50 anni di Vampirella!

Malgrado il vero compleanno sia a settembre, la Dynamite ha scelto luglio per festeggiare i 50 anni dello storico personaggio a fumetti: mi adeguo, e ne approfitto per raccontarne le origini attingendo al lungo speciale già curato nel 2015 per “Fumetti Etruschi”, in cui mi sono letto tutte le storie d’annata della nostra vampira preferita.

Logo storico del personaggio

Nel settembre del 1969 la Warren Publishing presenta una rivista davvero innovativa per l’epoca (ma lo sarebbe anche oggi): «Captivating comics about fantastic females» è la scritta che campeggia in copertina sotto uno storico quanto insuperabile disegno di Frank Frazetta.

Cover di Frank Frazetta

Forte dell’esperienza con i fumetti horror della celebre testata “Creepy”, l’editore lancia “Vampirella” destinata (teoricamente) ad un pubblico adulto. Merita di essere riportata per intero l’introduzione che la vampira stessa ci recita dalla seconda di copertina:

«Ciao e benvenuti nella più bella rivista “ragazze-contro-mostri” del mercato. Il mio nome è Vampirella e sono la cosa più nuova nel mondo delle riviste a fumetti. Se mi portate a casa con voi, potete chiamarmi Vampi. (Questo se non vi chiamo prima io.) Ho chiamato a raccolta tutti i più mostruosi artisti del Paese (e voi sapete a che Paese mi riferisco: la Transilvania) e sarò dispiaciuta “a sangue” se questi non risponderanno alla chiamata per questa rivista di donne fantastiche.
Le mie avventure entusiasmanti le trovate solo qui, in ogni numero, e in più avrete una mezza dozzina di altre storie del brivido per tutti i gusti.
Cos’altro volete, il sangue? Be’, l’avrete!
Venite con me…»

Con una presentazione del genere, c’è solo da leccarsi il sangue dai baffi!

Prima apparizione

Prima apparizione

Nella prima pagina del primo numero della testata “Vampirella” (edito da James Warren) troviamo la nostra eroina intenta a fare la doccia… be’, in realtà scopriamo che non è proprio una doccia: sta facendo colazione, essendo lei ghiottissima di sangue.
Inizia così “Vampirella of Draculon”, la storia che presenta il personaggio, con i testi di Forrest J. Ackerman e i disegni di Tom Sutton.

Mmmm buono, il sangue!

Mmmm buono, il sangue!

Come verrà ripetuto nel reboot dell’undicesimo numero, Draculon è un mondo simile al nostro ma in cui l’acqua è sostituita dall’emoglobina (H2O, Hemoglobin and Oxygen), alimento principale di tutti gli abitanti: la siccità però sta portando all’estinzione la razza di Vampirella.
Un giorno cade sul pianeta un’astronave terrestre – chiamata Arthur Clark, un divertente omaggio al celebre autore che dall’anno precedente è sulla bocca di tutti per la sceneggiatura di 2001: Odissea nello spazio – e Vampirella corre sul posto mutando forma in pipistrello: ha però troppa poca energia per mantenersi in quello stato, visto poi che i terrestri la stanno prendendo a pistolettate, e così si trasforma proprio davanti a loro.
Questi non hanno il tempo di stupirsi perché già hanno i denti di Vampirella nelle giugulari, mentre la vampira lancia una frase di grande effetto ma curiosa da sentire in bocca ad una aliena:

Non c'è furia all'inferno come una Vampirella disprezzata!

Non c’è furia all’inferno come una Vampirella disprezzata!

«Non c’è rabbia in Paradiso quanto quella di un amore trasformato in odio, né furia all’inferno come quella di una donna disprezzata». Questa citazione da La sposa afflitta (The Mourning Bride, 1697) di William Congreve è così entrata nel linguaggio comune che è citata in praticamente tutti i media americani.

Soddisfatta dalla bevuta di sangue, Vampirella esplora il relitto dell’astronave e scopre decine di umani criogenizzati: in pratica un enorme frigorifero pieno di pietanze prelibate!
La vampira non può che esplodere in una espressione entusiastica ed orgasmica: «Smorgasblood!».

