Miller 8. Marauders, i predoni (2016)

Finito un ottimo film, Miller deve tornare a lavorare per pagare le bollette…

La maglietta è un chiaro omaggio al nostro Willy l’Orbo!

Presentato l’ottimo Submerged (febbraio 2016), per il nostro povero Steven C. Miller arriva il brusco risveglio: basta divertirsi con il buon cinema, è il momento di tornare al grigio lavoro in fabbrica. E la fabbrica si chiama “industria cinematografica commerciale”.
I suoi lavori migliori non se li compra nessuno, non vengono replicati mille volte l’anno sui peggiori canali che infestano l’etere televisivo, quindi non incassano un soldo: e le bollette chi le paga?

Varie case di nostra conoscenza – come Lionsgate e Grindstone, specializzate in porcate da vendere ai peggiori canali televisivi del mondo – ci regalano questo Marauders dal 1° luglio 2016, mentre la nostra Blue Swan lo porta in DVD e Blu-ray dal marzo 2017 con il titolo I predoni.

Sarà una citazione dei predoni biblici?

Miller è seduto nella sua auto a giocare a poker con Bruce Willis e Dave Bautista quando le riprese sono già iniziate da giorni. Il suo assistente si affaccia al finestrino, trafelato.
«Signor Miller, il direttore della fotografia ha finito i rilevamenti e abbiamo finito di girare le inquadrature esterne di raccordo: se vuole, chiamo gli attori che iniziamo a girare.»
Miller neanche lo degna di uno sguardo, concentrato com’è sulle carte. Si volta invece Bruce Willis a fissare il giovane assistente e gli regala il suo sorriso malandrino. «Ragazzo, nessuno esce di qui finché non ho vinto questa partita.»

Il nostro Bruce in uno dei suoi cento film-truffa l’anno, in cui appare per pochi minuti

L’assistente se ne va e arrivano due tizi, che si affacciano anche loro. «Signor Miller, siamo gli sceneggiatori e vorremmo discutere di un paio di questioni: c’è un personaggio che…»
Dave Bautista ne afferra uno per la gola. «Tu, come ti chiami?»
«Michael Cody, signore» gracchia quello respirando a fatica.
«Che altro film hai scritto?»
«Questo è il mio primo…»
Bautista lo fa volare via dal finestrino. «A saperlo non ti toccavo a mani nude.» Poi volta lo sguardo all’altro tizio. «E tu?»
«Chris Sivertson, signore», si sbriga a rispondere l’altro. «Ho scritto e diretto molti film. Cioè, alcuni film. Sicuramente conoscerà il mio Brawler (2011): è la stessa trama di Warrior con Tom Hardy ma il mio è uscito un mese prima.»
«Che ne pensi della sceneggiatura di questo Marauders?» gli chiede Bautista.
Sivertson scuote la testa. «Be’, ecco… Diciamo che…»
«Esatto», lo interrompe il lottatore. «Diciamo che. Ma vallo a dire da un’altra parte.» E chiude il finestrino.

Bautista passava di lì e ha girato qualche scena

Arriva Christopher Meloni e si affaccia anche lui. «Andiamo, ragazzi, dobbiamo iniziare a girare: sapete che poi devo andare a fare un altro film.»
«Che altro film?»
Meloni si stupisce per la domanda di Bruce Willis. «Ora non importa. Ho degli impegni che…»
«Che altro film?» chiede seccamente Bautista.
Meloni deglutisce. «Almost Friends, faccio il patrigno del protagonista. Ma…»
«Aspetta», lo interrompe Bruce. «Non ti ho appena visto a fianco di John Travolta in quella cagata di Io sono vendetta
Meloni è disperato, così si rivolge a Miller. «Andiamo, Steve, abbiamo solo poche ore di luce, non sprechiamo questa giornata.»
Miller alza la testa e lo guarda con occhi spenti. «Ti ricordi che per dodici anni hai interpretato un poliziotto dell’Unità Vittime Speciali? Ecco, vai a girare un po’ di scene identiche a quelle che facevi in TV. Portati quel ragazzino, il co-protagonista Adrian Grenier, e fate i soliti due agenti dell’FBI che si vedono in tutti i film. Sai le facce, sai le mosse. Se ti sbrighi, già domani puoi andare a fare il patrigno. Tocca a te, Dave, e non stritolare le carte come al tuo solito.»

