Chuck Norris 9. An Eye for an Eye (1981)

È ora di anticipare Jackie Chan con il “poliziesco di menare”.

Seguite questo ciclo a vostro rischio e pericolo!

Dopo The Octagon il produttore Michael Leone e la American Cinema Productions mollano per strada il nostro Chuck Norris: gli devono tutto, ma ormai considerano finito il cinema marziale (in realtà appena nato) e preferiscono prendere altre strade. Per esempio Charlie Chan e la maledizione della Regina Drago (1981) con Peter Ustinov…
Dopo qualche film più o meno noto, la casa può dirsi finita già alla metà degli Ottanta.

Invece Norris nella sua autobiografia – che purtroppo smette di parlare di cinema proprio all’inizio degli Ottanta – dice di essere stato subito avvicinato dalla Avco Embassy (oggi Embassy Pictures) che gli ha proposto di interpretare An Eye for an Eye. Per darvi un’idea, nello stesso 1981 questa casa distribuisce nei cinema statunitensi 1997: fuga da New York di Carpenter, L’ululato di Joe Dante, I banditi del tempo di Terry Gilliam e Scanners di Cronenberg: oh, a Chuck poteva andare decisamente peggio.

Sulla sedia del regista siede un onesto piccolo artigiano di Brooklyn, Steve Carver, che non farà molto per far parlare di sé, mentre soggetto e sceneggiatura sono di James Bruner, esordiente che legherà il suo nome a filo doppio con Chuck Norris negli anni a venire.

Uscito in patria americana il 14 agosto 1981, il film finisce sul tavolo della commissione censura italiana il 21 giugno 1982, ottenendo il visto senza alcun divieto né taglio il 2 luglio successivo, con il titolo italiano Triade chiama Canale 6: esce in sala già dal 27 agosto successivo: è il primo film di Chuck Norris ad uscire “in diretta” in Italia, a parte il suo minuscolo ruolo ne L’urlo di Chen. I titoli precedenti sono stati tutti recuperati anni dopo.

Ammazza che grafica “ricercata”…

Distribuito in VHS Domovideo nel febbraio 1988 con il “6” a lettere nel titolo, il 22 dicembre successivo può iniziare la sua ben misera vita televisiva su piccoli canali locali: il primo passaggio su un canale nazionale risale alla prima serata di giovedì 29 settembre 1990 su Italia1. Un paio d’anni dopo il film è già scomparso nel nulla.
La Universal lo presenta a sorpresa in DVD multilingue dal 2005.

Tipico poliziotto sotto copertura

Sean Kane (Chuck Norris) è il classico poliziotto erede della tradizione anni Settanta: segue le sue regole e indaga per conto proprio, con pugno facile e conoscenza delle arti marziali. Perché mentre il cinema marziale ancora stentava a partire ed era già dato per morto nella culla, nel 1973 Warren Murphy aveva iniziato i romanzi del Destroyer, per gli amici Remo Williams, in cui l’eroe bianco ex poliziotto affronta i cattivi con maestro marziale asiatico al seguito: il canone entra così in profondità che sfocia pure nel cinema, come per esempio Nel mirino del giaguaro (Jaguar Lives!, 1979)
In questo piccolo film la star marziale è Joe Lewis, proprio l’atleta che Norris ha battuto sul ring all’inizio del nostro viaggio, ed interpreta una specie di “giustiziere” tipico dell’epoca ma stavolta il suo maestro è pellerossa. (Tanto agli occhi degli americani un indiano e un asiatico so’ la stessa cosa.)
Però il film del rivale Lewis può contare su Christopher Lee… e allora pure Norris vuole Lee! Ma andiamo con calma.

Ormai è un attore consumato… Più consumato, che attore

Visto il proprio collega ucciso a tradimento per colpa dell’infame Montoya (sempre Mel Novak, l’uomo che ha sparato a Bruce Lee che fa capolino in questi film dell’epoca), Sean assiste impotente alla morte anche della fidanzata del collega: perché queste due morti? La risposta arriva in breve tempo: la donna giornalista aveva messo il naso dove non doveva ed ora la Triade l’aveva messa a tacere, lei e il suo fidanzato curiosone.

L’entusiasmo di Mako all’idea di lavorare con Chuck

Visto che la donna era la figlia del maestro di Norris, questi si riavvicina a James Chan, una nuova occasione per il caratterista giapponese Mako di entrare nel cuore degli americani. Era un volto noto televisivo sin dagli anni Sessanta, ha recitato con Bruce Lee ne “Il Calabrone Verde” e con David Carradine in “Kung Fu”, sono pochi i telefilm in cui non ha abbia fatto una comparsata, mentre al cinema è stato più in disparte: dopo però il suo ruolo di ninja in Killer Elite (1975) era destino che diventasse volto noto anche sul grande schermo. Nel 1980 ha provato a dare una mano a Jackie Chan nel suo primo tentativo di sfondare negli States, con l’assurdo Chi tocca il giallo muore (1980).
Avrà tempo di recitare con tutti i grandi dell’action: ora, in questo 1981, è il turno di Chuck Norris.

Biondo eroe americano e piccolo maestro asiatico

Il bianco e biondo Kane si dimette dalla polizia perché vuole avere le mani libere per portare giustizia un pugno alla volta, così insieme al suo maestro marziale arriva al vertice della Triade che sta invadendo le strade di droga e potete scommettere mille milioni che il super cattivo ha la faccia di Christopher Lee!

L’inquadratura è troppo piccola per tre miti di questa grandezza!

Altro grande caratterista del film è il Professor Toru Tanaka al suo debutto cinematografico, pronto ad invadere gli anni Ottanta. Per motivi misteriosi l’hanno fatto zoppo, trovata alquanto ridicola, e come sempre non spiccica parola: lo stesso rimane un mito.