Davvero un frigo pieno di cibo!

Orgasmatico, baby!

Qui si chiude il primo numero della rivista, e bisogna aspettare due mesi per il secondo. Stavolta la nostra eroina viene presentata dalla sua sorella gemella, ma bionda, di nome Draculina: un curioso espediente per ricordarci che Vampirella ha abbandonato il suo pianeta d’origine Draculon ed ora si trova sulla Terra.

Splendida citazione metanarrativa

Splendida citazione metanarrativa

Down to Earth” (del consueto Forrest J. Ackerman ma disegnata stavolta da Mike Royer) si apre con la nostra vampira che gira per strana indossando il suo celebre vestitino – mentre nelle future storie cercherà di coprirsi – e pensa a un modo per guadagnare qualcosa per vivere su questo nuovo strano pianeta.

Vampirella secondo Mike Royer

Vampirella secondo Mike Royer

In edicola acquista un numero della rivista “Monsterella” dove scopre che il direttore ha lanciato un concorso per la migliore maschera femminile da un film horror. Vampirella vola dal direttore – che si chiama F.J., come lo sceneggiatore della storia! – e si presenta nascondendosi dietro lo pseudonimo di Bambi Rella: vince il concorso ma F.J. decide di affibbiarle un nome diverso, Bambi Aurora.

Inizia dunque una carriera di fotomodella per la nostra vampira? No, perché quando parte per il set… l’aereo è colpito da un fulmine e crolla, uccidendo tutti i passeggeri!

Ovviamente la nostra Vampi – come viene chiamata in questo numero – sopravvive pronta a lanciarsi in future nuove avventure, ma per il momento si limita ogni tanto a presentare le varie storie di “fantastic women” ospitate nella rivista mensile, rimanendo dunque latitante fino al numero 8, quando cioè inizia la sua seconda vita.
Niente più alette, niente più donna spavalda che ride dell’imbarazzo dei terrestri, bensì una disadattata che si nasconde da tutti e si va a rinchiudere in un circo. E intanto Konrad ed Adam Van Helsing giurano di ucciderla.
È il momento per il personaggio di… arrivare in Italia!

Uno storico Oscar Mondadori

«Forse è il primo caso di una rivista e di un personaggio che nascono da un disegno»: così il grande Ferruccio Alessandri – che ha curato tutte le migliori antologie a fumetti della mia adolescenza! – spiega l’importanza del disegno di Frank Frazetta che generò un mito longevo: quello di Vampirella.

Nel giugno del 1976 la collana “Oscar Cartoons” – figlia della storica “Oscar Mondadori” – presenta ai lettori italiani le origini di un personaggio già mitico in patria a soli sette anni dalla nascita, raccogliendole sotto il nome di “Mordimi sul collo, ti prego!“.

Gli occhi felini di Vampirella secondo Tom Sutton

Gli occhi felini di Vampirella secondo Tom Sutton

Malgrado in copertina campeggi la curiosa scritta “Dalla serie realizzata da James Warren” (nessun altro editore all’epoca pubblicava il personaggio!), il volume raccoglie quattro storie scritte da Archie Goodwin e disegnate da Tom Sutton, tranne l’ultima i cui disegni sono firmati da José González.

Il sangue è la vita!

Con questa frase che può venire tanto dal Diario del dottor Seward (nel Dracula di Bram Stoker, 1897) quanto dal Levitico (17,14), si apre l’avventura italiana del personaggio.

Troviamo il personaggio a bordo di quell’aereo destinato a cadere, intenta a succhiare allegramente sangue a un tizio (vi svelo dopo chi è il tizio): arriva l’incidente e Vampirella cade nei pressi di una clinica tra le montagne. Nel delirio racconta tutta la sua storia al dottorino Tyler Westron, che decide di sfruttare questa scoperta per vili motivi. E già che c’è amputa le ali alla donna: perché Vampirella aveva le ali da pipistrella e volava… Come ha fatto a salire su un aereo con un paio di gigantesche ali nere? E perché è caduta se sapeva volare? Va be’, non facciamo i pignoli…

In origine, Vampirella aveva le ali

Quando Vampirella aveva le ali

Intanto nel Michigan i parenti dell’uomo “succhiato” sull’aereo lo riesumano dalla tomba per un terribile rito.
L’uomo morto era Kurt Van Helsing ed ora suo fratello cieco, Conrad, gli infila un paletto nel cuore per assicurarsi che rimanga morto. Con l’occasione impartisce un’ulteriore lezione sui vampiri al suo giovane ed ardimentoso figlio: Adam Van Helsing.