Noi dell’FBI l’ombrello non lo portiamo mai

A fine giornata i tre in auto sono ormai addormentati, fra resti di pizza, birra e sigarette. Bussa un tizio, poi apre la portiera. «Signor Miller, sono il rappresentate dei ventisei produttori che hanno investito in questo film. Ho visto il girato di oggi ed è eccezionale: lei è davvero un regista all’altezza della sua fama. Abbiamo già un centinaio di canali televisivi in tutto il mondo pronti a comprare il film con Bruce Willis in locandina.»
Miller rumoreggia con la bocca mentre cerca di ritrovare la lucidità. Fissa l’uomo e bofonchia: «Aspetta che mi giro, e ti finisco subito il film.»

L’espressione dello spettatore medio di questo film

I predoni è un normalissimo film e addirittura la trama in sé non è neanche disprezzabile, peccato che già si sbuffa di noia a dieci secondi dall’inizio. Comunque sembra un film vero e così può essere replicato abbondantemente dalle TV e riempire i palinsesti, così che Miller possa pagare le bollette. Sono contento per lui, ma fa male vedere sprecato il suo talento in robetta in serie come questa.
Chiamarlo un “suo” film è davvero esagerato: si vede che è girato da uno che sa cosa sta facendo, ma è freddo come un secchio vuoto e ha la stessa rilevanza. Speriamo che ora che ha pagato le bollette, Miller torni a fare del cinema.

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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8 risposte a Miller 8. Marauders, i predoni (2016)

  1. Zio Portillo ha detto:

    Pensa ad una scena analoga: Lucius in una roulotte con Van Damme e Dolph a bere amari, mangiare schifezze, raccontarsi storie di cinema e a mostrarsi a vicenda qualche mossa marziale. Venite pagati per non fare nulla o per apparire 5 minuti nel film (tre shot e via). Della regia di occupa il novellino e via. Che ti frega Lucius?
    Bollette pagate e università dei piccoli Etruschi già in conto.

    Ma chi lo ammazza a Miller?

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  2. Cassidy ha detto:

    «Bautista lo fa volare via dal finestrino»
    Su questa sono morto dal ridere, mi immagino mucchi di persone ammonticchiate fuori dal finestrino 😉 Con questo film ci sono cascati in tanti, attratti da Bruce in locandina, prima che il mondo mangiasse la foglia e capisse che Willis di film così ne fa davvero cento l’anno, il tuo post per me resta meglio di tutta la filmografia recente di Bruce, e non è improbabile che le cose siano andate davvero così 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi sono divertito ad immaginare la scena perché non c’era davvero nulla da dire sul film, anonimo e dimenticabilissimo.
      Spero di cuore che ogni tanto Miller si prenda una pausa da questo tipo di cineme per regalarci altri sogni…

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      • Giuseppe ha detto:

        E perché mai allora il prossimo film non potrebbe prendere spunto proprio dalla tua brillante ricostruzione immaginaria? 😀 Miller, Willis e Bautista (in bolletta sparata) nella parte di sé stessi chiusi in macchina (a casa han tagliato gas, luce e acqua) a giocare a poker, e solo uno di loro potrà uscire quando avrà vinto abbastanza da potersi permettere di pagare le bollette in arretrato: chi contravviene a questa semplice regola viene abbattuto da cecchini mimetizzati, ingaggiati dagli stessi creditori (compagnie di fornitura gas/luce/acqua, appunto)… ed ecco “Pay your bills or die!”, il prossimo film (semi-autobiografico) di Steven Miller! 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah la storia si scrive da sola! 😀
        Peccato che il cinema voglia solo anonima mediocrità…

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    😂😂😂😂👏
    Recensione dialogata bellissima, spassosa è quasi eroica: dà una parvenza di colore ad uno dei film più incolori che abbia mai visto 😉

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  4. Pingback: Guida TV in chiaro 25-27 ottobre 2019 | Il Zinefilo

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