Chuck Norris 8. The Octagon (1980)

«Solo un uomo può sfidare i ninja: Chuck Norris!» (dalla fascetta del DVD italiano)

Seguite questo ciclo a vostro rischio e pericolo!

Oggi la parola “ninja” è associata a roba per ragazzini, a tartarughe o a personaggi a fumetti per i giovani, mentre al cinema sono solo lo spunto per scenette comiche: nessun film cita quel nome con intenti seri.
Visto che nel 1980 il mondo era completamente diverso e i ninja erano personaggi “serissimi” pronti ad esplodere nella narrativa d’azione, per capire questo film è necessario uno spiegone.
Mi limito a veloci cenni di un discorso più corposo che trovate nel mio saggio sul fenomeno ninja.

Sento puzza di spiegone ninja…

Giappone, 1958. Il popolo vede che gli americani, le cui bombe l’hanno decimato senza pietà, ora fanno i padroni e quel che peggio stringono le mani delle potenti corporazioni che hanno portato il Paese in guerra: i potenti non pagheranno mai per la sofferenza provocata al popolo giapponese. Aggiungiamoci le basi americane che si preparano a fronteggiare il “pericolo rosso” dell’Asia continentale, e capiamo bene perché la gente è indignata… e si butta a sinistra.
Uno scrittore di sinistra prende una antica figura del Medioevo giapponese, disprezzata da tutti perché dedita allo spionaggio e all’omicidio su commissione, e la “sbianca”: ora è una figura che combatte al fianco del popolo contro i crudeli capitalisti guerrafondai, portando giustizia in un mondo ingiusto.
Quel giorno nasce il falso storico che ancora oggi chiamiamo ninja.

Prima nei romanzi e poi negli altri media, in brevissimo tempo esplode potente il fenomeno dei guerrieri delle ombre che difendono i buoni del popolo contro quei vigliacchi, grassi e volgari dei ricchi. Nascono i primi splendidi film giapponesi, e intanto nel 1962 arriva uno straniero nel Paese, uno scrittore in cerca di particolari esotici per infarcire i propri romanzi di spionaggio: servirebbe qualche figura un po’ curiosa e di gran fascino per arricchire la nuova avventura dell’agente segreto che sta scrivendo. Avete mica qualcosa?
I giapponesi sorridono e hanno la risposta sicura: prepara il tuo James Bond, che siamo pieni di ninja per lui.

Che si sappia, Ian Fleming è il primo occidentale a parlare di ninja, sebbene ovviamente non abbia la benché minima idea di cosa siano, ma non c’è problema: i giapponesi che glieli spiegano ne sanno molto meno di lui. I ninja sono “nati” da pochi anni e non esistono regole, solo leggende da sparare a casaccio.
Mentre James Bond 007: si vive solo due volte (You Only Live Twice, 1964) apre la via, nel dicembre 1966 la rivista “Black Belt” addirittura mette un ninja in copertina. Anche qui le idee sono confuse, così nell’articolo interno che promette di svelare i segreti di questa «sinistra arte» in realtà troviamo semplici fotogrammi presi dai film in costume giapponesi: non sono ricostruzioni, è pura fiction. Questo è il destino dei ninja.

Con quest’aura di vaghezza esce il film 007: si vive solo due volte (1967), che sebbene spari stupidate a caso – tranne un’ottima scena, infatti copiata da un film giapponese – è un potente vagito per il cinema ninja, che cresce così tanto nell’immaginario collettivo che nel dicembre 1973 nasce Shang-Chi, maestro del kung fu della Marvel, fusione di arti marziali cinesi e giapponesi e spesso e volentieri picchiatore di guerrieri delle ombre.
Mentre nel 1975 Frank W. Dux – il campione a cui dà il volto Van Damme in Senza esclusione di colpi! (1988) – fonda il Dux Ryu Ninjitsu, intanto i ninja cominciano ad apparire ovunque: fumetti, romanzi e telefilm. Sono però tutte citazioni veloci e del tutto sballate – nessun autore ha la più vaga idea di cosa sia un ninja – ma tutto questo cambia nel marzo del 1980: l’autore di spy story Eric Van Lustbader, oggi più noto per le sue avventure apocrife con Jason Bourne, scrive il suo romanzo più famoso di sempre, noto in ogni angolo dell’Occidente. Ninja. Nome semplice, futuro complicato.

Ancora oggi potete trovare in Rete voci di futuri progetti di film nati da quel romanzo, voci che si susseguono ininterrottamente dal 1980 senza mai riuscire a concretizzarsi. Sapete perché? Perché il cinema di genere ha bruciato il soggetto.
Il romanzo di Van Lustbader parla di un ninja bianco buono contro un ninja nero cattivo… e Menahem Golan ha detto tutto sull’argomento, con la geniale idea di affidare il ruolo del ninja bianco… a Franco Nero! (Applausi, prego.)
Impossibile descrivere il successo – ignoto ai critici – che ha riscosso nel mondo L’invincibile ninja (1981), creando con le proprie sole mani i successivi trent’anni di cinema di genere: eppure c’era già tutto in The Octagon
Come dicevo, per conoscere fiumi di chicche e curiosità ninja vi rimando al mio saggio.

