Beneath (2013) L’assedio del pesce

Ricordate l’eroe Ulisse che sentiva il richiamo delle sirene? A quanto pare ci sono eroi della Z che invece sentono all’unisono ben altri richiami, così venerdì 25 gennaio 2019 sia io che Willy l’Orbo, indipendentemente, abbiamo provato un brivido lungo la schiena: un filmaccio di serie Z sta andando in onda…
Il mio richiamo in realtà risale a diversi giorni prima, quando preparando la settimanale guida TV avevo adocchiato su Italia2 una prima serata da non perdere: Beneath. Titolo semplice che indica almeno dieci film diversi, ma in locandina c’era un pescione… e non serve altro per attirare un eroe della Z!

Presentato allo Stanley Film Festival il 3 maggio 2013, non esiste traccia di distribuzione italiana se non in TV.

Quale segreto custodirà Lake Black?

È dalla fine degli anni Settanta che Larry Fessenden imperversa nel cinema in ogni mansione possibile, dall’attore al regista, dallo sceneggiatore a portatore di caffè, e probabilmente da quando nel 1978 ha girato il cortometraggio Jaws gli è rimasta addosso la voglia di raccontare pesci assassini.
Così un giorno gli scappa forte forte un film e chiama qualcuno che gli passi una sceneggiatura per pulirsi: passano di lì due tizi, Tony Daniel e Brian D. Smith, che hanno l’idea giusta: il niente col buco attorno.

Il niente che avanza

Mi immagino la scena. Tony Daniel vuole scrivere una storia con un pescione assassino ma non sa come svilupparla, così arriva Brian D. Smith e gli dice di aver appena rivisto Creepshow 2 (1987), dove c’è l’episodio “La zattera” tratto dal racconto omonimo (The Raft) di Stephen King apparso sulla prestigiosa “The Twilight Zone Magazine” (maggio-giugno 1983). Metti un gruppetto di attorini assediato in mezzo al lago e hai un’intera storia. Costo totale: zero carbonella.
Fessenden è contento e porta la sceneggiatura ai professionisti della spazzatura della Chiller Films: dei tizi bloccati in mezzo ad un lago con un pescione assassino che li tiene in assedio. Andiamo, è una storia che si scrive da sola… anche perché nessun altro lo farà.

Dun-dun-dun-dun-dun…

Non è ancora tempo di Paradise Beach (The Shallows, 2016), con una ragazza assediata da uno squalo su uno scoglio, né di 47 metri (2017), con due ragazze assediate da più squali sott’acqua: mica solo i pescecani assediano, si può pensare anche ad un pescione assassino d’altra natura.
In fondo già Lee Majors era assediato da pesci assassini in Killer Fish (1979) del nostro Antonio Margheriti, tanto per ricordare che gli italiani arrivano sempre prima, anche se poi non sanno che farci con il primato e si fanno battere da chiunque.

Il mostro del Lago Nero!

Quindi Beneath appartiene al grande filone degli “assedi animaleschi”? Come i cani de Il branco (1977), il cane di Cujo (1983) o il coccodrillo di Black Water (2007)? No, perché tutti questi anche con i loro difetti rimangono film: Beneath è solo un triste e noioso nulla totale.

Neanche il pesce ha voglia di recitare…

I soliti ragazzi dementi partono per una gita con tanto di telecamera, quindi già sappiamo che moriranno tutti. Divertente il titolo del film che uno di loro immagina di girare: Zombie contro Lupi mannari contro Ninja contro Vampiri contro Robot contro Dinosauri contro Samurai. «È un titolo provvisorio, non so se lo cambierò».
Finita questa parentesi simpatica, arriva il nulla. Perché i ragazzi salgono in barca e, al centro del lago, un pescione mangia i loro remi. Fine del film.

Scusa, pesce assassino, ci ridai il remo?

A guardar bene, le regole del cinema d’assedio sono rispettate, perché ogni situazione in cui i protagonisti non possono muoversi corrisponde all’avverarsi del concetto “il nemico è dentro di noi”. Di solito la minaccia esterna è niente di fronte agli odi e ai rancori che i personaggi portano a galla rimanendo assediati, e tutto questo qui avviene come da copione… peccato che sia tutto così cialtronesco da risultare non solo assolutamente inverosimile e fuori da qualsiasi logica o ritmo narrativo, ma decisamente fastidioso.
Come sempre, quando ci sono dei giorni in video, si parteggia per il mostro assassino.

Scusi, vado bene per Lake Placid?

A spingere un po’ il film c’è il noto caratterista Mark Margolis che fa una comparsata nel ruolo del “guardiano del lago”, ma è davvero al di sotto di qualsiasi minimo sindacale.

