Chuck Norris 15. Code of Silence

Se il crimine avanza… Chuck Norris lo mette in frigo!

Seguite questo ciclo a vostro rischio e pericolo!

La rivista “Hollywood Reporter” ci informa che le riprese iniziano ad ottobre 1984 a Chicago: in realtà la vicenda originariamente doveva svolgersi in California, ma il regista ha voluto dirottare tutto nella sua città natale. Non è l’unica particolarità del film che è stata cambiata in corso d’opera: gli sceneggiatori Michael Butler e Dennis Shryack hanno scritto la storia per Clint Eastwood… e invece è arrivato Chuck Norris!
Nel saggio Aim for the Heart. The Films of Clint Eastwood (2009) Howard Hughes racconta che alcuni critici all’epoca si sono divertiti a sottolineare il fatto che Chuck stesse seguendo le orme di “Dirty Harry” (in Italia, “ispettore Callaghan”) chiamandolo “Dirty Chuckie”. Non mi sembra un complimento…

Per capire questo film, è necessario ricordare chi siano Butler e Shryack, cioè due sceneggiatori di origine televisiva che sono fermamente votati al fantastico: infatti il loro primo film è La macchina nera (1977). Le macchine assassine non vendono come i pullman assassini, così i due sceneggiatori fanno il botto vero azzeccando (probabilmente per caso) la storia della loro vita, che riescono a vendere a Clint Eastwood: L’uomo nel mirino (The Gauntlet, 1977), la faccia di cuoio di Clint e il titanico poster di Frank Frazetta sbancano il cinema e scrivono la storia del cinema a suon di pallottole.
Tornati subito al fantastico con Squilli di morte (1982), Eastwood capisce al volo che i due so’ matti e bisogna tagliare i ponti: giusto per fare loro un favore e in omaggio al filmone che gli hanno scritto, dai due sceneggiatori compra Il cavaliere pallido, che uscirà nel 1985. Butler e Shryack, gargarozzoni, gli propongono pure questo Code of Silence, ma poi sono dovuti scappare veloci perché Clint aveva già messo mano alla .44 Magnum.

Ispettore Barba d’Oro: il codice del silenzio è tuo!

In anticipo sulle previsioni, il film esce il 3 maggio 1985 in ben 1.800 sale – ci informa “Hollywood Reporter” – una cifra enorme per un film non legato alle grandi major, dovuta probabilmente all’ormai grande richiamo del nome di Chuck. “Box Office” del luglio 1985 ci informa che il primo weekend di programmazione ha alzato 5 milioni e mezzo di dollaroni sonanti, e in seguito farà faville sbancando (misteriosamente) i botteghini.

Cominciamo a fare silenzio…

Il 22 luglio 1985 gli spettatori del Festival di Taormina, nella sezione American Film Week, hanno l’onore di assistere in anteprima a Il codice del silenzio, prima che sette giorni dopo il film finisca sul tavolo della commissione di censura: ne uscirà il 1° agosto con il divieto ai minori di 14 anni, «a causa delle numerose scene di violenza che potrebbero turbare detti minori». Il 13 maggio 1991 questo divieto verrà tolto perché il film verrà pesantemente tagliato e le “scene di violenza” incriminate sforbiciate via: questo vuol dire che le edizioni home video dopo questa data sono censurate? E l’unica edizione DVD italiana è stata “ripristinata” o è quella censurata? Purtroppo non sono in grado di rispondere: nel caso, aggiornerò il post.
Intanto il 22 agosto successivo il film esce nelle sale italiane.

22 agosto 1985: il Silenzio sbarca in Italia!

Canale5 lo presenta venerdì 16 dicembre 1988 in prima serata, mentre la Columbia-TriStar lo presenta in VHS in data ignota, ristampata nella celebre collana economica “Winners”.
MGM e Fox Video lo portano in DVD dal luglio 2008 e in Blu-ray dal febbraio 2014.

