Howling 6 (1991) Mostriciattoli

I lupi mannari americani si stancano di girare l’Europa: è tempo di tornare in patria.

«Era strano girare un film di Howling negli Stati Uniti, e tornare a casa la sera dopo le riprese»: un po’ gli fa strano sentir parlare in lingua inglese sul set, a Steven A. Lane: produttore nonché “padre” di una delle peggiori saghe della storia. Intervistato da Marc Shapiro per “GoreZone” (la costola di “Fangoria”) profetizza:

«La gente avrà qualcosa di buono da dire su questo film: spero che abbiamo fatto un ottimo lavoro.»

Lane sa benissimo che i suoi film di Howling sono tutti grossi errori su schermo, ma soprattutto in quell’autunno 1991 finalmente lascia cadere la maschera:

«Stiamo cercando di raggiungere Jason e di stare al passo con Freddy

Tecnicamente sta parlando della moda del momento di presentare in rapida sequenza film appartenenti ad una saga, ma sappiamo bene qual è il problema: Howling è una serie di film horror che è costretta, volente o nolente, a confrontarsi con le serie di film horror che al momento dettano legge nel mercato. I vari registi (o supposti tali) che si sono alternati hanno fatto i superiori, snobbando quelle saghe, ma è ovvio che devono per forza farci i conti.

Eppure gli anonimi tizi che si siedono sulla scomodissima sedia di regista mannaro continuano cocciutamente a dirsi contrari allo splatter, anche se stavolta alla regia troviamo una donna – come una donna sta girando il coevo Nightmare 6 (1991) – cioè l’esordiente Hope Perello, giovane coordinatrice di produzione che capirà ben presto che la regia non fa per lei: da ricordare invece il suo lavoro di coordinatrice per il mitico Eliminators (1986).

«So che a volte parlo di Howling VI come se fosse una specie di romanzo di Dostoesvkij o roba simile, ma davvero amo questi personaggi. Il lupo mannaro è un personaggio tragico, è maledetto, non vuole essere in quel modo ma non può farci nulla. Per certi versi è lo stesso che per i vampiri: non nascono cattivi, lo diventano. La differenza sta nel fatto che i vampiri diventano cattivi, i lupi mannari lottano per evitarlo.»

Questa lezione di mostrologia ci viene offerta da Hope in persona, intervistata da Maitland McDonagh di “Fangoria” (n. 102, maggio 1991) insieme ad altre registe esordienti, come Maria Lease e Marina Sargenti: tutti nomi che non lasceranno molte tracce. Anche perché capita che i produttori vogliano un po’ più di budella in video, per fare concorrenza ai citati slasher amati dal pubblico, e invece la nostra valente regista alle prime armi pensa il contrario. «Non c’era nel copione così ho preferito fare a modo mio.» Brava, mandaci una cartolina con su scritti tutti i film che hai diretto in seguito…

«La grande vittoria che ho ottenuto per Howling VI è stata di non far togliere i vestiti alla protagonista. Non che abbia niente contro il sesso su schermo, addirittura io e lo sceneggiatore abbiamo aggiunto nel film una scena di sesso assente nel copione originale, ma non era una scena di nudo e invece un produttore voleva più pelle, credo per incrementare le vendite in home video. Siamo arrivati al punto in cui gli ho detto: “Guarda, se proprio vuoi che qualcuna si tolga i vestiti, farò io uno spogliarello, quando sarai sul set. Chiamerò anche delle amiche, se ti fa piacere”. L’altro produttore mi ha fermata e alla fine si è fatto a modo mio.»

Siamo tutti d’accordo sul nudismo gratuito, però il produttore misterioso che lo voleva conosceva i suoi polli: più di un filmaccio inutile è stato salvato da una scena di nudo famosa. Chissà come mai non abbiamo più sentito parlare di Hope Perello…

Hope Perello che si gode i suoi unici giorni da regista (da “Fangoria” 102)

Per questo sesto episodio servirebbe uno sceneggiatore malleabile, visto che già la regista si agita troppo: magari un disperato di poche pretese. Tipo Kevin Rock. «Avevo bisogno di lavorare più che di respirare», dichiara lui stesso ad Anthony Ferrante che lo intervista per “Fangoria” nel maggio 1993.