La splendida vampira con l'abito creatola da Trina Robbins

La splendida vampira con l’abito creatole da Trina Robbins

Abbiamo così la “cattiva buona” protagonista e il “buono cattivo” antagonista, il pranzo è pronto. Ah, manca il dolce: riacquistate forze grazie al siero del dottor Westron, per affrontare una terribile setta segreta – gli adoratori degli Dei del Caos, il cui libro sacro è Le Cronache Cremisi – Vampirella si cambia d’abito. Con una sequenza degna di una pellicola hollywoodiana, vediamo prima dei particolari e poi l’insieme del celebre completo discinto creato dalla fumettista Trina Robbins.

Vampirella a teatro secondo José González

Vampirella a teatro secondo José González

È una Vampirella ancora intimorita, quella di queste storie. Ha grandi poteri che le vengono dall’essere drakuloniana – come Superman ha poteri perché è di Kripton – ma esita ad usarli, sempre attenta a confondersi tra la gente.
Gira vestita normale e sfoggia l’evitico costumino solo quando serve un po’ d’azione. Ora non uccide più perché beve il siero di sangue artificiale che gli ha creato il dottor Westron: una sorsata ogni 24 ore e passa la voglia di sangue!
Inoltre frequenta biblioteche per imparare usi e costumi terrestri: quanti eroi di carta avete mai beccato in biblioteca?

Vampirella1976eUna curiosità finale.
Nella terza storia di questa antologia Vampirella conosce il vecchio Pendragon che diventa suo compagno d’avventure. Lui sa perfettamente chi è lei ed è informato del suo siero che le permette di non bere sangue umano… e questo è un plagio della nostra Jacula!

Già nel marzo del 1969 – ben quattro mesi PRIMA della nascita di Vampirella! – il numero 2 della testata “Jacula” delle Edizioni ErreGi presentava la bionda vampira avere un compagno d’avventure maturo, Verdier, e provare un siero che le permetteva di vivere di giorno come una donna normale, avendo una normale storia d’amore col giovane Torlin Novak (corrispettivo di Adam Van Helsing).
Insomma, il mondo italiano del fumetto per adulti non era secondo a nessuno: chissà se il fiume di vampire che fuoriusciva dall’Italia sarà arrivato a lambire anche gli States…

(continua)

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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24 risposte a 50 anni di Vampirella!

  1. Austin Dove ha detto:

    Avevo già sentito nominare questo fumetto!

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Non vorrei apparire troppo materiale né giammai sminuire i tuoi articolatissimi nonché notevoli post ma ultimamente tra Vampirella, Howling, SS poppute, noto un zinefilo particolarmente zinnefilo…molto bene direi! 😅😅😅👏

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  3. The Butcher ha detto:

    I miei complimenti per i cinquant’anni di Vampirella (anche se come hai detto tu li compie a settembre). E’ un personaggio che ho visto molto spesso ma di cui ho letto veramente poco. Dovrei recuperare.

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  4. Cassidy ha detto:

    Sempre un piacere ritrovare Vampirella, che per altro i suoi primi 50 anni se li porta da vero mito, ottimo resoconto, non vedo l’ora di leggere anche il resto. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Essendo una non-morta, giustamente non invecchia mai 😛
      E’ incredibile che sia un’altra “emanazione” del grande Forrest J. Ackermann, uno che ha fatto per l’horror più di qualsiasi altro vivente… o zombi!

