Fumetti & Videogiochi: conversazione con Redbavon (3)

Data la mia storica ed atavica incapacità nei videogiochi, sono rimasto indietro su molti titoli ed altri li ho scoperti solo quando ho visto il fumetto annunciato in uscita. Per prepararmi a questi universi, che mi attraggono fortemente ma di cui mi mancano le basi, mi sono rivolto a un esperto video-ludico o, come preferisce definirsi, “una vecchia cariatide dei videogiochi”: RedBavon, del blog Picture of You.

L.


3) Dark Horse Comics continua il suo viaggio nell’universo di “Halo” con l’uscita di “Lone Wolf”. Sapresti spiegarmi in due parole il “succo narrativo” dell’universo di Halo? E ti andrebbe di raccontare la tua esperienza con il gioco?

“Spiegare in due parole” per me è già un compito arduo visto che godo a battere la tastiera e non riesco a tenermi sotto le millecinquecento parole. Figuriamoci se mi si chiede di una serie come Halo, che è una delle mie preferite. Halo e The Legend of Zelda sono infatti le uniche due occasioni in cui infrango la mia aurea regola del “mai acquistare un videogioco il primo giorno di pubblicazione”. Non esiste taccagneria che tenga, “take my money”, prendetevi i miei soldi.
Ci provo, ma impiegherò ben più delle “due parole”, fosse solo per elencare la panoplia di prodotti pubblicati sotto il marchio “Halo”.

Nel 2001 con Halo: Combat Evolved  inizia la storia del conflitto tra un’umanità del XXVI secolo, nel pieno dell’esplorazione spaziale, e una confederazione di razze aliene governate da una teocrazia nota come Covenant (traduzione: “Patto”). Nel primo Halo, Master Chief John-117, un super-soldato di classe “Spartan”, potenziato sia geneticamente sia grazie a un’armatura che lo ricopre completamente, affronta il Covenant per il controllo di un “Halo”,  una gigantesca stazione spaziale a forma di anello, che si rivela essere una super-arma creata da un’antica ed estinta razza aliena. La super-arma è in grado di spazzare via la vita in un raggio di venticinquemila anni luce. Come si verrà a conoscenza nei capitoli successivi, esistono molte strutture di questo tipo disseminate nello Spazio e pertanto tutte le forme di vita nella galassia sono a rischio di estinzione.

Master Chief John-117, sta agli alieni come L’ispettore Callaghan ai malviventi.
La famosa frase dell’ispettore, «Go ahead. Make my day» calzerebbe a pennello a Master Chief.

Due sono i motivi principali per cui Halo: Combat Evolved  è considerato una “pietra miliare” tra i videogiochi.

Il primo Halo ha avuto un significativo impatto sul genere “spara-tutto in prima persona” per le console domestiche.

È un genere, infatti, nato per PC (Wolfenstein 3D e Doom) e sulla contemporanea generazione di console (la prima PlayStation e Sega Saturn) ha stentato a decollare a causa di limitazione sia del metodo di controllo (la croce direzionale sul joypad, utilizzata per il movimento, è una “croce” di nome e di fatto) sia di prestazioni complessive.

Lo spara-tutto in prima persona su console corrisponde a un “vorrei, ma non posso” permettermi un PC che faccia girare decentemente Doom e i suoi emuli. Il mio primo spara-tutto in prima persona, infatti, è stato Alien Trilogy per PlayStation.

Occorre attendere la generazione successiva alla PlayStation e Halo per dimostrare che è possibile l’eccellenza su console per uno spara-tutto in prima persona.

Inoltre, Halo assume un’enorme importanza per Microsoft: è la sua prima grande affermazione come editore di videogiochi, riuscendo a creare la “killer application” per la sua prima console XBox e, soprattutto, una nuova proprietà intellettuale sfruttabile per un nuovo “franchise” di successo.

Al primo Halo sono seguiti cinque capitoli del canone principale con un sesto, Halo Infinite, annunciato all’E3 2018 – e sei “spin-off” . La serie principale può dividersi in due: una prima trilogia con Halo 3 che chiude la parabola narrativa iniziata nel primo; Halo 4  racconta un’altra serie di storie con un nuovo antagonista alieno; non si hanno ancora notizie se il prossimo Halo Infinite chiuderà questa trilogia. La mancanza del numero “6” dopo il titolo potrebbe dare adito ad altro, come un multiplayer online persistente.

