Giochi e console al cinema 3 (Guest Post)

Continuano gli appuntamenti sabatini in cui lascio la parola a Benez256, del blog I ❤ Old Games!, per parlarci di scene da film che citino (o pubblicizzino) software video-ludico d’annata.
L.


Ciao a tutti!

Bentornati al mio terzo sproloquio sulla tecnologia d’altri tempi in questo spazio settimanale concessomi da Lucio. Dal momento che a noi nostalgici piace sempre tornare sulla roba passata, anche oggi torniamo indietro nel tempo, ma giusto di qualche settimana, per riprendere il discorso accennato nei commenti del film National Lampoon’s Vacation del 1983. Da quel film nacque l’idea di questa rubrica ed è quindi giusto rendergli nuovamente omaggio, partendo dalle due immagini “tecnologiche” postate a suo tempo.

La tipica casa “tecnologica” dell’americano (e italiano) medio anni Ottanta

Sul tavolino da caffè ci va di tutto, tranne che il caffè

La console che vediamo sul tavolo da caffè (dove c’è tutto tranne che il caffè) è un Bally Computer System.

Bally Home Library Computer

Questa strana console fa parte di quelle “curiosità” dei primi anni dell’home entertainment e fu una delle prime ad essere rilasciate, visto che venne presentata nello stesso anno del ben più famoso Atari 2600 per essere poi commercializzata l’anno successivo. La macchina della Bally ebbe una storia abbastanza travagliata fatta di rebranding, cessione di diritti e restyling: sviluppata da Midway, il ramo dedicato ai videogiochi della Bally Technologies, debutta nel 1977 come Bally Home Library Computer (nome decisamente poco accattivante), per diventare l’anno successivo Bally Professional Arcade. Nonostante l’Atari 2600 (ai tempi ancora Atari VCS) fosse inferiore al Bally quanto meno a livello grafico, l’immensa potenza di fuoco della Warner Communication proprietaria del marchio di Sunnyvale, decretò il successo di Atari e il fallimento di tutte i concorrenti, tra i quali, per l’appunto, il Professional Arcade.

[Ricordo che il film in questione è targato Warner! Nota etrusca]

Bally Professional Arcade

Visto l’insuccesso, nel 1979 la casa madre decise di abbandonare il mercato delle console e due anni più tardi, dopo i fruttuosi contatti con la Astrovision che stava tentando senza successo di commercializzare una propria console, cedette i diritti del Professional Arcade. Dal suo canto, la Astrovision operò un minimo restyling e iniziò a vendere la console con il nome di Bally Computer System, cambiato definitivamente nel 1982 in Astrocade che è il nome con il quale la console è universalmente conosciuta ai giorni nostri.

In questo dedalo di cambi di nome e proprietà, possiamo identificare la console presente nel film come Bally Computer System, quindi il modello del 1981, con l’immancabile striscia in woodgrain che tanto andava di moda all’epoca: si vedano ad esempio l’Atari 2600 “Woodgrain”, il Coleco Telstar e altri Pong clones che sembrano usciti da un salotto del 1800, tipo il Wonder Wizard. Una roba molto porno soft anni ’70 .

Wonder Wizard

È abbastanza strano trovare in un film una console del genere, sia perché non era lo stato dell’arte della tecnologia (anzi era una console la cui anima era vecchia di quattro anni) e non era neppure di successo. Gli anni 1980-1982 videro un aumento esponenziale dell’offerta di console che contribuì al crash del 1983 (se volete documentarvi potete farlo a questo link. Sì, ok è in inglese e sì ok è una spudorata pubblicità al mio blog ^_^) e nel 1982, data di lavorazione del film si trovavano sul mercato qualcosa come quindici differenti console, tra quelle rilasciate a fine anni ’70 e quelle più moderne: solo nel 1982 ne vennero distribuite sette (ve la sognavate una situazione come oggi con solo tre console tra cui scegliere): certo la famiglia media americana non avrebbe sicuramente comprato l’ultima uscita per via dei prezzi un po’ troppo alti, ma volendo ripiegare su qualcosa di più economico c’era sempre il ferro vecchio Atari 2600 che veniva via a poco e con un parco titoli di prim’ordine. E comunque sia una famiglia media americana che aveva i soldi per un Apple II con disk drive proprietario (tra un po’ ci arriviamo) poteva sicuramente permettersi di meglio.