Edizione VHS economica “Winners”

Molti all’epoca hanno voluto vedere nel detective Eddie Cusack (Norris) un “imitatore” di Callaghan o comunque una strizzata d’occhio al genere poliziesco per cui Eastwood all’epoca aveva raggiunto una certa fama. Sì, Clint e Chuck biologicamente appartengono alla stessa specie animale, anche se non sembra, ma ogni paragone finisce qui.
Rifacendosi ad ogni pezzente ed asfittico stereotipo del poliziesco anni Settanta, Cusack è un poliziotto che segue le sue regole e bla bla bla, come avevamo già visto per tutti i precedenti ruoli da poliziotto dell’attore.

Cusack è un poliziotto scomodo: e te credo, guarda come si siede!

Nella corrotta Chicago il nostro Cusack ripulisce le strade insieme al suo collega Dorato, che è un ruolo inutile ma giusto per far fare una comparsa al giovane Dennis Farina, che di lì a poco inizierà la sua celebre serie “Crime Story”.

Povero Dennis Farina, che ti hanno fatto?

Il detective Cusack non le manda a dire: le manda a menare! E quando i suoi stessi colleghi si uniscono per proteggere un detective poco pulito che ha ammazzato un ragazzo per sbaglio, lui non ci sta… e va a fare un cubo!

Chuck è il tipo che manda Rubick a fare un cubo!

Lanciato nel 1980, in quei primi anni il cubo di Rubick era una novità tale che lo si poteva trovare nei film: per esempio non poteva mancare in quel marchettone totale che è Poltergeist (1982).

Il gioco da tavola Clue (Cluedo) e il Cubo di Rubik in Poltergeist (1982)

Il film è finito, perché a parte Cusack che corre di qua e corre di là, rimasto solo dopo che i colleghi gli hanno voltato le spalle, non c’è altro. Scene immotivatamente lunghe, personaggi che entrano ed escono senza neanche salutare, un copione scritto su un tovagliolo e con lo stesso spessore. Certo che nel 1985 bastava proprio niente a sbancare i botteghini…

Coraggio, controllore: chiedimi il biglietto…

Chuck fa il duro ma non sta imitando Clint Eastwood: lui fa sempre il duro, è il suo personaggio, ed anzi è incredibile che questa totale nullità di film anticipi addirittura successi ben più noti: com’è che all’uscita di Nico (1988) nessuno ha notato che il film con Steven Seagal era una fotocopia di questo con Norris? Addirittura c’è Henry Silva in entrambi, a ricoprire lo stesso identico ruolo di torturatore.

Henry Silva sta bene con tutto, che sia Norris o che sia Seagal

Mentre però Seagal aveva l’ansia da prestazione, essendo il suo film di lancio, qui Chuck va giù liscio e non fa niente per tutto il film, limitandosi a fissare il vuoto come al suo solito. Finché arriva a tre quarti e deve entrare nel bar dei cattivi: vogliamo anticipare pure Giustizia a tutti i costi (1991)? No, no, qui è meglio: niente stecche da biliardo ma calci buoni!

Finalmente Chuck fa Chuck

La scena è breve ma intensa, e addirittura abbiamo una seconda anticipazione, davvero sorprendente: Chuck tira un calcio volante. Va be’, che c’è di nuovo? È stato lui stesso il primo occidentale a farlo in un film americano, mentre prima erano solo gli attori di Hong Kong a cimentarsi in questa tecnica: dov’è la novità? Che stavolta lo fa al rallentatore…

Chuck spacca!

Dal 1988 in poi il cinema con Van Damme renderà canonico il rallentatore nelle produzioni americane, ma nel 1985 nessun occidentale tirava calci volanti in scene di questo tipo: o meglio… nessun bianco! A marzo di quell’anno infatti era uscito il più grande capolavoro degli anni Ottanta, L’ultimo drago, erede della grande blackspoitation marziale anni Settanta, e lì un grande atleta come Taimak omaggiava tutte le tecniche di Bruce Lee, compresi i calci volanti al rallentatore. Però parliamo di un filmetto di genere, qui con Chuck parliamo di cinema mainstream, e va sottolineato come le arti marziali con riprese “ad effetto” si stiano facendo strada in prodotti pensati per il grande pubblico, non solo per gli appassionati.

