La fanta-arte di McQuarrie (2) Close Encounters

Douglas “Doug” Trumbull e Steven Spielberg
studiano lo storyboard di Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977)
da “Cinefantastique” (vol 7, n. 3/4, inverno 1978)

«Spielberg se ne uscì con l’idea di cercar di fare l’astronave-madre come una enorme raffineria petrolifera». Questa dichiarazione di Doug Trumbull riportata dalla rivista “Cinefantastique” (vol 7, n. 3/4, inverno 1978) ci fa nascere un sospetto: che all’epoca le raffinerie andassero di moda? Anche l’astronave di Alien (1979) ha al seguito una raffineria petrolifera…
Comunque alla proposta di Spielberg per il film Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) Trumbull risponde: «E se lo facessimo somigliante al profilo di Manhattan? Una città fluttuante nello spazio». L’idea piace e viene subito passata alle sapienti mani del nostro Ralph McQuarrie per i bozzetti.

Intervistato da Don Shay nella stessa rivista, il regista Steven Spielberg afferma:

«Ho suggerito di ingaggiare Ralph McQuarrie, di cui ho davvero ammirato i dipinti per Star Wars. Così Doug l’ha chiamato ed abbiamo organizzato un incontro. Ralph ha visto gli schizzi di Jensen [George Jenson, illustratore ufficiale della produzione] ed ha detto: “Be’, fatemeli portare a casa e studierò qualcosa”. Qualsiasi cosa abbia fatto Ralph a casa sua, tornò con un dipinto che divenne l’astronave-madre.»

Modellino dell’astronave-madre

Quella che si vede qua sopra è una foto della miniatura dell’astronave-madre, del diametro di 120 centimetri e alta 76: ci sono volute otto settimane e mezzo per costruirla, sotto la supervisione del modellista Greg Jein, partendo dal bozzetto disegnato da McQuarrie, qua sotto.

Dipinto di Ralph McQuarrie da “Cinefantastique” (vol 7, n. 3/4, inverno 1978)

Quando il giornalista Sal Manna andrà ad intervistarlo per “Starlog Magazine” n. 75 (ottobre 1983), McQuarrie così spiegherà l’ispirazione per questa astronave:

«Quattro o cinque anni prima di Incontri ravvicinati sognai di stare seduto in una stanza quando avvertii la spinta ad uscire in giardino. Lo feci. Non c’era nessuno, fuori. Guardai in su e c’era questa incredibile struttura che scendeva attraverso le nuvole e rimaneva sospesa. “Dev’essere un’astronave dallo spazio”, dissi nel sogno. Stavo per andare dal mio vicino di casa per avvertirlo quando una voce disse: “Torna in casa e dimentica di aver mai visto questo oggetto”.
Anni dopo mi chiama Spielberg per questa astronave liscia come una biglia. All’inizio voleva far vedere solo il sotto, ma poi decise di mostrarla per intero. Aveva bisogno di un grande finale. Così, senza pensarci, disegnai l’astronave così come appariva nel mio sogno! Aveva guglie e tubi ma poi Steven l’ha rovesciata, nel film!»

Forse qui l’artista si riferisce a dei bozzetti iniziali dell’astronave, perché il disegno in alto è davvero uguale a quella vista nel film.

L.

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12 risposte a La fanta-arte di McQuarrie (2) Close Encounters

  1. Kuku ha detto:

    Menomale che l’aneddoto riguardava un sogno…ti immagini se diceva che lo avevano rapito gli alieni e lui poi ha disegnato la loro astronave?
    Affascinante questa rubrica.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ehhh chi lo sa che l’artista si sia vergognato di dire che gli è successo davvero e ha fatto finta fosse un sogno? Sono così tanti ad essere più che convinti di essere stati rapiti da UFO 😛
      Scherzi a parte, sono contento che all’epoca l’artista sia stato ben trattato e ci siano suoi materiali anche al di là di Star Wars, che ovviamente rimane il suo lavoro più noto.

