Tutte le manie di Bob (1991) Psycho-vacation!

Riparati i guasti alla ADSL che mi hanno fatto sballare il palinsesto della settimana scorsa, e arrivato il caldo afoso che tanto odio, si può tornare a pensare alle vacanze: si parte tutti per l’impronunciabile lago Winnipesaukee!

La Touchstone con l’inizio degli anni Novanta è in grande spolvero. Magari non sta sfornando capolavori, ma sta azzeccando un film dopo l’altro, lasciandosi apprezzare da un vasto pubblico perché copre ogni genere: da Apache. Pioggia di fuoco (1990), quando Nicolas Cage era Nicolas Cage, a Tre scapoli e una bimba (1990), terzetto di attori brillanti che sciolsero i cuori di tutte le spettatrici; da Green Card (1990) con Dépardieu, un film perfetto da vedere quando si è innamorati, al Woody minore ma guardabile di Storie di amori e infedeltà (1991). Lo vogliamo citare? Ma sì, che in fondo ci ha divertito anche se non lo vogliamo ammettere: la Touchstone prende Luis de Funes e lo trasforma in Stallone per Oscar. Un fidanzato per due figlie (1991)!
Non so quale sia il segreto della casa in quel periodo – ipotizzo un’ottima distribuzione per tutti i suoi film, anche negli anni a venire – né perché non abbia anche in seguito ripetuto la sua formula magica, ma sta di fatto che il nuovo decennio inizia con i fuochi d’artificio, e due grandi attori di generi opposti possono confrontarsi per scrivere una pagina di storia del cinema.

Mi sa che sta parlando di noi…

Nei vari decenni della sua carriera Richard Dreyfuss ha provato diverse (troppe) volte a fare il comico cinematografico, ed onestamente non l’ho mai sopportato in quella veste. Ho stretto i denti e ho voluto farmi piacere assolutamente film come Il dittatore del Parador in arte Jack (1988) e Felice e vincente (1989), ma sono state visioni orripilanti ed umilianti per il protagonista. Dreyfuss è un grandissimo attore drammatico, che l’unico modo che ha per far ridere… è fare la spalla seria. Come quando fa la ricca vittima del barbone Nick Nolte in Su e giù per Beverly Hills (1986), grande successo dell’epoca.

No, Richard, ti prego, non ridere…

Dal lato opposto c’è Bill Murray, che nasce come buffone della corte televisiva e ci ha messo un po’ a togliersi di dosso i panni del giullare bambinesco. Onestamente i suoi film anni Ottanta non li sopportavo, era una comicità da asilo che digerivo poco, e per fortuna Ghostbusters (1985) dimostrava che Bill poteva anche andarci più piano, con il suo essere giullare. Era ancora in piena trasformazione da beota ad attore comico quando divenne chiaro che riusciva molto meglio quando aveva una spalla seria, in cui riflettersi. Una dose di serietà migliora sempre quel cocktail complesso che è l’umorismo.

Un comico da tenere fuori dalla finestra

Quindi il 17 maggio 1991 esce nei cinema americani What About Bob?, il film che unisce un comico in cerca di serietà e un serio in cerca di comicità: un mix perfetto. E soprattutto “innovativo”, visto che di solito all’epoca si tendeva a rimanere ognuno nel proprio genere, anche nelle “accoppiate”, come dimostra Due figli di… (1988) – in questi giorni riportato al cinema in versione femminile con Attenti a quelle due (2019) – commedia in cui il gentiluomo Michael Caine faceva il gentiluomo e dove il guascone Steve Martin faceva il guascone. Ognuno faceva le sue cose nella propria casa…
Proprio da Due figli di… proviene il regista Frank Oz, che è il “re dietro le quinte” degli anni Ottanta: è ovunque e sempre perfetto, impegnato in ogni campo del cinema e in ogni campo porta oro. Non so se i “giovani d’oggi” sappiano che è Oz il vero Mago del cinema…

Un giorno riuscirò a beccare in TV il titolo italiano…

Lo sceneggiatore Tom Schulman, quello de L’attimo fuggente (1989), prende il soggetto di Alvin Sargent – scomparso in questi giorni ed autore di Spider-Man 2 (2004) e 3 (2007) – e crea un copione ad orologeria, dove ogni personaggio è perfetto e quel che più conta fa (e dice) la cosa giusta al momento giusto. Sembra ovvio, ma è la cosa meno scontata del cinema americano, soprattutto quello comico.
Esce in Italia il 6 dicembre 1991 come Tutte le manie di bob, e dopo la VHS Touchstone del maggio 1993 si perdono le tracce del film, più volte trasmesso in TV ma che non sembra essere stato riversato in digitale. Gira su La7 almeno dal maggio 2018 e da allora ogni volta mi sfugge, per un motivo e per l’altro: prima o poi riuscirò a registrarlo con i meravigliosi titoli tradotti in italiano che La7 trasmette.