Ci diamo alla grafica schizzata

Torniamo al nostro eroe. Michael Leone, produttore di Good Guys Wear Black e A Force One deve tutto a Chuck, visto che i due piccoli film guadagnano molto bene, ma già si è stufato del format e dopo The Octagon vuole cambiare: in fondo, lo ripetono tutti da anni, il cinema marziale è morto. Chissà come ci è rimasto Leone, mentre la sua casa falliva e il cinema ninja prosperava: poteva essere l’inventore di un genere e invece è solo un altro produttore ottuso.

Il ruggito di un leone ormai stanco

Con l’uscita di scena di Leone e Bodoh, l’autobiografia di Chuck smette di parlare di film, con mio grande cruccio, passando alle opinioni e alle idee di Norris. Vorrà dire che dovremo continuare “da soli”.
Visto che come i precedenti titoli anche questo film non conosce alcuna distribuzione – e non sappiamo se Chuck si è fatto per la terza volta il giro promozionale di tutti i paesini – non ci sono notizie, se non che è uscito in patria il 15 agosto 1980.

L’Italia non ci pensa minimamente a comprarlo, ma poi esplode la mania ninja, su Italia1 fa furore “Master Ninja” e qualcuno si accorge di una curiosità: quella serie TV ha tutti gli elementi già presenti in The Octagon. Ma sì, compriamolo, va’.
La storica Montecarlo lo manda in onda in prima serata il 27 gennaio 1987 – quando l’ho visto io per la prima volta, rimanendo deluso dalla bojata! – e la PlayTime lo presenta in VHS nel settembre successivo. Nel 2003 riappare sia in VHS che DVD Cult Media mentre nel 2010 viene ristampato dalla Hobby&Work nella collana da edicola “Chuck Norris: il mito”.

Posseggo tutte le edizioni fin qui citate e posso assicurarvi che sono pessime, con un video inguardabile che a malapena fa distinguere gli attori. Per questo le foto qui di seguito le prendo da un misterioso passaggio televisivo su Rai4 che ho trovato in Rete: addirittura un’edizione rimasterizzata con audio italiano! Purtroppo è una versione più corta di ben 7 minuti rispetto alle citate versioni home video, ma non si può avere tutto…

Versione rimasterizzata ma solo per la TV

Scott James (Chuck Norris) è non si sa chi e insieme ad altri personaggi buttati a caso nella storia scopre che i ninja esistono ancora, malgrado tutti li diano per estinti trecento anni prima. La constatazione è davvero curiosa, visto che James stesso è un ninja.
Riciclando atmosfere del citato romanzo di Van Lustbader ed anticipando film più famosi, The Octagon presenta James come figlio adottivo del maestro ninja Isawa (il mitico John Fujioka, che ricoprirà lo stesso identico ruolo in American Ninja della Cannon), il cui figlio biologico sta passando al lato oscuro del ninjutsu.
Ora, decenni dopo, i due fratellastri – il bianco buono e il ninja nero cattivo – dovranno affrontarsi per regolare i conti. In pratica sono gettate le basi tanto per L’invincibile ninja che American Ninja.

Sono cattivo… ma mi sento così bene (cit.)

Il ninja cattivo è Tadashi Yamashita, vero maestro di arti marziali giapponesi per un certo periodo prestato al cinema. Tanto per rimanere in ambito di anticipazioni, c’è lui sotto la maschera del perfido cattivo di American Ninja.

Giusto per capire di chi stiamo parlando

Per raggiungere il fratellastro, James deve entrare sotto copertura nel gruppo di reclute che vanno ad addestrarsi al suo “ninja camp”: quattro casupole nel deserto centroamericano con una costruzione a forma di ottagono.

Benvenuti a Ninja Camp

Qui gli aspiranti terroristi ed assassini potranno apprendere le tecniche ninja più disparate, anche se ovviamente gli autori del film non hanno idea di cosa mostrare.

Il mitico Gerald Okamura ci mostra come strappare un reggiseno

I precetti ninja insegnati da Seikura (Yamashita) sono risibili ma in fondo parliamo di un film che sta sparando un po’ alla cieca: lascerà ad altri il compito di creare una farlocca mitologia ninja americana.

Un ninja dev’essere eroico, coraggioso… ar dito!

Vistosamente svogliato, Norris se la tira da agente segreto ed è protagonista di lunghissime quanto cialtronesche scene alla James Bond che ovviamente sono fatte coi piedi, per non citare altre parti del corpo: arrivati al combattimento finale, due calcetti e uno schiaffo è il massimo che otteniamo.

