Peppermint (2018) Alias: Jenny Wick

Keanu Reeves con la sua saga di John Wick ha conquistato anche quelli che non vedono film di genere e credono che quella sia azione?
Matilda Lutz con il suo psichedelico Revenge (2017) ha convinto delle capacità femminili di vendetta tutti quelli che non hanno mai visto un film prima del Duemila?
Oh, e Jennifer Garner chi è, la prima che passa? Lei spaccava culi quando i fan di John Wick si vedevano ancora American Pie e quelli di Revenge credevano che Charlie’s Angels fosse il massimo del cinema d’azione al femminile: è il momento di riscuotere il dovuto.

È il momento di Jen Wick!

Piccole case con grandi nomi nei posti giusti la chiamano e le dicono: “Ti ricordi di quando quindici anni fa fingevi di essere un’eroina d’azione? Perché non torni a farlo, oggi che va di moda fingere di saper menare e sparare?”
Jenny entra nella stanza segreta di casa sua, accende la luce e ritira fuori i suoi strumenti di Alias: è il momento di tornare in azione.

Non sono mai stato fan delle cinque annate della serie TV “Alias”, semplicemente perché mi dava troppo l’impressione di “Barbie action girl”. Un mucchietto d’ossa di venti chili veniva mostrato in grado di abbattere cristoni grandi il triplo di lei, e sebbene preparata a dovere la minuscola Garner era davvero la Keanu Reeves al femminile: ripeteva a pappagallo movimenti che le avevano insegnato sul set senza un minimo di convinzione o di carisma.
Però è innegabile che Jennifer nostra, gagliarda e tosta, non ha nulla di meno degli eroi d’azione virtuali che oggi piacciono tanto, ed è giusto che venga a riscuotere ciò che le è dovuto.

Jen parte subito con un vantaggio che la pone un gradino più alto di Wick e cloni vari: ha uno sceneggiatore. Che pare poco, invece è tutto.
Forse qualcuno ricorderà un celebre cortometraggio che nel 2012 fece impazzire il web, visto che da YouTube si vedeva Thomas Jane tornare ad impersonare il Punisher in lavanderia: mentre tutti sognavano il ritorno del peggior Frank Castle di sempre, intanto quella storiella lanciava lo sceneggiatore Chad St. John, che quattro anni dopo firma Attacco al potere 2 (London Has Fallen), che è quel che è ma come film d’esordio non è uno scherzetto.
Nel 2018 si ritrova a lavorare con i due finti eroi d’azione in contemporanea: a Keanu Reeves scrive l’ottimo Replicas mentre a Jennifer Garner scrive il film d’azione cazzuta che l’attrice meritava da tempo. E che – mi piace immaginare – ha accettato solo perché il nome della protagonista è tosto, cazzuto e figo: Menta piperita!

Il gusto che vi toglierà il fiato!

Peppermint – titolo inspiegabile, credo si riferisca al gusto di gelato della figlia della protagonista – esce in patria americana il 7 settembre 2018 e la Lucky Red lo porta in Italia il 21 marzo 2019 (fonte: ComingSoon.it), poi in DVD e Blu-ray dal luglio successivo.

Non scherzate con mamma Jennifer

Non serve chissà che sceneggiatura per un film d’azione, basta una storiella vagamente credibile: questo ha impreziosito il primo John Wick e reso barzellette gli altri due.
Come fa la mamma Riley North (Jennifer Garner) a trasformarsi in Punitrice spietata che non manca un colpo? A diventare Franka Castle ci vuole poco, basta che il più grande trafficante della zona le uccida marito e figlia ad inizio film: un classico.

Si parte subito con la più classica delle scene alla Punisher

Però Castle aveva un addestramento militare ed è potuto diventare subito il Punisher: come fa mammona Jennifer a passare dalle pentole alle mitragliette automatiche?
Semplice: si applica la vindicta interrupta

Ora la mamma sistema gli uomini cattivi…

Come va servita la vendetta? Fredda, si sa, quindi niente “wickate” immediate: dopo il tragico inizio di vicenda, mamma Riley scompare. Per cinque anni.
Cinque anni di stage nei peggiori angoli del mondo, ad imparare le wickate più wickose, ad imparare a combattere, a sparare e a fare le faccette giuste. Dopo cinque anni la vendetta è bella fredda: è il momento di servire in tavola.

