Snakehead Terror (2004) Creature del terrore

Più dico di voler smettere coi filmacci con le bestiacce, più i miei sensi Z iniziano a vibrare in prossimità di Italia2: quando trasmette un filmaccio della CineTelFilms, come faccio a resistere?
Al passaggio del 2 febbraio 2018 mi ero solo segnato il titolo italiano, ma questo 17 maggio 2019 ho ceduto alla trasmissione di Snakehead Terror.
Trasmesso nelle TV americane il 13 marzo 2004, la Eagle Pictures lo porta in DVD a noleggio dal febbraio 2005, in vendita dal giugno successivo, con il titolo Creature del terrore.

Il film è disponibile su Prime Video.

Addirittura lo sforzo di un titolo italiano!

Ignoravo l’esistenza dei Channidae, che gli inglesi chiamano snakeheads, “teste di serpente”, eppure questo pesce esiste e nasconde un grandissimo mistero: perché mai se ne è interessato Paul Ziller?
Lo so, sono finiti gli anni Novanta e Ziller non può più conquistarci con quei deliziosi minuscoli filmacci marziali con cui lo ricorderemo per sempre – come Shootfighter 2 (1996), mio cult personale – né divertirci con la coppia di sbirri formata da un wrestler e un kickboxer, come Back in Action (1993), il nostro Ziller l’addio a quel mondo l’ha dato proprio sul limite del millennio: quando ha diretto quella stupidata di Moving Target (2000) probabilmente ha scelto proprio Don “The Dragon” Wilson come protagonista in omaggio a quando dirigeva prodotti più divertenti, come Bloodfist 4 (1992).
Con l’inizio del nuovo millennio Ziller deve adattarsi alla morte del cinema e cominciare a scendere nell’inferno della Z. Ci sarà tempo per robetta come Solar Attack (2006), robaccia come Stonehenge Apocalypse (2010), robucola come Missione Mercurio (2011) e vari altri filmacci: è il momento di iniziare ad immergersi nel pantano. Dove vivono i pesci serpente.

Una recitazione appena sussurrata

Curiosamente viene dal mondo marziale anni Novanta anche lo sceneggiatore Anthony L. Greene, che può vantarsi d’aver scritto Angel Fist (1993): ovviamente scherzo, è come se un petomane si vantasse del suo peto peggiore.
Specializzato nella Z più puzzolente, Greene fa la sua cosa nella casa senza disturbare: nessuno spettatore viene destato dal suo sonno provocato dalla noia.

L’unica scena un po’ “forte” del film

Come fanno i filmacci con bestiacce a giustificare che ci siano mostroni giganteschi nel luogo dov’è ambientata la storia, lago, palude o mare che sia? Se sono titanici si dice che sono lì dalla preistoria e non se ne è accorto nessuno, se sono solo più grandi del normale dagli inquinati anni Settanta si dice che scarichi tossici li hanno mutati geneticamente. Siamo negli anni Duemila, vi sembra che ci sia meno inquinamento? Vai col tossico…
Come si sviluppa una trama che preveda un mostrone che mangia le persone? Che solo uno o forse due personaggi credono nella sua esistenza e devono convincere le autorità, prima che si svolga la festa locale che potrebbe trasformarsi in un banchetto per le creature affamate. È così sin dagli anni Settanta, perché cambiare?
Gli ingredienti ci sono tutti, sebbene scaduti e cucinati male: buon appetito…

Agli horror piacciono i laghi con i boschi intorno

Al lago Cultus la pesca è un problema, i pesci sono sempre meno e i pescatori non alimentano più l’economia locale. Perché allora non buttare in acqua ormoni della crescita così da velocizzare il naturale tempo di crescita dei pochi pesci? Oh, a occhio mi sembra una gran bella idea.
Peccato che il risultato siano giganteschi pesci-serpente carnivori. Perché l’ormone della crescita umana, se fatto assumere ai pesci, li rende ghiotti di carne umana. Mi immagino l’attento lavoro di ricerca dello sceneggiatore, che consulta un qualche reality scientifico per riuscire a partorire certe idee.

Pescioni assassini un po’ terrestri e un po’ marini

Siamo qui a copiare tutti gli stili del genere anni Settanta, e che facciamo: non la facciamo la solita immancabile citazione di Piranha (1978) del maestro Joe Dante? Così la prima vittima è – indovinate un po’? – come sempre un vecchio pescatore col suo cane. Alla fiera della novità.

Gli effetti speciali delle grandi occasioni!

Vogliamo farci mancare i giovani decerebrati che fanno di tutto per farsi ammazzare? E la bella dottoressa? Dài, chiama Carol Alt che tanto non ha altro da fare.

