The Hunt (2019): la Universal blocca l’uscita del film

La mailing list di IMFDb (Internet Movie Firearms Database, cioè l’enciclopedia delle armi nei film!) ci informa che la Universal Pictures ha sospeso a data da stabilirsi la distribuzione in sala del film The Hunt di Craig Zobel, il cui trailer era stato presentato a luglio.

Traduco la notizia riportata dal citato sito.


La Universal Pictures ha cancellato l’imminente uscita del film intitolato The Hunt.
La major ha rilasciato il seguente comunicato per motivare la decisione:

«Mentre la Universal Pictures ha già messo in pausa la campagna pubblicitaria per The Hunt, dopo attenta riflessione, la major ha deciso di cancellare la distribuzione del film. Siamo al fianco dei nostri cineasti e continueremo a distribuire film in partnership con artisti visionari ed audaci, come quelli associati al social thriller satirico, ma capiamo che questo non è il momento giusto per distribuire questo film.»

Nei media qualcuno ha speculato che la ragione dietro questa scelta sia stata la recente sparatoria di un assassino di massa. Altri invece danno la colpa al presidente Donald Trump che il 9 agosto 2019 ha scritto il seguente tweet:

«Il film in uscita è studiato per infiammare e creare caos.»

Ho sentito l’eco di simili commenti da differenti fonti ma devo cheidermi: qualcuno di questi signori ha letto la trama?

Il film segue dodici sconosciuti, chiamati nel trailer “deplorables” (deplorevoli), che si risvegliano in una radura. Non sanno dove si trovino né come ci siano arrivati. Scoprono di essere stati scelti per essere le prede di una caccia condotta da un gruppo di ricconi. I cacciatori si ritrovano alla Manor House per la caccia ma il loro sport finisce male quando una delle prede reagisce ed inizia a dar loro la caccia, uno per uno.

Mi ricorda gli anni Ottanta, quando i politici o le loro mogli cercavano di dare la colpa dei mali della società alla musica e parlavano di cose di cui chiaramente non sapevano nulla.

Questo tema è stato trattato da Hollywood sin dal 1932, quando è stato distribuito La pericolosa partita, ed è tornato di moda un sacco di volte con film come Senza tregua (1993) e Sopravvivere al gioco (1994).

Vorrei vedere questo film sperando che la Universal decida di distribuirlo.


L.

– Ecco i film sulla “caccia all’uomo” recensiti nel blog:

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31 risposte a The Hunt (2019): la Universal blocca l’uscita del film

  1. Zio Portillo ha detto:

    Onestamente non so cosa pensare. Da un lato sono contro ogni forma di divieto, censura, limitazione,… Ognuno è poi libero di andare al cinema a vedere quello che gli pare a seconda dei gusti, magari leggendo la trama o informandosi prima. Ma capisco pure che non siamo tutti uguali e l’effetto che un film può avere sulle persone è diverso e può portare a accessi positivi (ragazzine che si barricavano giorni in sala a vedere “Titanic” con Di Caprio) e negativi (stragi nei cinema con gente esaltata dal Batman di Nolan).

    Già il trailer di questo “The Hunt” partiva a bomba (rapina e omicidio nel minimarket) e proseguiva con omicidi, morti a favore di camera, esplosioni e un bel catfight. Per noi è da bava alla bocca, per altri può essere fonte di ispirazione. E il clima già bello teso in America non ha bisogno di ulteriore benzina sul fuoco.

    Lungi da me fare un’analisi socio-antropologica, non ne ho le competenze e nemmeno le capacità, ma se una grossa casa di distribuzione come la Universal blocca un film già ultimato di Lindelof e Blum, con la macchina del marketing già avviata, avrà fatto tutte la valutazioni del caso. A sto punto che esca in Dtv, cosa vuoi che ti dica? Sarebbe un peccato perché era uno dei titoli che stavamo aspettando, ma a mali estremi…

    Mi ricorda un po’ il caos nato anni fa con “The Interview” col film bloccato a causa delle tensioni tra USA e Corea del Nord.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      “The Interview” (peraltro un filmone da applauso) credo sia l’unico caso in cui la pubblicità negativa abbia fatto male alle vendite…
      Se le case americane dovessero bloccare i film che presentano omicidi, dovrebbero chiudere i battenti. Perché per “John Wick” e i suoi diecimila morti ammazzati nessuno ha detto una parola? Cos’è, “The Hunt” all’improvviso ha inventato l’omicidio?
      L’America è un Paese fondato sulla voglia di sparare: non è meglio sfogarla nella finzione che nella realtà?

      Certo che se la Universal per distribuire il film aspetta un momento in cui non ci sono stragi in America, farà prima a buttarlo nel secchio! Un Paese che ancora ha paura dello straniero quando sono i suoi stessi figli che gli sparano addosso, non ha davvero bisogno di un filmetto per imparare a uccidere…

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      • Zio Portillo ha detto:

        E se tutto fosse una “pubblicità 2.0”? Un nuovo modo, estremo, di fare marketing. Prima faccio uscire i trailer creando attesa, poi quando manca poco all’uscita blocco tutto accampando scuse logiche ma superficiali e quantomeno insensate. Tutti si fiondano a controllare i perché e i percome e il passaparola aumenta.
        Alla fine, faccio uscire il film un paio di settimane dopo con un nuovo lancio e con l’attesa cresciuta esponenzialmente.