Vai così, Chuck, che vai forte!

Non mancano comunque “frasi maschie” a condire una sceneggiatura totalmente asettica:

— Non è una minaccia: è una previsione.

— Se voglio la tua opinione, te la faccio sputare io.

Due belle pallottole da sparare, ma che non salvano un film totalmente vuoto.

La faccia che fa Chuck quando passa fra i critici cinematografici

Forse stavolta la Orion Pictures è riuscita a giocare bene le sue carte e a smuovere le acque giuste, perché il film a sorpresa ottiene buone critiche da quelli che di solito i film d’azione con Norris neanche vogliono sapere che esistano. Con malcelato entusiasmo il nostro Chuck nella sua biografia del 1988 ci racconta di elogi stampati sulle pagine della rivista “New York” e del quotidiano “New York Times”, ma soprattutto di una incredibile lettera inviatagli da Burt Reynolds, il quale gli racconta di aver proiettato il film in una serata fra amici:

«Tutti l’hanno amato. I migliori complimenti che posso farti è che sono estremamente geloso. Ricorda, però, che come attore sei bravo solo come l’ultimo tuo film, quindi stai molto attento con il prossimo titolo che scegli di fare. Amore e rispetto. Burt Reynolds»

Che sia vera o meno, questa lettera entra direttamente nella mitologia norrisiana…
Va ricordato come anche Burt si fosse buttato nel genere “poliziotti tosti” con Pelle di sbirro (1981), con risultati non certo promettenti, consolidando un periodo di insuccessi così cocenti da spingerlo… ad invidiare Chuck Norris!

Sei bravo, Chuck: lo dirò a Burt…

In chiusura, due curiosità.
“Variety” del 4 dicembre 1987 ci informa di un processo del 1985 in cui Vincent Pahl viene accusato di aver sparato alla moglie e al di lei amante. Per giustificare questo doppio tentato omicidio l’avvocato di Pahl ha un’idea brillante, e chiede le attenuanti perché la sera prima del gesto inconsulto il suo cliente… ha visto al cinema Code of Silence! Viene chiamato uno psichiatra al banco dei testimoni ed egli afferma che la violenza vista in quel film ha istigato l’uomo al gesto di violenza il giorno successivo…

Non sono violento: è che so recitare solo così

In un momento non meglio specificato, ma probabilmente nell’estate del 1985, Chuck si trova a New York per promuovere Code of Silence. Nella posta dell’albergo trova un messaggio: Whoopi Goldberg lo invita ad assistere al suo spettacolo teatrale. Avendo un pomeriggio libero, Chuck decide di accettare.
L’attore non conosce bene Whoopi – che è ancora una semplice comica e non un’attrice di cinema – ma scopre con piacere di adorare il suo one woman show, così al termine va a salutare la donna dietro le quinte, anche per ringraziarla dell’invito.

Appena lo vede, Whoopi esplode: «Chuck! My man! My main man!»
Chuck si guarda in giro, credendo sinceramente di essere stato confuso con qualcun altro: è la prima volta che vede dal vivo la donna, cos’è mai questo entusiasmo?
Whoopi sorride e dice queste parole, riportate nella biografia di Norris del 2006:

«Ti ricordi di quando a San Diego hai girato un film chiamato A Force of One? Al Coliseum hai girato una scena con un incontro marziale davanti a centinaia di comparse: be’, io ero una di loro! A quel tempo vivevo con i sussidi statali e cercavo di crescere un figlio.»

Se pensate che una 24enne Whoopi Goldberg che fa la comparsa in un film di Chuck Norris sia una cosa incredibile, quello che succede dopo questa conversazione batte tutto… Ma ve lo racconterò la settimana prossima.

L.

P.S.
La foto qui sotto ricorda l’esplosione dei cabinati e dei videogiochi nei primi anni Ottanta: c’è qualche esperto videoludico che sappia dirmi qualcosa dei giochi inquadrati?

