Thunder (1983) Italian Rambo

È esistito un tempo in cui il cinema italiano reinterpretava i grandi successi americani a modo proprio, creando miti senza speranza.
Il giornalismo cinematografico americano ignora con malcelato schifo quel fenomeno che chiama genericamente “Euro Trash”, cioè quasi qualsiasi film provenga dall’Europa. Gli europei ignorano con malcelato schifo tutto ciò che provenga dall’Italia. L’Italia una volta non celava alcuno schifo del giudicare il proprio cinema finché ha deciso di dimenticarsene.
Morale della favola: nessuno parla del cinema italiano. Così è passata la fake news che questo sia fatto da Fellini, Sergi Leoni e grandi bellezze varie. Sicuramente è vero, e i grandi maestri del cinema italiano coprono ben lo 0,1% del cinema nostrano: gli altri milioni di film fatti con onesto mestiere e che hanno divertito generazioni di spettatori… che fine fanno? Chi ne parla? Ovviamente nessuno.

Figurarsi se qualche giornalista o saggista anche solo cita, a voce bassa, Thunder: la versione italiana di Rambo fuso con Tex Willer…

La prima apparizione sicura in sala è datata 9 dicembre 1983, e la neonata Italia1 lo trasmette in prima serata (ore 20,25) venerdì 23 novembre 1984.
Diverse marche l’hanno ristampato in VHS, ma probabilmente la prima è stata Star Video nel 1986 e l’ultima dovrebbe essere stata la compianta AVO Film, che nel 2004 l’ha riversato addirittura in DVD.

Il fenomeno italiano che solo i fan del cinema Z ricordano

Come dicevo, non ho trovato nulla su questa trilogia di film – tre come Rambo, appunto – quindi come aneddoto… pesco dall’esperienza etrusca!
Fine estate 1991, ho 17 anni e sono vorace di cinema, recuperando tutto quello che mi sono perso negli anni addietro. A questa data in famiglia è già arrivato l’abbonamento a Tele+1, grazie alle pressioni di mia madre anche lei appassionata di cinema. Il che vuol dire che ogni mese arriva la guida ai programmi di Tele+1 (seeee pare vero, tocca andare a rubarla nei negozi di elettronica del quartiere, che se aspetti le Poste Italiane stai fresco!) ma ogni settimana compriamo religiosamente anche il “Radiocorriere TV”, guida televisiva che storicamente prende mia madre per seguire anche i programmi alla radio (che registra abbondantemente su musicassetta).
Capite che è un costante ed attento lavoro di intelligence vagliare ogni tipo di programma che appaia nell’etere italiano: quell’estate… arriva il dramma.

Sono ancora lontani i tempi in cui i figli chiedono e i genitori scattano, a casa mia tocca conquistare tutto con lavoro, fatica e strategia: se vuoi qualcosa, ti conviene diventare Rambo nella giungla!
La guida TV nei miei ricordi usciva di martedì, e studiandola scopro che il sabato successivo – 31 agosto 1991 – su Montecarlo va in onda in prima serata Thunder. In un’epoca pre-internet con solamente la rivista patinata “CIAK” come fonte di informazione in lingua italiana, come faccio a sapere cosa sia questo film? Purtroppo non lo ricordo, ma ricordo benissimo qualcosa di davvero strano: quel giorno so che quello è il film più bello della storia e devo registrarlo.

Sfondi americani mitici, nome italiano altrettanto mitico

Sin dal 1986 era entrato in casa un videoregistratore, destinato a bollire dall’uso smodato e continuo che ne facevamo. Però i videoregistratori avevano il pessimo difetto di registrare solamente un programma per volta – che strano, eh??? – e questo voleva dire che se capitava un giorno in cui c’erano due programmi da registrare… diventava dura.
Purtroppo dai giornali dell’epoca non sono riuscito a capire cos’altro ci fosse da registrare, ma sta di fatto che mia madre ha bisogno del videoregistratore, quindi inizia una settimana di trattativa e di occhi da cerbiatto. Non escludo di aver usato il vecchio trucco del “se non vedo questo film, non sarò mai più felice”: non a parole, ma sicuramente avrò fatto quel tipo di faccia.
Insomma, una settimana di dura lotta per conquistare alla fine il privilegio di registrare su Montecarlo Thunder… che ovviamente non valeva tutta questa fatica.

