David Lynch: Io vedo me stesso (audiolibro)

Alla continua ricerca di audiodocumentari da ascoltare nei lunghi spostamenti in auto da pendolare, quando ho scoperto che esisteva una versione Audible del saggio Io vedo me stesso (2019) di David Lynch ho esultato: posso unire i viaggi nel mondo del cinema con l’intrattenimento automobilistico!
(Il mio primo esperimento audio è stato il romanzo di fantascienza Leviathan. Il risveglio, ma ne parla meglio Il Moro!)

Tradotto da Marco Borroni, questo audiolibro si riferisce all’edizione Il Saggiatore 2016 dell’opera, che in realtà – scopro dai commenti degli utenti – è solo un aggiornamento di un’opera risalente addirittura agli anni Novanta.
In effetti la trama di Amazon recita:

Io vedo me stesso è il risultato di più di un decennio di interviste raccolte da Chris Rodley, a cui David Lynch ha affidato il racconto della propria formazione, la passione per la pittura e l’influenza di artisti come Oskar Kokoschka e Francis Bacon, il lavoro di fotografo e la collaborazione musicale con Angelo Badalamenti, fino alle grandi opere cinematografiche, spesso frutto di difficili compromessi per mantenere il controllo creativo.

Le voci perfette di Alberto Lori e Gino La Monica interpretano rispettivamente l’intervistatore e l’intervistato, e fanno un lavoro maledettamente buono.

Per svariate ore sono stato in compagnia di un regista che conosco molto meno di quanto credessi, che in realtà non ho mai seguito e tanto meno amato: al contrario del resto degli italiani, non me n’è mai fregato niente di Dune e nel 1990 me ne sbattevo di “Twin Peaks” (che ho visto solo nel 2003 su Canal Jimmy!), quindi in pratica i cavalli di battaglia di Lynch con il grande pubblico nostrano non mi appassionano affatto. Insomma, perché ascoltare una lunga intervista-fiume con un autore di cui so poco, e quel poco non mi interessa? Perché tutto fa cinema…

Mentre in Italia Lynch ha sempre goduto di grande stima, più o meno reale, in patria è stato massacrato sin dal primo giorno di carriera e di solito la risposta del pubblico ai suoi film è lasciare quasi deserta la sala. Malgrado questo, Lynch racconta la passione di un cineasta per progetti da portare avanti contro tutto e tutti, le lotte con i produttori e i distributori, il rapporto sempre problematico con i critici spietati, con gli attori e gli altri collaboratori. Racconta la voglia di creare e descrivere il mondo a favore di persone che non sembrano capire quella creazione né sembrano interessate a comprendere quel mondo in cui vivono. Racconta di un fotografo, di un pittore e di un musicista che convivono tutti dentro il cuore di un regista, e tutti si chiamano David Lynch.

Il regista non ha scuole di pensiero da propinare o formule magiche da vendere, quindi con grande libertà racconta la propria passione, di ciò che saputo o non saputo creare, di ciò che lo interessava e di ciò che non gli importava di fare. Scopro che mentre di solito il casting è uno stress per i registi, Lynch adora fare provini perché gli attori gli raccontano storie incredibili e più di una volta parlando durante un provino si è reso conto che quell’attore gli aveva dato l’idea per un personaggio di un futuro film.
Oppure è capitato che per vari motivi non ha potuto dare la parte a qualcuno e questi gli ha fatto una scenata rabbiosa, di cui in seguito si è pentito: invece, proprio affascinato dall’energia dell’attore, Lynch si è innamorato di quella rabbia e l’ha voluta in un suo film.

Ecco, questo è il ritratto del regista da come esce dall’audiolibro: un continuo innamoramento contro tutto e tutti, l’amore di un uomo per la creazione di film che né i produttori né gli spettatori vogliono vedere, la lotta di un creativo per difendere le immagini in cui crede, anche se magari troppo personali per poter essere capite. Una specie di Don Chisciotte che gira film contro i mulini a vento dell’industria cinematografica.

È una narrazione ipnotica ed appassionante con mille storie di cinema fuse insieme, con aneddoti e dietro le quinte di film che paradossalmente neanche ricordo più (semmai li ho visti): ora che ho saputo così tanti retroscena, è il momento di rispolverare la filmografia lynchiana!

Un audiolibro che consiglio caldamente a chi ami il cinema fatto con passione, da chi è votato al fallimento al botteghino ma che lavora per comunicare, e quindi arriva agli spettatori anche a molti anni di distanza dall’opera in sé.