E facciamola una marchettona videoludica…

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14 risposte a Chuck Norris 15. Code of Silence

  1. Zio Portillo ha detto:

    Sempre meglio sta rubrica! Sempre meglio!
    Ormai cinema, realtà quotidiana, le lettere degli apostoli (sto giro tocca a Reynolds testimoniare la grandezza di Norris), i miracoli fatti senza manco accorgersene (il salvataggio della povera pecorella smarrita Goldberg),… Sono un mix esplosivo. Il tutto condito da piccoli passi in avanti come attore e con pellicole di qualità migliore.

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  2. Cassidy ha detto:

    In effetti “Nico” sembra ricalcato sopra questo, mentre ti leggevo pensavo che i film pensati per Eastwood e scartati dal vecchio Clint, hanno lanciato carriere e fatto la fortuna di molti, praticamente un indotto costruito attorno al modello di “Dirty Harry”. Sulla questione calcio volante dire: Un piccolo calcio per un uomo, un grande calcio volante per il cinema 😉 Ora non so che aspettarmi dalla strana coppia Chuck & Whoopi! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Come aprirsi la carriera a suon di calci 😀
      Vedrai che la conclusione dell’incontro fra Chuck e Whoopi ti divertirà 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Anch’io son curioso di vedere come va a finire con quest’incontro che, almeno fino a oggi, ignoravo del tutto (non che fossi più informato a riguardo della “gelosia” di Burt Reynolds, eh)! Riguardo alle frasi maschie, poi (la prima in particolare), mi viene da pensare all’apporto fondamentale e ingiustamente sottovalutato di Chuck Eastwood 😉 nel campo della meteorologia… sì, perché in effetti dire “oggi il tempo minaccia pioggia” non è una minaccia ma una previsione (del tempo), appunto 😀
        P.S. Il film che istiga alla violenza: l’enorme, patetica e ridicola stronzata senza tempo…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah dopo le meteorine, mi immagino Chuck a condurre il meteo: «Domani pioverà, e non è una promessa: è una previsione!» 😀
        Gli avvocati americani ci sguazzano, con il loro sistema giudiziario è tutto oro colato, il brutto è che poi queste stupidaggini entrano nell’immaginario collettivo e noi beviamo tutto…

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      • Conte Gracula ha detto:

        La stronzata che ritorna in continuazione, in ogni parte del mondo, appena qualcuno fa una sciocchezza grave!
        Mai uno che dica “sono un fesso”, no, è sempre colpa di Teddy, come in Rosvita. Solo che Teddy è un film, un gioco o un fumetto.

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Da un film diciamo discutibile…quante chicche! Il cubo di Rubik con relativo “Chuck Norris facts” a didascalia, il calcio a rallentatore, le mitiche frasi maschie, le curiosità in appendice con tanto di appuntamento alla prossima puntata (p.s. non sono esperto videoludico in grado di aiutarti sulla questione finale…)…quanti frutti dà l’albero della Z se si scuote un po’, quanti frutti! 🙂

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  4. Il Moro ha detto:

    Sapevo che avessero fatto un flipper di playboy, ma non l’avevo mai visto. Non riesco invece a riconoscere il videogioco, me ne vengono in mente diversi che potrebbero avere una schermata del genere… magari qualche derivato di Qix…

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  5. wwayne ha detto:

    “Eastwood capisce al volo che i due so’ matti e bisogna tagliare i ponti: giusto per fare loro un favore e in omaggio al filmone che gli hanno scritto, dai due sceneggiatori compra Il cavaliere pallido, che uscirà nel 1985. Butler e Shryack, gargarozzoni, gli propongono pure questo Code of Silence, ma poi sono dovuti scappare veloci perché Clint aveva già messo mano alla .44 Magnum.” Qui m’hai fatto pisciare dalle risate! 🙂

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  6. Conte Gracula ha detto:

    Ora sono curioso di sapere di Whoopi e Chuck, mi chiedo cosa abbia in serbo per noi la strana coppia!

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