassidy ha detto:

    I film che ti permettono di scrivere un paragrafo intero dedicato ai primi secondi, che già convincerebbe chiunque a NON vedere la pellicola, sono i migliori, cioè sono quelli del tipo peggiore, ma sono i più divertenti da demolire. Utilizzo brillante delle immagini e le didascalie in combinazione con il testo del post, Ron Perlman commenta la sua prova nel film praticamente da solo 😉 Ed ora voglio che ad Hollywood venga istituita la L.A.C.P.D. autorizzata a fare irruzione e arrestare gli sceneggiatori colpevoli! Cheers

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  3. Evit ha detto:

    Ogni paragrafo del tuo articolo era un nuovo “COOOSA???” per me. Non so quale elemento mi lasci più allibito, forse il complottismo a caso ahah. Non hanno capito quanto sia ridicolo il complottismo farmaceutico in scenari post apocalittici. Resident Evil 2+ ce l’ho con te.

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahahahaha! Qui siamo nello zintage duro e puro! Infatti, letti titoli e data, mi sono chiesto “ma non era degli anni ’90???” (ma probabilmente mi confondevo con AbsoloM, quando una N o una M ti cambia la vita 🙂 )

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Che figata, quando finirà il mondo: si salveranno solo le persone che sanno produrre qualcosa e una manciata di fancazzisti che si godrà i frutti del loro lavoro. Il mondo di Bengodi!

    Ma il virus colpiva solo gli esseri umani o anche piante e animali? Nel secondo caso, immagino l’umanità evolversi per potersi nutrire di calcestruzzo, lattine, plastica 😛

    Ma il virus l’ha creato big pharma o le case farmaceutiche ne stanno solo approfittando per vendere i falsi vaccini e fare soldi con cui comprare i beni generati spontaneamente dalla CPU del film?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Temo non esistano risposte a queste domande, più che lecite: lo sceneggiatore si è talmente incartato da solo che ha sparato cose a caso senza mai neanche provare a spiegarle. Visto poi che non un solo fotogramma del film fa pensare ad un mondo post-apocalittico, davvero ci troviamo di fronte alla follia più totale 😀

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  6. redbavon ha detto:

    La parola “Absolon” mi ha attirato anche perché ricordavo che il film si chiamasse “Fuga da Absolon”, che pure non era un capolavoro, ma si lasciava guardare. Ancora oggi, se lo trasmettono in TV non mi dispiace fare un ripasso di fantascienza distopica degli anni Novanta. Poi quando ho visto Lambert, avrei scommesso la testa – ahem…- che si trattava di boiata epocale. Leggerti è sempre piacevole quando ti accanisci su queste monnezze cinematografiche.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Un qualsiasi film con Lambert si presta già a priori ad essere spernacchiato 😀
      Magari fossimo ai livelli di “Fuga da Absolom”, che all’epova vidi al cinema divertendomi: non è ovviamente un filmone che fa storia, ma sano intrattenimento di genere. E poi quando nei cast hai Ray Liotta che fa il duro e Lance Henriksen che guida i buoni puoi solo gioire ^_^

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  7. Zio Portillo ha detto:

    Mi unisco al coro di chi ha preso fischi per fiaschi e AbsoloM per AbsoloN! Credevo in un seguito con Lambert galeotto nella rinata prigione-isola. O magari un prequel che spiegasse com’è nata la prigione e la divisione tra carcerati. E invece…

    E pensare che Lambert negli anni 80 tra “Highlander”, “Il Siciliano” e “Greystock” era considerato un attorone da tripla A. Poi siamo rinsaviti.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ho vissuto l’esplosione di popolarità di Lambert e posso testimoniare in prima persona: negli Ottanta l’attore era apprezzato a livello in seguito inimmaginabili, e (per dire) se la giocava ad armi pari con Richard Gere e Robert De Niro. Sfugge a qualsiasi analisi il motivo di questo successo assolutamente immotivato, visto che Lambert è sempre stato onesto: non ha mai recitato un solo giorno nella sua vita, eppure all’epoca spaccava, e bastava nominarlo per far svenire le donne. Un giorno qualche studioso troverà il motivo di tutto ciò…

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  8. Kuku ha detto:

    Ma qua abbiamo raggiunto l’apoteosi! Anche perché forse questo film aveva delle ambizioni. Non sappiamo quali però. Una zeta alla zetesima potenza. Lambert poi. Che sommo attore!
    Ahaga torna indietro nel tempo per vedere il killer con una maschera!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Poteva tornare ancora un po’ più indietro PRIMA che il killer si infilasse la maschera 😀
      Quella scena non ha senso, non viene spiegato che tipo di tecnologia hanno sviluppato nel futuro, quando cioè sono morti 5 miliardi di persone, né perché in alcuna altra parte del film viene mostrata tecnologia futuristica, semmai il contrario. Guarda, davvero una roba ridicola 😛

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  9. Giuseppe ha detto:

    Ma figurati se avrei potuto confondere Fuga da Absolom con questo… virus da evitare ad ogni costo, appunto. Solo una cosa riguardo al povero Christopher Lambert: qui almeno sembrava ancora umano, a differenza di quell’essere visto in Kickboxer: Retaliation 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Va be’, in quel film va al di là del bene e del male, è la prova che si deve firmare contro l’accanimento terapeutico della chirurgia estetica! Possibile che la produzione era così in cerca di attori noti da scendere così in basso? Possibile non ci fossero altri attori noti “vivi” a disposizione?

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      • Giuseppe ha detto:

        Francamente, non so darmi una risposta: forse qualcuno gli doveva un favore, o magari aveva qualche amico influente fra i produttori, vallo a sapere…

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