Operation Delta Force 3 (1998) Clear Target

Esauriti i film trovati nel “Cofanetto Action”, potevo lasciare in sospeso la saga militare della Nu Image/Millennium Films? Ovviamente no, ed Amazon mi è venuta incontro con offerte assolutamente irresistibili: con pochi spicci ti mandano a casa film deliziosi… ovviamente se vi piace il genere.

Eccomi quindi con Operation Delta Force 3: Clear Target, terzo episodio della saga dei nostri israelo-americani preferiti.

Presentato in home video russo nel 1998 (stando ad IMDb), pare che solamente nel novembre 1999 sia arrivato in America.
La prima notizia di distribuzione italiana arriva dal venerdì 16 giugno 2000, quando Rai3 lo trasmette in prima serata con il semplice titolo Operation Delta Force III. Possibile che la blasonata Rai abbia trasmesso un film del genere? Infatti lo fa turandosi il naso: «Dozzinale film d’azione che tenta di aggiornare lo schema di Missione impossibile». Ma che c’entra quel film? Va be’, è solo uno sbotto di veleno.
A parte questo unico passaggio televisivo, non è nota altra edizione italiana del film.

Quando la grafica dei titoli faceva più male del film!

Ai posti di comando ci sono sempre gli stessi eroi. Il patriarca Avi Lerner (il capo della baracca) alla produzione, Danny Lerner al soggetto e alla sceneggiatura David Sparling, firma dell’intera saga.
Un cambiamento l’abbiamo alla regia, perché stavolta troviamo il sudafricano Mark Roper, che di solito si occupa di telefilm ma avendoci regalato quel gioiello di Human Timebomb (1995) ha la patente per occuparsi di action grezzo.

Torna la squadra meno incisiva della storia del cinema action

Siamo nella Colombia ricreata in Sud Africa: oh, quando la Colombia offrirà sgravi fiscali per girare film, allora andremo davvero in Colombia!
Vediamo in azione la squadra d’élite guidata dal capitano Skip Lang, interpretato da quel Jim Fitzpatrick che ritroveremo nello stesso identico ruolo – ma con altro nome – in U.S. Seals (2000).

La recitazione sempre sottile di Jim Fitzpatrick

Stesso destino tocca al suo compagno d’arme Mac McKinney: l’attore Greg Collins interpreterà lo stesso identico ruolo in U.S. Seals pur se i due personaggi sono diversi. È un volto noto semplicemente perché ha fatto capolino ovunque, tra cinema e TV.
Chiude il gruppo dei “volti noti” Hutch, che però racchiude un mistero: è interpretato da Bryan Genesse, che è un nome che grida “action anni Novanta” da tutti i pori, eppure… è come se fosse un suo clone. Esattamente come Frank Zagarino in Operation Delta Force (1997), qui Genesse non sembra essere lui, rimanendo a fare da carta da parati per tutto il film.

Il clone di Bryan Genesse: tanto le doti recitative sono uguali…

La missione in Colombia, per cui il gruppo di soldati rischia la vita – e uno se la gioca pure – è far saltare un carico di cocaina. E gli altri dieci milioni di miliardi di carichi di cocaina? Se perdiamo un soldato per fermare un carico, temo che la popolazione umana non basti ad arginare il traffico di droga.
Invece di ventilare l’ipotesi che la missione sia una stupidaggine, ovviamente tutti odiano il cattivo narcotrafficante italo-colombiano, o quello che è: il nome Umberto Salvatore (Danny Keogh) non lascia dubbi sull’etnia del personaggio, e sono irresistibili le sue guardie del corpo che lanciano parolacce in italiano.

Il mafioso italo-colombiano e l’hacker

Grazie ad un giovane hacker, il trafficante Salvatore si impossessa di un sottomarino per lanciare un attentato terroristico a New York… oh, fermi, ma dove sta andando questa trama? Che c’entrano questi elementi mischiati tutti assieme? Niente domande: è la Millennium Films, qui si spara, si mena e si fanno espressioni facciali esagerate: è il marchio di fabbrica.

È l’ora di spararle grosse, uomini!

La Delta Force prende un mini-sottomarino, si attacca di nascosto al vero sottomarino ed entrano dalla porta di servizio. Lo so, anche a me sembra ’na cazzata, ma con questa saga ho capito che non bisogna mai aspettarsi il plausibile.

Sapevate che i sottomarini hanno la porticina d’emergenza?

E di certo è inaspettata la forma assunta dal gas che i terroristi vogliono lanciare su New York: sfere verdi luccicanti… che sembrano rubate dal set di The Rock (1996)!

Tie’, questa me l’ha data Nicolas Cage

Sapevate che un sottomarino si guida come un acqua-scooter? Ah, vi state ancora facendo domande? Basta! Questo è un film action Z con treni contro elicotteri e sottomarini guidati alla cieca nella baia di New York.
E come se non bastasse Greg Collins – che era anche nel cast di The Rock! – si sacrifica rimanendo a morire nel sottomarino che esplode… e poi lo ritroviamo a galleggiare in superficie su un rottame. Vivo e vegeto.

E facciamo pure una citazione da Rambo 2 (1985)

Insomma, qui niente ha senso né i personaggi si sentono legati alle leggi della fisica o anche solo della plausibilità: d’altronde ammazzano sempre due nemici con una pallottola sola…

La squadra che non risponde a nessuno, neanche alle leggi della fisica!

La totale rinuncia alla plausibilità rende sicuramente divertente il film, caciarone e cialtrone quanto basta, e fa un po’ distrarre dal fatto che i mezzi messi in campo siano un po’ scarsini, rispetto ai film successivi.

Tranquillo, capo: te lo tolgo io l’hacker dal tappeto!

Se però avessero fatto fare qualcosa a Genesse, allora sì che avremmo avuto un gioiellino: peccato si limiti ad interpretare un fondale in movimento.

L.

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12 risposte a Operation Delta Force 3 (1998) Clear Target

  1. Kuku ha detto:

    Ha una faccia proprio svogliatissima Genesse.
    Però vedo che continuano a mettere le scritte quando si vede la solita immagine di sottomarino. Credo che montando a caso pezzi di questi film atroci, verrebbero fuori film migliori di quelli che propinano.

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  2. Cassidy ha detto:

    Ma dai! Hanno usato le stessa capsule per la lavastoviglie di “The Rock” incredibile 😀 Tra quello e la scena in stile “Rambo 2” poteva sembrare il greatest hits dei film d’azione, invece al massimo è lo Zeatest hits 😉 Cheers

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  3. Anonimo ha detto:

    La citazione di Ordigno umano a tempo, la Colombia ricreata in Sudafrica, Genesse, le guardie del corpo che lanciano parolacce in italiano…in pratica, la grande bellezza della Z! 🙂

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Ma non è che hanno unito due corti? Uno sulla coca e uno sul terrorismo?
    Sennò è come nei Simpson: ogni episodio inizia A ed entro due minuti diventa B, ma di solito in modo più organico 😛

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  5. Pingback: Shadowchaser 4 (1996) Assedio alieno | Il Zinefilo

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