50 anni di Vampirella! (6)

La Harris Comics continua da sola (senza più Dark Horse Comics) a presentare avventure di Vampirella, e a questo punto c’è un rito a cui l’eroina non può sottrarsi: l’incontro-scontro con un altro personaggio.

Nel 1992 Jim Valentino ha creato il suo vigilante mascherato per la Malibu Comics e l’ha chiamato ShadowHawk. Passato alla Image, probabilmente sta vivendo un momento d’oro e decide di scrivere il soggetto di un’avventura con la nostra vampira preferita, che esce nel febbraio 1995 per la Harris con il titolo Creatures of the Night. I due eroi dovranno affrontare Kaul, nuovo mostruoso messia del culto del Chaos.
Per motivi che non ho capito, gli adepti del Chaos sono tutti mascherati come ShadowHawk ma in rosso, così Vampirella giustamente fa confusione e colpisce il vigilante buono credendo sia cattivo. Altrettanto misterioso è il motivo che spinge la donna ad indossare il giacchetto di pelle sopra le ali da pipistrello, tornate per magia… Ma come se l’è infilato?

I disegni di Kir Van Wormer gridano “Anni ’90” con tutto il fiato

Visto che l’armatura indossata da ShadowHawk ha artigli come quelli di Wolverine, lo scontro con Vampirella mi ricorda quello con il Punitore: qualche anno prima i due “buoni” si erano scontrati l’uno credendo “cattivo” l’altro, poi si erano riappacificati ed avevano unito le loro forze contro i veri cattivi. Qui avviene esattamente la stessa cosa, con la differenza che ShadowHawk e Vampirella limonano e copulano su un tetto. Poi salvano il nuovo papa – eletto a Chicago! – dall’attacco della setta del Chaos e l’amore torna in città.

Nell’aprile del 1995 finalmente succede l’impensabile: Vampirella torna in Italia! La PlayPress del mitico Mario Ferri prova a sdoganare nel nostro Paese il personaggio – assente dagli anni Settanta! – con la saga in sei parti Guerra a Dracula, risalente al 1992. Ecco come “l’editore” (così si firma) presenta l’iniziativa.

«Anche la Harris Comics entra a far parte della nostra grande famiglia, concedendoci l’esclusiva sulla provocante Vampirella, character già famoso tra gli appassionati italiani di vecchia data. I nostri progetti sono chiari: pubblicheremo su questo mensile tutto il materiale a colori dedicato all’eroina, in un volume a quarantotto pagine che presenta due racconti al mese.»

Con entusiasmo ci viene detto che Vampi è record di vendite in America e altre belle cose, sicuramente provenienti tutte dall’ufficio stampa della Harris, e si lanciano promesse di pubblicazioni mirabolanti: ci aspettano lunghi anni in cui la PlayPress inonderà le edicole di storie di Vampirella… Purtroppo non avverrà niente del genere.

Riallacciandosi alla noiosa Morning in America, questa saga ci riporta di nuovo nella Washington dove il senatore Adam Van Helsing ha scoperto un potere occulto che governa il mondo ed altre stupidate imbarazzanti, e insieme a Vampirella combatte i mostroni cattivi. E c’è ancora Pendragon, che è la spalla comica. Va be’, “comica” è un parolone…

Continuando praticamente identiche le avventure di Morning in America, forse seguendo il detto che squadra che funziona non si cambia, Kurt Busiek e Tom Sniegoski – padri del personaggio in questi anni – calano l’asso facendo entrare in scena Dracula in persona, proprio come le più noiose storie di Vampi già vissute negli psichedelici anni Settanta della rivista della Warren Publishing.

Mentre nelle introduzioni Andrea Materia presenza La vendetta di Vampirella come «una delle serie più popolari e idolatrate degli anni Novanta», e magari lo pensa davvero, assistiamo a disegni sempre più schizzati come fossimo tornati alle psichedelie ben note al personaggio.
Io ci ho provato a leggere ’sta storia, giuro, ma fra personaggi che entrano ed escono a secchiate e disegni inguardabili, non posso che condividere la scelta italiana di non premiare il ritorno di Vampi in edicola. Non a queste condizioni.

