Chuck Norris 22. Sidekicks (1993)

Bisogna essere famosi per interpretare se stessi: Norris è famoso… ma è se stesso?

Seguite questo ciclo a vostro rischio e pericolo!

Mentre la Cannon tiene da parte solo i film più brutti da far fare a Chuck Norris, il nostro eroe continua la sua lodevole attività benefica e di volontariato: gli va dato atto che l’energia che non ha messo nei propri film l’ha sempre riversata sul cercare di far del bene in giro, e questo è un pregio che va sottolineato.
Stando al numero del 10 gennaio 1992 della rivista specialistica “Daily Variety”, Norris in data imprecisata ha partecipato ad una raccolta fondi di Houston (Texas) a favore della lotta alla droga, e qui ha incontrato un tizio pittoresco: Jim McIngvale meglio noto in città come “Mattress Mac”… un ricco venditore di materassi.

Immaginate di essere un divo action e marziale da vent’anni, di ritrovarvi a parlare con il re dei materassi di Houston… che fate, non gliela proponete una sceneggiatura da produrre? Quindi anche Norris sa che la Cannon lo sta usando solo per gli avanzi di magazzino, perché avendo tra le mani una sceneggiatura che gli piace cerca dei finanziatori per conto proprio: mica ne parla con Golan e Globus.

Chuck per le mani la storia di un certo Lou Illar (ignoto al cinema) trasformata in sceneggiatura con l’aiuto di Galen Thompson, purtroppo noto al cinema: è un attore che d’un tratto ha sentito l’impellente bisogno di scrivere pessime sceneggiature.
Con La casa di Mary (1982) sembrava essersi fermato, invece con il nuovo decennio è ripartito: e l’ha fatto proprio con Omicidio incrociato (1991) di Norris, che ha nella sceneggiatura il suo punto più debole. Ritroveremo ancora l’accoppiata Chuck-Galen, in prodotti che gridano vendetta al Cielo, e per fortuna lo sceneggiatore si è ritirato dal cinema molto presto.
Mostrato il copione al re dei materassi, quest’ultimo si dichiara così entusiasta e appassionato da decidere di finanziare completamente la produzione, con circa dieci milioni di dollari (mica bruscolini!), fondando per l’occasione una casa che nasce e muore con questo film: la Gallery Films. (Che nel 2004 rinascerà giusto per tirar fuori ogni tanto qualche filmaccio Z di genere western.)

Il titolo Sidekicks è un delizioso gioco di parole davvero ispirato, visto che il giovane protagonista fa da “spalla”, “compare” (sidekick) a Norris e insieme tirano “calci laterali” (side kicks). Davvero un buon titolo… infatti non è originale, come vedremo.
Stando al numero del 28 aprile 1993 di “Hollywood Reporter”, il film esce il 9 aprile 1993 a Los Angeles e incassa 340 mila dollari in 85 schermi, un risultato ottimo che poi si ripete a Houston e a Dallas: il fenomeno attira l’attenzione della Vision International che decide di distribuire la pellicola a livello nazionale, in 1.200 cinema d’America. Il successo di botteghino alla fine sarà ottimo: IMDb parla di ben 17 milioni di incasso totale, che per un minuscolo film senza major alle spalle è davvero un risultato eccellente.
Probabilmente è stato tutto frutto di un’abile campagna pubblicitaria

Il ruolo peggio riuscito della carriera

Mattress Mac sa bene che la pubblicità è l’anima del commercio e il “Daily Variety” del 6 aprile 1993 ci informa come McIngvale abbia tirato fuori circa sette milioni di dollari dalle proprie tasche per organizzare una serie di proiezioni del lungo trailer di Sidekicks in ben duemila palestre di arti marziali, in Texas e in California.
Non pago, fornisce poi i propri materassi per una incredibile iniziativa, che ci racconta “Hollywood Reporter” del 17 giugno 1992: Chuck Norris e i membri del cast del film hanno aiutato a distribuire letti alle vittime della Rivolta di Los Angeles, in pieno corso.

