A.I. Rising (2018) Dalla Serbia con noia

Con una locandina del genere, come potevo resistere? Fa piacere scoprire che la Serbia fa film di pregiatissima fattura e grande qualità visiva, e che proprio come Paesi più grandi utilizza sceneggiature ridicole così da garantire la stessa noia sonnacchiosa di un grande blockbuster americano. Brava Serbia!

[Visto che la Eagle Pictures ha portato il film in DVD e Blu-ray quattro mesi dopo questa recensione, mi piace pensare di essere stato risolutivo nel farlo portare in Italia, oltre che nel catalogo di Prime Video.]

L’espressione serba per “noia”

La sceneggiatura del prolifico serbo Dimitrije Vojnov viene specificato essere tratta da un racconto di Zoran Neškovic, autore jugoslavo di fantascienza degli anni Ottanta di cui purtroppo non sembrano esistere informazioni al di fuori del suo Paese.

Un autore che abbiamo tutti in casa, no?

«Anno 2148, ogni angolo della Terra è sfruttato dal capitalismo, e per equilibrare la condizione umana vengono istituiti controlli socialisti. Le grandi corporazioni cominciano a guardare oltre il pianeta: la Ederlezi Corporation espande il suo programma di colonizzazione spaziale fino ad Alpha Centauri.»

Ci troviamo in un futuro talmente lontano da riciclare ideologie ottocentesche: sentire un agente spaziale parlare di marxismo spero sia un anacronismo voluto come le mitragliette in Jesus Christ Superstar (1976)!

Tipica faccia da marxista serbo

Comunque sappiamo che Milutin (lo sloveno Sebastian Cavazza) deve partire alla volta di Alpha Centauri per portare qualche tipo di ideologia e un “ingegnere socialista” gli mette al fianco «an opposite gender companion», una compagnia di sesso opposto per affrontare il viaggio: Nimani (la statunitense Jessica Stoyadinovich nota con il nome d’arte Stoya).

Quale marxista del futuro non vorrebbe una “compagna”?

Nimani ci viene presentata come un cyborg, termine che indica una persona umana a cui sia stato impiantato un numero variabile di migliorie meccaniche, ma poi ci viene descritta come avere «500 modelli di comportamento e puoi creare il tuo programma personalizzato di comportamento. Ha la capacità di imparare e modificarsi in base alla sua esperienza con il compagno»: quindi cyborg è un termine usato a sproposito, visto che questa è la descrizione di una ginoide.

Tipico profilo da ginoide

Ricordo che il termine non esiste in italiano e anche il gynoid inglese è ampiamente ignorato dagli anglofoni, che una volta ancora dimostrano di usare qualsiasi altra parola per indicare una donna artificiale, tranne un termine corretto. Infatti poi nella storia viene usato regolarmente android, che viene creduto “neutro” invece è maschile, e quel che peggio female android (“femmina a forma d’uomo”) che purtroppo è espressione largamente utilizzata.

Quindi le donne artificiali sono tutti uomini?

Nimani 1345 insomma è un robot con installato un software di intelligenza artificiale, «che segue al 100% le Leggi di Asimov»: un’informazione del genere prevederebbe che esistano robot che seguano quelle leggi al 90% o al 50%, il che è senza senso. Forse è un sottile rimando al fatto che è tipicamente umano seguire le leggi solo quando fa comodo?

Scommettiamo che le Leggi di Asimov durano poco?

Inizia il viaggio verso Alpha Centauri e Milutin dovrà passare anni da solo in un’immensa astronave che si guida da sola, senza avere assolutamente nulla da fare, immerso in enormi stanze totalmente vuote, con neanche un mazzo di carte o un pallone. Ma chi l’ha progettato ’sto viaggio?

Ma una volta non si andava in criosonno?

Senza altro da fare che girarsi i pollici, Milutin attiva Nimani e subito si lamenta che il suo comportamento “robotico” inibisce un reale rapporto umano: un secondo dopo ripassa con lei il Kamasutra. Cos’altro può fare nello spazio?

Ci si mette un attimo ad imparare ad “usare” le ginoidi

Non ci viene spiegato, ma evidentemente intere giornate passate a fare sesso alla fine stufano, e di punto in bianco Milutin diventa violento e stupra Nimani. Ma perché? Che senso ha? E soprattutto, perché la ginoide rimane turbata?
Non vorrei sembrare indelicato nei confronti delle donne artificiali, ma tecnicamente è un oggetto inanimato che non dovrebbe provare emozione nel subire violenza, a meno che non sia previsto dalla sua programmazione. Forse l’autore vorrebbe dirci che Nimani ha un software così sottile da essere molto più umana di quel che si pensi e quindi giustamente soffre per l’immotivato e ingiustificato trattamento dell’uomo?
Sappiamo solo che gli ingegneri socialisti avevano previsto lo stupro e anzi si stupiscono che sia avvenuto con ben una settimana di ritardo rispetto a quanto preventivato.

