The Guardian (2001) A guardia del buon gusto

Ho già parlato dei mini-cofanetti DVD presi su bancarella, confezioni da quattro film al prezzo di un euro: quando spendi 25 centesimi per un film, non è che poi puoi fare lo schizzinoso.
Il mini-cofanetto in cui ho trovato The Triangle (2001) e New Alcatraz (2001) mi ha già dato grandi soddisfazioni di serie Z, non posso pretendere troppo: così alla fin fine non posso lamentarmi per la presenza di robaccia che travalica ogni definizione di “serie Z”, cioè Guardian.

Esce in home video americano il 12 giugno 2001 e la Eagle Pictures si sbriga a portarcelo in videoteca nel novembre successivo: non sia mai che fossimo rimasti a corto di filmacci…
Curiosamente il nostro itanglese aggiunge un articolo al titolo, visto che la Eagle lo presenta in VHS e DVD con il titolo The Guardian.

La grafica delle grandi occasioni

Chi segue questo blog ha imparato ad amare la CineTelFilms e i suoi filmacci grondanti cialtroneria, ma di solito sono titoli che fanno fare almeno qualche grassa risata: purtroppo qui non si ride affatto.
La famigerata casa chiama John Terlesky, registino quasi esordiente che dopo qualche terrificante filmetto televisivo è passato alle serie TV, ma c’è il rischio che nella sua doppia funzione di regista e sceneggiatore possa creare qualcosa di carino, addirittura piacevole. No, la CineTelFilms vuole solo il Male quindi chiama un artigiano del dolore come Gary J. Tunnicliffe.

Il celebre truccatore della devastante saga di Hellraiser ancora non era entrato in pianta stabile nel rutilante mondo della sceneggiatura, mantenendo una parvenza di anima pulita: con questo film inizia la sua regolare discesa all’inferno della scrittura.
Per dare un’idea dell’abisso in cui si è infilato, l’anno dopo questo Guardian si è lanciato a sceneggiare Megalodon (2002): capite che il Male è potente in lui.

Dunque l’esordiente sconosciuto Terlesky e il genio del male Tunnicliffe – che un giorno scriverà e dirigerà Hellraiser: Judgment (2018) e nel Giorno del Giudizio dovrà renderne conto – si mettono in coppia per scrivere il Nulla con la Z maiuscola.

Si parte dall’Iraq, febbraio 1991, quando una secchiata di attori indistinguibili gli uni dagli altri arrivano in scena e in cinque secondi sviluppano una trama che servirebbero tre film a raccontare. Perso il filo al secondo fotogramma, quando tutti sparano a tutti, nasce un bambino, un’antica tomba cade e un morto si rialza sorridendo, comincio a gridare: «Che cazzo sta succedendo? Fate capire qualcosa anche a me?»
Per fortuna c’è Marshall Manesh che mi ricorda che sono uno stupìdo a voler capire qualcosa di un titolo CineTelFilms.

Mmmmm stupìdo!

Passano dodici anni e il detective Kross (che brutta fine per Mario Van Peebles) fa cose immotivate, poi riceve una telefonata, un ricatto, la moglie picchiata, indagini ostacolate… oh, ma cazzo, sono passati altri 30 secondi di film e già c’è tanto di quel materiale da far girare la testa!
L’unica cosa che ho capito è che Kross ha la disgrazia di lavorare in coppia con James Remar, una cosa brutta che non auguro a nessuno.

Già è brutto fare il detective per le strade…

Se poi per compagno hai James Remar, ti dice proprio male.

Impossibile dare forma ad 89 deliranti minuti di film che sviluppano una trama infinita raccontata con il deretano. Avete presente quelli che non sanno raccontare le barzellette ed aprono mille parentesi che non ti fanno capire la storia? Ecco, qui la storia NON viene raccontata, ci sono solo le parentesi…
Così abbiamo il maestro saggio, il figlio prescelto, l’angelo custode, il demone, il maligno, tu’ sorella e tu’ nonno in cariola: solo non si vedono il buon gusto e il buon senso.

L’angelo custode, o non so che altro sia, mica s’è capito

A larghe linee questa specie di film dovrebbe parlare di un demone iracheno risvegliato che passa di corpo in corpo come gli immigrati in Europa, perché gli va! (Se lo sapesse la Meloni!)
E per fermarlo serve un pirla che abbia tatuati sul petto antiche scritte irachene che recitano “Scemo chi legge”: manco a farlo apposta, Marione nostro ce le ha.

Chi m’ha scritto “Pirla” sul petto in iracheno?

Scene d’azione palesemente fatte sullo stile di Matrix (1999) dal risultato imbarazzante, attori senza copione, regista che non sa cosa fare e quindi si limita a primi piani così stretti da dare la nausea, e mettiamoci pure una inutile comparsata di 10 nanosecondi di Ice-T: questo non è un film, è un cestino dell’umido dopo una settimana che nessuno lo svuota.

Ice-T passava di là e ha fatto una comparsata inutile

Come dicevo, per 25 centesimi non è che posso lamentarmi, però almeno una volta i titoli della CineTelFilms assicuravano grasse risate: bei tempi lontani…

L.

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13 risposte a The Guardian (2001) A guardia del buon gusto

  1. Cassidy ha detto:

    Insomma è un po’ film di guerra, un po’ film con gli sbirri, un po’ “Matrix” e un po’ “Il tocco del male” con Marione al posto di Denzel, ma soprattutto è un po’ un casino. Troppe idee e decisamente troppo confuse direi! Cheers

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  2. Kuku ha detto:

    Ahahahah, ci sono film in cui non succede niente e altri in cui succede tutto. Forse è un film ermetico. Il registino non sapeva se ne avrebbe fatti altri per cui ha cercato di dire tutto qui.

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    “Questo non è un film, è un cestino dell’umido dopo una settimana che nessuno lo svuota”, mi hai tolto le parole di bocca. E sai perchè? Perchè, ebbene sì, l’ho VISTO. Ultimamente accade troppo spesso in rapporto a film di qualità infima e che forse abbiamo visionato solo io e te perlomeno nell’eurozona! 🙂 🙂 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi spiace per questa tua visione 😛
      Io invece l’ho “gustato” per la prima volta, sebbene la locandina mi sia molto familiare e probabilmente l’ho vista in giro per molto tempo. E’ stata un’esperienza di puro Zintage catartico che mi ha lasciato sfinito 😛

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Ma quindi è una specie di horror urbano? E io che credevo fosse un poliziesco dove si sparava e si moriva in un magazzino (che poi era la stessa location dove veniva ambientata mezza trama solo inquadrata da un’altra angolatura…).
    Non so se essere deluso o sorpreso…

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Prova a rivederlo così: scegli un film lungo lungo in cui non succede nulla, guardane cinque minuti, poi trenta secondi di questo, poi altri cinque minuti del primo e via così, per diluire gli spunti.

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  6. Giuseppe ha detto:

    Riassumendo: un demone che può andare di corpo in corpo mi sembra un’idea perfetta per un film che fa andare di corpo, no? 😛

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