Per darvi un’idea di cosa vada facendo il nostro Chuck in questo periodo, ecco l’incipit di un articolo del quotidiano “la Repubblica” del 19 agosto 1992:

«Houston – Ore 10 e 22: magica e callosa, accompagnata da un urlo gutturale, la mano di Chuck Norris fende l’aria, finisce sulla tavoletta e la manda in mille pezzi. Il campione di karaté e divo di Hollywood sorride, applaudito dai ragazzini neri della scuola del ghetto. E George Bush, con la camicia sbottonata e un look artificiosamente disinvolto, afferra il microfono: “Non cercherò di imitare Chuck, non ci riuscirei. Ma vi prometto che mi batterò con la stessa grinta per cacciare a pedate la droga dalle scuole americane e per farmi rieleggere. Certo, non sarà facile, ma ci riuscirò”. Altri applausi. E il presidente, trottola e lottatore, scappa via.»

La droga nelle scuole è ancora tutta lì, ma non si può dire che Chuck non metterà tutto se stesso nel sensibilizzare l’opinione pubblica a riguardo.

Ma perché i distributori italiani devono metterci sempre lo zampino?

Per motivi ignoti – probabilmente dovuti ad una distribuzione indipendente – questo film arriva sul tavolo della censura italiana solamente nell’ottobre 1995, ricevendo il visto nel dicembre successivo con il titolo Pugno d’acciaio.
Non ho trovato un solo straccio di prova che questo film sia davvero uscito nelle sale italiane, né che sia stato trasmesso in TV: sicuramente lo è stato, ma evidentemente l’emittente si vergognava e non l’ha comunicato ai giornali!
Di sicuro nei titoli di testa si parla di “Esclusività Penta Film” mentre in VHS è uscito per Cecchi Gori. In DVD ho solo la diarroica edizione Hobby&Work del 2010 in occasione della collana da edicola “Chuck Norris. Il mito”.

I tipici padri e figli dei primi anni Novanta

Non so quanto il re dei materassi di Houston se ne intendesse di film, probabilmente era rimasto ai classici visti da bambino, altrimenti non si spiega come abbia potuto invaghirsi della storia più ridicolmente scopiazzona degli anni Novanta.
Illar e Thompson prendono Karate Kid (1984) e ne ricopiano la sceneggiatura. Poi si guardano: mmm, qualcosa dobbiamo cambiare, se no pare brutto. Così prendono la serie TV “Sidekicks” (1986) e ricopiano pure da quella: la loro “bravura” sta nel mixare i due copioni aggiungendo scene a caso con Chuck.

Il “vero” Sidekicks

La citata serie TV vedeva protagonista il giovane Ernie Reyes jr., che forse vi dirà poco ma è stato un grande tormentone degli anni Ottanta: è l’odioso principino di Yado (1985), è la piccola furia deliziosa de L’ultimo drago (1985) e purtroppo con gli anni Novanta si perderà in piccoli ruoli, anche marziali: da “Kung Fu” alle Tartarughe Ninja. In “Sidekicks” aiuta un poliziotto nei suoi casi, utilizzando le arti marziali imparate dal nonno Sebasan (Keye Luke). Gli sceneggiatori prendono il nonno e lo fondono con il maestro Miyagi, affidando il ruolo all’ubiquo Mako, il ragazzino si fonde con Daniel LaRusso e il resto viene via da sé. Cioè una totale schifezza.

“Karate Kid” vs “Sidekicks” vs Il buon gusto

Barry ha un grande problema: è interpretato dal compianto Jonathan Brandis, giovane divo dalla filmografia tanto sterminata quanto breve: morirà suicida a 27 anni nel 2003, dimenticato da tutti. Per me rimarrà sempre Bill di It (1990).
Qui è ancora un divo all’apice del successo e vorrebbe farci credere che è un ragazzino asmatico e timido continuamente bullizzato a scuola, lui che ha sempre il capello perfetto e lo sguardo da cerbiatto impaurito che rimorchia a getto continuo.

Perché io non ce l’avevo una professoressa così?

Sogna continuamente la professoressa Chan, e questo è comprensibile visto che è interpretata dagli occhioni di Julia Nickson, che avevano fatto sciogliere pure il cuore di Rambo 2 (1985). Papà Jerry (un Beau Bridges di passaggio) è preoccupato e prova a segnare il ragazzo a karate, beccando però un maestro cattivo (Joe Piscopo), Martin Kove dei poveri.