Quando un uomo coi baffi incontra un uomo con il foulard…

Visto che il film è pieno di attori esordienti pronti a diventare in seguito volti noti del cinema marziale, per saperne di più ci affidiamo ai ricordi di Norris stesso, quando racconta la propria filmografia alla rivista “Black Belt” (novembre 2004):

«Il mio avversario era Tadashi Yamashita, poi c’era Richard Norton ed anche Aaron, mio fratello. In pratica tutti i tizi contro cui combatto sullo schermo erano mie cinture nere. Portavano tutti una maschera ed era divertente, perché li affrontavo, li buttavo a tappeto, loro correvano via di lato e poi ritornavano in scena per una seconda volta. Ed io continuavo a buttarli giù, ancora ed ancora.

Addirittura ottiene anche una battuta il citato Richard Nortonpersonal trainer e guardia del corpo delle star che con questo film entra nel cinema e si prepara a regalarci grandi emozioni. (In film purtroppo ormai introvabili, e che mi mangio le mani per non aver conservato.)

Andiamo, Chuck, fai giocare pure me: fra biondi ci si aiuta

Malgrado sia un prodotto con una sceneggiatura assente e una regia a dir poco sommaria – Eric Karson ha solo avuto la fortuna di aver diretto degli attori in seguito noti, perché di suo fa film inguardabili – lo stesso The Octagon è sorprendente, perché riesce ad anticipare il successivo decennio di produzione ninja. Prendete qualsiasi film che abbiate visto di questo genere: state sicuri che c’è almeno una scena o un’idea anticipata da The Octagon.

Oh, ma che davvero devo recitare ’sta roba?

Totalmente sballato e immotivato il ruolo che ricopre Lee Van Cleef, il suo personaggio non ha senso e sembra appiccicato con lo sputo, eppure l’attore qualche anno dopo arriverà in TV nel ruolo di maestro ninja ad infiammare l’adolescenza del giovane Etrusco…

Stammi a sentire: il cinema ninja non sfonderà mai…

Norris è più legnoso del solito e sembra fare passi indietro: qui sembra aver dimenticato ogni progresso recitativo acquisito, e in compenso lotta al minimo sindacale: accoppiata mortifera.

Oh, quando a uno non gli va, non gli va…

Se non siete appassionati del cinema ninja, ovviamente vi sconsiglio caldamente questo filmetto, ed anche se foste “ninjofili” The Octagon è buono giusto per capire l’evoluzione del genere, nulla più.

Aumentano i nomi marziali dietro le quinte

Tranquilli, però, Chuck abbandona subito i ninja… e si dà al crimine!

L.

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21 risposte a Chuck Norris 8. The Octagon (1980)

  1. Cassidy ha detto:

    Conosco questo film perché lo hai citato tu, in quanto massimo esperto di Ninja che conosco, hai trovato il modo di rendere interessante il racconto di un film che è ben poca cosa, ma che di fatto ha anticipato tutti i Ninja giusti arrivati dopo di lui. La foto con Richard Norton è fantastica, sembra Chuck Norris con la sua controfigura, che chiede: «Dai Chuck, almeno una scena d’azione falla fare a me», «No, Chuck Norris è la controfigura di Chuck Norris» 😉 Cheers!

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Ma come! Un sacco di ninja e nessuno evoca manco un rospo (da leccare)!
    Non so perché, ma la situazione mi fa pensare a Kung Pow XD

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Lì siamo già nell’epoca in cui il cinema marziale è morto ed è diventato al massimo occasione di comiche e parodie. Qui siamo in un’epoca in cui ancora non si è accorto nessuno che è nato, ed è serissimo. Parlare di ninja è come fare un film con dei terroristi islamici: non c’è proprio niente da ridere…

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  3. Kuku ha detto:

    Mamma mia, a cosa ti tocca sottoporti!
    Non sapevo niente di questa costruzione delle leggenda ninja.
    Nel trailer, i ninja sul muro sono quasi a livello di Batman 1966, ma non so perché ma la struttura ottagonale nel deserto mi affascina. Il trailer è comunque noiosissimo.
    Chuck è meglio coi baffi, alla fin fine.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Rispetto ai filmacci ninja che mi sono dovuto vedere all’epoca in cui ho scritto quel saggio, questo è un capolavoro! 😀
      Sono curioso di vedere quando Chuck si presenterà con la barba che lo contraddistingue.

      "Mi piace"

  4. Anonimo ha detto:

    Applausi ed emozioni per l’excursus storico iniziale e la citazione di Norton verso la fine. Purtroppo nel mezzo ci sta un film non degnissimo 😥😂😂😂

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  5. Giuseppe ha detto:

    Ah, è passato pure su Rai 4? E quando? Dev’essere stata proprio una cosa fugace e silenziosa, stile Ninja, ma devo averlo visto negli anni successivi al primo passaggio sulla storica e compianta TMC, anche se ne ho memorie vaghe e sparse (tipo gli “insegnamenti” del maestro Yamashita, l’incongrua presenza di Lee Van Cleef, un Richard Norton che però ricordavo meno biondo, il ninja camp ottagonale)… però, ecco, sono sicuro che Yamashita ne “l’Armata delle tenebre” non c’era 😉

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