Un attore… di peso!

Come film in sé, Triade chiama Canale 6 è ovviamente uno nientino dimenticabile, ma basta guardare la data per capire che in realtà sta anticipando un mare di atmosfere, stili e temi che saranno potenti negli anni Ottanta: qualsiasi film o telefilm abbiate visto di quel periodo, sappiate che presenta cose già anticipate in questo film.
Dirò di più, solo nel 1985 Jackie Chan esplode in tutta l’Asia con il successo del suo Police Story, connubio di genere “moderno” fuso con stili da gongfupian classico, ma già qui Norris sta usando il poliziesco classico all’americana tipico degli anni Settanta – simboleggiato dal capitano Stevens interpretato da Richard Roundtree, cioè Shaft in persona! – ma virato in chiave asiatico-marziale che è la grande moda del momento. L’effetto è diametralmente opposto, il film di Chan è un successo titanico mentre questo è un filmettino che davvero pochi conoscono (io stesso l’ho visto solo nel 2010 grazie alla collana da edicola “Chuck Norris: il mito”) eppure lo stile è molto simile, con le dovute proporzioni: addirittura ci sono un paio di stunt spettacolari assolutamente non scontati in un poliziesco americano.

Parata di calci per Chuck

I combattimenti sono brevi ma tanti, Chuck prende a calci un mare di cattivi e spesso e volentieri si lancia nel calcio volante che fino ad allora era appannaggio di Bruce Lee e dei cinesi: in futuro magari farò una ricerca approfondita, ma mi azzardo a dire che potrebbe essere addirittura il primo occidentale ad eseguire su grande schermo una tecnica-simbolo del gongfupian di Hong Kong. Si tratta di una tecnica acrobatica, in un certo senso, e di solito le arti marziali degli occidentali sono più “stabili” e meno “svolazzanti”, almeno a quella data.

E Chuck se la vola!

Intervistato nel 2004 da “Black Belt” sulla sua filmografia, Norris non ha da dire altro su questo film se non che si è divertito a girarlo. Ripeto, per quanto sia minuscolo, comunque rimane un film molto rappresentativo di un genere ma anche di uno stile di action che al cinema ancora doveva affermarsi, e che sarà quasi obbligatorio per tutti gli anni Ottanta americani. E Chuck già era lì, in prima linea, come sempre.

Ciaone da Chuck!

Il nostro Norris sta rischiando davvero di fare concorrenza al cinema di Hong Kong: è il momento di un altro confronto con la capitale del cinema marziale…

L.

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12 risposte a Chuck Norris 9. An Eye for an Eye (1981)

  1. Cassidy ha detto:

    Quindi dopo il filone dei Ninja, Chuck ha anticipato anche Police Story, mica male per uno ricordato dai più per quando faceva il ranger del Texas su rete 4! Professor Tanaka altro gran mito, avrà pronunciato tre parole in tutta la sua carriera di attore? Secondo me no, clamoroso esempio di quei personaggi leggendari tipo Al Leong, come fare la storia del cinema solo con la faccia e il corpo giusto 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Guarda, onestamente non avevo fatto mai mente locale su quanto Chuck avesse anticipato il genere che poi è diventato “regola”, anche perché le TV trasmettono ogni giorno da trentanni il suo Ranger e le sue decine di film li hanno belli che dimenticati. Questo ciclo è un’occasione per me ghiotta di calibrare molte nozioni che avevo del genere marziale 😉

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  2. Anonimo ha detto:

    Un rinverdito giovedì zintage, un venerdì per Chuck…mi pare un sogno! 😍😍😍
    Con la ciliegina del professor Toru Tanaka 🙂

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  3. kuku ha detto:

    Che razza si titolo! Canale 6 sembra il nome di un’oscura rete tv locale, una delke poche reti che potrebbero dare in onda questo film.
    Ma di cosa parla Chuck nella sua autobiografia quando smette di parlare di film?
    Mako me lo ricordo perfino in un film Disney, ma sembra davvero che non ci sia un film o telefilm in cui lui è presente.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I titolatori italiani agiscono sempre in modi misteriosi, e qui il fatto che la tipa uccisa all’inizio lavorasse per un’emittente locale è assolutamente marginale: probabilmente cercavano di mascherare un film d’azione per non farlo sembrare simile ai filmacci di Hong Kong che riempivano le sale 😛
      L’autobiografia di Chuck in realtà è un testo che ha scritto negli anni Ottanta e poi sempre ampliato in modo furbesco, e principalmente parla della foza di volontà e racconta esempi della propria vita, privata ed artistica, con spruzzata di pensieri religiosi. Purtroppo temo che volta per volta abbia aggiornato solo i pensieri personali lasciando ad inizi carriera i propri film. Anche perché la sua produzione Cannon se da un lato gli ha donato fama mondiale dall’altra presenta una “moralità” fortemente in contrasto con quanto invece va raccontando nel testo: magari quando dici che Dio è con te nelle tue scelte, e poi per mestiere picchi e massacri la gente, poteva sembrare un messaggio stonato 😀

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  4. Giuseppe ha detto:

    Oh, ecco finalmente un film di Chuck Norris che sono sicuro di essere riuscito a vedere prima che sparisse dai radar delle emittenti nostrane (piccole o grandi che fossero, nemmeno io ricordo altri passaggi televisivi successivi al ’92/’93) 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Tra la fine degli Ottanta e inizio Novanta Chuck era all’apice della notorietà italiana ed era davvero facile beccare in TV i suoi film, per non parlare delle videoteche: come un esploratore della giungla dovevo scansare le decine di suoi film con il machete per poter raggiungere i divi marziali minori che mi piacevano. Nessuno avrebbe immaginato che sarebbe scomparso tutto nel nulla…

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