Un imbarazzante e bambinesco maestro cattivo

Dell’addestramento del giovane si occupa il signor Lee (Mako), ovviamente ristoratore, che gli insegna a rompere mattoni che fa sempre comodo nella vita.
Arriva il solito torneo e si ripete identico Karate Kid, ma senza violenza: lo scontro finale sarà contro un mattone. Visto che serviva?

Chuck, serve un mattone… ci pensi tu?

Al di là della ridicola trama, il cuore del film è composto da una serie di scenette oniriche in cui Barry combatte al fianco del suo eroe Chuck Norris, ripercorrendo tutta la carriera di quest’ultimo: dal film marziale al film di guerra fino al western. Una serie di siparietti per bambini in cui il gioco metanarrativo è parecchio rovinato dal clima di totale cialtroneria che contraddistingue il film. Non ultima una fotografia da mani in faccia, che peggiora sensibilmente nell’home video italiano.

Meno male che è bianco, se no chi lo vedeva?

La produzione del materassaio di Houston ha chiesto alla Cannon il permesso di utilizzare scene palesemente ispirate ai suoi film? Mi permetto di dubitarne. Anzi, a voler pensare bene oserei dire che questo filmucolo sia un modo con cui Chuck abbia cercato di ricordare i suoi primati: non al pubblico, bensì a Golan.
Si parte con Chuck vestito da ninja bianco, ed esiste un solo ninja bianco nella storia del cinema: Franco Nero per L’invincibile ninja (1981), progetto Cannon voluto da Mike Stone. E come si chiama il maestro cattivo contro cui combatte Chuck? Stone.

Appena vede uno specchio d’acqua, Chuck ci deve uscire fuori!

Esce dall’acqua col mitra come in Missing in Action (1984) e fa stupidate avventure in pieno stile Il tempio di fuoco (1986). Insomma, fa il verso alla Cannon, per questo penso ad una qualche sottile soddisfazione che Norris si sta togliendo.

Ma stavolta non è solo!

Mistero dei misteri rimarrà il fatto che pur interpretando se stesso, ruolo che quindi dovrebbe venirgli naturale, in nessun altro film, mai, Chuck recita così da schifo: sembra la solita star beota che si ritrova davanti alla cinepresa e balbetta perché si vergogna. Dopo più di vent’anni di carriera e una ventina di film… ora Chuck si blocca davanti all’obiettivo?
Non so darmi spiegazione sul perché qui reciti come l’ultima delle comparse improvvisate.

Idea divertente, esecuzione deprimente

A fare il pignolo vorrei che questo film fosse uscito nel 1989, all’epoca di Karate Kid III, quando cioè la mania degli anni Ottanta per i ragazzini protagonisti ancora mieteva vittime, perché uscire nel 1993 significa di nuovo essere fuori tempo massimo. Gli anni Novanta sono iniziati sin dai primi istanti con una violenza marziale che si proponeva come esplosiva, anche se poi invece era falsissima. Qui invece siamo al buonismo spicciolo da “Peppa Pig fa kung fu”, con scene imbarazzanti che bruciano gli occhi.

Chuck le sta provando davvero tutte, e non si pensi ad insuccessi perché i botteghini sono allegri quando c’è lui. Eppure si sente che sta cercando la mossa giusta: gli rimane solo un ultimo tentativo. Andarsene all’inferno… come vedremo la settimana prossima!

L.

– Ultimi post simili:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

27 risposte a Chuck Norris 22. Sidekicks (1993)

  1. Cassidy ha detto:

    No vabbè ma che roba è questo film? Karate Kid con Chuck Norris in versione maestro miyagi (Metti il piede in faccia, toglie il piede dalla faccia), talmente brutto e mitico in parti uguali, che quasi mi spiace averne ignorato l’esistenza fino ad oggi. Ma poi quel gigione di Joe Piscopo nei panni scopiazzati di John Kreese? Ecco forse questo riassume tutta l’operazione 😉 Bisogna dire che il Bill di “IT” non potrà mai avere l’aria da sfigato di Ralph Macchio, ma a proposito di facce note e titoli proveniente dal passato, mi hai citato anche “L’ultimo drago”, boh io per oggi sono già felice così!

