Doppelgänger (1969) Doppia immagine nello spazio

Quale modo migliore di omaggiare il Doppio… se non con un doppio mese ad esso dedicato?

Forse la serie britannica Supercar (1961) non sarà notissima, mentre Thunderbirds (1965) lo è molto di più, ed entrambe sono accomunate dall’avere protagonisti pupazzi impegnati in avventure fantascientifiche, ma anche lo stesso padre. Diventato celebre con queste serie, il produttore e sceneggiatore Gerry Anderson farà il “botto” nel 1970 dando vita alla serie di culto “UFO”, forse oggi non notissima fra i gggiovani ma che ha tenuto banco anche in Italia per decenni, prima della completa consacrazione nel 1975 con “Spazio: 1999”, che gli ha donato l’immortalità.
Prima di queste due serie di enorme successo Anderson ha fatto un piccolo film, forse non riuscito ma di sicuro intrigante: Doppelgänger. Un titolo così “europeo” non andava bene per gli americani, che lo conoscono con il più inutilmente roboante Journey to the Far Side of the Sun.

Quando lo facciamo un viaggio sul Sole? Ovvio: di notte!

Girato nell’agosto del 1968 in piena mania da 2001 di Kubrick (aprile 1968), la scelta di tenerlo fermo per un anno probabilmente è legata ad intenti pubblicitari: il 20 luglio 1969 il primo uomo sbarca sulla Luna, e il mese dopo (27 agosto) questo film esce nelle sale.

«Se un’ampia fetta della fantascienza avveniristica è andata gambe all’aria dopo che l’uomo è riuscito a mettere piede sulla Luna, non per questo il genere s’è svilito e ha dichiarato forfait. Proprio in questi giorni gli schermi di New York e di tutti gli altri States s’illuminano sulle immagini di un film che riaffronta l’utopia.»

DVD Cecchi Gori 2012

Così “La Stampa” del 9 agosto 1969 racconta l’uscita americana di Doppia immagine nello spazio: questo il titolo alla sua uscita nei cinema nostrani, venti giorni dopo, distribuito dalla Universal Pictures. Sebbene uscito un po’ sottotono, rimane molti anni a girare per le sale, finché il 24 aprile 1980 viene trasmesso in prima serata dalla TV svizzera: il primo passaggio televisivo “tutto italiano” risale al sabato 30 novembre 1985 su Rete4 in seconda serata.
Ignoto all’home video, la Cecchi Gori e Profondo Rosso lo ripescano e lo portano in DVD dal dicembre 2012, ristampato poi da Cult Media nel gennaio 2017.

I britannici fanno una scoperta sensazionale: studiando il Sole, per puro caso scoprono che al di là del gigante luminoso c’è un pianeta fino ad oggi ignorato. Un pianeta assolutamente identico alla Terra.
La richiesta di collaborazione con le altre Nazioni finisce nel vuoto, nessuno vuole partecipare all’ingente spesa di mandare una navetta al di là del Sole e partecipano solo gli americani con un fantastiliardo di dollari («Sa come son fatti gli americani, sono spendaccioni», cit.), però vogliono che un loro astronauta partecipi alla missione. Abbiamo dunque il britannico John Kane (Ian Hendry) e l’americano Glenn (Roy Thinnes) che partono in ipersonno.

Secondo voi, qual è l’inutile astronauta britannico poco fotogenico?

Risvegliàti nei pressi del Sole, iniziano le manovre per atterrare sul pianeta misterioso ma un malfunzionamento spinge la navetta a crollare malamente sulla superficie. Glenn riesce a tirar fuori John svenuto dalle lamiere quando un alieno afferra entrambi: chi sarà mai questa orribile creatura? Poi il mostro si toglie il casco e parla: fa parte della squadra di soccorso intervenuta a recuperare John e Glenn. La missione è infatti fallita: l’astronave è ricaduta sulla Terra.

Oddio, “astronave”… io la chiamerei “giocattolone”

Glenn perde la voce a forza di dire a tutti che la missione invece è andata a buon fine, che hanno girato intorno al Sole e hanno raggiunto il pianeta, atterrandoci in modo brusco, ma i fatti sono contro di loro: sono tornati sulla Terra e quindi semplicemente la nave ha avuto un malfunzionamento e ha ingannato i due astronauti.
Finalmente Glenn torna a casa… e c’è qualcosa di strano. Qualcosa di diverso. Qualcosa… dal lato sbagliato. Una rapida occhiata chiarisce la situazione: tutto intorno a Glenn… è girato al contrario!