«Andai ad un colloquio con i produttori e loro mi dissero: “Vogliamo che tu scriva Howling VI“, ma non sapevo nemmeno fossero usciti Howling III, IV e V. Così quella notte mi affittai tutta la serie, la vidi e rimasi profondamente deluso: ognuno di loro utilizzava sempre la stessa formula.»

Qualche giorno dopo lo scrittore torna dai produttori e propone loro l’idea di fare del lupo mannaro un eroe tragico per cui parteggiare. Accettano.

«Non avevano nulla da perdere, avevano pianificato che il VI e il VII sarebbero stati gli ultimi capitoli della serie, quindi perché non provare qualcosa di nuovo?»

Come vedremo, le cose andranno in modo un po’ diverso, visto che Rock imbastirà in pratica una trama aperta destinata a rimanere incompleta: dato l’insuccesso del sesto episodio, il settimo andrà per conto suo.
Intanto salutiamo anche Rock, che dopo qualche sequel scritto all’epoca finisce insieme ad Hope Perello nel dimenticatoio…

Un titolo che non ha paura del ridicolo

Uscito in VHS italiano nel 1993 per la misteriosa VideoArcadia con l’immotivato titolo Mostriciattoli – forse un tentativo di rendere l’originale Freaks? – il film viene “riscoperto” dalla Minerva Pictures (Sony) che lo presenta in DVD dal luglio 2009 con il titolo Howling VI: The Freaks. Lo scontro finale.

L’imbarazzante titolo della VHS italiana

Dal nulla arriva Ian e lui passato non ha, come Nanà Supergirl: arriva dal deserto nella tipica piccola cittadina sperduta della provincia americana, e subito lo sceriffo lo vuole cacciare perché «Qui non amiamo gli stranieri». Visto che parliamo di un buco di niente sperduto nel nulla, quanti stranieri mai arriveranno ogni anno?
Subito il pastore locale assume Ian come carpentiere e gli fa ricostruire a mano la chiesa, così il giovane conosce la figlia del predicatore e tutti cantano «Was the daughter of a preacher man / The only girl who could ever teach me», o qualcosa del genere.
Risulta chiaro che nella produzione nessuno ha idea di dove stia andando la storia, se proprio vogliamo essere ottimisti e credere che esista una storia.

Dal nulla arriva Ian e lui passato non ha…

D’un tratto qualcuno si ricorda che questo è un film di lupi mannari, e lo stesso stupore lo dimostra Ian che fissa la Luna piena come non ne avesse mai viste prima: oh, ma che, anche questo mese c’è Luna piena? Il momento più bello del film, degno degli annali del cinema, è quando per impedire di trasformarsi davanti alla Luna piena Ian… chiude la finestra! È scientificamente provato che con le finestre chiuse non si diventa lupi mannari…

Ah, t’ho fregato, Luna: con la finestra chiusa non hai potere!

Purtroppo è una fake news e Ian si trasforma in qualcosa che ai produttori hanno venduto come “costume di lupo mannaro” ma in realtà è una roba pelosa molto vaga.

Cioè… questo sarebbe un lupo mannaro?

Arriva il circo in città ed arriva anche l’unico del cast che potrebbe ricordare un attore, a guardarlo da lontano: Bruce Payne, pronto al suo unico ruolo noto in una lunga carriera, cioè il cattivo del mitico Passenger 57. Terrore ad alta quota (1992).
La Warner non deve aver visto il suo ruolo di capo mannaro del circo, perché altrimenti non l’avrebbe mai assunto…

Sto per lasciare questo filmaccio e prendere un volo con Wesley Snipes

Nella mente confusa dello sceneggiatore Rock posso immaginare che esistesse questo tipo di soggetto: un mannaro cattivo costringe vari scherzi di natura a far parte del suo circo, che gira la provincia americana mietendo vittime, ma poi incontra un mannaro buono e scatta il confronto tra Bene e Male. Tutto bello, poi però Rock deve mettere nero su bianco questo pensiero vago e addirittura trasformarlo in qualcosa che assomigli ad una sceneggiatura: il risultato è davvero deprimente.
I “freaks” che danno il titolo al film sono imbarazzanti comparsate di pessimi attori che fingono di essere sfigurati quando in realtà sono davvero disabili, ma nella loro recitazione. I personaggi di contorno sono macchie sullo schermo e il protagonista è solo un buco di sceneggiatura. Un degno film per una saga storicamente indegna.