    Pensavo che il nostro Chuck fosse andato giù “meta” con la sua comparsata in “I mercenari 2” dove arrivava snocciolando “Chuck Norris fact”, in realtà quello non era niente, qui si è organizzato l’auto celebrazione travestita da film! No sul serio, una roba talmente brutta che potrei correre a vederlo per riempire il vuoto lasciato dalla fine della visione di “Cobra Kai” 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      In attesa di leggere il tuo commento su “Cobra Kai” (la cui seconda stagione mi ha deluso così tanto che almeno non dovrò aspettare l’eventuale terza) di consiglio di NON recuperare questa stupidata, che non merita assolutamente. Il fatto che non esista notizia di una sua distribuzione italiana prima del DVD la dice lunga…
      Fare un’autocelebrazione in cui ci si presenta impacciati e incapaci è davvero una cosa incredibile, che in effetti solo Chuck poteva fare 😀

      "Mi piace"

      • Cassidy ha detto:

        Idem, dopo la bella prima stagione, la seconda è una telenovela con un finale che cerca di convincerti a restare. Penso che anche se dovessi vedere il film, non sarebbe così esaltante come il racconto che ne hai tirato fuori tu, quando pensi che Chuck sia un personaggio incredibile, spunta un film matto così 😉 Cheers

        Piace a 1 persona

  2. wwayne ha detto:

    La spalla di Chuck Norris in questo film (Jonathan Brandis) è stato un celebre bambino prodigio. Poi con l’adolescenza il suo bel faccino cominciò a venire martoriato da un’acne molto pesante, e quindi ovviamente nessuno lo chiamò più. Quando si era ormai rassegnato al proprio declino, ricevette un’insperata opportunità di rilancio: recitare insieme a Bruce Willis in un film di serie A, Sotto corte marziale. Aveva già girato tutte le sue scene, aspettava impaziente l’uscita del film nelle sale, ma poi venne a sapere che tutte le sue scene erano tagliate. Jonathan Brandis non riuscì a sopportare la delusione, e decise di togliersi la vita.
    Il regista di Sotto corte marziale ha firmato molti thriller eccellenti, da Il caso Thomas Crawford a Nella rete del serial killer, ma ha anche l’enorme colpa di aver giocato con la vita di Jonathan Brandis, prima illudendolo di poter tornare al successo e poi rigettandolo nella polvere. E anche se non poteva immaginare che lui sarebbe arrivato ad uccidersi per la delusione, sono convinto che di questo dovrà rendere conto, quando si troverà di fronte al Creatore.

    Piace a 2 people

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mmmm mi hai stuzzicato, voglio indagare di più sulla questione. Perché davvero non posso credere che un film anonimo e assolutamente dimenticabile come “Sotto corte marziale” abbia illuso davvero qualcuno di poter lanciare una qualunque carriera. 😀

      "Mi piace"

      • wwayne ha detto:

        A quei tempi Bruce Willis era il Re Mida del cinema, qualsiasi cosa toccasse diventava oro. Anche se avesse recitato un cameo di 30 secondi in cui non faceva altro che mollare una scureggia sulla tazza del cesso, il film in questione avrebbe incassato 20 milioni in più in virtù di quella sola scureggia. A tanto può arrivare il fanatismo nei confronti di alcuni divi del cinema. Grazie per la risposta! 🙂