Glenn ha appena attraversato lo Specchio…

Molto ghiotte le trovate “invertite” che anticipano alcune atmosfere dell’ottimo coreano Into the Mirror (2003) e relativo fiacco remake americano Riflessi di paura (2008).
Nessuno crede a Glenn quando dice che esistono due pianeti Terra, assolutamente identici ma speculari: così come lui è caduto su questo, l’altro Glenn – il suo doppione – è caduto sulla Terra trovando là, a sua volta, tutto speculare. Sarebbe buono avere la conferma dell’altro astronauta, John, che però non si è mai ripreso dall’atterraggio, e addirittura muore non si sa perché. Un buco di sceneggiatura che probabilmente deriva dall’aver copiato male la struttura dello statunitense Il pianeta delle scimmie (febbraio 1968).
Glenn non è altro che un nuovo Charlton Heston su un pianeta allo stesso tempo familiare ed alieno, il cui compagno viene lobotomizzato e non può dire la sua: qui John viene mostrato in effetti con un volto come se fosse stato “operato”, ma la cosa non è chiara.

Copiate pure, che tanto io rimango l’unico!

Mentre Heston in realtà cade sul serio sulla Terra, anche se nel futuro, Glenn ha davvero completato la missione, finendo sulla Terra dei doppioni speculari: quando fanno l’autopsia a John e trovano tutti gli organi interni “invertiti”, la cosa è ufficiale.
La soluzione è facile. Si organizza una nuova missione – non si sa con quale soldi, visto che la prima era costata miliardi di miliardi – e si rimanda Glenn alla sua Terra, con l’implicita conseguenza che l’altro Glenn ritorni alla propria.
Come chiamiamo un’astronave che debba riportare il doppione alla sua realtà? Ovvio: Doppelganger.

La vostra nuova astronave preferita

Una decina d’anni fa, quando su facebook avevo tanti amici e ci si “contagiava” a vicenda, questo film è una delle splendide chicche conosciute grazie a Michele Tetro, che essendo “leggermente” fan di “Spazio: 1999” non poteva non adorare Anderson.

Ma è un’astronave o lo Yellow Submarine?

Non si può definire la storia proprio riuscita, è strapiena di inutili lungaggini e la prima parte è funestata da una evitabilissima parentesi spionistica (genere molto amato all’epoca) con protagonista Herbert Lom che ruba i piani segreti di non si sa che, e viene ucciso: con la sua morte in pratica gli sceneggiatori ammettono di aver buttato via del tempo, con un puro riempitivo senza alcuna importanza.

Herbert Lom e la sua inutile parentesi spionistica

Gerry e Sylvia Anderson, coppia nella vita come nell’arte, scrivono una sceneggiatura claudicante che in pratica temporeggia fino a tre quarti del film, quando la storia finalmente inizia solo per finire un attimo dopo. Sarebbe stato bello un approfondimento sul personaggio di un “doppione” in un mondo alla rovescia.

Mi batto per un mondo dove Glenn si scriva nnelG!

Proprio come nelle sue serie televisive di successo, Anderson mette moltissimo l’accento sulla tecnologia, con modellini assolutamente improbabili ma credo all’epoca parecchio “fighi”, perdendo molto tempo in procedimenti tecnici del tutto inutili ai fini della trama: potremmo considerarla la fantascienza hard dell’epoca, sebbene dopo 2001 risulti parecchio datata.

Girato a pochi mesi di distanza dal 2001 di Kubrick, il paragone è impietoso

Una curiosità finale. Dopo una settimana di riprese il regista, guardando i giornalieri, si rende conto di un errore di casting: l’attore scelto per un ruolo secondario è troppo simile al co-protagonista, tanto che si rischia di confondere il pubblico. Serve ingaggiare al volo un altro attore, che inizi immediatamente a lavorare. C’è un tizio che il produttore Anderson ha già ingaggiato per un altro progetto, non è che può venire lui? L’attore accetta, e appena finito di girare Doppelgänger si passa tutti al set del nuovo progetto: l’attore è Ed Bishop e il progetto è “UFO”, di cui lui diventerà eterno simbolo.

L.

amazon– Ultimi post simili:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Fantascienza e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

17 risposte a Doppelgänger (1969) Doppia immagine nello spazio

  1. Cassidy ha detto:

    Il lavoro di Gerry Anderson è celebre avevo sentito parlare di questo film, ma non ho mai avuto la possibilità di vederlo. Mentre leggevo l’idea del mondo gemello dall’altro lato del sole mi ha fatto pensare a “Another Earth” (2011) che partiva dalla stessa premessa per fare della fantascienza però di tipo “soft”. Qui invece l’impronta (scimmiesca) di “Il pianeta delle scimmie” si vede tutta. Cheers (anzi: Sreehc)

    Piace a 1 persona

  2. theobsidianmirror ha detto:

    Un film grandioso che è stato causa di incubi allucinanti per settimane intere. Anche se non ha avevo una boccetta di profumo tra le mani, ricordo che non facevo altro che passare davanti allo specchio e interrogarmi su chi ci fosse esattamente dall’altra parte. Terrificante!. Lo avevo recensito anch’io tanti anni fa, agli albori del blog, riferendo una vecchia storia di qualcuno, che di questa faccenda della Terra doppia, me ne parlò anni prima, quando ero ancora un bambino, sostenendo che aveva sentito questa storia da qualcun altro che a sua volta l’aveva sentita da qualcun altro ancora. Evidentemente qualcuno aveva visto il film e aveva sparso per il paese una piccola leggenda metropolitana….

