Chuck Norris 19. Missing in Action 3 (1988)

Abbiamo riso con i templi di fuoco e giocato a fare Indiana Jones: ora basta, si torna seri. Si torna in Vietnam..

Seguite questo ciclo a vostro rischio e pericolo!

Ci siamo divertiti a giocare a Indiana Jones, a seguire il filone che la Cannon aveva inaugurato con Allan Quatermain (1985), ora però torniamo seri, perché c’è un primato da rivendicare e altri dollaroni da incassare.
Nel 1984 Missing in Action aveva fatto bingo non per il film in sé, parecchio noioso, bensì perché nessuno parlava del Vietnam: era l’unica pellicola di distribuzione internazionale che ricreasse il conflitto bellico nel sud-est asiatico, dopo Fratelli nella notte (1983). Gli anni però passano e mentre Chuck gioca a fare esperimenti tutti gli altri si tuffano nel ’Nam: Rambo 2. La vendetta (1985) è stato un leggerissimo successo, e per dicembre del 1986 è prevista l’uscita di Platoon, scritto e diretto da un certo Oliver Stone che potrebbe addirittura diventare famoso…
Questo 1986 non può passare senza che la Cannon metta in cantiere un nuovo film sull’argomento che ha contribuito a sdoganare al cinema.

Mettiti in testa la tua fascia migliore, Chuck: si torna nella giungla

“The Hollywood Reporter” del 21 ottobre 1986 ci informa che sono iniziati i lavori del film che sarà diretto da Joseph Zito con il titolo Missing in Action III, la cui uscita sarà presentata in anteprima al Festival di Cannes del 1987: che bel sogno sarebbe stato.
Già il mese dopo la rivista parla di gennaio 1987 come inizio delle riprese, ma “Variety” del 28 gennaio in questione ci dice che Zito ha mollato il film: mi piace pensare che sia andato a creare quel mito noto come Red Scorpion (1988), il “vero” lancio di un giovane di nome Dolph Lundgren.

Vai pure, Dolph, che tanto te ripiglio…

L’alternarsi di notizie dà subito l’idea di una produzione problematica. A gennaio si dice che si inizieranno le riprese a febbraio, a febbraio si parla di marzo e via dicendo. Arriva il regista Jack Smight, vecchia gloria a fine carriera che scompare con la stessa velocità con cui si è affacciato.
In un’intervista del 22 gennaio 1988 a “Reader” Chuck Norris parla di sei registi che si sono alternati dall’inizio della produzione: «uno ha avuto un attacco di cuore, un altro se ne è andato dopo due settimane dall’inizio delle riprese». Quando un film nasce male, nasce male…
Intanto nel 1987 in cui la produzione procede a rilento escono Giardini di pietra (aprile), Full Metal Jacket (giugno), Hamburger Hill. Collina 937 (agosto) e Good Morning, Vietnam (dicembre): mi si nota di più se esco in mezzo a dei grandi capolavori o se esco per conto mio? Comunque, Missing in Action sembra davvero “disperso in azione”…

Fra i vari registi che si sono alternati, ci è rimasto questo…

Con gente che va e che viene, nelle Filippine del luglio 1987 finalmente le riprese sono finite e il budget di nove milioni di dollari è rispettato. La citata rivista “Reader” afferma che Menahem Golan in persona si è messo sulla sedia del regista, mentre tutte le riviste avevano accreditato il fratellone Aaron Norris alla sceneggiatura: quando finalmente il 22 gennaio 1988 esce il film, Aaron risulta regista e Golan è scomparso. Mentre alla sceneggiatura – come già annunciato dal “Los Angeles Times” dell’8 marzo 1987 – ci sono Chuck Norris e l’amico di sempre James Bruner, con un copione scritto nel novembre 1986 e forse revisionato dallo stesso Golan.

Sempre loro due, dagli anni Settanta

Uscito in patria con il titolo Braddock: Missing in Action III, i problemi di produzione si ripercuotono sulla distribuzione e così il film viene totalmente ignorato dalle sale italiane: la sua prima apparizione nel nostro Paese risale a venerdì 26 luglio 1991, quando Italia1 lo presenta in prima serata con l’assurdo titolo Rombo di tuono III. Scusa, Italia1, mi sa che ti sei persa per strada Rombo di tuono II, che non esiste…

da “La Stampa” del 26 luglio 1991

Dopo quest’unico passaggio televisivo noto – davvero sfortunato, questo film – nel settembre del 1992 esce in VHS Warner Home Video, e con quale titolo? Ci frega qualcosa di Italia1? No, quindi il titolo rimane Braddock: Missing in Action III.
A questo punto può essere d’aiuto uno schemino:

Titolo originale Titolo italiano
Missing in Action Rombo di tuono
Missing in Action 2 Missing in Action
Braddock: Missing in Action III Rombo di tuono III (TV)
Braddock: Missing in Action III (VHS)

Evviva la grande distribuzione italiana!