Ad onor del vero non escluderei mi sia anche un po’ piaciucchiato, quella volta, non ho ricordi precisi, ma quello che successe dopo è stato peggio: arriva la guida TV del martedì… e scopro che il sabato successivo – 7 settembre 1991 – Montecarlo trasmetteva Thunder 2. No, dico… volete perdervi il grande seguito? Sicuramente sarà un capolavoro!
Stavolta partivo svantaggiato, del tipo “ti ho accontentato con il primo, quindi accontentami tu con il secondo: un po’ per uno” o qualcosa del genere, ma sono abbastanza sicuro che alla fine, dopo un’altra settimana di strategia e guerriglia, io sia riuscito nell’incredibile intento di registrare anche il secondo film.
Il martedì successivo scopro che sabato 14 settembre 1991 Montecarlo avrebbe trasmesso Thunder 3… ma quella battaglia non avevo alcuna speranza di vincerla.

Scegli le tue battaglie, soldato

Il film si apre con la meravigliosa musica di Francesco De Masi, che all’epoca di quella prima registrazione di cui parlavo conservai immediatamente su musicassetta: all’epoca non si chiamavano playlist ma compilation, comunque finì subito fra le canzoni che ascoltavo con più frequenza. Dopo il Duemila la trasformai in mp3 perché potesse continuare ad allietarmi in formato digitale.
La musica accompagna l’entrata in scena di un pick up che attraversa celeberrimi paesaggi dell’Arizona, protagonisti di così tanti western da renderli quasi banali. E sul pick up c’è il corrucciato protagonista: Marc Gregory. Sul mistero di questo attore romano che è scomparso nel nulla, abbandonando il cinema proprio quando iniziava a diventare famoso e facendo perdere ogni traccia di sé, rimando a questo esaustivo post di “Appunti dal Web”.

La capacità di recitare senza muovere un muscolo facciale…

Vestito con un giacchetto verde molto simile a quello di Rambo all’inizio del primo film, Thunder – così lo chiamano i bianchi – è tornato nella sua riserva indiana giusto in tempo per scoprire che biechi imprenditori ci stanno costruendo sopra, fregandosene dell’accordo stipulato con pellerossa tempo addietro. Ammazza che soggetto freschissimo! Ma tanto dura poco, è una trametta per occupare i primi minuti: il resto, è tutto Rambo.
Malgrado Thunder voglia solo discutere della questione, prima viene picchiato dagli operai e poi lo sceriffo Cook (Bo Svenson) lo tratta a pesci in faccia e lo porta fuori dal confine: indovinate un po’? Thunder fa dietro-front e scatena una guerra che non ve la sognate neppure.

A Rambo! Ma vedi di andartene…

Quello che segue sembra un semplice remake del film Rambo, ma con la differenza che Thunder non è un pacifista come il nostro Johnnie, che in quel film non fa male a una mosca. (L’unico morto del primo film è un semplice incidente.) Thunder è un pellerossa parecchio incazzato che non esita a far fuori gli infami bianchi. L’unica cosa che fa peggio di Rambo… è il salto dal burrone!

RAMBOOOOOooooooo……

Ciò che differenzia Thunder di Larry Ludman (storico pseudonimo action del romano Fabrizio De Angelis) dall’essere un semplice Rambo-clone è proprio l’aspetto pellerossa.

«Quello che avete di fronte non è un teppista, né un ubriaco del sabato sera: quell’indiano è un Navajo, il prodotto di una generazione di guerrieri. Conosce tutte le colline qui intorno come il palmo della sua mano, e sta lottando per difendere la sua casa.»