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      • Giuseppe ha detto:

        Beh, ma nel caso gli sarebbe bastato averlo visto, mica per forza esserne anche stato rapito 😉
        Tornando a noi bozzetti magnifici, questi, a ulteriore riprova di quanto meriti di essere ricordato oltre Star Wars…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        E’ il tipico caso dell’artista famoso per una sua sola opera, malgrado abbia inondato il mondo di capolavori…

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  2. Cassidy ha detto:

    Mille grazie per la citazione, ma soprattutto per questo speciale su McQuarrie, la nave spaziale apparsa in sogno è una gran trovata, l’inconscio stava preparando Ralph ad affrontare l’arrivo di Spielberg 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Un artista che dormiva parecchio, per avere sempre nuove ispirazioni 😛

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      • Sam ha detto:

        O forse erano solo fregnacce perché non poteva dire la sua vera fonte di ispirazione : la città volante degli uomini falco di Flash Gordon ( di cui la sua astronave sembra la versione anni 80 )

        sia mai che poi qualcuno gli chiedeva soldi per i diritti.

        Anche Robocop, checchè gli autori neghino, è senz’altro ispirato all’ anime degli anni 60 , Eightman ,visto anche in USA ( un poliziotto viene ucciso e diventa un cyborg difensore dell’ umanità . Ricorda nulla ?)

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahaha è la storia del sogno di Kekulé che si ripete, come il celebre chimico che disse di aver sognato una formula chimica innovativa e poi invece si scoprì che l’aveva copiata…
        Detto questo, il film di “Flash Gordon” è uscito tre anni dopo che McQuarrie ha disegnato la sua astronave, quindi semmai si sarebbe dovuto rifare alle (ben poche) immagini dei fumetti o addirittura del serial degli anni Trenta, che non assomigliano affatto all’astronave di “Close Encounters”.
        Credo sia tutto molto più facile: Spielberg voleva una specie di città volante e McQuarrie ha disegnato una specie di città volante, con tanto di skyline come da richiesta espressa, e quindi somigliante ad ogni città volante della narrativa fantastica.
        Grazie della dritta su Robocop, indagherò. Anche lì la narrativa fantastica ha così tante storie di cyborg e robot che c’è solo l’imbarazzo della scelta 😛

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  3. Sam ha detto:

    Guarda, non so come sia andata davvero, ma Spielberg o Mc Quarrie la città di Gordon dei fumetti (famosissimi ) la conoscevano sicuro : e se è stato Spilbergo a proporre l’idea della città volante, sicuro aveva in mente quella di Raymond ( che divenne iconica ai tempi del fumetto e scoppiazzata da tutti.)
    Insomma, un idea non proprio originale, quindi questa storia del sogno sa un pò di scusa perché non può certo dire ” mi sono ispirato a.. ” perché spesso costano care.
    Il film cmq divenne famoso molto in Giappone, dove venne omaggiato un pò ovunque in manga e anime : dalla città dell’ Impero della Cometa di “addio Yamato” (1978 ) , all’ ultimo episodio di Ninja Boy , al manga promozionale a colori di Goldrake per i mercati esteri ( con la scena iniziale che è uguale alla locandina del film ) e chissàm che altro duimentico

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì sì, è indubbio che cercare originalità nel cinema americano è impresa ardua, quando non proprio inutile.
      Come traduco nel pezzo, Doug afferma che è stato Spielberg a chiedere una città volante, che se non sbaglio ha incontrato anche Superman in qualche sua avventura. E ad essere onesti non è che ci siano mille modi di disegnare una città volante: anzi anzi che McQuarrie ha tirato fuori un ottimo disegno.
      Se vai al tag “terminator” di questo blog, vedrai tante fonti da cui Terminator può essere stato copiato: per Robocop mi sa che è successo lo stesso 😛

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      • Sam ha detto:

        Infatti per Terminator ti ho segnalato tempo fa la meno conosciuta e forse più probabile fonte di ispirazione di tutte : il manga ” Kuro no shishi ” di Go Nagai ( che puoi leggerene le scan in inglese su internet ). Aspetto ancora che tu lo recensisca….

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  4. Pingback: La fanta-arte di McQuarrie (3) | Il Zinefilo

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