Children of the Corn 5 (1998) Gli adoratori del male

La formula dei ragazzini assassini continua imperterrita, sebbene non esistano più spunti da seguire, ma solo giovani attrici da lanciare.

Un assolato pomeriggio del luglio 2000. Una città svuotata per le ferie estive. Un compleanno da festeggiare. Dove si va? Ovvio: al cinema. Un film horror è sempre il modo migliore di festeggiare. Venti minuti dopo un commento sgorga spontaneo: «Che è ’sta mmerda?»
Gli spettatori in sala cominciano ad accampare qualsiasi scusa per assentarsi, come andare in bagno, così da allontanarsi «dal film più inutile di quell’estate».

Così Evit del blog “Doppiaggi Italioti” si rende involontario testimone di un evento tanto unico quanto totalmente insignificante: il ritorno in sala dei figli del grano.

Dal letame nascono i fi…gli del grano!

Abbandonata subito la distribuzione cinematografica in favore dell’home video, la saga a sorpresa – e immotivatamente – torna a puntare in alto. Nella totale indifferenza delle fonti dell’epoca, il 21 giugno 1998 nelle videoteche americane spunta Children of the Corn V: Field of Screams – geniale gioco di parole con il Field of Dreams (1989) di Kevin Costner, in Italia: L’uomo dei sogni – e bisogna aspettare il 12 giugno 2000 perché arrivi sul tavolo della censura italiana, che due settimane dopo concede il visto alla proiezione ma con il divieto ai minori di 18 anni, «per le numerose scene e immagini orripilanti, sequenze impressionanti ed angoscianti»: ma quale film hanno visto?

Già il 30 giugno successivo lo si trova in sala con il titolo Gli adoratori del male, con in locandina un piccolo accenno alla saga Children of the Corn. Giusto il tempo di un raccolto, e ad agosto il film scompare: Evit è riuscito a pizzicare una finestra temporale molto piccola!

Il 13 luglio 2004 appare in seconda serata su Italia1, ma intanto di nuovo Cecchi Gori si occupa di portare il film in VHS: a noleggio addirittura già dall’agosto 2000! Dalla sala alla videoteca con un record storico di velocità…

La Eagle Pictures lo ha ristampato in DVD nell’ottobre del 2013 con una locandina più d’effetto e mettendo bene in chiaro l’appartenenza alla saga: Children of the Corn V – Gli adoratori del male.

Un altro nome da bruciare

Stavolta a capitanare la nuova nave che affonda c’è Ethan Wiley, che potreste aver incontrato sul set di Gremlins (1984) fra i tanti che manovravano le creaturine di Dante. L’anno dopo ha fatto il salto alla sceneggiatura con il frizzante Chi è sepolto in quella casa? (1985) – aiutato però dal soggetto di Fred Dekker – e si è montato la testa: lo stesso produttore Sean S. Cunningham gli affida la guida del seguito La casa di Helen (1987), e non è andata benissimo.
Scomparso per i successivi dieci anni, probabilmente tenuto segretato in cantina da Cunningham stesso («Così ti impari a rovinarmi la Casa!»), Wiley riappare dal nulla nel 1998 per ’sta buffonata ridicola: bravo, Ethan, hai il dono del tempismo…
Dal Duemila lo trovate ogni tanto a sbucare dai peggiori film in circolazione.

Un barattolo di marmellata è stato appena sventrato

Torniamo nel grano, sempre pieno di ragazzini pazzi assassini e nessuno si accorge che spariscono eserciti di persone, che l’intero Stato è ormai disabitato a forza di andare tutti a morire nei campi di grano. Ma in fondo nessuno fa domande… quando gli adoratori del male sono guidati da David Carradine!

Sapete perché David Carradine è qui? Per il grano… (in tutti i sensi!)

Strano che non ho trovato dichiarazioni di David su questo suo inutile ruolo di due minuti: a forza di apparire in ogni filmaccio fetente gli capitasse, non è che può ricordarsi di tutti. Tanto i fan ricordano solo la roba anni Settanta…
Comunque Luke (David nostro, gagliardo e tosto) è la guida morale dei giovani assassini e bla bla bla un mare di stupidate. Le solite già viste negli altri filmacci. Stavolta però il doppiaggio italiano usa l’espressione «Colui che Cammina OLTRE i Filari»: vezzi da traduttori.

Chissenefrega della trama, questi film vengono fatti per lanciare ragazzette gnoccolose nel grande calderone del cinema: dopo Charlize Theron nel terzo episodio e Naomi Watts nel quarto, in questo quinto tocca ad Eva Mendes.