Il “discorso alla Trautman” acquista tutt’altro sapore, soprattutto quando scopriamo che il protagonista è nipote di Aquila della Notte: quello che vediamo è probabilmente il primo film ad essere dichiaratamente figlio spirituale del principale fumetto italiano, il Tex Willer della Bonelli. (Che solamente due anni dopo vedrà un orripilante filmaccio a lui dedicato.)
Marc Gregory è sì Rambo ma calato in una storia perfettamente texiana, anche se forse un po’ più violenta rispetto ai canoni bonelliani, e secondo me questo tocco di italianità sotto traccia dà al film una marcia in più. Non parlo di provincialismo, parlo di voglia di reinterpretare il mito di Rambo secondo i propri schemi invece di limitarsi a copiarlo.

Tie’, due anni prima di Rambo!

Non dimentichiamo poi che Thunder non usa armi da fuoco: uccide i bianchi con il molto più esotico e scenografico arco e frecce, come il Rambo originale di David Morrell. Solamente nel secondo film del 1985 Stallone reintroduce l’arco di Rambo – che nei romanzi ha grande importanza – e si inventa discendenze pellerossa del personaggio: due anni prima, Ludman e David Parker jr. (Dardano Sacchetti) l’avevano anticipato. Chissà se Sly aveva visto questo film…

Un po’ Navajo, un po’ Rambo, un po’ Tex…

Che Thunder sia un prodotto di basso livello è sotto gli occhi di tutti, non è certo mia intenzione dargli più credito di quanto meriti, ma lo stesso mi piace sottolineare come la classica operazione italiana di rifare i successi americani stavolta non sia stata una semplice scopiazzata con attori cani: gli attori sono sempre cani, ma la chiamerei più una reinterpretazione.

L.

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41 risposte a Thunder (1983) Italian Rambo

  1. Cassidy ha detto:

    Per gli americani qualunque cosa arrivi da questa parte dell’Atlantico è “Euro trash”, però che bella la storia di guerriglia urbana in casa Etruscus, pochi sanno cosa vuol dire cavargli gli occhi sulle guida Tv di Tele+ in cerca dei titoli giusti 😉 Uno dei tre “Thunder” penso di averlo anche visto, conto sul resto della tua rubrica per rinfrescarmi la memoria, certo però che prendere un film di enorme successo come “Rambo” e localizzarlo trasformando il protagonista del figlio di Tex Willer rappresenta davvero la capacità di arrangiarci di noi Italiani. Se poi tanti disegnatori di fumetti, nel momento di disegnare un personaggio con un arco in mano, si fossero ispirato a questo film e non a “Rambo”, non avremmo avuto tutti arcieri mancini sulla pagine dei fumetti 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahhh è vero! Sai che volevo controllare il nostro Tex? Ci sono diverse copertine che lo ritraggono a tirare con l’arco: voglio controllare con quale mano lo fa 😛

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    • Evit ha detto:

      Il genere “Italian exploitation” ha il suo bel seguito nei paesi di lingua inglese, chiaramente non è una cosa da pubblico generalista ma se pensi alle varie collane di DVD e Blu-Ray sia dall’Inghilterra (88 Films per esempio) o dagli Stati Uniti dedicate a questo genere capisci che un mercato c’è e prospera, anzi fa ridere che ce ne sia più all’estero che in Italia, alcuni film (con audio italiano) escono solo nel Regno Unito e USA mentre in Italia nessuno si azzarda neanche a toccarli.