Nell’immagine purtroppo non si riesce a capire quale sia la cartuccia per console presente sul tavolo. Se il buon Lucio riuscirà a trovare un’immagine in super HD 4K 1080p BOT BTP e CTZ magari riusciremo a fare uno special anche su quella… Tuttavia nella scena successiva a quella della foto si vedono i due ragazzi accendere il Bally CS e vediamo alla TV un assolutamente irrealistico crossover computer-console e un “gioco” che ricorda Pac-Man. Ebbene, Bally non aveva i diritti per produrre Pac-Man (ovvio) ma è anche vero che Bally, come tutte le console dell’epoca, faceva leva sui giochi più famosi producendo cloni più o meno sfacciati (con buona pace del diritto d’autore e delle cause per violazione di copyright) e quello che (probabilmente) hanno in casa i ragazzi è Muncher. Diversissimo da Pac-Man, vero?

Muncher

Una cosa che sembra irrealistica ma non la è, è il controller del Bally, che è tutto fuorché un controller “classico” o un joystick: sembra il calcio di una pistola, con grilletto incorporato e, al posto del cane, un piccolo joystick a quattro interruttori collegato ad un potenziometro per poter essere utilizzato anche da paddle ruotandolo. Una roba abbastanza raffinata per l’epoca.

Il secondo grande protagonista delle due immagini è l’Apple II, spesso reso graficamente come Apple ][, uno dei più importanti e iconici computer della storia e primo computer della Apple con il famoso logo arcobaleno con la mela morsicata.

Apple II Plus

Nonostante l’apparente semplicità nell’identificare questo computer, ho avuto di che pensare, dal momento che sul modello che vediamo sono presenti alcuni tasti colorati che non dovrebbero essere lì e che sulle prime mi avevano fatto pensare a un clone o ad un computer “finto” costruito per l’occasione. L’Apple II è uno dei tre computer del “Trio del ’77” assieme al Commodore PET e al TRS-80. Presentato il 16 aprile, fu messo in commercio a partire dal 10 giugno dello stesso anno (quindi celebreremo tra poco il 43° anniversario di questa incredibile macchina) e ieri come oggi quando si parla di prodotti Apple, era il prodotto più costoso tra quelli “di punta” disponibili all’epoca: il prezzo del modello base era di 1.298 dollari (pari a quasi 5.400 dollari di oggi) che arrivavano fino a 2.638 (quasi 11.000 odierni) per il modello “full optional”. Per fare un confronto, il Commodore PET con gli stessi 4K di RAM e una CPU clockata a 1 MHz, ma con il plus di avere un monitor integrato veniva venduto a 795 dollari (circa 3.300 dollari odierni) mentre il TRS-80, anch’esso con 4K, una CPU a 1,77 MHz e monitor e lettore cassette inclusi aveva un prezzo di 599 dollari (circa 2.500 dollari di oggi).

Pur essendo il computer più costoso, riscontrò un incredibile successo, per l’intuizione, rivelatasi vincente, di Steve Jobs di rendere l’informatica e i computer accessibili a tutti. Dopo il debutto del 1977, nel 1979 Apple presentò il successore, denominato Apple II+, esteticamente molto simile al predecessore ma con miglioramenti importanti sotto la scocca, uno su tutti 48K di RAM. Nonostante nel 1980 iniziò la distribuzione dell’Apple III, le sue vendite, considerante deludenti, spinsero la società ad investire ancora nel progetto Apple II e rilasciare, nel 1983 l’Apple IIe, un prodotto dallo stile completamente diverso dal suo predecessore e, ovviamente, molto più performante.

Apple IIe

Questo è stato in realtà il prodotto di punta della società nel decennio 1983-1993, durante il quale furono prodotti 750 mila esemplari. Parallelamente, nel 1984 Apple rilascia il modello IIc (dove c sta per compact), una versione “smart” dell’Apple II che verrà sostituito nel 1988 da IIc Plus, venduto a soli 675 dollari. L’ultima iterazione del progetto Apple II sarà, nel 1986, l’Apple IIGS (Graphics and Sound), messo sul mercato per cercare di contrastare i competitor Amiga ed Atari ST.

Di fianco al nostro Apple II fa bella mostra di sé il Disk II, un must per tutti coloro che avevano necessità di archiviare dati o semplicemente di giocare.

Apple Disk II

Il Disk II, o Disk ][ poteva leggere il formato di dischi in voga all’epoca, quello da 5,25”, nel peridio in cui i floppy disc erano davvero floppy. Fu un grande passo in avanti per Apple che, come al solito, si affidò al genio di Steve Wozniak e del dimenticato Randy Wigginton che lavoreranno duramente al progetto durante il Natale del 1977. Il Disk II venne messo in vendita nel luglio dell’anno successivo alla poco accessibile cifra di 595 dollari, tanto quanto poteva costare un computer della concorrenza, ma le vendite dell’Apple II trascinarono con sé la commercializzazione del drive che fu un incredibile successo e che venne definito da Frank Rose «redditizio in modo osceno», considerando il fatto che il prezzo della componentistica incideva per soli 140 dollari (e successivamente 80) sul prezzo finale, con un ricarico tra il 300% e il 400%.

