Rambo: Last Blood (2019) Anteprima di “Total Film”

I preparativi per il Ciclo Rambo non mi hanno consentito di leggere i fumetti di Vampirella, quindi questa domenica salta la rubrica sul cinquantenario del personaggio.

Traduco un articolo della rivista specialistica “Total Film” (agosto 2019) che presenta un’anteprima sull’ultimo (forse) film con protagonista Rambo.


Rambo: Last Blood

Il veterano delle Forze Speciali interpretato da Stallone
nella sua ultima (forse) cavalcata. Non pressatelo…

È tornato. Dopo più di dieci anni dalla sua ultima uscita filmica, il veterano del Vietnam interpretato da Sylvester Stallone sta per imbracciare le armi di nuovo. Rambo: Last Blood parte, dice il regista [quasi] esordiente Adrian Grunberg, dall’ultima inquadratura vista nel John Rambo del 2008, quando il Berretto Verde tornava al ranch della sua famiglia in Arizona. «È dove abbiamo lasciato Rambo dieci anni fa», aggiunge il cineasta, tornando sulla sedia del regista dopo il suo debutto del 2012 con il thriller Viaggio in paradiso con Mel Gibson.

Non c’è bisogno di dire che John Rambo non si è messo seduto sulla sedia a dondolo, a guardare il tramonto. Come Stallone ha raccontato al pubblico del Festival di Cannes all’inizio di quest’anno:

«È tornato a casa, ma in un certo senso non è mai tornato. È lì ma non è lì, ed è da questo che parte la storia del film. Si rende conto che appena esce fuori dalla porta non ha alcun tipo di controllo. Non sei mai tu a controllare il mondo, è il mondo a controllarti, e lui non è pronto per questo.»

La prima avventura di Rambo si svolge (almeno in parte) su suolo americano in quel grintoso 1982 del film originale. «È più vicino a casa sia nella storia che nell’ambientazione», dice Grunberg. «In questo c’è molto più approfondimento che negli altri». Sceneggiato da Stallone e Matthew Cirulnick, Grunberg stima la “grandiosità” dei tre seguiti che hanno portato il personaggio in Vietnam, Afghanistan e Myanmar (Burma). «Penso però che questo sia più intimo. Vediamo un aspetto di Rambo che non abbiamo mai visto prima.»

Per fortuna, questo non include affrontare un mostro. Stando a quanto riportato, nel 2009 si era parlato di adattare il romanzo di James Byron Huggins Hunter (1999) – su un esploratore a caccia d una bestia nell’Artico – per una storia di Rambo. Grunberg comunque non è sicuro che questa storia sia mai stata presa sul serio. «Non ne ho mai parlato con Sly, ma conoscendolo non credo che avrebbe mai voluto entrare in quel mondo: Rambo vs Predator. [Nel senso di “un predatore”. Nota etrusca.] Non è nel personaggio. Non so se l’idea sia mai stata discussa, ma una delle cose che ho capito di Sly è che lui è sempre fedele al personaggio.»

Con il trailer che suggerisce come Rambo abbia la mente piena di pensieri negativi («Ho visto morire le persone che ho amato»), Grunberg assicura che parte della trama verte sullo stress post-traumatico del personaggio, dopo anni passati a servire il suo Paese. «Se ne parla decisamente, è un soggetto che volevamo davvero sviluppare ampiamente. Ed essendo Rambo quello che è… ovviamente è il primo candidato a soffrire di quello stress. Non si vergogna ad ammetterlo, e questo lo rende più umano.»

Mentre il regista rimane vago sui particolari della sceneggiatura, ciò che può dire è che Rambo è costretto ad andare “a sud del confine” a causa del rapimento di una ragazza, Gabrielle (Yvette Monreal) ad opera di un cartello della droga messicano. Nella vicenda c’è anche Carmen Delgado (Paz Vega), una giornalista che sta indagando sullo spaccio locale, e questo rende Last Blood l’unico film di Rambo ad avere due personaggi femminili forti. «Sono entrambi essenziali per lo svolgimento della storia», dice il regista.

In quanto a Rambo, sin da quando il presidente Ronald Reagan l’ha nominato nei suoi discorsi degli anni Ottanta è stato sempre politicizzato. Viste le attuali tensione tra Stati Uniti e il Messico, questo nuovo Rambo sarà il più politico? «Credo che Sly l’abbia detto chiaramente, a Cannes: non credo che Rambo sia politico. È solo un americano. Punto.» Ciò non di meno il regista spero che il suo film dia adito a dibattiti. «Credo sia sempre una buona discussione.»

Ciò che non vedremo è un Rambo che distrugge da solo interi eserciti. Come Stallone ha mostrato Rocky da vecchio nei suoi ultimi film, lo stesso vale per Rambo. «È a pezzi», dice Grunberg. «Ha un aspetto decisamente diverso dagli altri film». Stallone concorda, precisando che Rambo non “penzola più dagli alberi”, come faceva una volta. «Ha sostituito tutto quello con più esperienza, conoscenza e strategia.»

