Echo (1997) La metà ignota

Con la pesca a strascico navigando per piccoli canali locali, ho recuperato un delizioso piccolo film televisivo d’annata che mi consente di tornare a parlare di doppio e di gemelli cattivi.

Il 9 luglio 2019 ho beccato su TeleRoma56 il film Echo, una delle rare parentesi filmiche di Charles Correll, regista specializzato in serie TV.

La casa dei film televisivi anni Novanta

Trasmesso dalla ABC il 5 gennaio 1997, arriva in Italia già il 10 febbraio 1998 con il titolo La metà ignota, trasmesso da RaiUno in prima serata.
Risale al 2004 l’edizione DVD Millennium Storm.

Un titolo discreto, senza enfasi

Un anziano scrittore completa finalmente il suo ultimo romanzo e, seguendo una sua personale tradizione, fa scrivere la parola “fine” alla moglie. Proprio in quel momento bussa alla porta Max Jordan (Jack Wagner), suo nipote cresciuto però come un figlio dopo che i genitori sono morti entrambi in un terribile incidente stradale.
Max riunisce i due anziani nonni-genitori in salotto perché ha qualcosa di importante da dire loro: tira fuori una pistola, e li uccide entrambi.
Al funerale, Max è il più commosso degli astanti…

Mi chiedo chi mai sia stato ad ammazzarli…

La vita con la moglie Olivia (Alexandra Paul) è idilliaca, è stimato sul posto di lavoro ed amato dagli amici: Max ha tutto… per questo ad un certo punto viene rapito da se stesso, legato ad una sedia e costretto ad affrontare la verità. In quell’incidente in cui sono morti i genitori, c’era un altro passeggero in auto: il fratello gemello di Max, uscito fuori troppo malridotto e bisognoso di troppe cure mediche per farsene carico. I nonni hanno preferito adottare e crescere solo Max.
Ora Steven (Jack Wagner) è stanco di spiare la vita perfetta del fratello Max: è tempo che anche lui viva quella vita che gli è stata negata sin dall’infanzia.

«I got a feel like / Somebody’s watching me» (cit.)

Costretto il fratello buono Max a rivelargli alcuni particolari della sua vita a cui non ha accesso, il fratello cattivo Steven – che ha già punito i nonni-genitori per averlo abbandonato – si prende finalmente quella vita che ha sempre sognato, scoprendo che non è affatto facile sostituirsi esattamente ad una persona, anche identica fisicamente.

Qual è il nomignolo di tua moglie nell’intimità?

Steven compirà molti errori e non sempre riuscirà a rimediare in modo convincente, ma l’aumentato grado di sfrontatezza rispetto al bonaccione Max sembra far colpo su chi gli è vicino, compresa la moglie… che scopre a letto un marito di ben altra pasta rispetto al solito.

Sbaglio o mi hai chiamato Puffetta?

La somma degli errori commessi poterà inevitabilmente a far esplodere la situazione, con i due fratelli identici che dovranno per forza affrontarsi… e convincere la moglie Olivia su chi dei due sia Max.

La dura scelta fra il marito buono… e quello bravo a letto!

Lo sceneggiatore esordiente Peter Steinfeld in seguito ha lavorato ad alcuni grandi film senza però lasciare traccia di sé, ma qui – probabilmente forte della voglia di farsi notare – fa un onesto lavoro, tirando fuori un film non banale anche se pieno di situazioni prevedibili: non era facile. Fino alla fine il ritmo si mantiene buono e le situazioni fresche, il che è davvero sorprendente per questi prodottini televisivi.

È bello essere il gemello cattivo

Gli effetti speciali sono spettacolari e le scene con l’attore sdoppiato che interagisce con se stesso sono sorprendenti: la grande forza sta proprio nell’assenza totale di autocelebrazione (capito Ridley Scott?): le scene vanno via quasi distrattamente mentre Steven interagisce con Max, lo tortura, gli fa la barba, lo lega, ci litiga e ci lotta… essendo entrambi lo stesso attore! Trattare quelle scene come un normale momento del film, senza alcuna enfasi, è la mossa vincente per rendere tutto più credibile. Segno che gli effetti speciali fanno piacere solo quando sono al servizio di una storia, non quando sono la storia stessa. (Capito James Cameron?)

Un piccolo film che mi sento di consigliare, se doveste beccarlo in TV o su qualche bancarella di DVD.

L.

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18 risposte a Echo (1997) La metà ignota

  1. luisafezz ha detto:

    Ma sai che me lo ricordavo pure io?? Sui “doppi” cinematografici ho scritto qualcosa anch’io, li trovi qui https://allthatfezz.blog/cinema/ sotto “Il tema del doppio nel cinema”

    Piace a 2 people

  2. Evit ha detto:

    Devo tenerlo d’occhio questo canale. Secondo te hanno messo direttamente il DVD? 😄
    Com’era il doppiaggio? Suona “storico”?

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  3. Cassidy ha detto:

    Chissà se Jimmy e Ridley Scott(o) prendono TeleRoma56 dalle loro rispettive ville faraoniche? 😉 Mentre realizzo che Alexandra Paul ha una filmografia tendente all’infinito, devo dire che la storia è semplice, già vista, ma se non altro sviluppata senza fronzoli nel modo giusto, il tema del doppio poi è sempre avvincente, potessi far tornare anche un po’ del fresco di febbraio oltre che alla rubrica, sarebbe il massimo 😉 Cheers!

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Ma alla fine, chi dei due si tiene la signora? Il marito o il cognato? 😛

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  5. Celia ha detto:

    Ma è pazzesco, l’ho trovato in biblioteca!
    Sarà tra i prossimi che mi vedo. Woah.

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Mmmmmh…mi hai proprio incuriosito! Sembra un prodottino accattivante/amabile di quelli che mi attraggono inevitabilmente…se dovessi incrociarlo “lungo la mia strada” lo guarderò senz’altro molto volentieri! 😉💪

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  7. Zio Portillo ha detto:

    Storia semplice, ritmo buono, attori decenti. regia di mestiere. Risultato? Film da consigliare. Sembra l’equazione più facile del mondo e invece spesso è un teorema troppo difficile da risolvere.

    Piace a 2 people

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