Mark Margolis che ormai appare ovunque, in stato confusionale

La totale povertà di mezzi è niente di fronte alla totale assenza di sceneggiatura, con gli attori che dicono cose a caso mentre il film è immobile. Però il pescione è bello, spero qualche autore più ispirato possa “ripescarlo” in futuro.

L.

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27 risposte a Beneath (2013) L’assedio del pesce

  1. Zio Portillo ha detto:

    Più presenti ‘sti filmacci e più mi assale la tristezza. Basterebbe quel pizzico di impegno in più per regalarci un film memorabile (per la Z ovviamente). E invece tutto è vuoto, banale e freddo. E incredibilmente stupido.

    Capisco giocare al risparmio ma così si esagera. Domani porto il filmino della gara di pesca amatoriale del 2007 quando a nonno Pino abboccò un pesce che, a stime, si aggirava sui 10 chili. Poi lo perse e non si seppe mai cos’era. Che dici Lucius? A livello di trama mi pare più avvincente la mia gara di pesca…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah la tua trama è troppo complessa per il “nuovo cinema horror” 😀 Togli il pesce, togli tuo nonno e togli la pesca: cosa rimane? Nulla: ecco la trama! 😀
      Capisci perché parlo di morte del cinema dal 2005 in poi? Perché quei due o tre blockbuster l’anno sono circondati da un’Armata delle Tenebre di immondi filmacci tipo di questo…

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  2. Cassidy ha detto:

    Larry Fessenden è un adorabile matto, davvero uno che nel cinema ha fatto di tutto, anche l’attore visto che recita anche molto bene. Di questo film ho gradito il modo in cui in pieno giorno, si riesca a gestire abbastanza decentemente un assedio, ma di tutti i film di Fessenden è il più debole come trama. I personaggi sono poca cosa e anche le tematiche ecologiste a lui tanto care, sono appena accennate, il paragone con “La zattera” è perfetto, sembra che l’ispirazione arrivi da lì più che dai filmoni con i pescioni assassini. Cheers!

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  3. Kuku ha detto:

    Ma il pescione alla fine ce la fa?

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  4. The Butcher ha detto:

    È incredibile come tu sia riuscito a parlarci del nulla assoluto. Basterebbe veramente un po’ di impegno per poter creare qualcosa di divertente e invece…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Con una barca e un pesce non si poteva fare altro che un “thriller psicologico alla King”, che ovviamente gli autori qui non sanno fare. Sarebbe stato più divertente un classico pesce assassino, ma sarebbero servite comparse da fargli mangiare e la produzione non se le poteva permettere, mi sa… 😛

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      • The Butcher ha detto:

        L’unica soluzione possibile era la prima opzione da te proprosta. Ma penso che sia qualcosa di troppo al di sopra delle loro capacità.

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  5. Conte Gracula ha detto:

    La zattera forse lo ricordo… mi pare fosse in qualche contenitore di corti, tipo Quinta dimensione, zio Tibia random e cose così, almeno in Italia.
    C’entrava una specie di blob e c’erano scene zinnefile, mi pare, e il finale era una presa per i fondelli, ma il “final boy” (#credici) era stupido come Beneath 😛

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  6. Austin Dove ha detto:

    Leggo il titolo, apro la discussione 😂
    Lollone

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    La mia citazione sotto l’immagine del pescione è una delle cose più belle e commoventi di sempre. Grazie di cuore!!!!!!!!!!!!!!!!
    🙂 🙂 🙂

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  8. Giuseppe ha detto:

    Visto tempo fa e, non ci crederai, non l’ho disprezzato (in genere, se c’è Fessenden di mezzo, sono sempre disposto a concedere quella marcia in più che altrimenti non concederei) pur nella “povertà” generale della messa in scena: un mostro in acqua a fare quello che sa e deve fare e cioè assediare le proprie prede, in attesa dello spuntino costituito dagli occupanti della barca, il cui progressivo degenerare con il passare il tempo arriva a renderli ben più mostri del povero pescione (che, a differenza di loro, non può scegliere di essere diverso da quello che è) fino a un finale obbligato, della serie severo ma giusto… e pure “ittico” quanto basta (non mi ero illuso riguardo al reale effetto di quelle accettate) 😛

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  9. Pietro Sabatelli ha detto:

    Avevo intenzione di vederlo, ma poi ho acceso il cervello e spento la tv 😉

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  10. gioacchino di maio ha detto:

    Pensavo che l’esclusiva fosse solo di Cielo su questi z film, almeno stavolta il titolo è abbastanza neutro, senza “tentacoli”, quasi non sembra un monster movie, se non per il povero pesciolone sbattuto in locandina.

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