Se Rambo scricchiola, il suo creatore sembra ancora in forma. Stallone era in perfette condizioni per le riprese, dice Grunberg. «Io ho 49 anni: se avessi oggi la forma che lui ha all’età di 73 anni, sarei felicissimo! Quel tizio è una macchina. Una fottuta macchina! E lo soffre, fisicamente. Ha perso tantissimo peso durante le riprese. Magari il pubblico non se ne accorgerà, ma io ricordo di aver detto “Mio Dio, guardatelo: è magrissimo!”»

Mentre nel 2008 il film fu fortemente criticato per l’eccessiva violenza («Gli ultimi undici minuti sono così violenti che rende We Were Soldiers più simile a “Sesame Street”», scrisse un critico), Grunberg afferma che non c’è stato alcun ordine di ridurre il bagno di sangue. «I toni sono sempre alti», dice. «La violenza c’è ma credo ci sia più razionalità dietro, sebbene sia sempre violenza. Rambo, il personaggio, non uccide chi non lo meriti.»

Forse questa sarà l’ultima avventura che ci rimane da vedere di Rambo, ma Stallone comunque si dice aperto a nuove produzioni («Se funziona, andrò avanti, lo sapete, perché mi diverto troppo», ha detto a Cannes). Ma poi certo è sempre buona regola andarsene quando si è al massimo. «Per me, questo film chiude il cerchio», dice Grunberg. «E devo dire che spero – a livello personale ed egoistico – che sia l’ultimo. C’è davvero un sentimento poetico che attraversa la storia: se questo sarà l’ultimo, credo che la gente ne sarà grata. Saranno… soddisfatti.»


L.

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16 risposte a Rambo: Last Blood (2019) Anteprima di “Total Film”

  1. Celia ha detto:

    Una chiusa in bellezza ci sta sempre bene!

    nel 2008 il film fu fortemente criticato per l’eccessiva violenza («Gli ultimi undici minuti sono così violenti che rende We Were Soldiers più simile a “Sesame Street”», scrisse un critico)
    Posto che i critici molte volte sono delle educande incattivite, e dunque il paragone lascia il tempo che trova… la viuleeenza è gradita 😀

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  2. Cassidy ha detto:

    Puntano tutto sulla violenza, perché il capito precedente viene ricordato solo per le secchiate di sangue, speriamo non finisca come “The Predator”, voglio sperare che Stallone abbia pensato ad un uscita di scene degna per John Rambo. Cheers!

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  3. The Butcher ha detto:

    Sono curioso. Inizialmente avevo dei miei dubbi ma adesso penso che il film abbia effettivamente qualcosa da raccontare.

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Sono pessimista sul film, ovviamente curioso ma pessimista. Mentre la saga di Rocky ha avuto nuova e mirabile linfa con l’espediente Creed, in Rambo, senza simili scappatoie, vedo un trascinarsi, un fuori tempo massimo…spero di essere smentito! 🤞🤞🤞🤞😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il pessimismo lo do per scontato, né mi aspetto nulla dal film. Almeno così se sarà anche solo un 1% migliore di zero, sarà un 1% in più di quanto mi aspettavo 😛
      Il quarto film ci ho messo anni a rivalutarlo e a considerarlo un film normale, chissà quanto ci vorrà con questo…

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      • Giuseppe ha detto:

        Anch’io ho prudentemente deciso di non crearmi aspettative riguardo al film (per chiudere il cerchio di cui sopra il film del 2008 mi era sembrato più che sufficiente, a dirla tutta)… Ecco, se John Rambo, passando il confine con il Messico, incontrasse magari un certo Dutch Schaefer che gli si rivolgesse con un “Sei fuori strada, Rambo, non è stato il cartello a rapire la ragazza: nessuno di loro è rimasto vivo per… A TERRA!” E se un secondo dopo aver evitato entrambi la scarica di cannone al plasma, qualcosa disattivasse il suo campo di occultamento imitando la voce del colonnello Trautman con un “MI SENTI, JOHNNY?” e tre puntini rossi triangolari apparissero sul petto di uno sprezzante John Rambo… Ecco, allora potrebbe pure essere un film interessante 😉

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  5. SAM ha detto:

    Mmmh.. Rambo vs Predator: aspettate che venga in mente a qualche produttore , e lo faranno .
    E magari Rocky vs Rambo, quando al CG saprà creare copie digitali perfette degli attori reali ( così avremo degli Stallone e Schwarzy sempre giovani a fare film per l’eternità )

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  6. Pingback: Rambo – Un blogtour che non ve lo sognate | Il Zinefilo

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