Fumetti & Videogiochi: conversazione con Redbavon (4)

Data la mia storica ed atavica incapacità nei videogiochi, sono rimasto indietro su molti titoli ed altri li ho scoperti solo quando ho visto il fumetto annunciato in uscita. Per prepararmi a questi universi, che mi attraggono fortemente ma di cui mi mancano le basi, mi sono rivolto a un esperto video-ludico o, come preferisce definirsi, “una vecchia cariatide dei videogiochi”: RedBavon, del blog Picture of You.

L.


Alieno, tu m’ha provocato e io mo’ me te magno

4) Con l’arrivo di “StarCraft: Soldiers” la Dark Horse si dimostra intenzionata a continuare a raccontare di questo universo che deriva da giochi più strategici: ti è mai capitato di giocare ad uno StarCraft?

StarCraft è una serie di videogiochi di strategia in tempo reale (RTS), sviluppato da uno dei più talentuosi studi di sviluppo di videogiochi, Blizzard Entertainment. Il primo capitolo è stato pubblicato nel 1998, cui sono seguiti l’espansione Brood War e il seguito StarCraft II, che è una trilogia pubblicata tra il 2010 e il 2015: Wings of Liberty, Heart of the Swarm e Legacy of the Void. Tutti i capitoli sono disponibili per PC Windows e MacOS; esiste un’unica versione per console ed è StarCraft 64, pubblicato solo nel mercato statunitense per Nintendo 64.

In Corea del Sud, StarCraft è un fenomeno di massa: famosi sono i suoi giocatori professionali, con un seguito di fan al pari di “star” della musica. I più famosi giocatori ne hanno fatto una professione: sono sponsorizzati da importanti marchi di hardware e accessori per computer, tengono “corsi di formazione” del gioco, sono perfino stati al centro di scandali di corruzione.

Busan – Corea del Sud, luglio 2017. Evento organizzato da Blizzard in occasione
del lancio in anteprima mondiale di StarCraft Remastered: 10.000 spettatori vi hanno assistito
dal vivo e 500.000 via streaming o trasmissione TV.

Legittima la domanda come sia possibile un successo di tale dimensioni per un videogioco, per giunta RTS, che è un genere certamente più di “nicchia” al confronto di uno di calcio o di uno spara-tutto.

Il primo StarCraft

Il 1998 è un anno della definitiva consacrazione del genere RTS a colonna portante dei cataloghi degli editori di videogiochi. Sebbene il genere in nuce abbia origine nei primi anni Ottanta in due titoli per Mattel Intellivision, Sea Battle e Utopia, è Dune II di Westwood Studios per PC MS-DOS nel 1992 a essere considerato il capo-stipite del genere RTS come lo giochiamo oggi.  Ma è solo quattro anni dopo che la produzione di RTS conta un numero consistente di titoli, per triplicarsi nel 1997 e consolidarsi a trenta titoli nel 1998. Dune II introduce una serie di elementi caratteristici degli RTS, StarCraft li sviluppa, li assembla con un bilanciamento certosino e li porta in una dimensione inesplorata: il multi-player.

Che razza (di videogiocatore) vuoi essere?
A partire da sinistra: Protoss, Terran, Zerg.

StarCraft permette al giocatore di scegliere delle differenti “fazioni”, che modificano significativamente le dinamiche di gioco e impongono un approccio completamente diverso: i Terran (i terrestri), gli Zerg (una razza aliena insettoide), i Protoss (una razza aliena umanoide). Ciò si traduce in un’accresciuta varietà di interazione, scandita in una molteplicità di scelte tattiche, che nella maggiore parte degli altri titoli appartenenti al genere tendono a ripetersi secondo alcuni schemi. StarCraft, almeno nella modalità “Campagna”, non è totalmente scevro da tali limiti, ma li compensa ampiamente con la necessità di variare approccio secondo la fazione.

Starcraft Remastered (2017), versione dell’originale primo capitolo
e l’espansione Brood War, aggiornati all’alta risoluzione e funzionalità connettive

La modalità “Campagna”per il giocatore singolo non è un’insieme di missioni, che esistono solo nell’economia di gioco. Dune II già aveva utilizzato un espediente narrativo come “collante” tra le missioni, StarCraft è il primo che cala personaggi e situazioni in un più ampio universo narrativo, che si sviluppa in seguito in serie a fumetti, libri e anche giochi da tavolo.

In Starcraft II la “Campagna” di ogni episodio è dedicata a una fazione in particolare: Wings of Liberty ai Terran, Heart of the Swarm agli Zerg e Legacy of the Void ai Protoss, intrecciando gli eventi, i vari personaggi, i punti di vista del conflitto in un arco narrativo che si estende da un episodio  all’altro. Altra caratteristica di Blizzard è l’utilizzo di filmati in computer grafica che raccontano la storia nella progressione del gioco: sono curatissimi sia nella direzione artistica sia nella realizzazione tecnica.

In modalità multi-player, StarCraft si eleva nell’Olimpo dei Videogiochi ed è di fatto il primo degli eSport grazie anche alla comunità on-line che vi si sviluppa intorno e al sistema di connessione “Battle.net” sviluppato dalla stessa Blizzard.

Il primo StarCraft permette di giocare contro un numero massimo di sette avversari, controllati da altri giocatori collegati in Rete (LAN o Internet) o dall’Intelligenza Artificiale. I giocatori da tutto il mondo possono sfidarsi collegandosi via Internet a “Battle.Net”. “Battle.net” implementa un sistema che permette di raggruppare e confrontare i giocatori in base alle proprie “abilità” dimostrate sul campo ovvero in base alle vittorie e alle sconfitte. Questa e altre funzionalità utili a facilitare l’organizzazione e lo svolgimento delle sfide on line hanno decretato il successo di StarCraft, tale da farlo rientrare tra le prime discipline delle “Olimpiadi dei Videogiochi”.