Il lancio del grano stavolta tocca alla bollente latina di Miami

La 24enne di Miami interpreta una 17enne – va be’, è il cinema – che si lascia ammaliare dalla religione del grano. Un culto che prevede la morte per gli adepti che compiano 18 anni: oh, a me pare una gran bella religione. Infatti Eva sale nel granaio di fiamme e ci si butta dentro.
Qualche maligno potrebbe pensare ad una sceneggiatura scritta con una penna nello sfintere, invece si riconosce subito il marchio Dimension Films, cioè fratelli Weinstein: l’attrice per entrare nel granaio e buttarsi deve per forza salire una scala… in gonna svolazzante… e vai con l’Effetto Malizia!

Invece delle mutande di Eva Mendes, ecco uno pseudobiblion!

Con la Bibbia del Grano scritta al PC di casa – non ci sono più i soldi per le splendide Bibbie-pannocchie del primo film – lo sceriffo che consente un’inutile apparizione di Fred Williamson e via dicendo, si va tutti giù nello scarico, fino ad un guizzo inaspettato di effetti speciali: la capoccia di Carradine si spacca in una scena fortemente debitrice de La Cosa (1982) di Carpenter. Solo che non c’è il maestro Rob Bottin dietro…

Ho bisogno di questo film come di un buco in fronte…

Il nulla nulleggia risucchiando il vuoto da se stesso, mentre inutile pellicola viene sprecata a mostrare il niente. Non c’è niente da criticare perché non c’è niente: solo tanto grano sprecato.

La madre dei figli del grano è sempre incinta

È immotivato il divieto imposto dalla censura italiana, visto che a mettere paura è l’idea che sia stato girato questo film, non il film in sé. Ma ad onor del vero c’è altro che mette paura: che i fratelli Weinstein in questo stesso periodo stiano tribolando su una sceneggiatura che non riesce a prendere forma, con un eroe protagonista che non si riesce a capire bene. Forse è il caso di invitare l’autore del personaggio e metterci d’accordo sul copione da scrivere per il ritorno al cinema del suo eroe: così i due Weinstein chiamano David Morrell per il progetto Rambo. Ma questa è un’altra storia, da raccontare in un settembre di piombo rovente…

L.

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27 risposte a Children of the Corn 5 (1998) Gli adoratori del male

  1. Zio Portillo ha detto:

    Se il lancio di un’attrice che diverrà famosa è più importante del film stesso io qualche domanda me la farei…

    Siccome sta saga mi ha “scartavetrato i maroni” ho guardato sul web quanto manca alla fine. Sono cascato dalla sedia! Altri 5 venerdì così non li reggo… Lucius, ti voglio bene, ma il venerdì marcherò visita.

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  2. Evit ha detto:

    Mi sento male per te che hai dovuto vederlo. Non ricordavo neanche la presenza di Carradine, il vuoto proprio, ricordo solo un granaio, del grano, un bambino tipo Rosso Malpelo. Ma penso che questi dettagli siano in qualsiasi film della serie. Piuttosto, la recensione ci ha regalato questa frase che mi ha fatto quasi cascare dalla sedia: “La madre dei figli del grano è sempre incinta”. Dovrebbe essere direttamente sulla locandina come sottotitolo

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  3. Evit ha detto:

    Dici che ho beccato l’unica settimana di programmazione di questo film? Che “culo”!

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  4. Cassidy ha detto:

    «David perché hai fatto questo film?», «Per il grano», «Quanta dedizione al ruolo, che artista!» 😉 Insomma beccare questo film in sala era più difficile che azzeccare i numeri del super enalotto, e in due siete riusciti a farlo! Ma che fine ha fatto Eva Mendes? Per un po’ era in tutti i film, evidentemente però non è bastato strizzare l’occhio a “Malizia” qui, per mettersi davvero sulla carta geografica di Hollywood e farsi dare ruoli, ha dovuto fare di più, infatti la ricordavo come la tipa nuda che aggrediva Denzel Washington in “Training Day”, altro che calarsi le braghe 😉 Ti ringrazio per le tante citazioni, non vedo l’ora di leggere la tua indagine sulla stramba carriera di David Morrell 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Qui Eva ha i mutandoni della nonna, non aveva ancora capito come funziona ad Hollywood se vuoi diventare diva…
      Peraltro le hanno affiancato un’attrice straordinariamente anonima, vestita di stracci e senza trucco: abbiamo capito che volevate far risplendere Eva, ma così è un po’ troppo!

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    La traduzione “oltre i filari” sta a dire che ormai siamo oltre la decenza…!
    Peccato perchè le comparsate sempre molto Z di Carradine e Williamson (altro che la Mendes 🙂 ) e la scena spacca-testa indurrebbero quasi alla visione…ma anche no! 🙂 🙂 🙂

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  6. Conte Gracula ha detto:

    Probabilmente è l’ultimo dei problemi del film, ma mettere a capo di un culto di bambini assassini un settantenne… non so, mi sembra una teologia più incoerente della media 😛

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