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  5. Giuseppe ha detto:

    Quel lungo speciale su Vampirella me lo ricordo bene, passando io spesso da quelle parti (e così la nostra sexy vampira di fiducia ha già compiuto cinquant’anni: come passa il tempo… non per lei, ovviamente) 😉
    P.S. A proposito di Ferruccio Alessandri… 😉
    http://www.jeffhawke.com/oscar2.htm
    http://www.jeffhawke.com/oscar1.htm

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  6. SAM ha detto:

    Di Vampirella , in Italia hanno pubblicato varie storie in collane e speciali diversi .. nella testata Play Press, c’era un storia disegnata da Arthur Adams di Vampi narrata da Zio Tibia !
    Anche Lamù, ha citao Vampirella, sia nei fumetti che anime indossando il suo costumino (incredibile, non trovo immagini su internet )
    Forrest J. Ackerman è considerato il più grande collezionionista di materiale fantasy della Terra , ed ha collaborato anche con Ciak

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Forry è stato un mito, un cuore palpitante di puro horror ^_^
      Oltre al citato Oscar Mondadori anche AlterLinus se non sbaglio ha pubblicato qualcosa, e in tempi più vicini a noi pure la Marvel ha pubblicato la Guerra a Dracula, ma parliamo davvero di gocce estratte da un oceano: forse neanche dieci storie complete sono state tradotte di un personaggio che da 50 anni sta lì a macinar fumetti!

      Con il mio lungo speciale del blog Fumetti Etruschi mi sono fermato proprio allo speciale Dark Horse, quando la casa negli anni Novanta rilevò il personaggio ormai esangue dalla Warren e tentò di rilanciarlo, con scarsissimo successo: prima del Duemila con la Dynamite, sono stati tempi duri e Vampirella non ha goduto di buona salute: serviva sangue nuovo ^_^

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      • SAM ha detto:

        In realtà Vampirella fu rilanciata negli anni 90 in USA dalla Harris , e fu un grosso successo : lanciò infatti la moda fumettistica delle “bad girl” , ovvero ragazzacce in abiti succinti ( tra le imitazioni di un certo successo, come Lady Death e Shi ).
        Il successo fu tale ( anche se non durò molto) che fecero pure un film live ( orribile, uscì da noi in vhs WB ) dove Vampi è aiutata da un nerd di nome Forrest Ackerman !
        Per il resto, se da noi questo personaggio non ha avuto successo, il motivo è semplice : abituati a eroine femminili che mostrano amplessi e nudità con nonchalance , la bigotta Vampirella ( che fa tanto la libertina, ma poi non mostra mai nulla di concreto ) non può certo prendere piede presso lo smaliziato pubblico italiano.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il successo a cui mi riferivo è quello dei fumetti Dark Horse, casa che non sembra abbia saputo sfruttare il marchio e l’ha subito “lasciato andare”.
        Quando un giorno mi deciderò a recensire quel mitico film, farò una ricerchina in giro per vedere se trovo prove di questo successo dell’epoca, ricordando che il personaggio ha sempre goduto di ottima fama, in patria americana. E se l’Italia “ufficiale” lo ignorava, il fumeto erotico nostrano lo seguiva da vicino, visto che la sua immagine è stata più volta “rubata” dai nostri fumettisti 😛

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  7. SAM ha detto:

    Bè, il film live non fu un successo , ma i fumetti anni 90 , in USA si.
    E’ una verità incontrovertibile per tutti quelli che come me l’hanno vissuto all’ epoca , e lo riporta pure wikipedia
    https://en.wikipedia.org/wiki/Bad_girl_art
    Infatti la Vampirella anni 90 fu pubblicata da noi dalla Play Press per cercare di replicarne il successo yankee : peccato che il fumetto fosse disegnato da cani , e unito a il numero esiguo di pagine e un prezzo un proprio basso, fecero chiudere la testata dopo 7 numeri .
    Il film è una ciofeca, che sbaglia nelle due cose più importanti da fare in un film di Vampirella : l’ attrice ( non proprio “in carne”) e sopratutto un costume ridicolo e castigato.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Un successo così grande che ha fatto solo quattro numeri e uno speciale?
      Ma hai vissuto l’epoca americna o italiana? Io ho vissuto la stessa epoca e di Vampirella non parlava nessuno, al massimo appariva qualche goccia in italiano, tipo la guerra a Dracula. Nelle fumetterie di fumetti americani che bazzicavo dal 1992 c’era di tutto, e della Dark Horse studiavo tutto il catalogo: Vampirella grasso che cola se era nominata.
      Che fosse un personaggio famoso è fuori di dubbio, ma dubito fortemente che il merito sia della Dark Horse, di cui non ci sono prove abbia mai puntato sul pesonaggio. Molto più attive le ristampe delle storie classiche, che al netto di trame vecchiotte (era tutta roba che strizzava l’occhio all’horror anni Sessanta o al massimo primi Settanta) vantava però disegni meravigliosi e ancora oggi amati, oltre che ristampati.
      Il vero grande rilancio di Vampirella in età moderna lo si deve alla Dynamite, che con l’inizio del Duemila ha recuperato vecchie eroine – tipo Red Sonja – e ha dato loro novella vita. Non sempre con buone storie, ma spesso con ottimi disegni. Non dimenticandosi certo di ristampare le vecchie glorie della Warren e della Harris, che sono ancora oggi lo zoccolo duro del mito di Vampirella.

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  8. SAM ha detto:

    L’ho scritto che la versione italiana fu un flop ( e furono 7 numeri, non 4 )
    In America, il rilancio della Harris ( e non della DH , che non aveva più i diritti del personaggio ) fu un successo , visto che venne prodotto aridosso il film live e lanciò la moda delle Bad Girls .
    E’ un dato di fatto riportato in qualsiasi sito/rivista dedicato alla storia del fumetto USA.
    Se uno ci vuole credere o meno , è un altra storia . 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il problema non è crederci, è risalire alle fonti. Quando sarò arrivato a quel periodo, in questo mio nuovo viaggio insieme a Vampirella, cercherò fonti di quanto dici – che prima era Dark Horse in America, poi era in Italia e ora è Harris – ma io non considero Wikipedia una fonte: stasera stessa potrei entrare e scrivere che Vampirella l’ho inventata io, e prima che qualcuno se ne accorga passerebbe parecchio 😀
      Che poi il fenomeno delle Bad Girls si rifacciano a Vampirella è un’altra informazione da vagliare, visto proprio che nei miei vari blog sto da anni trattando del ruolo delle “donne cattive” nella cultura popolare, e Vampirella neanche si avvicina in lontananza. E’ un’eroina nata come parodia horror, poi umoristica e infine drammatica: MAI cattiva, neanche per una sola vignetta, quindi mi risulta difficile collegarla ad una qualsiasi bad girl in un qualsiasi ambito. Se però troverò fonti dell’epoca – non di oggi, ma dell’epoca – che affermino questo strano legame, sarà mia cura segnalarlo nel futuro pezzo.
      Se hai visto, nei miei post più particolareggiati cito sempre le fonti da cui attingo le informazioni e da cui traduco brani, proprio per mostrare cosa si diceva all’epoca, e spesso è l’esatto contrario di cosa si penserà in seguito, quindi la datazione è sempre molto importante.
      Spero che manterrai questa passione anche per le prossime puntate della rubrica ^_^

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  9. SAM ha detto:

    Ascolta Lucius, capisco diffidare visto le panzane che circolano su Internet, ma il fenomeno fumettistico delle “bad girls ” è veritiero al 100% ( come la pagina di wikipedia inglese) così come Vampirella sia considerata all’ unanimità l’istigatrice del fenomeno : la serie Harris è uscita nel 1990, e dall’ anno seguente sono uscite valanghe di serie a sua imitazione : mi pare che basti, no ?
    Certo, “bad girls ” ma è un termine appiccicato dai lettori USA per dare un nome al filone fumettistico allora nascente di testate dedicate ad anti eroine in abiti succinti (cmq la nostra Vampi non era certo una stinco di santo , visto che già nella serie della Warren , ammazzava innocenti malcapitati come il povero astronauta arrivato su Drakulon ).
    Ancora più vero c’erano già un sacco di ragazzacce nei fumetti USA ( si pensi a Catwoman, che nel 1993 avrà una testata personale proprio per cavalcare il fenomeno , o alla Elektra di Miller ), ma d’altronde, i superuomini esistevano ben prima di Superman, eppure viene considerato il capostitipe del filone , no ?
    La Play Press pubblicò la serie della Harris per cercare di replicarne il fenomeno ( ma come detto, era oggettivamente mal disegnato e con poche pagine per fare presa da noi ) e nell’ angolo della posta si parlava del fenomeno yankee delle “bad girls” , riportato anche da riviste del settore come “Fumo di China” (.
    Se non mi credi, chiedi ad Alessandro Bottero di Fumetto d’Autore che curava l’edizione italiana ,( ed ha curato buona parte dei comics USA pubblicati in italia negli anni 90, quini ha una certa conoscenza del settore )

