[Comics] Star Trek: Year Five 1 (2019)

Cover di Greg Hildebrandt

Come fa uno che è cresciuto con Kirk e i suoi a non sciogliersi davanti all’iniziativa della IDW Publishing? Mentre in TV mostriciattoli sempre più variopinti e attori sempre più seriosi esplorano tutto ciò che non è Star Trek, tramite i fumetti possiamo arrivare al cuore pulsante che ha reso eterna una serie TV. L’emozione.

Diario del capitano. Ultima registrazione.

Non so se qualcuno ascolterà mai queste parole: c’è una possibilità contro 700 milioni. Ma non ho mai creduto molto alle percentuali.

Questi sono i viaggi dell’astronave Enterprise… nella sua missione quinquennale… diretta all’esplorazione di strani nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e civiltà.

Andando spavaldamente là… dove nessun uomo è mai giunto…

Prima…

Con un incipit che merita l’Oscar del Fumetto – e se non esiste, createlo e datelo a questo incipit – facciamo un salto indietro fino ad arrivare spavaldamente alla storia che non ci è stata mai raccontata. Per anni ed anni ad ogni episodio una voce ci ha promesso una missione quinquennale di cui però abbiamo conosciuto solo tre annate: nel 2007 la IDW Publishing ci ha raccontato il quarto anno (che cercherò di recuperare), ed ora tocca al periodo più intenso. Il quinto anno: la fine di tutto.
Ecco dunque “Star Trek: Year Five” (su Amazon a circa 3 euro), promettente saga di Jackson Lanzing e Collin Kelly, con gli splendidi disegni di Stephen Thompson che ha l’ingrato compito di ricreare esattamente gli attori com’erano alla fine della terza stagione (1969) di “Star Trek”.

Prima del misterioso epilogo, troviamo l’Enterprise nei pressi del Lloyd Zeta, la più grande massa stellare mai registrata, per assicurarsi di contenerne l’imminente esplosione con un ERO: Einstein-Rosen Ouroboros. In pratica un dispositivo che, al momento dell’esplosione, dirotta tutta l’enorme energia su se stessa e la imprigiona in un circolo chiuso (come il celebre serpente Uroboro) così da impedirle di distruggere svariati anni luce di spazio con tutto ciò in esso contenuto.
Una missione delicatissima in cui il minimo errore costerà la vita a tutti i pianeti di quella parte di universo. Kirk però ha ben altro a cui pensare…

Una scena familiare, che scalda il cuore

Dopo aver accettato il miglior brandy sauriano di McCoy, la lingua del capitano si scioglie: all’età di 37 anni… Kirk è appena diventato uno dei più giovani ammiragli della Flotta.
C’è però un problema: non vuole accettare, perché significherebbe tornare a casa. Invece lui è nato per solcare gli spazi.

Un viaggiatore mai domo

Per fortuna deve rimandare ogni riflessione perché da Lloyd Zeta-9 arriva una chiamata di soccorso tholiana, razza aliena fatta di cristallo vivente conosciuta nell’episodio 3×09 della serie classica.

Non sembra, ma è appena avvenuta una strage

Sbarcati sul pianeta in questione, i nostri eroi – con tanto di “maglietta rossa” portato appresso solo per morire – si ritrovano all’interno di quella che sembra una guerra civile, con i tholiani che si ammazzano fra di loro. Una gran brutta situazione per Kirk e i suoi, considerando che devono sbrigarsi se non vogliono vedere l’intera zona dell’universo venir spazzata dall’esplosione della stella morente.

Un nemico molto pericoloso

Disegni spettacolari, personaggi rispettati nella loro più piccola sfumatura rappresentativa, citazioni a fiume e storia appassionante: come si fa a non amare già questo primo numero?

Per chiudere, sono indeciso a quale di due battute dare la palma della migliore dell’albo.
C’è McCoy che davanti alla richiesta di soccorrere dei tholiani – fatti di roccia – se ne esce con il suo repertorio classico.

— Sono un dottore, Jim, non un geologo.

E poi c’è Sulu. Dopo che Chekov si è lamentato del saccente e noioso spiegone di Spock, l’asiatico vince tutto con:

— È Spock, Chekov. Se vuoi la brevità, parla con un Klingon.

L.

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7 risposte a [Comics] Star Trek: Year Five 1 (2019)

  1. Cassidy ha detto:

    I disegni sono bellissimi, finalmente la fine di quella “missione quinquennale” che suonava così epica come scelta di parole, bellissimo mi fa venire voglia di ripassarmi la vecchia serie classica 😉 Cheers!

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  2. Giuseppe ha detto:

    Un ritorno alle origini non guasta mai (per quanto io consideri Star Trek una grande famiglia con pronipoti e discendenti che cercano di trovare una propria strada -riuscendoci o perdendosi nel tentativo- senza Jim Kirk e i suoi niente di tutto questo sarebbe stato possibile), e di tale livello poi… meraviglia assoluta! 😀
    P.S. Hai mai dato un’occhiata alle web series Star Trek: New Voyages e Star Trek Continues, continuazioni ideali “old style” della terza stagione della TOS? 😉

    Piace a 2 people

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Le serie non le ho mai viste ma so che a New Voyages ha lavorato David Gerrold, autore già dei mostrini pelosini della serie classica ed adorato dai fan. L’ho “incontrato” per uno specialone di imminente uscita e in un’intervista degli anni Ottanta si crucciava (in modo gentile) che malgrado i suoi tanti romanzi, le sue rubriche su riviste di fantascienza e tutti i suoi lavori… veniva chiamato solo a parlare di Star Trek! A parte lo sfogo, sicuramente non gli sarà dispiaciuto avere una sedia sempre disponibile ad ogni convention esistente, con relativi guadagni assicurati a vita! 😛
      Comunque darò un’occhiata alle serie 😉

      Piace a 1 persona

  3. Sam Simon ha detto:

    Sembra molto bello questo fumetto!

    E la battuta di McCoy mi ricorda quella in The Devil in the Dark: I’m a doctor, not a brick layer!

    Piace a 1 persona

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