«If you’re blue and you don’t where to go to / Why don’t you go where fashion sits?

Puttin’ on the ritz

Tutto è abbozzato, tutto è pencolante e traballante, ogni scena è sbagliata anche se ti fa capire quale doveva essere l’idea originale: proprio perché lo capisci, non puoi far altro che disprezzare un prodotto che non è riuscito a metter su una storiella semplicissima. Anche gradevole, se fosse stata raccontata in modo normale.

Cioè… questo sarebbe un lupo mannaro cattivo?

La rivolta dei “mostriciattoli” poteva essere un omaggio al mitologico Freaks (1932) di Tod Browning, ma siamo davvero al paragone tra la cioccolata e una sostanza di pari densità ma di diverso odore. Quei due o tre attori truccati male che appaiono per qualche secondo non sono in grado di rendere l’atmosfera del circo, né si capisce la maggior parte del loro comportamento. Però si nota poco, visto che l’agire di tutti i personaggi è lasciato alla pura casualità.

Un giorno qualcuno pagherà per queste scene…

Con un cast che sembra provenire interamente dalla serie Z della serie Z, con neanche un volto e un’espressione che abbiano senso durante ogni scena, con un mannaro cattivo che diventa blu per motivi ignoti, Howling VI dimostra che quando pensi che la saga abbia toccato il fondo… è ancora possibile fare di peggio! Riuscirà il settimo episodio ad essere peggio di questa stupidata circense? Lo scopriremo la settimana prossima.

L.


Bibliografia

  • Anthony C. Ferrante, Rock ’n’ Sequels, da “Fangoria” n. 122 (maggio 1993)
  • Maitland McDonagh, Scare Sisters, da “Fangoria” n. 102 (maggio 1991)
  • Phantom of the Movies, Sequel Frights, da “GoreZone” n. 23 (autunno 1992)
  • Marc Shapiro, The Howling Chronicles, da “GoreZone” n. 19 (autunno 1991)

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25 risposte a Howling 6 (1991) Mostriciattoli

  1. Zio Portillo ha detto:

    Dialogo che si può sentire guardando solo il titolo: “Howling VI – The Freaks – Mostriciattoli – Scontro Finale”.
    “Ragazzi, qua siamo al di sotto di ogni livello di decenza e bisogna tirar su del grano, come si fa? Ah, vi dico già che non c’è una Lira per fare degli effetti decenti, non ci sono grossi nomi da mettere nella locandina e non possiamo mostrare manco una zinna sennò la regista si incazza… Idee?”
    “Giochiamo sporco! Mettiamo mille sottotitoli che richiamino mille altri film e speriamo di far cascare la gente in trappola!”. E così fu. A naso manca solo “La Vendetta”.

    Però, ammetto che la visione tragico-drammatica del lupo mannaro che aveva in mente la Perello non è così sbagliata. Sarebbe stato bello approfondire ma ormai. Ciao Hope!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Teoricamente la storia è interessante e in mano a veri autori sarebbe magari venuto fuori un prodottino simpatico, ma in mano a questi passanti occasionali è tutto uno sfacelo. E non capisco perché il mannaro cattivo sembri un vampiro blu 😦

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  2. Cassidy ha detto:

    Si chiamava Hope perché sperava di diventare una grande regista, facciamo un minuto di silenzio per la sua lunga e gloriosa carriera, affiancarla ad uno sceneggiatore alla canna del gas poi è stata un’ideona. Alla fine il protagonista che vaga per l’America come il Bruce Banner della vecchia serie tv sull’Incredibile Hulk non è nemmeno male come trovata, ricordo di averlo visto una sola volta questo film pensando: È previsto che si vedano dei lupi mannari, nel vostro film sui lupi mannari? Perché quei così sembrano tutto, tranne che dei lupi. Ora ho dei dubbi sul settimo capitolo, non lo ricordo proprio, non vedo l’ora di vedere come lo demolirai 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Una decina d’anni fa mi ero sparato una full immersion della saga di Howling ma non ricordo fino a che numero sono arrivato: la cosa curiosa è che non ricordo NULLA dei vari film al di là delle poppe di Sybil Danning… Quindi anch’io non ho idea, settimana dopo settimana, di come saranno i film 😛