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il problema è che Bruce era già in forte sovraesposizione, per non parlare del co-protagonista Colin Farrell, probabilmente l’attore partito più forte della storai del cinema: era tipo al millesimo film in due anni! E tutti arrivarono in Italia contemporaneamente, ricordo che giravo allibito i canali e su ognuno c’era un trailer diverso di un film con Colin Farrell 😀 Dopo aver fatto mille film poi per fortuna si è fermato (o l’hanno fermato) e ha cominciato a scegliersi meglio i ruoli.
        Quel film è stato molto pompato, da noi, il “Giallo Mondadori” ha pure presentato il romanzo originale di John Katzenbach, autore che aveva già fatto buona riuscita al cinema, eppure “Sotto corte marziale” passò via abbastanza anonimo: Bruce aveva già tirato i remi in barca, stava lì a fare il suo risolino sardonico e poco altro, lo ricordo un cartonato che si sposta da una scena all’altra 😛
        Siamo all’inizio del suo primo periodo peggiore, quando cominciò ad apparire ovunque ma sempre svogliato e sempre senza fare niente: dei suoi dieci film l’anno grasso che cola se recitava in mezzo… Aveva iniziato a campare di rendita grazie ai suoi successi degli anni Novanta – come fa ancora oggi – quindi la sua presenza in un film era un richiamo ma ne uscivano così tanti (e così brutti) che solo i fan storici lo consideravano ancora una star per cui pagare un biglietto. E’ il periodo di quell’orrore di “Bandits”, delle stupidate alla “FBI: Operazione testimoni” e di vuoto molliccio come “L’ultima alba”: un qualsiasi altro attore sarebbe già stato cacciato a pedate, dopo film del genere, ma Bruce era Bruce e glieli hanno fatti passare. Addirittura è riuscito a sbagliare “Hostage”, che è tratto da un romanzo-capolavoro…
        Mi riprometto di indagare sulla fine del povero Brandis, che ingenuamente credeva che Bruce Willis degli anni Duemila fosse anche solo somigliante a quello dei Novanta 😛

        "Mi piace"

      • wwayne ha detto:

        Tra l’altro, se ci fai caso, nei film di serie Z a cui prende parte Bruce Willis ha sempre una parte di 5 minuti al massimo, ma il trailer, la locandina e le varie sinossi che si trovano su Internet cercano sempre di farlo passare per protagonista o co – protagonista. Insomma, le case di produzione lo usano come specchietto per le allodole, come esca per attirare in sala i suoi fan. Peccato che ormai il trucchetto sia stato usato troppe volte, ormai non ci casca più nessuno e quindi Bruce Willis non riesce più a raggranellare soldi neanche quando recita davvero da protagonista (perché i suoi fan temono che sia l’ennesima truffa).
        Riguardo alla storia di Jonathan Brandis, se non ricordo male la ricostruii consultando la sua pagina imdb e la sua pagina Wikipedia in inglese.
        Riguardo alla sovraesposizione, ricordo che ci fu un caso simile anche in Italia: tra la fine degli anni 90 e l’inizio dei 2000 Sabrina Ferilli era semplicemente la donna più bella e più desiderata d’Italia, e quindi la chiamavano per fare qualsiasi cosa, sia in tv che al cinema. Lei giustamente non rifiutava nulla, perché sapeva che di lì a poco sarebbe arrivata la ventenne di turno a soffiarle il titolo di sogno erotico degli italiani, e quindi doveva monetizzare al massimo il suo momento di gloria.

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Eh sì, spesso tocca cogliere al volo l’occasione e sfruttare finché dura. 😉
        Ormai Bruce fa quasi solo inutili particine giusto per finire in locandina, nei primi Duemila ancora c’era speranza di trovarlo protagonista o almeno co-protagonista, ma non sembrava aver molta voglia di partecipare 😛

        "Mi piace"

      • wwayne ha detto:

        A sua discolpa va detto che ha fatto la bellezza di 3 figli con Demi Moore, quindi doveva forzatamente arraffare tutti i soldi possibili per pagare l’assegno di mantenimento a lei e gli alimenti per i 3 pargoli. Chissà, magari in un universo parallelo Bruce Willis ha deciso saggiamente di tenerselo nei pantaloni, e adesso sta ancora girando film di serie A per registi come Tarantino e Soderbergh.
        Comunque, tra tutti i suoi film il mio preferito è Billy Bathgate – A scuola di gangster: se non l’hai visto, te lo consiglio caldamente.

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sì, ricordo quando uscì, ma lì fa giusto una particina: povero Bruce, viene ricordato solo per piccoli ruoli 😀

        "Mi piace"

      • wwayne ha detto:

        Questo significa che riesce ad essere incisivo anche con pochi minuti a disposizione, e questa qualità la possiedono solo i grandi attori. Colgo l’occasione per dirti che ho appena sfornato un nuovo post, in cui parlo di un film ancora più bello di Billy Bathgate… spero che ti piaccia! 🙂

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ti ho scritto e grazie della dritta: sai che non conoscevo il film di cui parli? Ottima segnalazione ^_^

        "Mi piace"

      • wwayne ha detto:

        E io ti ho appena risposto! 🙂 Mi fa molto piacere di aver portato alla tua attenzione un film che non conoscevi, perché questa è proprio la missione del mio blog: dare spazio soprattutto a libri e film che hanno avuto meno successo di quanto meritassero. Grazie a te per aver commentato il mio post! 🙂

        Piace a 1 persona

  3. wwayne ha detto:

    Errata corrige: erano STATE tagliate.