Nuovi personaggi hanno affiancato l’imperscrutabile Master Chief, sempre reticente nel parlare e con il viso coperto dall’elmetto; gli “spin-off” ne hanno ulteriormente sviluppato l’universo, spaziando anche in altri generi di videogioco, dalla strategia in tempo reale (Halo Wars 1 e 2) e spara-tutto con visuale isometrica (Halo Spartan Assault e Halo Spartan Strike), oltre alla canonica visuale in prima persona (Halo ODST e Halo Reach).

Libri, fumetti e serie animate hanno ulteriormente ampliato l’universo e arricchito il “franchise”.

Di seguito l’elenco dei prodotti pubblicati sotto il marchio “Halo”, snocciolati per medium e numeri alla grossa.


Videogiochi

Halo nasce come videogioco, con il secondo capitolo riscuote un successo senza precedenti; inevitabile che non seguissero altri capitoli. In totale sono:

  • tredici videogiochi in esclusiva per le piattaforme XBox, dalla prima all’attuale One. Alcuni capitoli sono stati pubblicati anche per Windows, il primo Halo è stato convertito per MacOS X, infine un paio di “spin-off” anche per Microsoft Phone e iOS;
  • un videogioco arcade, Halo: Fireteam Raven, uno “spara-tutto su binari” che prevede il gioco in singolo o in cooperativa fino a quattro giocatori, grazie a un sobrio cabinato munito di schermo da centotrenta pollici in risoluzione 4K e quattro mitragliatrici brandeggiabili.

Halo: Fireteam Raven è il ritratto della certa “sobrietà” tipicamente statunitense


Musica

Uno degli aspetti più curati di Halo è la colonna sonora. Con Halo il videogioco raggiunge il cinema nel conferire pari dignità alla colonna sonora rispetto ad altri elementi della produzione. La colonna sonora diventa parte integrante del processo di coinvolgimento del giocatore nell’universo video-ludico.

La colonna sonora di Halo è un tratto distintivo della serie ed è ormai inseparabile dalla stessa.

Provate a eliminare la colonna sonora di John Williams da un film di Star Wars ed eliminerete una parte importante del coinvolgimento emotivo dello spettatore: non sembrerà quasi che sia un film di Star Wars. Disney lo ha fatto scientemente negli “spin-off”, eliminando il tema principale dai titoli di testa e utilizzandolo con grande parsimonia per sottolineare le scene che citano il canone originale.

Non deve perciò stupire se possiamo contare ben diciotto colonne sonore pubblicate tra il primo e il più recente capitolo di Halo. L’album di Halo 2 è la colonna sonora di videogiochi più venduta di tutti i tempi negli Stati Uniti.


Film

Fin dal principio, Microsoft sceglie Halo, non solo come “killer application” per l’Xbox e le console successive, ma lo eleva a marchio distintivo e fidelizzante per la sua neonata divisione “Gaming”. L’XBox rappresenta infatti l’entrata di Microsoft in un mercato dominato da Sony e Nintendo, che si erano appena sbarazzati di un ingombrante e noto concorrente: nel marzo 2001 Sega dichiara la fine della produzione della sua console Dreamcast e di qualsiasi altro hardware a venire; resta nel mercato dei videogiochi come editore e sviluppatore software. Un minuto di silenzio, per favore.

“Halo” quindi è un marchio da distribuire in ogni canale e medium, supportato da un “merchandising” invasivo.

Halo è la chiave più immediata per potere spargere presso i videogiocatori il Culto video-ludico di Microsoft.  Ho utilizzato la parola “culto” non a caso perché in quel periodo, vox populi, girava insistente la voce che il fondatore di Microsoft fosse legato a certi poteri occulti e che con il sistema operativo Windows ci avrebbe reso tutti “schiavi”; ho sempre ribattuto a costoro che, se cercavano il Diavolo, dovevano rivolgersi dalle parti di Google. Nel 2019, Bill Gates cede in beneficenza il 37% dei suoi introiti personali attraverso la sua fondazione, Google concorda con la Cina come applicare la censura al popolo cinese. Chiamatemi: Cassandra.