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Sai, Lucius? Potrebbe esserci di peggio.
    Tipo The Room con (e forse di) Tommy Wiseau.
    Ne ho visto la recensione su Nostalgia Critic e non credevo ai miei occhi, mentre leggevo i sottotitoli. Davvero una sequenza di situazioni a caso, roba che questo Howling VI è un capolavoro di coerenza…

    James Franco fece un mockumentary sulla sua produzione, un annetto fa: The Disaster Artist, mi pare.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì, come Ed Wood ci sono autori che diventano famosi perché d’un tratto tutti adorano sfottere la loro opera, ma qui sul blog di filmacci orripilanti ne sono passati parecchi, quindi roba come “The Room” la considero la serie A della Z, perché qualcuno ne parla e quindi le dà importanza 😀
      Se cominciamo a fare a gara di filmacci non ne usciamo più, perché non esiste fondo: c’è sempre un filmaccio più brutto 😀

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      • Zio Portillo ha detto:

        E allora colgo la palla al balzo. Parliamo di serie Z, non di serie A che svacca. Prendiamo in considerazione proprio i filmacci che tratti. Il peggior film assoluto secondo te è…?
        So che non è un dogma assoluto, ma sarei curioso di capire quale film Lucius considera come la fogna più totale.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Mi è impossibile rispondere, ogni volta che credo di aver raggiunto il fondo scopro un universo sottostante, fatto di filmacci peggiori…

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      • Conte Gracula ha detto:

        Obiettivamente, è un viaggio all’Inferno che dura almeno quanto tutta la vita!
        Troppe sfumature di marrone… peggio una storia decente girata con una videocamera mentre si salta su un pogo, o un film da 200 milioni di dollari di budget, ma con una storia plagiata da Panarea?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sono appunto sfumature di marrone, dici bene 😛 Anche lì però sono gusti: io ormai provo molti più conati con i film Marvel e similari che con la robaccia di serie Z: mi basta il trailer del nuovo “MIB” per abbracciare forte forte i mostracci della Asylum .-D

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      • Conte Gracula ha detto:

        Alcuni Marvel li ho apprezzati, sono molto equilibrati – pure troppo, certi si somigliano un casino, come struttura – ma molta Z potrei vederla solo in compagnia: un qualsiasi Seagal decente mi sfracella i testicoli per la noia!
        Pure la Asylum dei tempi d’oro mi annoia parecchio…
        Infatti, molti dei film di cui parli mi sono ignoti (per alcuni mi dispiace, tipo gli horror, ma per altri…)

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Tirando le somme, è lo stesso dilemma a cui accennavi: è meglio una porcata divertente o un prodotto di lusso piatto e noioso? Purtroppo la Z non è più divertente ed ambisce alla noia totale dei film di lusso, quindi il problema non si pone più…

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      • Conte Gracula ha detto:

        Non posso darti torto 😛

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  4. Austin Dove ha detto:

    e dire che molte femministe apprezzano le pornostar perke padroni e glorificatrici del corpo femminile
    la regista poteva metterla qualche scena di nudo, le fanno perfino le grandi dive XD

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Lupo mannaro blu, sottotitolo mostriciattoli, no al nudismo gratuito. O si ama o si odia. Hope, capisco la speranza ma mi sa che lo ami solo tu: il resto del globo si schiera dalla parte astiosa! 😥😅😅😅

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se avesse davvero amato il personaggio, avrebbe almeno provato a chiedere un qualcosa che potesse assomigliare, da lontano, ad una sceneggiatura, non un guazzabuglio di scene una più stupida dell’altra. Né il mannaro bono né quello cattivo ha più di due o tre battute: come fanno ad essere personaggi di un qualsiasi spessore? O quando ha dato l’intervista Hope aveva in mano tutt’altra sceneggiatura, poi cancellata, o davvero la voglia di esordire le ha parecchio offuscato il raziocinio.

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  6. Giuseppe ha detto:

    Il lupo mannaro come personaggio tragico? Di tragico in questa saga c’è solo il modo in cui è stato trattato il personaggio del lupo mannaro. appunto… Qui non si risollevava più niente nemmeno con dei nudi “strategici”, mi sa (di Sybil Danning ce n’è una sola, e a quel livello già si era giocato), tanto che forse Hope Perello avrebbe avuto la carriera stroncata comunque solo per il fatto di essersi trovata coinvolta in questa miseria pseudo-licantropica, capace pure di permettersi la “citazione” illustre (Freaks? Ma non ci provate nemmeno) 😡

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