Questa vacanza sarà divertente: è un ordine!

La storia la conoscete tutti (o dovreste conoscerla). Bob Wiley (Bill Murray) è un condensato di manie, fobie ed idiosincrasie varie, tanto che gli è difficile uscire di casa e cerca di farlo solo quando è necessario, come per esempio per andare dal suo disperato terapeuta, un uomo distrutto che dopo l’esperienza con Bob decide di prendersi una lunga, lunghissima pausa dalla professione. Così pensa bene di ammollare lo scomodo paziente ad un suo collega parecchio tronfio, il dottor Leo Marvin (Richard Dreyfuss) con tanto di barbetta alla Freud.

Quando si parla di “ruolo della vita”, io penso a questo

È un periodo d’oro per lo psicanalista, grazie all’uscita di un suo libro che promette di essere un bestseller: il suo titolo, ormai entrato nel linguaggio comune, indica lo stile della sua terapia, cioè Passi di bimbo (Baby Steps). Invece di affrontare l’insieme delle proprie paure, bisogna fare un passo di bimbo alla volta. «Devi farne di strada, bimbo, se vuoi scoprire com’è fatto mondo», recitava uno storico spot Chicco del periodo.

Il più celebre degli psicobiblia

Il rapporto tra un paziente pazzerello e ciarliero e uno psicanalista serissimo e musone è già vincente a tavolino, ciò che conta è non rovinarlo con una pessima sceneggiatura che si dia per scontata: per fortuna non è questo il caso. La storia si costruisce scena per scena e non dà nulla per scontato.
Così il povero dottor Marvin vorrebbe passare il suo mese di vacanza al lago Winnipesaukee insieme alla famiglia che dirige come fossero propri pazienti, e d’un tratto si ritrova quel matto di Bob e tutte le sue manie sul groppone. Come può un serio professionista, antipatico a tutti, liberarsi di un simpaticone subito ben voluto dall’intera cittadina?

Uno psicoterapeuta molto empatico

Il rapporto tra i due diventa subito da “doppio transfert carpiato”: il serio comincia a diventare matto, il matto comincia a diventare serio. Al contrario delle smorfie che faceva ad inizio carriera, Murray gioca di fino e il suo matto imbocca subito la strada per la simpatia: il gioco di mostrare una persona anormale che aspira alla normalità, e quindi dosa sempre di più le proprie mosse istrioniche, funziona alla perfezione.
Dall’altra parte Dreyfuss è perfetto nel mostrare un personaggio serio, serissimo, che si vede mettere in discussione ogni valore, ogni abitudine, e discende la china fino a compiere quelle “mosse da matto” che ad inizio film compiva Bob. Non è un attore comico che fa il comico, è un attore serio che descrive il crollo della serietà, e Dreyfuss è da manuale.

Che simpatico Bob, quasi quasi lo stritolo…

È incredibile quanto sia minuscola la storia, un gruppetto di personaggi raccolti su un metro di terra davanti ad un lago, oggi sarebbe il sogno di tutte le case bulgare e ne verrebbe fuori un filmaccio di serie Z con gente che dice cose a caso. Invece con ben 35 milioni di budget – davvero esagerati, probabilmente 30 sono serviti per pagare i due attoroni protagonisti! – Frank Oz crea un film da manuale, con neanche una scena di troppo, neanche una sbavatura, un ritmo perfetto al secondo e il giusto spazio dato a due attori dagli ego ingombranti che rischiavano di prendersene più del dovuto.
Fossero tutti così i “film vacanzieri“…

Un’unica location ma non sembra

Rivisto oggi, secondo me il film non ha perso un grammo di quella simpatia che a pelle generò nel 1991 già solo dai trailer. È una storia semplice ma densa, dove il borioso psicoterapeuta non è uno stupido, anche se spesso si comporta così, e anche i consigli estorti che fornisce controvoglia sono comunque lodevoli massime di vita. O che comunque fanno quell’effetto.

«Devi prenderti una vacanza dai tuoi problemi»

Mi sarebbe piaciuto trovare interviste ai due attori per sapere come hanno vissuto le riprese, ma di questi film “moderni” non esiste gran che. Non ci rimane che una epocale prova di bravura di due attori ispirati, al servizio di una sceneggiatura che – lo abbiamo visto – in questo genere è rarissima da trovare.

Libro e moschetto… psichiatra perfetto!

L.

– Ultimi post simili:

GUARDA IL FILM A € 2,99

 

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

11 risposte a Tutte le manie di Bob (1991) Psycho-vacation!

  1. Zio Portillo ha detto:

    Parto da lontano: “Due figli di…” è un mio culto personale, scoperto per caso sballando un programma di una registrazione. “Miss Colgate”, “Lady Fanny di Omaha”, Steve Martin che fa il fratello demente, il “colpo di scena” finale che mette tutte le carte in tavola,… Lo ricordo ancora a memoria nonostante siano passati secoli dalla mia ultima visione. Vai a capire perché certi titoli minori rimangono scolpiti così a fondo nella memoria.