La pallottola giusta si piazza a freddo…

Grazie al regista francese Pierre Morel, specializzato in ottimi film d’azione rutilante come Banlieue 13 (2004) e From Paris with Love (2010), potete stare tranquilli che l’azione c’è ed è buona. Per carità, parliamo sempre di eroi di cartone come piacciono tanto agli spettatori di oggi, il povero Morel non è che può fare miracoli ma state tranquilli che la produzione ce l’ha messa tutta.

Tie’, pure il furgone del Punisher anni Ottanta!

Per esempio a coordinare gli scontri fisici e ad allenare la Garner c’è Don Lee, coreografo hollywoodiano di serie A, con aggiunta di Panuvat Anthony Nanakornpanom, che non so chi è ma ha il nome thailandese quindi è geneticamente portato all’action di livello!

Jennifer ci crede e lo spettacolo c’è

La Garner, splendida 47enne, tira fuori tutta la Alias che c’è in lei e dimostra a ’sti ragazzini di oggi come lavorano i professionisti: meno gigioneggiare, più sparare. Meno faccette per far piacere ai fan, più spettacolo.

Jenny Wick in azione!

Com’è che di questo film non si parla come di Revenge (2017)? Nella storia le donne sono sottomesse a maschi violenti ed oppressivi finché Jen Wick non rimette a posto gli equilibri una cartuccia alla volta: com’è che non è diventato bandiera in Rete? Non è che il femminismo e il metoo tirano solo se l’attrice è giovane e gira in mutande? Jennifer – sempre vestita, quindi a quanto pare poco interessante per le tendenze social – è superiore alle cornacchie digitali che gracchiano in tendenza, lei sta sullo schermo a dimostrare che non le manca niente per essere la nuova Punisher al cinema.

Siamo tutti pericolosi. Io sono pericolosa! Io sono il Punitore!
Lynn Michaels, “Punisher War Journal” n. 73 (1994)

Che ne dite di raccogliere firme per proporre Jennifer Garner nel ruolo cinematografico di Lynn Michaels, la donna che nel 1994 prese il posto di Frank Castle come Punisher?

Bionda e pericolosa, coi disegni di Gary Kwapisz

Il grado di finta action di questo film è pari a quello di John Wick, anche se avere diverse tonnellate di divismo in meno rende tutto più agile, snello e cazzuto: se credete che Reeves sia un bravo eroe d’azione, allora dovete ammettere che la Garner non ha nulla da invidiargli. Ovviamente nessuno dei due ha nulla a che fare con l’action di qualità, ma ormai in Occidente sembra essersene perso il gusto.

Un’eroina per i poveri del quartiere

Se fossi in Ben Affleck, farei in modo di ricordarmi di fare un regalo a Jennifer per ogni singolo anniversario esistente: non vorrei mai dare un dispiacere a Jen Wick!

L.

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22 risposte a Peppermint (2018) Alias: Jenny Wick

  1. lpelo2000 ha detto:

    Avevo visto la locandina ma non mi aveva colpito tanto da aver voglia di vedere il film. Lo metto nella lista: dare una visione.

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  2. Sam Simon ha detto:

    Interessante! Certo, mi pare che la Garner sia un po’, troppo vestita per attirare le masse, Revenge aveva una scelta di vestuario molto più… consona alla vendetta, ecco! :–D

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  3. Austin Dove ha detto:

    Visto al cinema, probabilmente è pure nel mio blog (uno dei due) e mi è piaciuto molto! Io avevo apprezzato fosse vestita cmq.

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  4. Cassidy ha detto:

    Questo film non è stato diretto da una donna, non ha fatto il giro dei festival ed è stato ignorato dalla critica, altrimenti sarebbe stato equiparato d’ufficio al movimento, come tutti i film con una donna come protagonista usciti dopo il 2018, hanno fatto lo stesso con l’Halloween della Blumhouse 😉
    Non ho mai seguito come si deve “Alias”, giusto qualche episodio, Jenny ha avuto la sfiga di non essere riuscita a sfruttare per bene il successo di quella serie, viene ricordata più come ex di Ben Affleck e per quella porcheria di “Elektra”. Il tuo paragone provocatorio mi piace: onestamente tra dieci anni, io non credo che nessuno farà gli “Expendables” con Keanu Reeves, Matt Damon (Jason Bourne) e Chris Evans (Capitan America).