Nel 2005 Microsoft annuncia in pompa magna la produzione del film di Halo. La storia di questo film – che Guillermo Del Toro ha definito come qualcosa di potenzialmente più epico di “Alien” – è una delle più travagliate alla quale abbia mai assistito: è coinvolto il gotha della produzione cinematografica e, dopo una serie di annunci e tante speculazioni, a oggi non vi è la certezza di una cancellazione definitiva e Microsoft con stringato comunicato ufficiale ha dichiarato: il film di Halo si farà “when the time is right”.

Nel frattempo, sono stati pubblicate: due mini-serie a episodi in “live action”, una mini-serie in computer grafica e un’antologia “anime”.

Le produzioni cinematografiche ispirate ai videogiochi sono in genere piagate da una sorta di maledizione alla Tutankhamon o Montezuma o tutte e due insieme. Il livello medio è infimo: a memoria di questa cariatide dei videogiochi che scrive, raggiunge la decenza un numero che stenta ad arrivare alle dita di una mano. Nessun capolavoro.

Le mini-serie in “live action” Halo Forward Unto Dawn (2005) e Halo Nightfall (2014) godono di valori produttivi tutto sommato elevati (sempre relativamente al genere), ma non sono che un riempitivo per un fan del gioco tra un Halo e il successivo: se si è un fan, rientrano nel vasto limbo del “si lasciano guardare”.

Se si è appassionati di animazione, sia l’antologia di episodi, Halo Legends (2010) sia la mini-serie Halo – The Fall of Reach (2015) sono più apprezzabili.

La mini-serie di tre episodi, Halo – The Fall of Reach, può  considerarsi un buon punto di partenza per chi desidera avvicinarsi ad Halo: ispirata all’omonimo romanzo, il primo pubblicato in Italia, racconta la genesi del progetto “Spartan” e  precede gli eventi narrati nel primo videogioco Halo: Combat Evolved.

Halo Legends è una raccolta di sette episodi a cura di differenti studi giapponesi di animazione. Lo stile artistico differente in ogni episodio e l’interpretazione nipponica di questa serie statunitense sono motivi sufficienti per consigliarlo.


Fumetti, romanzi,
libri illustrati

Microsoft comprende che i clienti dei videogiochi spesso sono acquirenti anche di fumetti. Contrariamente alla vulgata, i videogiocatori, oltre che guardare le figure in movimento, sanno anche leggere.

Ne deriva un’autentica invasione del mercato che amplia enormemente l’universo del videogioco, altrimenti oggettivamente limitato:

  • romanzi e guide: una trentina di romanzi e dieci “guide strategiche”;
  • fumetti: oltre una sessantina di albi distribuiti in nove serie;
  • libri illustrati: diciotto libri ricchi di illustrazioni a colori nei più disparati formati tra cui segnalo Halo Adult Coloring Book, ovvero un libro da colorare dedicato agli adulti. Il “coloring” (o “colouring”) è, infatti, un recente fenomeno editoriale (soprattutto all’estero) e trae ispirazione dall’arteterapia o terapia del colore (“art therapy”) per cui tale attività ha un effetto rilassante e benefico, poiché dà  libero sfogo alla fantasia e distrae la mente, un passatempo non impegnativo e comunque appagante che combatte lo stress quotidiano.

Senza considerare “action figure”, blocchetti simil-Lego, tazze per la colazione, lampade, abbigliamento vario e, conoscendo l’importanza attuale del merchandising, solo il Signore sa quanti e quali altri gingilli Microsoft commercializzerà o per cederà i diritti di utilizzo del marchio.

La mia esperienza quindi con la serie Halo, al di là del già citato entusiasmo per i videogiochi, va al di là di quella per uno spara-tutto in prima persona, ma si colloca in una più ampia e arricchente dimensione che spazia tra videogiochi, film e libri. Il coinvolgimento è ai livelli delle saghe di fantascienza come Star Wars e Alien, che sono delle “pietre miliari” nella mia formazione e passione. Se devo individuare un capitolo della serie, non posso che citare Halo: Reach, poiché ha il grande merito di cercare di cambiare il modo di narrare la storia, riuscendovi con successo grazie a due elementi: convinzione e sentimento.