Secondo Karl Altstaetter, Vampi ha gli spinaci nelle mani!

Stando a quanto ci racconta Dan Cziraky, che per la rivista “Imagi Movies” (volume 2, n. 3, primavera 1995) ricostruisce la vita editoriale di Vampirella fino a quel periodo, «la Harris ha problemi interni ed esterni che causano molti ritardi nelle uscite mensili», quindi la saga contro Dracula è durata molti mesi e nel frattempo alcuni disegnatori hanno preferito approdare ad altri lidi: come Jim Balent che ha preferito andare a rilanciare la testata “Catwoman” per la DC.
Malgrado le introduzioni della PlayPress parlino di record di vendite, la Harris stenta parecchio a tenere in vita la testata e ci riesce unicamente per un rinnovato interesse verso il genere. Come spiega il citato Cziraky:

«Con la popolarità delle pin-up a fumetti e con il rinnovato interesse nelle regine del genere, come Betty Page, un personaggio come Vampirella sembra una scelta naturale per un revival: sfortunatamente gli sforzi della Harris Comics hanno ottenuto un successo solo parziale.»

La storia minuziosa della vita anni Novanta del personaggio curata da Cziraky si chiude con un’analisi impietosa: in quella primavera del 1995 è certo che il futuro di Vampirella è quanto meno incerto. Per non dire già segnato.
I problemi principali sono due. Il primo è che la Harris sta spacciando per proprio un personaggio che in realtà è figlio di un’altra epoca e non fa che riciclare trame che erano già al limite negli anni Settanta: figuriamoci nei Novanta! Il secondo, e forse il più grave, è che la Harris è una piccola casa che non può permettersi i maestri del fumetto a cui invece la Warren affidava il personaggio: i disegni di Vampirella alla Harris non possono minimamente competere con quelli che l’hanno resa immortale. (Non a caso vengono ristampate abbondanti ristampe delle storie classiche che vendono sempre molto bene, proprio perché disegnate da maestri.)

I giovani fan degli anni Novanta sono invasi da X-Men e altre valanghe di personaggi che affrontano quei problemi che Vampirella decenni prima aveva scelto di ignorare, focalizzandosi su un’idea dell’horror molto datata, sicuramente non più proponibile negli anni Novanta. Invece di rinnovarsi e provare a creare una nuova Vampirella, la Harris si trincera dietro trame già ampiamente presentate e personaggi che definire “vecchi” è un eufemismo: come può competere con l’esplosione di super-personaggi con super-problemi?

Cover di Joe Quesada e Jimmy Palmiotti

(continua)

L.


Scheda delle storie citate:

Vampirella / Shadowhawk
Creatures of the Night (febbraio 1995)
di Tom Sniegoski e Kir Van Wormer

Guerra a Dracula
da “Vampirella” (PlayPress) nn. 1 (aprile 1995) e 2 (maggiore 1995)
di Kurt Busiek e Louis Small jr.

La vendetta di Vampirella
da “Vampirella” (PlayPress) nn. 3 (giugno 1995) e 4 (luglio 1995)

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14 risposte a 50 anni di Vampirella! (6)

  1. Austin Dove ha detto:

    molto bella la copertina della Vendetta di Vampirella

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Dove ci sono anni 90 c’è casa ❤

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  3. The Butcher ha detto:

    Però adesso voglio questo fumetto anche in Italia!