Per oggi è tutto gente, alla prossima settimana con un altro tuffo nel passato!

Benez256


– Ultimi post simili:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Guest Post e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Giochi e console al cinema 3 (Guest Post)

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    A proposito di Muncher, il mercato dei cloni è anche cinematograficamente (oltre che per i giochi, ricordo ancora i cloni più o meno sfacciati di Doom ad esempio) molto presente, soprattutto a noi adoratori perversi della Z d’accatto, vero Lucius??? Tra i più infimi ricordo quelli dei Gemlins, forse troppo anche per questo blog! 🙂

    Piace a 1 persona

  2. Zio Portillo ha detto:

    Credo che la frase “redditizio in modo osceno” sia la cosa più bella che abbia mai letto. Offensiva, perversa, tamarra ma pure spudoratamente sincera.

    Piace a 2 people

  3. redbavon ha detto:

    National Lampoon’s Vacation e, in particolare la scena da cui sono tratte le due immagini, è un film assai rappresentativo di un tema assai importante per la società americana in quel periodo e, inoltre, il tempo della sua prima proiezione nella cronistoria dei videogiochi è un periodo cruciale: i videogiochi erano ancora in auge, ma anche appena a ridosso della crisi che spazzò via quasi l’intera industria. Ahimé qui rischio di esondare dal box del commento.
    Ci tengo a evidenziare che anche la console Bally e il computer Apple di quella scena sono rappresentativi della tensione nella società americana e, all’interno, tra generazioni dopo l’avvento dei videogiochi, come simbolo della pervasività delle “nuove tecnologie”.
    In questa commedia, c’è un passaggio sottile e raro.
    Da una parte il computer utilizzato dall’adulto per realizzare qualcosa di “utile” (l’itinerario per il parco destinazione dell’imminente viaggio); dall’altra la console ad uso dei bambini e quindi di puro intrattenimento (non “utile”). La scena quindi vede una commistione tra “utility” e intrattenimento quando lo sprite dell’automobile “guidata” dal papà, minacciata di essere “mangiata” da un sinil-Pac-Man, viene salvata da un intervento dei bambini: appare uno sprite di un’astonave e distrugge il fratello-cattivo di Pac-Man.
    Chiaramente si tratta di pura finzione visto che tecnicamente sono due piattaforme totalmente incompatibili. Il messaggio è nascosto, ma è perfettamente coerente con la commedia ed è una fotografia della società americana dell’epoca.
    Sono andato lungo anche se ho cercato la sintesi, temo che produrranno effetti più logorroici dalle mie parti. Non so quando ma rivedrete spuntare National Lampoon’s Vacation nella mia webbettola.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ uno dei tanti momenti ispirati di un film ispirato, solo mascherato da commedia ma – come già ampiamente discusso nel post – in realtà una profonda critica alla società americana dell’epoca, con almeno dieci anni di anticipo sul periodo in cui andranno di moda delle critiche similari.
      Sicuramente nel tuo viaggio sul rapporto padre-figlio a livello videoludico ne parlerai più approfonditamente, ma nella scena citata mi sembra di scorgere un modo per dire che l’unico modo per un adulto del 1983 di dialogare con i giovani è attraverso il medium da loro eletto: infatti uno dei momenti topici del film è quando papà Griswold riesce a parlare, anche se per pochi secondi, con il figlio da uomo a uomo, anche se il tutto viene mascherato da momento comico.

      Piace a 1 persona

  4. redbavon ha detto:

    Sì, concordo che è presente il tema della difficoltà di comunicazione tra generazioni e in questo caso si utilizza il videogioco come un spunto comune per riavviarla. Dal punto di vista invece del valore del medium in senso stretto, riconosco anche il “leitmotiv” utilizzato dalle prime aziende produttrici di home computer in contrapposizione con quelle di console di videogiochi: perché comprare una console se ci puoi “solo” giocare?
    Nota che l’Apple e la console Bally sono fianco a fianco sullo stesso tavolino: l’adulto utilizza il computer, i due bambini la console. La separazione è netta: utilità vs intrattenimento.
    Quando i ragazzi intervengono a “salvare” l’automobile del papà sullo schermo la separazione non esiste, anzi il vidogioco diventa “utile” anche all’adulto…sarò io che voglio leggerci questo messaggio, ma pure essendo una commedia questo film è decenni avanti alle diatribe sterili che mi hanno occupato per le dodici puntate di “Chi ha paura dei videogiochi?” (e ancora mancherebbero almeno un altro paio di capitoli)

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.