Faccette da dura per un ruolo del tutto inutile

Mediamente è un film in cui si dorme parecchio, privo di qualsiasi interesse a meno che uno si voglia mettere a contare le idee copiate da ogni altro film: che poi è come contare le pecore e quindi sempre a dormire si finisce.
Però va sottolineato come la storia si vistosamente divisa in due: la prima sonnacchiosa metà è quella sul lago, con tutti gli stereotipi de Lo Squalo e figli messi in campo, poi però – dato che i pesci testa di serpente notoriamente camminano sulla terra ferma – si passa tutti all’assedio, con i giovani decerebrati che devono resistere dentro una casupola in riva al lago mentre i pesci assassini… boh, non si sa bene che fanno, forse soffiano forte forte forte per far cadere le pareti?

L’unica scena divertente del film

Un film che non cerca il trash, che non cerca il mito, che non cerca niente e niente trova: almeno in questo è del tutto onesto…

L.

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13 risposte a Snakehead Terror (2004) Creature del terrore

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Con tutte quelle multiple citazioni iniziali, anche autobiografiche, con me vinci facile ❤
    Come con un petomane che si vanta del suo peggior peto 😂
    Ovviamente il film l’ho visto e dimenticato ma così dimenticato per cui questo crea lo strano effetto circolare per il quale se lo ribeccassi in tv un po’ lo riguarderei! Mah, sono proprio uno Z-dipendente! 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Pensa che io l’ho registrato l’anno scorso e me ne sono dimenticato, registrandolo di nuovo convinto fosse la prima volta 😀
      Pensa quanto rimane impresso ‘sto film…

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      • Giuseppe ha detto:

        Ma infatti l’avevo visto anch’io e me n’ero completamente dimenticato, almeno fino alla lettura del tuo post che me l’ha fatto ricordare, così adesso mi tocca dimenticarmelo un’altra volta 😉
        P.S. Al bestiario di Cassidy ci aggiungo qualcosa: la zanzalla rinoceronte (ibrido succhiasangue fra zanzara e farfalla, con tanto di corno per bucare le zanzariere) 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Qui si scherza ma vorrei ricordare che il successo di questi filmacci televisivi di Sci-Fi Channel ha creato “veri” mostri: diventata Syfy, la casa ha cominciato a creare Sharktopus e Dinocroc e bestiacce varie, con siti internet dove chiedeva agli spettatori chi avrebbe vinto in un eventuale scontro, creando poi film basandosi sui risultati. I mostri sono una cosa seria… 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Pure uno degli avversari alieni del Dottore nacque dall’idea di un ragazzino di nove anni che aveva vinto un concorso, adesso che ci ripenso…
        https://en.wikipedia.org/wiki/Love_%26_Monsters (vedi sezione dedicata alla produzione, dove cita il Blue Peter’s “Design a Doctor Who Monster”) 😉

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    La vicenda delle due registrazioni spiega molte cose 😂😂😂

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  3. Cassidy ha detto:

    La presenza di Carol Alt lo rende in automatico materiale per il palinsesto di Italia 1 (ma anche 2), questi film si giocano tutta l’inventiva per creare la bestiaccia di turno, poi evidentemente sono così stanchi da non avere più energie per costruirci attorno anche una storia, figuriamoci un film. L’unica sarebbe proporre nuove bestie, in modo da alleggerire il compito agli autori sperando che si concentrino sul fare un film, quindi direi: I toporatti succhisangue, i bovini radioattivi, il rospo mannaro, lo stercorario dalla mira infallibile, il P-Rex (suino sauro carnivoro), le anatre naziste (specializzate nel passo dell’oca) e per finire Vlad l’impala impalatore. Ok ora le creature ci sono, iniziate a fare film decenti 😉 Cheers

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  4. andreaklanza ha detto:

    Beh la Alt però è sempre un bel vedere

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Ricordo di un film sulle zecche, credo ogm, in cui un Alfonso Ribiero a caso faceva il palestrato steroidato con la zecca sottopelle che diventava enorme e lo apriva in due.
    La storia del Minotauro, in questo orizzonte delle storie, diventa realismo scientifico!

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  6. Zio Portillo ha detto:

    Boh! Io veramente non so che dire. La fiera del già visto (e non una volta!), eppure per magia ‘sti film oltre a essere trasmessi in tv, hanno l’onore di avere un riversamento in dvd o blueray. Io non lo so… Veramente non so cosa pensare.

    Ribadisco per l’ennesima volta il concetto sperando che un qualche produttore legga il blog: abbiate coraggio! Pensate qualcosa di originale, anche buttando tutto in vacca alla Sharknado, vedrete che fate il botto!

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