    Detto questo di questo film ho apprezzato lo stato di forma di Jennifer Garner, e qualche scena d’azione, ma in generale l’ho trovato piattissimo. Zero enfasi nel momento del dramma alla “Franka Castle”, ho apprezzato l’idea dei cinque anni d’assenza passati ad allenarsi, più sulla carta che nel film, perché la preparazione è il momento in cui ti affezioni al personaggio e capisci le sue motivazioni, qui passa letteralmente da casalinga a Jenny Wick in un attimo. Inoltre la parte dell’angelo del quartiere mi è piaciuta più che altro per il bel graffito, perché non è che la trama approfondisca molto. Avrei voluto divertirmi di più guardando questo film, ma concordo con il tuo punto di vista, Jennifer Garner ha tutto per essere l’eroina dei film d’azione occidentali, per lo meno come li intendiamo oggi, in cui prima di tutto il protagonista deve essere famoso, poi il modo di fargli fare delle robe d’azione in qualche modo si trova. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ah non sta più con Affleck? Che diamine, non ce la faccio a stare appresso agli “incroci” fra divi, l’ultimo video che ho visto stavano ancora assieme…
      Se questo film avesse avuto soldi e lancio che meritava, sarebbe stato più “modaiolo”: avrebbe cioè iniziato con la solita storia delle origini (incidente alla Castle e focus sui cinque anni di allenamento: chiudendo sul graffito), poi una storia di angelo del quartiere (lotta ai crimini piccoli e grandi) e infine scontro finale con il Kingpin di turno. Purtroppo, date le premesse, una trilogia con Jenny Wick temo era da escludere, così hanno dovuto condensare tutto e puntare più sulle sparatorie e meno sui personaggi, che peraltro non sono invecchiati di un giorno in cinque anni! 😀
      E’ una storia più “classica”, come gli scrittori di un tempo che nei racconti mettevano più elementi che in un romanzo, per arricchirli. Piuttosto che la solita storia di origini, che poi sarebbe rimasta tronca perché era scontato che nessuno si sarebbe filato il film, ho preferito una storia completa, veloce e addirittura sbarazzina 😉

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  5. Il Moro ha detto:

    Dai, lo avevo snobbato completamente, adesso devo dargli una possibilità. Devo dire che a me non sono dispiaciuti i primi due John Wick (il terzo ancora non l’ho visto), A parte Keanu Reeves che fa quel che può ma è comunque ingessato dalla testa ai piedi, li ho trovati abbastanza divertenti. Anche la stramba psichedelia surreale del secondo mi è piaciuta. Certo, niente di memorabile.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Questo è sulla stessa lunghezza d’onda, e gli ottimi professionisti chiamati dietro la cinepresa sono una garanzia. Parliamo sempre di action all’occidentale, quindi voliamo sempre molto bassi, ma è una specie di Frank Castle al femminile in salsa Wick: una visione la merita di sicuro 😉

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Titolo, locandina ed eccessivo vestiario (😂) non giocano a favore del film ma dalla tua recensione estrapolo alcuni aspetti action godibili, quindi, fidandomi ciecamente, recupererò! 😉💪

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  7. Zio Portillo ha detto:

    Sai che l’avevo saltato a piè pari senza manco dargli una possibilità? Ma con questo post mi sa che un’occasione gliela concedo. In fondo gliel’ho concessa a cani e porci: Keanu Reeves con John Wick, Denzel Washiongton con The Equalizer, Antonio Banderas (!!!) con Acts of Vengeance! Per non parlare di Mr. Telefonino Liam Neeson che nella seconda parte della sua carriera fa una strage in ogni pellicola. Perché non dare una chance pure alla Gardner?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Hai identificato alla perfezione il Club di Menare in cui la Garner vuole entrare: perché tutti questi attori che non hanno mai alzato una mano nella loro carriera ora se la possono tirare da duri e io no? Pure Jennifer spera in una nuova vita artistica come picchiatrice 😛

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  8. Giuseppe ha detto:

    Così, sulla carta, non mi ispirava grande fiducia però, dopo questa tua obiettiva recensione, una possibilità penso di potergliela dare (e nemmeno io sono mai particolarmente impazzito per Alias, a dire il vero). Con una protagonista la cui modalità di sparizione per anni di “addestramento” mi ricorda anche un po’ una certa Sarah Connor… 😉

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