    Discorso simile per “Bob” e le sue manie. Visto una vita fa, ancora me lo ricordo. Anche se, paragonato ad altre pellicole del periodo, questo non l’ho “consumato”.

    Molto interessante l’analisi sulla Tuchstone e non posso che concordare con te. Film giusti, con attori giusti usciti al momento giusto. Da manuale pure loro. Sembrerebbe facile far combaciare tutto e invece…

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      “Due figli di…” è sicuramente un piccolo cult, anche se rivisto ultimamente mi ha deluso, non ritrovando le matte risate fatte all’epoca. Al di là di questo, utilizza due attori che sanno fare bene la loro specialità e rimangono in quella, mentre la particolarità di “Tutte le manie di Bob” è che i due attori si ritrovano in campi un po’ diversi da loro solito, e questo “stridore” rende ancora più divertenti le situazioni.

      "Mi piace"

  2. Cassidy ha detto:

    Finalmente! No, non mi riferisco ai problemi tecnici, quelli possono capitare a tutti, dico proprio che il post contiene tre verità assoluto. A partire dal fatto che il Mago di Oz è il vero re senza corona del cinema degli anni ’80, John Landis se lo teneva buonissimo e George Lucas gli deve parecchie birre. Verità numero due: Richard Dreyfuss al massimo può fare mossette da bambino (che Spielberg sapeva sfruttare al meglio) ma è l’uomo delle lacrime di “Incontri ravvicinati”, attore drammatico nel midollo osseo. Nella comicità la coppia composta dallo “scemo” e dal “serio” è un classico, Leo Ortolani ci ha basato sopra una carriera, e poi la barba alla Freud è un colpo di genio secondo me 😉 Ultima verità: Bill Murray è un cretino supremo, che con il tempo è stato bravissimo a costruirsi una maschera malinconica, un altro attore in questo film avrebbe semplicemente esagerato in ogni scena, invece lui parte schizzatissimo (la scena in cui raggiunge il lago “a passi di bimbo” ogni volta mi fa rotolare dal ridere) e va in calando, ma un calando funzionale alla storia. Gran post, per una di quelle commedia che fanno ridere per davvero 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti il pericolo maggiore per la storia sarebbe stato avere due attori in iper-recitazione, uno troppo serio e l’altro troppo matto. Invece entrambi sono equilibrati in modo perfetto, evolvendo nel corso della vicenda e regalandoci un cult senza tempo.
      Il tutto ambientato in un’unica minuscola location! Non ricordavo fosse un film così “piccolo”, forse perché è talmente gigante che non ci si fa caso 😛

      "Mi piace"

  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Provo a dirlo veloce e subito per vedere se fa meno male: nonlhovisto!
    Sì, il dolore non è stato troppo acuto. 😉
    Cercherò di rimediare in questo caldo afoso non prima di aver ringraziato Lucius per lo spunto! 👍💪😄

    Piace a 1 persona

  4. Kuku ha detto:

    Che film bellissimo, uno di quelli che li guardi e ti fanno stare bene. E comunque la filosofia del “Passi di bimbo” è giusta e l’approvo!
    Nel 1990 della Touchstone c’era anche Pretty Woman, come film da sfracelli.
    Questa locandina fumettistica non l’avevo mai vista! Non me la ricordo proprio.
    Vado ora a vedere su imdb e scopro che l’attrice che interpretava la figlia aveva già allora 26 anni, ecco perché mi sembrava un po’ adultina per il ruolo!

    Piace a 1 persona

  5. Giuseppe ha detto:

    Davvero un periodo d’oro quello della Touchstone primi anni ’90! E, riguardo al titolo meritoriamente oggetto del tuo esauriente post, “Tutte le manie di Bob” riesce sempre a sfuggirti su La7 perché, essendo ormai da troppo tempo un’emittente insopportabilmente stracolma di programmi d’attualità, politica e cronaca per più di due terzi del proprio palinsesto, riesce a farci dimenticare che QUALCHE VOLTA in mezzo al tutto riesce ancora a piazzare dei film (sull’insignificante offerta telefilmica è meglio tacere del tutto: chi è riuscito a passare impunemente da Star Trek a Josephine non merita commenti) come questa piccola perla senza età del mai abbastanza celebrato Frank Oz, con un Murray e un Dreyfuss in stato di grazia 😉

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sicuramente La7 da anni punta sull’informazione e gli inutili intermezzi tele-filmici sono solo riempitivi su cui non punta minimamente. Sono sempre quelli ed è chiaro che sono solo avanzi di magazzino economici buttati là solo per far riprender fiato ai giornalisti.
      Il momento d’oro è questo, quello estivo, perché le trasmissioni vanno in vacanza e l’emittente spolvera qualche vecchio film per tappare i buchi, spesso con titolazione italiana introvabile. L’importante è stare pronti ^_^

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.