    Piace a 1 persona

  4. Kuku ha detto:

    E poi perché se nel titolo originale c’è un “kick”, in italiano mi metti un “pugno”?
    Poi sti ninja bianchi in locandina sembrano due a una festa di Halloween che si sono travestiti da mummie usando la carta igienica.
    A questo punto voglio un film intitolato “Karate Kid” vs “Sidekicks” vs Il buon gusto!
    La storia del re dei materassi mi ha davvero steso! Ogni volta che sento parlare dei materassi americani e dei loro venditori, esce fuori qualche aneddoto esilarante!

    Piace a 1 persona

  5. Il Moro ha detto:

    L’idea di utilizzare Chuck come voce interiore del protagonista poteva anche essere interessante. PEccato che il risultato sia quello che è…

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sulla carta infatti è un’ottima idea, ma l’esecuzione è davvero terribile.

      "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        E mi viene il dubbio che a Chuck non interessasse nemmeno più di tanto eseguire al meglio (relativamente parlando, visto che parliamo sempre di un NON attore qual è sempre stato) il tutto, quanto semplicemente lanciare un messaggio al magico duo Golan e Globus che ormai lo teneva da parte solo per portar fuori i sacchi della spazzatura (i film con lui dentro)… purtroppo fuori tempo massimo, come sempre. E non si può nemmeno dire che in questo caso i materassi abbiano attutito la sua caduta, anzi.
        P.S. Davvero triste, il destino del giovane Brandis 😦 … tra le altre cose, lo ricordo anche in “SeaQuest DSV” nel ruolo del giovane Lucas Wolenczak.

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Secondo te, il Brandis di “Sea Quest” non era la versione marina del Wil Wheton di “Next Generation”? Almeno nel 1993 i due ruoli sono andati in parallelo…
        Comunque credo siano entrambi figli degli anni Ottanta, strapieni di ragazzini protagonisti.
        Su Chuck non so che pensare, e mi spiace che lui stesso non citi minimamente il periodo, dal punto di vista cinematografico. Chissà, magari era il primo a non interessarsi della sua carriera nel campo e faceva film solo per soldi, dedicandosi di più alle tante lodevoli iniziative benefiche in cui è sempre stato coinvolto.
        Comunque è curioso notare come questi film “non esistano”: nessuna rivista o manuale o giornale ne parla, e al massimo vengono citati, parlando della filmografia di Chuck. Quindi davvero è roba di cui non è mai fregato niente a nessuno, né a chi l’ha fatta né a quei pochissimi che l’hanno vista…

        "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        Vengono citati solo quando proprio non si può farne a meno (il che non sta necessariamente a significare che chi li cita poi li abbia pure visti) 😦
        P.S. Sì, direi che il parallelo fra Brandis e Wheaton ci può stare (di certo Wesley Crusher deve aver fornito più di qualche spunto per Lucas Wolenczak)…

        Piace a 1 persona

  6. Conte Gracula ha detto:

    Mi ricordo di Brandis, aveva interpretato Bastian nel secondo film de La storia infinita. Poveretto, arrivare a uccidersi… la storia raccontata da wwayne sembra già il soggetto di un film.

    E ho presente anche Ernie Reyes jr., mi pare che abbia fatto una particina in un episodio della serie The Librarians: era Wukong, per gli amici… Goku!
    Almeno, il suo nome era nei crediti, se ricordo bene, e passava un po’ di tempo (non tanto) a saltellare e dare pugni, quindi doveva essere lui.

    Invece, non ricordo questo film, son certo di non averlo visto ^^ ma è chiaro che di Chuky ho visto ben poco…

    Piace a 1 persona

  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Nonostante tutto mi è venuto voglia di vederlo, cotanta cialtroneria mi chiama a gran voce: sono parecchio insano??? 🙂 🙂 🙂
    p.s. già pregusto il film della prossima settimana se ho ben intuito qual è!

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.