L.

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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12 risposte a David Lynch: Io vedo me stesso (audiolibro)

  1. Cassidy ha detto:

    Penso che non esiste nessuno di paragonabile a Lynch nell’industria cinematografica, forse Gilliam ma lui secondo me è ancora più matto. Per uno che fa film così ermetici, é il suo senso dell’umorismo a colpire, il ritratto che hai descritto mi sembra davvero in linea con uno che vede la vita e il cinema in un modo suo e suo soltanto. Poi é un periodo che sono attratto dagli audiolibri, devo provare a sperimentare anche questa dimensione di lettura 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      L’audiolibro è perfetto per chi fa spostamenti in auto, ma la scelta certo è vasta ma monocolore: di solito sono romanzi, mentre la saggistica – men che mai il cinema – è ridotta all’osso. Per non parlare di quando invece è pura chiacchiera superficiale.
      Devo assolutamente rivedermi i capisldi lynchiani, perché non immaginavo una così cocente passione per il cinema, che l’ha portato sempre a conquistarsi con fatica ogni singolo metro di pellicola.

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      • Giuseppe ha detto:

        Passione cocente per il cinema da parte sua che io conoscevo giá e che, grazie a questo interessante audiolibro, adesso conosci pure tu 😉
        Un consiglio riguardo a Dune, film che Lynch non ha mai particolarmente amato, per usare un eufemismo: oltre all’originale vediti l’eccellente e altamente professionale fan-edit ad opera dell’appassionato Spicediver, superiore in tutto -e dico TUTTO- rispetto alla versione uscita nelle sale (comprendendo pure le attuali edizioni DVD e Blu-ray)…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ti ringrazio della dritta, ma mi è così indigesto Dune e tutto ciò che lo riguarda che mi basta il capitolo dove il povero Lynch racconta al devastante lavorazione, oltre al dolore di vedere la propria opera devastata in sala di montaggio.
        Chissà se David ha mai saputo che in una delle sale dov’era proiettato il film c’era Jodorowsky che esultava: «Fa schifo! Ottimo!» 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Della serie “ho il dente un tantino avvelenato e non faccio niente per nasconderlo” 😀
        Comunque il fan-edit merita a prescindere… 😉

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  2. Vincenzo ha detto:

    Interessante, grazie per la segnalazione. Anch’io sono alla ricerca di audiolibri come questo in questo periodo, per cui il post è capitato a fagiuolo. stavo iniziando a credere che il mercato degli audibles fosse orientato verso altro e che non ci fosse spazio per la saggistica di un certo tipo. Oddio, continuo a crederlo, ma quest’opera è già una buona eccezione

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La saggistica è davvero poca, ma credo rifletta il mercato, dov’è richiesto intrattenimento molto più che approfondimento.
      Se cerchi a fondo qualcosa esce fuori, ma parliamo appunto di “qualcosa”. Molto più utili le conferenze registrate su YouTube, che sono anche gratis 😛

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  3. Celia ha detto:

    Mi associo a Cassidy e Vincenzo, sento il bisogno di poter “leggere” qualcosa (o qualcuno, in questo caso) senza dovermene restare inchiodata, e al contempo sfruttare meglio i momenti in cui il corpo sta facendo altro.
    Non posso dire che Lynch mi piaccia, di certo però mi interessa: a parte Mulholland Drive, che non mi ha lasciato niente, ho visto di recente le due vecchie stagioni di Twin Peaks – e a breve mi vedrò la terza, che ha ripreso in mano il regista e si vede.
    Sono proprio io quella, che ha “un continuo innamoramento contro tutto e tutti”, che “ama il cinema fatto con passione, ed è votata al fallimento al botteghino ma lavora per comunicare”. In altri termini, il Lynch-persona è l’uomo per me, fatto apposta per me….

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ahaha citazione altissima, quella finale 😀
      Scherzi a parte, non posso proprio dirmi un fan di Lynch e onestamente non avrei mai letto una sua intervista, invece ascoltando l’audiolibro ho scoperto una persona interessantissima, con tanta voglia di comunicare cose che è facile non si riesca a comunicare. Lui stesso cita alcuni “errori”, cioè scene in cui si è impegnato molto per comunicare qualcosa che in realtà nessuno ha colto.
      Invece di un “maestro del cinema” ho scoperto un uomo, e un uomo fa piacere ascoltarlo 😉
      La sezione dedicata a Twin Peaks è spettacolare: gli americani hanno reagito esattamente al contrario di noi italiani!!!

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