Il Vietnam delle titolazioni

Torna il nostro amico James Braddock (Chuck Norris) con un altro flashback, stavolta ambientato negli ultimissimi giorni di guerra, quando i soldati americani stanno lasciando il Vietnam e la popolazione sta cercando di seguirli. Il nostro eroe ha sposato una donna vietnamita e per una serie di eventi crede sia morta in un’esplosione: con il cuore a pezzi torna a casa.

Il soldato Keith David vi manda un saluto, in un cameo

Passano dodici anni e non è chiaro se abbiamo superato le vicende del primo Missing in Action, se cioè Braddock sia già tornato in Vietnam a salvare dei soldati americani prigionieri, comunqe viene a sapere da un missionario che sua moglie è viva ed ha un figlio: Braddock lascia il niente che sta facendo e vuole partire per il sud-est asiatico.
La CIA cerca di fermarlo e qui scatta la frase maschia, ma a sorpresa… rende meglio in italiano!

— Braddock! I’m warning you: don’t step on any toes.
— I don’t step on toes: I step on necks.

Il gioco di parole dovrebbe consistere sul non pestare le “unghie” (cioè i piedi) bensì pestare i “colli”, cioè picchiare – ma magari ha mille altri significati, vista la nebulosità dell’inglese parlato – comunque in italiano rende maledettamente meglio:

— Braddock, ti do un avvertimento: non metterti a pestarmi i piedi.
— Io non pesto i piedi: io spacco le teste.

Per una grande missione, serve un grande fucilone

Ricopiando il primo film arriviamo in Vietnam, ma stavolta niente motoscafo: Chuck prende direttamente il Big Shooter di Jeeg Robot! Manca solo che lanci i componenti ad Hiroshi.

Chuck alla guida… del Big Shooter di Jeeg Robot!

Qui viene catturato dal cattivo di turno, stavolta è il generale Quoc (il celebre caratterista Aki Aleong, che viene dalla caraibica Trinidad ma facciamo che è vietnamita), il quale lo tortura e poi fa le solite cose stupide che fanno i cattivi in questi film: direi di dimenticarlo subito. L’unico modo per salvare il personaggio sarebbe stato affiancarlo al generale Quac e al generale Quic…

Il cattivo meno degno di nota del cinema d’azione anni Ottanta

Dimenticata ogni velleità da attore brillante, Chuck torna al monoespressivismo e alla parlata centellinata: non bisogna dire molto, quando si è intenti a sparare ai vietnamiti e a far saltare i campi militari a mani nude!

Il motto di Chuck è: poco parlare, tanto sparare

A parità di sceneggiatura eterea, se proprio vogliamo chiamarla “sceneggiatura” questa roba qui, la serie Missing in Action sembra essere fortemente debitrice dei successi cinematografici del momento. Se il primo film copiava intere scene da Fratelli nella notte e il secondo strizzava l’occhio a Furyo (1983), questo è palesemente una versione in piccolo di Rambo 2: l’eroe che sfugge alle torture e affronta tutti con una mano sola e nel frattempo si trasforma in one man army distruggendo un intero campo militare come visto in Commando.
Si potrebbe discutere sulle altre contaminazioni, su quanto siano più o meno forti, ma è chiaro che questo è un filone puramente derivativo: sceglie le tematiche migliori dai film di miglior successo del momento e le ripresenta, alla propria maniera. Peccato però manchi di mordente.