Halo: Reach – I ragazzacci del Noble team in azione!

Halo: Reach, pubblicato nel 2010, racconta gli eventi tra il primo Halo e Halo Wars, ed è l’ultimo capitolo sviluppato da Bungie Studios. Considerato come uno “spin-off”, non vi appare mai – se non in un breve “cameo” nell’ultima missione – l’iconico protagonista Master Chief, tuttavia è un racconto corale di un gruppo di uomini e donne, il Noble Team, di raro trasporto emotivo: è la dimostrazione che raccontare una storia appassionante e coinvolgente può essere fatto anche da un videogioco.

Per continuare ad approfondire sull’argomento, su “Picture of You” c’è il post Potenza della narrativa nei videogiochi: Halo.

(continua)


– Ultimi post simili:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Interviste e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

15 risposte a Fumetti & Videogiochi: conversazione con Redbavon (3)

  1. redbavon ha detto:

    Quanti riusciranno ad arrivare alla fine di questo sproloquio e avere anche la voglia di scrivere un commento?
    Come alla fine del primo Halo Master Chief rispose al commento di Cortana che era tutto finito: “No, io credo sia solo l’inizio”

    Piace a 1 persona

  2. Zio Portillo ha detto:

    Molto interessante. Ma essendo io un figlioccio Sony (PS), la saga di Halo non l’ho mai vissuta…

    Piace a 2 people

    • redbavon ha detto:

      Dagli all’eretico! 😂😂😂 Io sono onnivoro. Sony ha esclusive come The Last of Us e God of War che sono altrettanto importanti dal punto di vista narrativo. Comunque puoi provare – se già non l’hai fatto – una serie di sparatutto in prima persona con tale approccio (anche se meno votato alla “sparatoria”) nella trilogia di BioShock. È stata pubblicata un’ottima “collection” per PS4 con tutti e tre i capitoli a un prezzo onestissimo: venti euro.

      Piace a 1 persona

      • Zio Portillo ha detto:

        Avessi tempo… Ultimo gioco completato? Mass Effect Andromeda o The Witcher Wild Hunt (non mi ricordo quale dei due). Poi è arrivata la nanerottola e addio ai giochi.

        Piace a 2 people

      • redbavon ha detto:

        Stessa mia situazione è ho due gemelli. Convertiti al Lato Oscuro dei Videogiochi dall’età di quattro anni, ormai mi spodestano dal divano e si appropriano dei joypad. Ogni tanto mi usano come “God mode”: papà questo è difficile, fallo tu.
        Ormai mi ritaglio qualche ora nel fine settimana in ore frequentate da vampiri e altre creature della notte.

        Piace a 1 persona

      • redbavon ha detto:

        Chiaramente quella “e” accentata non dovrebbe averlo l’accento, ma il mio correttore ortografico è stato programmato dai servizi segreti di qualche Stato straniero che sabota le comunicazioni in madre-lingua. Quando ormai avrà buttato in caciara tutta la lingua italiana, ci invaderà senza colpo ferire 😂

        Piace a 1 persona

  3. Conte Gracula ha detto:

    Non amo gli sparatutto, mi ci trovo male, ma un paio di volte ho giocato a Halo e non posso negare che sia fatto bene.

    Riguardo alle transumanze da un medium all’altro, sono spesso un disastro e in passato mi son chiesto se il problema fosse il costo della licenza – nella mia testa, si mangiava tutto il budget del progetto – ma da alcuni anni a questa parte, penso che il problema sia la scarsa affinità di chi lavora con uno dei medium coinvolti: pensa al film di Super Mario, è chiaro che chi ci ha lavorato non aveva capito il minimo sindacale del gioco.
    Similmente capita con i passaggi da cinema (o fumetto) a videogioco…

    Piace a 2 people

    • Zio Portillo ha detto:

      Secondo me è proprio un discorso di “media”. Se dei progetti nascono per una cosa (film o videogioco) sono studiati per rendere al medio su quel media in particolare. Traslarli da uno all’altro fa perdere buona parte degli studi fatti. Esempio classico può essere Resident Evil. Su consolle è perfetto, calibrato al millimetro. I film invece… Buoni per la Z che tratta Lucius.
      Anche perché storie come The Last of Us sarebbero perfette per essere narrate al cinema ma non credo che qualcuno si prenda la briga di provare a ricavarci un film.
      Non so se hai giocato a Mass Effect. Ecco, la storia di base, gli intrecci, i personaggi,… Tutto sarebbe oro colato per creare una tri-quadrilogia di film, o una serie tv ad alto budget (tipo Il Trono di Spade). Ma anche in questo caso tutto rimarrà confinato ai videogiocatori.

      Vedremo cosa combinerà Netflix con The Witcher. Ma in questo caso i romanzi (da cui o videogame sono tratti) si prestano meglio a diventare una serie televisiva.

      Piace a 3 people

      • redbavon ha detto:

        Mass Effect è in realtà un progetto che vuole emulare le grandi saghe del cinema di fantascienza. L’”impronta” di Bioware, nota per i suoi RPG fantasy, ha quel piglio che strizza l’occhio a Star Trek più che a Star Wars. Si è diluita nello sviluppo del secondo e terzo capitolo, cedendo il passo all’azione. Nel complesso ne verrebbe fuori in buona trilogia, ma dovrebbero comunque metterci le mani pesantemente con un lavoro di sceneggiatura non da poco visto l’ampiezza dell’universo e il numero di personaggi.
        Concordo che i meta-linguaggi sono differenti e va fatto un lavoro di “traduzione” in ambedue i sensi. Il videogioco sta lentamente prendendo le misure a quello del cinema e dei romanzi, non sta accadendo però il contrario. Il cinema guarda al videogioco come un fratello minore e pure con qualche problema 😜

        Piace a 2 people

    • redbavon ha detto:

      Il film di Super Mario è il primo film tratto da un videogioco ed è una roba immonda. Ne è trascorso di tempo, ma i risultati sono tuttora pessimi perché di fatto non sono considerati dei media con un valore culturale e quindi è solo un’operazione commerciale per “mungere” i fan. Il film tratto da Silent Hill e da Warcraft sono eccezioni e non sono certo capolavori che entreranno tra i “classici” del cinema. Il discorso del costo delle licenze era drammaticamente vero e puntualmente succedeva nei “tie-in”, sopratutto ai tempi dei 16 bit. Qualcosa è migliorato durante la generazione 32 bit e oggi lo è ancora di più: abbiamo esempi eccellenti come Spiderman, la serie Batman Arkham City e Alien Isolation; dai fumetti The Wolf Among Us, Darksiders; dai romanzi The Witcher e Metro. In questi ultimi casi è il videogioco che ha contribuito a fare conoscere in Occidente gli autori di questi romanzi dell’Europa Orientale. Insomma, lento pede, ma sembra un processo finalmente avviato.

      Piace a 3 people

      • Giuseppe ha detto:

        Infatti il film di Super Mario io l’ho sempre guardato non pensando MAI nemmeno per un attimo al videogioco: aiuta a soffrire meno 😉
        Tornando ad Halo, spero che il film che ne verrà tratto (quando si decideranno davvero a farlo, prima o poi) non mi costringa ad adottare lo stesso approccio di cui sopra…

        Piace a 3 people

  4. Cassidy ha detto:

    Mi piace il tuo concetto di “in due parole” lo sento molto affine a me 🙂 Non sono un gran giocatore ma ho amato Halo visceralmente, ho giocato solo al primo su PC ma era fantastico, non volevo terminarlo ma ci sono riuscito e anche io che non ci capisco nulla, l’ho trovato epico, coinvolgente e con una trama bellissima già pronta per un film, che infatti non è mai arrivato. Cheers!

    Piace a 2 people

  5. Sam Simon ha detto:

    Grazie a RedBavon avevo letto dell’Universo di Halo e per questo ho ascoltato un po’ delle sue musiche (su Youtube, non il massimo della qualità ma abbastanza per farsi un’idea) e davvero meritano! In compenso non ho giocato nessuno dei giochi della saga…

    Piace a 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.