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ripeto, non si tratta di credere, si tratta di capire in quale rivista Bottero o chi per lui abbia dichiarato che Vampirella – personaggio noto da più di vent’anni nel 1990 – abbia d’un tratto dato vita ad un fenomeno che, stando ai nomi che mi citi, usa personaggi molto famosi decenni prima di quel 1990. Perché mai un personaggio come Elektra, nato nella febbre marziale dei primi Ottanta in cui Miller era infognato, dovrebbe aspettare Vampirella per essere ciò che era sin dall’inizio della sua vita?
      Non ho bisogno di “credere”, quando arriverò agli anni Novanta e studierò come Vampi sia stata trattata editorialmente, vedrò se riuscirò a trovare riviste, studi, interviste che rivelino come all’epoca credessero in questo strano fenomeno, che oggettivamente non ha senso, visto oggi. Però, come già detto, più volte nei miei blog ho citato fonti che all’epoca dei fatti citavano opinioni che in seguito sono state profondamente modificate.

      Per il mio studio sulla storia dei fumetti di Aliens ho trovato una bella intervista a Bottero, fra i padri degli alieni in Italia, in cui spiega per filo e per segno molti dettagli. Sono ovviamente le sue opinioni, non è detto che siano la Verità, ma sono ottime notizie di un protagonista, e le ho riportate nella mia Storia del fumetto alieno. Non è una pagina Wikipedia, che ripeto non ha alcun valore peché non è una fonte dell’epoca, ed è invece una fonte di prima mano.
      Quello che voglio dire, è che non devo “crederti”, vorrei invece che mi citassi un articolo degli anni Novanta in cui qualcuno afferma che il fenomeno delle Bad Girls nasce da Vampirella, un’intervista a qualche autore di fumetti o sceneggiatore che affermi come un personaggio satirico e paladino del Bene contro il Male abbia ispirato personaggi negativi. Finora non mi hai citato nulla, quindi non ho nulla in mano per fare una ricerca e vedere se questo fenomeno esista realmente. Catwoman e le altre esistevano da decenni: perché mai nel 1990 avrebbero dovuto seguire un personaggio mille volte inferiore a loro?

      Per ora sto raccontando gli anni Settanta del personaggio: quando arriverò ai Novanta farò ricerche e magari troverò un mare di riviste dell’epoca che osannano Vampi e la chiamano la nuova eroina del fumetto, ma per ora non ho alcun dato a questo proposito.

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      • SAM ha detto:

        Rispondo con incredibile ritardo : trovare le fonti dopo venti anni per me è troppo arduo ( e dovrei rovistare in scatoloni pieni di fumetti ), per questo ti ho consigliato di chiedere a Bottero che seguiva per lavoro il mercato USA in diretta.
        “Perché mai nel 1990 avrebbero dovuto seguire un personaggio mille volte inferiore a loro?”
        Semplice, perché nessuno all’ epoca credeva che una testata con un personaggio femminile ( e pure cattivello ) potesse avere successo : il rilancio di Vampi per la Harris cambiò tutto , e infatti dopo di lei ( e le date di uscita lo confermano ) tutti si buttarono sulle “bad girls” ( con alterne fortune, di cui la maggiore è Witchblade ).
        Addirittura la Marvel farà tornare Elektra nel 1994 per seguire il filone.
        Ricordiamo che Vampirella divenne pure un film , a testimonianza del successo del tempo.

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