Dal 7 al 15 ottobre 2000 a Yongin in Corea del Sud hanno luogo i primi “World Cyber Games” (noti anche come “Olimpiadi dei Videogiochi). L’evento è sponsorizzato da Samsung, dal Ministero della Cultura e del Turismo e dal Ministero dell’Informazione e Comunicazioni. Centosettantaquattro sfidanti provenienti da diciassette Paesi partecipano ai tornei nei seguenti giochi: Quake III Arena, FIFA 2000Age of Empires II e naturalmente StarCraft: Brood War.

La mia esperienza ai titoli di StarCraft è legata alle varie “campagne” per singolo giocatore e non al multi-player.

È sufficiente guardare una delle tante videoclip in Rete del gioco multi-player per accorgersi che esistono degli autentici mostri con tempi di reazione e numero di clic del mouse fuori parametro umano. In ogni caso, come tutti i videogiochi con una spiccata vocazione multi-player, occorre una dedizione quasi esclusiva e impegnare un numero di ore-gioco notevole prima di potere avere dei risultati che non siano “essere asfaltati” al primo “rush” avversario. Se si cerca un RTS con una vasta comunità e si ama la competizione, StarCraft è sicuramente un titolo cui puntare.

Starcraft II

La “Campagna” dei Terran, che è la fazione alla quale sono affezionato e anche quella più adattabile a varie situazioni (equivalente a una classe “media” in un RPG), è ben bilanciata, richiede l’esercizio di un po’ di materia grigia oltre a una buona coordinazione mouse e tastiera. Chi pensa che l’azione negli RTS sia più blanda, commette un grossolano errore. Blizzard Entertainment, oltre ad avere una perizia fuori dal comune nel curare gli aspetti tecnici e nel creare un’eco-sistema online intorno ai propri prodotti, applica un’aurea regola dei videogiochi dalle loro origini: l’errore e il conseguente fallimento (temporaneo) del giocatore non sono causati dall’Intelligenza Artificiale che bara (espediente molto comune negli RTS) o da lacune del codice di programmazione; l’errore è generalmente del tipo “fertile”. A ogni fallimento, si riesce a capire come andare un po’ più avanti al prossimo tentativo. L’elemento narrativo e i personaggi rafforzano il fattore FUEPS (Faccio l’Ultima E Poi Smetto) che è presente in dose massiccia nella serie StarCraft.

(continua)


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8 risposte a Fumetti & Videogiochi: conversazione con Redbavon (4)

  1. Cassidy ha detto:

    Ho giocato parecchio al primo StarCraft, sempre in partite contro il computer, in multiplayer finirei asfaltato in tempo due secondi. Però era un gioco davvero coinvolgente, non avevo idea che in Corea del Sud avesse questo tipi di riscontro, addirittura il torneo in stile “il piccolo grande mago dei videogame”, non vedo l’ora di leggere il seguito. Cheers!

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    • redbavon ha detto:

      Te li immagini i nostri ministri a sponsorizzare un evento del genere? D’accordo che il fenomeno in Corea del Sud è di dimensioni fuori scala e per motvi specifici di quella società e Paese, diffcilmente applicabili o replicabili nel nostro. Ma quando un ex-ministro dello Sviluppo Economico, chiama i videogiochi “giochi elettronici” e dichiara di averli banditi dalla propria casa con il solo scopo di riempire la sua non ancora annunciata candidatura alle prossime Elezione Europee con un po’ di propaganda dal facile consenso, ti dà la misura di quanto siamo distanti. Nemmeno con un nave che fa la rotta di Kessel in meno di dodici parsec riusciremo ad avvicinarci…

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      • Giuseppe ha detto:

        E non andrebbe meglio nemmeno con quell’altra leggendaria nave andando a massima velocità di curvatura visto che, non contento, il suddetto aggiornatissimo ex-ministro nonché ex-attore bambino (la cui conoscenza dei “giochi elettronici” credo sia pari a quella fumettistica, tra l’altro) ha di recente rincarato la dose con un ancor più ipocrita “Si può e si deve dire no”…

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      • redbavon ha detto:

        E che lo dica e lo faccia a casa sua ci sta, ma che gli sia “sfuggito” il giro d’affari, l’innovazione e la necessità di personale specializzato che questa industria porta con se’ è grave per un ex-ministro dello Sviluppo economico.

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      • Conte Gracula ha detto:

        Per non parlare dell’innovazione culturale e narrativa in corso… facciamo finta che gli freghi qualcosa di libri, teatro e film, non è che i videogiochi spazzino via millenni di cultura umana, anzi: spesso ci si ispirano!

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      • Giuseppe ha detto:

        Sì, decisamente gli sono “sfuggite” un po’ troppe cose (per essere un ex-ministro dello Sviluppo economico)…

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Anche io sono rimasto colpito dall’evento coreano oltre che commosso, al netto di Starcraft, quando ho letto titoli come Quake, Fifa, Age of empires…😮😍

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  3. Sam Simon ha detto:

    Uh, su questo sono ferratissimo!

    Ho giocato più a starcraft 2 che al primo, specialmente in multiplayer, ma va detto che l’originale fu davvero innovatore, sul Battle.net appena nato era bellissimo farsi asfaltare da giocatori mille volte più bravi e veloci!

    Un appunto sul single player: la trama di Starcraft e Brood War era spettacolare, piena di intrighi, strategie, personaggi sfaccettati! La trama di Starcraft 2 ha sofferto una certa caduta di stile, trasfornandosi in una storia d’amore con una guerra lineare sullo sfondo. Non ho nemmeno avuto voglia di finirla e non ho mai toccato il capitolo Protoss…

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