        Famosa la storia del ristorante parigino che fece una mega festa per l’inaugurazione. Tende oscurate, tappeto rosso, auto di lusso e un paio di buttafuori all’ingresso. Zeppo di curiosi ma nessuno vide nulla di ciò che c’era all’interno e nessuno sapeva se si mangiava bene e cosa si sarebbe mangiato. Ogni tentivo di prenotazione veniva rimbalzato con la scusa del “Siamo pieni per i prossimi 3 mesi. Se vuole la prima data utile è… (data x a 3 mesi di distanza)”. Sta pantomima è andata avanti, appunto, per mesi finchè la gente comune è potuta andare in sto benedetto ristorante che co sta buffonata si è trovato “al completo” per i mesi a venire. Ma alla fine, chi ha cenato nei 3 mesi chiuso al pubblico? Nessuno. Stavano ultimando i lavori all’interno ma da fuori sembrava ci fosse sempre gente a cena quando invece c’erano solo operai che sistemavano. Il costo di sta trovata geniale? L’affitto di un tappeto rosso, delle tende oscuranti e dei due gorilla che facevano brutto a chi si avvicinava.

        Oh, è una storia pre-internet! Mi pare me l’abbia raccontato la mia prof di economia sul finire degli anni ’90. Sa molto di barzelletta ma è un modo per spiegare anche a chi non è del mestiere cos’è il marketing.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il marketing è il mestiere più antico del mondo! 😀
        Non è la prima volta che viene creata ad arte cattiva pubblicità per un film, ed è un brutto segno: vuol dire che si tratta di una stupidata così epocale che i produttori sono sicuri che non venderà niente, senza un “aiutino” pubblicitario.
        E’ come la solita stupida balla che accompagna immancabilmente ogni film horror: lo spettatore che si è sentito male in sala dalla paura. Guarda caso dall’altra parte del mondo, così non si può controllare. Teoricamente un produttore non dovrebbe far sapere al pubblico che il proprio film può far sentire male, ma si sa che funziona e lo fanno tutti. Nel mio blog di locandine italiane d’annata è pieno di scritte dagli anni Sessanta in poi che mettono in guardia e addirittura sconsigliano il pubblico di entrare in sala, per evitare problemi di cuore dovuti alla paura che mette il film! 😀

        La falsa pubblicità… cioè la pubblicità, è la base del marketing, quindi niente di più facile che questo “The Hunt” sia una nullità talmente stratosferica da aver bisogno di fingere polemiche e auto-censure per avere un lancio.

        Non so se ti ricordi “Faust” di Brian Yuzna, un film che per anni è stato annunciato e il regista si lamentava di non so più che problemi di produzione o distribuzione. Giravano foto che sembravano spettacolari e tutti si chiedevano se sarebbe mai riuscito ad uscire, ‘sto benedetto film. Non so se sia stata pubblicità falsa, penso invece che Yuzna abbia davvero avuto problemi di produzione, comunque per anni il film si è venduto da solo semplicemente perché tutti si chiedevano: quando uscirà? Alla fine è uscito… ammazza che cazzata! 😀 Tutta attesa sprecata…
        Però, di nuovo, la pubblicità (buona o cattiva) vende! ^_^

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      • Zio Portillo ha detto:

        Il FAUST di Yuzna me lo ricordo (ho immagini belle nitide in testa di alcune scene, tipo la donna “sciolta” con le tette giganti!) ma non sapevo della storia di produzione travagliata.
        E’ una pacchianata o una carnevalata, però spezzo una (minuscola) lancia a favore del film. E’ uscito in un momento sbagliato. Fosse uscito in questo periodo, con un budget maggiore, avrebbe potuto essere un piccolo cult.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        E’ stato di sicuro un cult… in quei lunghi anni in cui nessuno lo poteva vedere 😀
        Scherzi a parte, l’ho visto secoli fa ed è stata una delusione così cocente che l’ho subito cancellato. Temo che anticipasse parecchio il cinema bulgaro di serie Z. Mi sa che ci farò uno speciale sulla sua travaglia produzione, se trovo interviste dell’epoca 😉

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      • Zio Portillo ha detto:

        Uno speciale su Yuzna o solo su “Faust”? Alla fine il vecchio Brian tra “The Society” e “The Dentist” un paio di cosette le ha fatte.
        Gli incubi che ebbi da ragazzino dopo la visione della festa in “The Society” me li ricordo ancora!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Che mito, quel film! Guardavo allibito le foto su “CIAK” e sognavo il giorno in cui avrei visto il film. Se non ricordo male lo registrai di notte sulla RAI: che tempi! Yuzna è un grande, sia come regista che come sceneggiatore (anche di fumetti), e ogni genio fa almeno un passo falso. Secondo me, Faust è stato il suo 😛
        Ho così tante iniziative in partenza a settembre che non ce la faccio a metterci pure Yuzna, però di sicuro lo tengo in caldo 😉