    Piace a 2 people

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Grazie della testimonianza, anche a me è capitato di scoprire che storie sentite da ragazzino poi le ho ritrovate in film dell’epoca: evidentemente la fonte del “contagio memetico” era sempre un film 😉
      L’idea è molto bella ma l’esecuzione del film – oltre che datata – l’ho trovata molto zoppicante. Troppi particolari non utili che portano via la maggior parte del film, mentre invece avrei trovato più intrigante studiare il personaggio una volta che aveva capito d’essere un doppione di se stesso. Invece tutto viene risolto velocemente: mi sembra un’ottima occasione non sfruttata.

      "Mi piace"

  3. Conte Gracula ha detto:

    Quindi, a inizio film, si accorgono di avere pure il doppione di un attore? In un film di doppi?
    Secondo me l’hanno fatto apposta XD

    Piace a 1 persona

  4. Vincenzo ha detto:

    Non lo conoscevo e addirittura non ne avevo mai sentito parlare…
    Interessante però, da come l’hai presentato, almeno per quanto mi riguarda e da amante del cinema di fantascienza vintage… ma non è che ha ispirato un po’ the cloverfield paradox?

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Come sai la fantascienza è un genere talmente prolifico e sterminato che è difficile rintracciare ispirazioni, visto che tutti hanno scritto tutto mille volte: di sicuro mi è difficile pensare come “originale” una qualsiasi opera filmica del Duemila, quindi di sicuro è tutta roba che si rifà al passato 😛

      Piace a 1 persona

  5. Giuseppe ha detto:

    Piccola errata corrige a riguardo di questo piccolo e indimenticabile cult di casa Anderson, per il quale condivido l’entusiasmo dell’ottimo Michele Tetro: chi parte con Roy Thinnes è Ian Hendry, il cui personaggio John Kane moriva per i postumi di gravi lesioni interne, e non Patrick Wymark (Jason Webb, appunto) 😉
    E che dire sui modellini del model-maker nonché designer di fiducia del compianto Derek Meddings, e cioè Mike Trim? Niente, per me rimangono sempre grandi anche dopo 2001 (a cui evidentemente negli effetti cercava in qualche modo di rifarsi) 😉
    P.S. La storia poteva essere sviluppata appieno in una serie tv, ma ad una serie ormai già avevano pensato ed era UFO: alieni misteriosi e minacciosi, niente più pianeti gemelli e doppelganger (anche se un episodio di UFO tratterà comunque il tema, a modo suo)…

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Grazie per la dritta, ho corretto il testo: purtroppo essendo attori a me ignoti mi è stato difficile identificarli, anche perché John Kane sta talmente sempre in disparte che non ricordavo neanche chi fosse 😛

      "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        Roy Thinnes all’epoca era già stato protagonista -nei panni dell’architetto David Vincent- di una serie simile ad U.F.O, e cioè The Invaders (giunta anche sulle nostre prime emittenti private come “Gli Invasori”) e Ian Hendry lo puoi trovare ne La stirpe dei dannati, Repulsione, Racconti dalla tomba e Oscar insanguinato (roba di classe, mica pizza e fichi) 😉

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non sono così esperto di quei prodotti da ricordarne addirittura gli attori 😛 Però segno tutto…

        "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        Altra piccola chicca: il “mostro” della pattuglia soccorso veicoli spaziali non è altri che Anthony Chinn, apparso poi in UFO nei panni sia del tenente Chin (ufficiale SHADO a bordo di Skydiver) che dell’alieno finito “sparato” da una coppia fedifraga ne “Il triangolo quadrato” (vado un po’ a braccio ma sì, credo l’episodio sia proprio questo) 😉

        Piace a 1 persona

  6. kukuv ha detto:

    Che film pazzesco che hhai pescato! Uffa però, aveva le carte per essere un gioiellino e invece poi si perde in sottostorie e buchi di sceneggiatura. Però mi ha molto incuriosito e mi piacerebbe proprio vederlo.
    Ma quelle serie con protagonisti pupazzi erano tipo quelli che si vedono nel video Calling Elvis dei Dire Straits?

    "Mi piace"

    • Lucius Etruscus ha detto:

      La “v” aggiunta al tuo nome ti ha condannato allo spam!!! 😀
      Da ragazzino negli anni Ottanta mi capitava di beccare in TV i “Thunderbirds” su qualche canale, ma non li ho mai seguiti molto. Per darti un’idea, ecco un loro trailer.

      "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        Li ho seguiti pure nelle repliche su Italia 1 qualche annetto fa, i “Thunderbirds”… peccato che non abbiano poi deciso di rispolverare anche “Stingray”, la serie che li aveva preceduti (sempre in “Supermarionation”, come da terminologia di casa Anderson).

        Piace a 1 persona

  7. kuku ha detto:

    Oddio sono di nuovo spammata

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.