Anche le donne artificiali partecipano al metoo…

Malgrado gli fosse stato già ben specificato, Milutin scopre solo ora che l’intelligenza artificiale di Nimani viene forgiata dal rapporto personale che ha con lui, e l’astronauta ci rimane come un tonno quando gli viene in mente che forse uno stupro non è il modo migliore di instaurare un rapporto.
Cercare di azzerare la memoria della ginoide è solo una delle tante scelte sbagliate che farà il protagonista.

Tranquillo, non mi sembra il tipo che porta rancore…

Nella noia totale di un film vuoto fatto solo di belle immagini e un’attrice anoressica che gira nuda per il 90% del tempo credendo di essere una bomba sexy – non lo è! – inizia un gioco psicologico tra i due personaggi che forse nel racconto originale poteva anche funzionare, ma nell’assenza di una vera sceneggiatura – fatta solo di belle scene vuote e copule asettiche – rende il film molto più lungo della missione annuale del protagonista.

Si toccano temi che avrebbero bisogno di un pizzico di approfondimento, invece è tutto buttato lì in modo abbastanza piatto. L’uomo ovviamente si innamora della ginoide e compie il Grande Gesto: le rende la libertà, disinstallando il software che la tiene legata alla casa produttrice. È questa la vera libertà?

Diciamo che la ginoide serve a una cosa sola…

Appena diventata “umana”, la ginoide nega il sesso all’uomo: ammazza che velocità! Il rapporto fra i due diventa davvero come il “marito e moglie” della celebre barzelletta.

– Caro, ho freddo.
– Cara, vado a prenderti una coperta.
– Ma no, caro: perché non facciamo come “marito e moglie”?
– Ecco, allora la coperta te la vai a piglia’ da sola!

Così passano altri mesi sull’astronave più gelida dello spazio.

Dove tieni il broncio, su un’astronave?

Fra una passeggiata a chiappe all’aria e l’altra, Nimani scopre di amare Milutin e vuole compiere pure lei il Grande Gesto: l’uomo è troppo ossessionato da lei, la soluzione migliore per lui è che la ginoide si spenga così da lasciarlo solo nel vuoto cosmico. Davvero una grande pensata, si vede proprio che è un’intelligenza artificiale superiore.
Scoperto che Nimani si è spenta, Milutin compie il Grande Gesto e la porta fuori dall’astronave, alla luce del sole per ricaricarle le batterie. Oh, a me hanno detto che se sfreghi forte forte le batterie si ricaricano da sole, hai visto mai?

Elenco delle parti intelligenti di questo film…

Di Grande Gesto in Grande Gesto quello che lasciava supporre sarebbe stato un thriller fanta-robotico diventa un melodrammone mariomerolesco, con i due che si lanciano a cantare Gianni Celeste:

Donna innamorata
e riman rinchius il mio cuore o la mia libertà
er ammor over chistu cca
e se mor tu ij moro appriss’a te

Ma le ginoidi sognano amori melodrammatici?

Melodramma napoletano nello spazio serbo!

86 minuti sembrano 86 anni in questa noiosa mosceria costruita attorno all’anoressico corpo nudo di Stoya, con un testo che si gioca tutte le carte più ovvie del mazzo senza mai calare un asso manco per sbaglio.
A proposito, e il capitalismo cattivo che va curato col marxismo spaziale? Ma che cacchio c’entrava? Boh, misteri dell’intelligenza artificiale…

Pure l’attore s’è addormentato, con ’sta storia

Una curiosità. L’attrice protagonista, che ha avuto per compagno una star del porno, nello stesso 2018 ha pubblicato una raccolta di saggi più o meno autobiografici dal titolo decisamente intrigante: Philosophy, Pussycats & Porn. Spero sia un testo più interessante del suo impegno attoriale.

L.

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31 risposte a A.I. Rising (2018) Dalla Serbia con noia

  1. Zio Portillo ha detto:

    Il melodramma serbo-partenopeo nello spazio mi mancava proprio… Certo che mescolando idee macroeconomiche, ginoidi, viaggi spaziali e filosofia spicciola è dura ricavare qualcosa di sensato. O ci dai di sperimentazione spinta con trip mentali dovuti all’ipersonno, oppure fai metaforoni grossi così (alla Serbian Movie) o altrimenti è ovvio che tutto finisca in putt@nata.

    A proposito di putt@nate, qua siamo in pieno clima biennale… Non aggiungo altro. (il mio sogno di incrociare Milo Moirè in una sua performance live scema di anno in anno. Ahimè!)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Temevo che il film sarebbe finito nel classico thriller-robotico, con la ginoide che si vendica del maschio oppressore e fallocratico, invece è andata molto peggio 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Ma infatti io a questo punto avrei sperato almeno in un classico thriller robotico di quel genere, se non altro per evitare di lasciar completamente abbandonato a sé stesso l’intero comparto visivo e tecnico come invece è successo qui… e poi che diamine, come si fa a stabilire l’obbedienza alle leggi di Asimov in percentuale? Sono tre: o le segui nel pieno rispetto della programmazione o le “rimuovi” (perché qualsiasi tentativo di interpretarle è de facto una loro rimozione) mostrando capacità di pensiero autonomo. In questo caso fregandosene delle leggi in modo che più umano di così si muore, mi vien da dire, il che avrebbe potuto portare a sviluppi interessanti se solo fossero state fatte scelte completamente diverse (a partire dall’eliminazione delle trite, obsolete e inutili premesse ideologiche iniziali)… non stando così le cose, però, lascio perdere e passo oltre.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Spero che la Serbia si riscatterà con un prodotto robotico migliore 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Massì, aspettiamo e vediamo che cosa avrà in SERBO per noi 😛