Là, Chuck, vendono cappelli meno stupidi di quello che hai in testa

Come dicevo, il successo del primo Missing in Action non credo sia nel film in sé, davvero al di sotto della sufficienza, ma nella tematica scottante che affronta. Questo terzo titolo è in pratica identico al primo, ma nel frattempo sono usciti così tanti immensi capolavori sull’argomento – e in quel 1988 escono Saigon (marzo) e Bat*21 (settembre) – che l’eroe barbuto che ammazza soldati a decinaia non ha più molto spessore: non è Stallone né Schwarzenegger, che comunque hanno il loro modo di rendere particolari gli eroi. Norris si limita a non fare niente se non premere un grilletto. Davvero troppo poco.
Al di là del giudizio dei “posteri”, il film alla sua uscita incassa pochissimo e una pessima distribuzione lo fa dimenticare immediatamente: un film di guerra che fallisce quando TUTTI stanno parlando della stessa guerra, è un segnale bello forte.

Edizione DVD MGM 2012

Una scazzottata in un bar di cinque secondi è il massimo della marzialità di questo Norris svogliato, che è più impegnato in esplosioni e sparatorie: sicuramente fatte bene, non dimentichiamo che la Cannon è la professionista assoluta del periodo, ma di ben poco fascino.

Tristemente noto invece è il fatto che il film abbia visto un incidente mortale sul set, ma sono fumose le dinamiche di questo incidente. Il “Los Angeles Times” del 31 maggio 1987 riporta che un elicottero Sikorsky S-26, noleggiato dalla Philippine Air Force per le riprese, è crollato il giorno precedente nella Manila Bay, vicino ad una città chiamata Naic. Passa un mese e “The Hollywood Reporter” del 30 giugno 1987 riporta la notizia che cinque soldati filippini sono morti in quell’incidente, ma il bilancio scende a quattro morti il mese dopo e le cifre continuano a cambiare.
Nel giugno 1987 “Daily Variety” annuncia la morte dell’attore tedesco Max Motchmann nell’incidente dell’elicottero, mentre il “Los Angeles Times” riporta la morte del produttore tedesco Max Motschman (con la “s”): nessuno dei due nomi risulta legato al film o alla Cannon. Che ci sia stato un incidente è plausibile, ma non sapremo mai le esatte dinamiche né se sia morto davvero qualcuno.

Per fortuna l’epopea di Rambraddock finisce qui, anche perché la Cannon ormai ha i giorni contati: sembra strano, ma i migliori film di Norris ce li siamo già lasciati alle spalle…

L.

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9 risposte a Chuck Norris 19. Missing in Action 3 (1988)

  1. Cassidy ha detto:

    Pensa che ero convinto che “Missing in Action III” fosse uno di quei seguiti senza l’attore principale, giusto per dire che visibilità ha avuto il film qui da noi, ma dopo un lavoretto così meticoloso con i titoli italiani, non poteva essere diversamente. Il mercato era leggerissima ente saturo e questo film troppo bollito, intravedo una lunghissima serie di filmacci in arrivo per Chuck e questa rubrica, intanto devo cercare di smettere di ridere, potrebb arrivare il generale Quoc per un’ispezione a sorpresa 😉 Cheers!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      L’unico modo per salvare il film era mettere tre cattivi: i generali Quic, Quoc e Quac 😀
      Sebbene cavalchi la moda del momento, il confronto con i grandi film sul Vietnam fa uscire MIA3 con le ossa rotte, e una pessima distribuzione è stata la pietra tombale.
      Eppure i film che stanno per arrivare sono pure peggio…

      "Mi piace"

  2. Kuku ha detto:

    Uno spera sempre in un miglioramento e poi legge la tua ultima frase lapidaria…
    Non ho mai avuto il desiderio di vedere un film di Chuck e pensavo di essere prevenuta, ma capisco che ho fatto bene…

    Piace a 1 persona

  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Mi sono divorato la rece perché l’ho rivisto di recente. Scende una lacrimuccia sulla rece della Stampa, si allarga un sorriso sulla frase spacca-teste. Sul film, non mi è dispiaciuta nella sua fracassoneria la scena iniziale della fuga dal ‘Nan. Poi azione derivativa a manetta che non mi ha addormentato, manco esaltato ma insomma se loro sono sopravvissuti al Vietnam io sono sopravvissuto a questo film sul Vietnam! 😉🤣

    Piace a 1 persona

  4. Giuseppe ha detto:

    In effetti quel big shooter dà da pensare: non è che forse un giorno scopriremo che, essendo i suoi Missing in action ormai definitivamente arrivati alla frutta, Chuck stava tentando di riciclarsi nel filone robottonico? Hiroshi Norrishiba e il suo Chuckeeg robot…;) 😛

    Piace a 1 persona

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