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  4. Giuseppe ha detto:

    Ma infatti, non esisteva il tanto decantato record di vendite. Così come le caratteristiche del personaggio che presentavano -per come venivano presentate, almeno- non erano esattamente quelle che l’italico lettore si sarebbe trovato davanti (appunto)… Ragion per cui la (dis)avventura editoriale poteva finire solo in quel modo 😟

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  5. SAM ha detto:

    C’è un errore : Shadow Hawk su pubblicato sotto etichetta Image Comic, una casa editrice appena nata che all’ inizio si apoggiava a un altro editore Malibu Comics: poi fatti soldoni, la Image si divide dalla Malibu e continua in proprio.
    Riguardo al discorso vendite di Vampirella : di sicuro non ha mai venduto milioni di copie .
    Di sicuro il fenomeno, come tutte le mode, deve essere durato in maniera relativamente breve.
    Però, se la Warner c’ha fatto un film, e la lanciatissima Image dei cross over con Vampi, vuol dire che qualcosa vendeva.
    Non penso che un grande editori creerebbe team up di un loro personaggio con altri che non vendono un ciufolo : sarebbe solo un modo per fare pubblicità a personaggi poco noti della concorrenza !
    E Vampi di cross over negli anni 90 ne ha avuti non pochi : da quelli con Buffy, ai Kiss, a Catwoman ecc, che testimoniano che qualcosa vendeva e il suo nome faceva richiamo : un successo che sicuramente non è durato a lungo, ma che sicuramente c’è stato .

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non so quale sia la filosofia dei “meets” e dei “versus”, ma visti certi prodotti abominevoli temo che valga la stessa regola dei sequel: l’importanza della saga e l’effettivo riscontro dei fan non ha alcuna importanza. Si fanno se si mettono d’accordo le case, e con Vampi a due spicci sono più che sicuro che avrà trovato tanti amici con cui giocare.
      Il film di Vampirella è la Z più Z della storia, l’avrebbero fatto pure su Andy Capp, temo non stia a significare altro se non il disperato ritardo del cinema a capire il mondo del fumetto.

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      • SAM ha detto:

        Il film era atroce , e forse conferma la mia teoria : Vampi ha avuto successo quando la Harris la rilancia nel 1991 , e da il via a numerosi cross-over e il fenomeno delle Bad Girls ( e per fare tutto ciò, doveva per forza aver avuto un certo seguito).
        Qualcuno allora ( ma lo dico io ) compra i diritti cinematografici che come spesso accade rimangono nel limbo per qualche anno , e nel frattempo il fenomeno si affievolisce ( e quindi ci ricolleghiamo all’ articolo di Cziraky che afferma che nel 1995 il personaggio era alla frutta ) ; visto che i diritti stavano per scadere (fonte, il regista Wynorski ) si sarà deciso di farlo con due spicci così da non rischiare più di tanto e nel 1996 esce il film solo per l’Home Video e tv .
        Pensate che il regista per il live voleva Julie Strain ( che francamente, anche lei con Vampi c’azzecca poco) !

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Per fortuna è pieno di approfondimenti e interviste dell’epoca, così quando affronterò il film potrò attingere a dichiarazioni in prima persona. Che poi valgono fino a un certo punto, ma almeno sapremo quale fosse la versione “ufficiale” di uno dei film più sbagliati di sempre, che può andare a braccetto senza vergogna con le versioni video di Capitan America e Nick Fury del periodo…

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  6. SAM ha detto:

    Sicuramente il film fu fatto con 2 spicci e in fretta almeno per non perdere i diritti del personaggio ( che si rinnovano in automatico se il film esce prima della scadenza di questi).
    Non a caso il film era prodotto da Corman, che già nel 1994 era coinvolto nel film a basso budget dei Fantastici 4 realizzato e mai distribuito ( perché comprato dalla Marvel per distruggerlo e liberarne i diritti, se non ricordo male . Ma un anima pia lo ha messo sul Tubo )
    This is Hollywood !

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  7. MisterZoro ha detto:

    Io quel primo numero italiano ce l’ho ancora!

    E la copertina de “La Vendetta di Vampirella” è qualcosa di meraviglioso ancora oggi…strano non abbia sfondato nel mondo del p0rno, il personaggio dev’essere proprio passata in terzo/quarto/ultimo piano…

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