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  2. The Butcher ha detto:

    Cavolo, guardando la locandina anch’io mi ero incuriosito e avevo una mezza tentazione di vederlo. Sono stato fermato in tempo. Grazie mille!

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  3. Conte Gracula ha detto:

    La storia appare a dir poco confusa: praticamente, i personaggi agiscono a caso!
    Chissà com’era il racconto originale…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo l’autore originale non sembra essere uscito dai confini della sua patria, ma ho fede che il racconto sia stato più intrigante di un film a trama zero.

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      • Zio Portillo ha detto:

        Ho chiesto ad un amico sposato con una donna croata (laureata a Belgrado proprio sul finire degli anni ’80) se conosce Neskovic (non so fare il simbolo sulla S…). Attendo aggiornamenti…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ohhhh questo sì che è un servizio di pubblica utilità ^_^ Tienici informati…

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      • Zio Portillo ha detto:

        Purtroppo la signora non ha mai sentito nominare Neskovic anche se, quando il marito le ha raccontato la trama del film, le ha detto che ha già sentito storie del genere (comunismo insegnato ai consumisti a stelle&strisce) però in romanzi russi di qualche anno prima quando si era in piena Guerra Fredda.
        Non ricorda gli autori ma ha continuato dicendo che tali storie erano piuttosto diffuse. Magari non nello spazio (ma non lo esclude…) o con ginoidi, ma c’è tutto un genere letterario sugli “esportatori di comunismo”.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ti ringrazio già solo del tentativo, e se riesci e farti raccontare qualche trama precisa verrebbe fuori un bel post ^_^
        Da noi in Italia, in periodi più “rossi”, sono stati tradotti celebri autori di “fantascienza sovietica”, però accomunati dalla critica al regime mascherata da fiction: si faceva finta di parlare di mondi lontani quando in realtà era chiaro si parlasse dell’Unione Sovietica. Non erano scrittori dissidenti, o non solo, ma è chiaro che il messaggio fosse critico verso un regime oppressivo. Invece non credo ci siano arrivati gli “autori di regime”, come sembrano essere quelli che si occupano di “rieducare” i capitalisti, sarebbe bello saperne di più.

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  4. Cassidy ha detto:

    Immagino il consiglio d’amministrazione della grande multinazionale che in riunione dichiara: dopo le analisi di mercato abbiamo riscontrato che la nostra azienda è considerata troppo capitalista presso il cliente, per questo assumeremo dei consulenti Marxisti per portare una nuova ventata di comunismo, da lunedì aggiornato il “dress code”, cravatta e colbacco per tutti.

    Ovviamente userebbero molti più termini in inglese di così 😉 Bah che senso ha fare “Le situazioni di lui e lei” però nello spazio, a parte stupro e rapporto di coppia, mi sembra veramente uno spreco di tempo (del pubblico). La locandina poi fa sembrare il film la versione Asylum di “Ex machina” di Alex Garland, forse volevano rivaleggiare con la noia di quel film 🙂 Cheers!

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  5. Kuku ha detto:

    Ma non esiste Candy Crush nel futuro? L’ingegnere si rimbambiva fino ad arrivare su Alpha Centauri. Forse però si sarebbe dimenticato del messaggio marxista da portare.
    Ahaha la sceneggiata napoletana nello spazio è grandiosa, a sto punto dovrebbero proprio farla. Dichiarandola platealmente, intendo.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sarebbe troppo divertente, e ormai la fantascienza dev’essere seriosa e musona 😛
      Capisci che un film che parta con assunti marxisti che non hanno alcun peso nella storia e preveda un viaggio spaziale di anni con un tizio in una stanza vuota, parte già con meno mille punti…

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    • Conte Gracula ha detto:

      Se puoi mandare fisicamente qualcuno su Alpha centauri prima che muoia di vecchiaia (e il tipo già non sembra giovanissimo, diciamo a metà strada) forse puoi mandare la propaganda in firma di, boh, trasmissione TV e fa pure prima 😛

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  6. Il Moro ha detto:

    Aspetta un attimo: Stoya è la stessa che conosco io? =-O
    Qualche suo film credo di averlo visto, ma erano di altro genere… e con meno sceneggiatura! XD

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  7. Pietro Sabatelli ha detto:

    La locandina è simile ad un’altra, ma anche molto nella pellicola sembra simile ad altri….scelgo gli altri 😉

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  8. Pingback: 3022 (2019) L’isola spaziale dei famosi | Il Zinefilo

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