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      • Celia ha detto:

        Niente, stavo appunto per scrivere “Se aspettano un momento senza stragi, stanno freschi” ma la saggezza è ben distribuita qui su Wp, siamo una specie di cervello diffuso e tentacolare… ma Dio santo.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ahah le grandi menti pensano all’unisono 😀

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      • Celia ha detto:

        Il guaio è che le “piccole” menti, invece, lavorano separatamente, e dunque di cazzate è pieno il mondo come per partenogenesi.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ahahah bellissima! Questa te la devo rubare 😛

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      • Celia ha detto:

        Fa’ pure, essendo la nostra una mente collettiva son da intendersi di proprietà comune anche le minchiate personali 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Hai usato l’apostrofo per indicare l’imperativo del verbo “fare”: sai che questo ti distingue dal 90% della popolazione italiana? E dal 99,99% degli internauti? 😀

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      • Celia ha detto:

        Wo-ho, a volte mi escono dalle dita queste cose e mi lascio smascherare… 😆
        Sappi però – lo dico così mi sputtano subito e liquido rapidamente la parte dolorosa – che per anni ho scritto “un pò” senza ritegno né cognizione del male che andavo diffondendo nel mondo.
        Povera mortale!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        L’importante è che sei pentita: va’ (con l’apostrofo) e non peccare più! 😀 😀 😀

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      • Celia ha detto:

        L’anima mia magnifica il Signore… agg’ vist ‘aaa luce!! 😃

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahahah 😀

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      • Celia ha detto:

        A proposito di apostrofo… buona domenica 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Nooooooooooooooooooooo capolavoro!!! «l’aferesi like no tomorrow» 😀

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      • Celia ha detto:

        E’ un simbolo di interpunzione paragrafematico! ❤

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ne approfitto per avvertirti che ho commentato diversi tuoi ultimi post ma non appare nulla: o non funziona l’app di WP (il che è facile) o sono finito in spam…

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      • Celia ha detto:

        Probabile lo spam, perché altrimenti avrei visto la notifica della moderazione 🧐
        Mannaggia la pupazza, provvedo subito… e grazie 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        Perfettamente d’accordo! Però è sempre comodo deresponsabilizzarsi incolpando film, cartoni animati e quant’altro, no? Ricordo ancora uno dei primi casi “illustri” di questa codarda linea di pensiero (eufemismo) dalle nostre parti, nel 1978, quando sostennero che un giovane si era sparato alla tempia perché l’aveva visto fare ne “Il cacciatore”…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Probabilmente quella era una “citazione alta”, visto lo scandalo de “I dolori del giovane Werther” che tanti suicidi sembra aver ispirato 😛

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  2. The Butcher ha detto:

    Sinceramente non sono molto d’accordo con questo blocco. Avrei preferito che a questo punto di rimandassero il film dopo la sparatoria ma bloccarlo in questo modo mi pare esagerato. Anche perché potrebbe non essere il solo a fare questa fine e potrebbe essere la scusa di molti politici che incolpano un certo tipo di cinema dicendo che portano alla violenza (stessa cosa che dicono dei videogiochi).

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Tanto i politici di stupidaggini del genere ne diranno sempre, non fanno testo né hanno potere: parliamo di business miliardari che se gli gira a quei politici li affondano 😀
      Come dicevo a Zio Portillo, se la Universal vuole aspettare che non ci siano sparatorie in America per distribuire il film, fa prima a buttarlo!

      Facile poi che sia una furbata di marketing: ora tutti aspettano un film che in realtà non interessa a nessuno, così è tutta campagna pubblicitaria gratuita. Magari lo fanno uscire a settembre o a Natale e sperano di vendere uno o due biglietti in più.

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Se Trump dice che la colpa delle stragi è di questo film, allora non è certamente così, dato che tutto ciò dice è falso o sbagliato.
    A meno che un’opera non istighi a compiere reati mostrando quanto sia figo, bloccare un film perché menti deboli o immature potrebbero imitare i personaggi è sbagliato (se proprio temi cose così, lo fai valutare R e ciao).
    La tesi del marketing è più plausibile 😉

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Mah! Io vedo molta ipocrisia (a meno che non di riveli un ben architettato escamotage pubblicitario) in questa decisione sia perché questi film possono essere più valvola di sfogo che stimolo alla violenza sia perché sarei più “comprensivo” verso la scelta se fossimo in una società diversa dove di violenza se ne respira poca e un film così emergerebbe sul contesto. Qui ed oggi invece prevale un contesto in cui gli ipotetici stimoli di emulazione negativa del film si confonderebbero nella massa…

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  5. Pietro Sabatelli ha detto:

    Ricordo una puntata dei Simpsons, che satirico è dir poco 😀

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