      Chiaramente con Thunder gli americani si perdono il nesso con Tex che non sanno chi sia.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sì, è palese un enorme interesse verso i nostri prodotti, che da noi grasso che cola se escono in DVD preso da VHS mentre in AMerica hanno cofanetti Blu-ray in 3D! Però è roba da collezionisti, e i collezionisti sono peggio dei mafiosi: non parlano neanche sotto tortura. Infatti anche dei più blasonati prodotti italiani i giornalisti americani non parlano: evidentemente al pubblico generalista delle riviste la cosa non interessa più di tanto…

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      • Evit ha detto:

        Certo essendo prodotti di nicchia anche all’estero, al massimo trovi recensioni super entusiaste perché sono fatte solo dai fan del genere, quindi del genere “tutto bello, tutto bello!”, non ci sono molti recensori come il zinefilo in giro. Situazione simile (ma in peggio) in Italia dove i pochi che parlano di questi prodotti tendono ad esaltarli sempre come cultissimi bellissimi incriticabili capolavori che stanno giusto un gradino sotto Sergio Leone o Fellini ma proprio un pelo.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ricordo quando d’un tratto Franco Nero è diventato l’attore preferito delle riviste americane: ci fosse stato qualcuno che avesse anche solo citato qualcuno dei milioni di titoli dell’attore che non siano Django… e ovviamente nessun americano generalista conosceva Django, se no avrebbe notato che il film di Tarantino non c’entra una stra-mazza di niente.
        Invece alcuni film di Nero persi in Italia – da “Autostop rosso sangue” a “L’invincibile ninja” – conoscono all’estero edizioni Blu-ray da applauso!!

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      • Evit ha detto:

        Anche perché di Django ne ha fatti solo DUE! Di cui uno solo noto agli americani

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Dubito che anche il primo sia noto, visto che sono convinti che Tarantino ne abbia fatto una sorta di remake…

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  2. Evit ha detto:

    e le reinterpretazioni ci piacciono! Thunder e il suo seguito hanno un posto speciale nel mio cuore, scoperti qualche anno fa su YouTube sono diventati tra i miei film preferiti per addormentarmi. Sembra che lo prenda in giro ma per me è un complimento, per addormentarmi con un film, questo dev’essere un film molto equilibrato: non troppo interessante sennò mi tiene sveglio ma nemmeno troppo poco interessante o noioso altrimenti mi comincio ad arrabbiare. Dovrei stilare una lista di film perfetti per potersi addormentare felicemente.

    Se la distribuzione italiana avesse pensato a questa frase di lancio da mettere sul poster! “Se non vedo questo film, non sarò mai più felice”

    Ho una domanda importante: hai conservato le guide TV con la programmazione di Tele+?

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  3. Evit ha detto:

    La mamma registrava la radio su audiocassette. Ma allora è genetica questa malattia?

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Negli USA ci sarà una certa tendenza a considerare le produzioni europee come monnezza (e a volte hanno anche ragione. Solo a volte) però da noi c’è la tendenza a considerare molte produzioni americane come “americanate”, e non c’è nulla di lusinghiero 😛

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Chi si rivede! Nel senso che Thunder fu in lizza per far parte delle mie recensioni zintage…poi, non ricordo nemmeno bene il perché, la mozione tra i neuroni del sottoscritto non passò.
    Mi fa piacere dunque che lo ripeschi perché questo film, come da te illustrato, ha, nonostante tutto, un suo perché, perché dobbiamo rivalutare il cosiddetto euro trash e perché l’aneddoto iniziale scalda il cuore di noi nostalgici Z & vhs 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Pensare che lo ricordavo molto peggio di quanto in realtà sia! Ora vedremo con gli altri due, che ricordo a malapena…

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      • Giuseppe ha detto:

        Beh, il mio primo spassionato parere è che questo rimanga comunque il migliore dei tre. Il mio secondo spassionato parere è che le tue strategie per riuscire a registrarlo non sono poi tanto meno avventurose delle peripezie di Thunder 😉
        P.S. E qui c’era anche una vecchia gloria delle vecchie miniserie rai e dei film “solisti” di Bud Spencer, il teutonico Raimund Harmstorf (nel ruolo del bastardissimo vice di Bo Svenson)… 😉

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  6. Sam Simon ha detto:

    Fantastica recensione di questa perla di cui, ammetto, non conoscevo l’esistenza. Più che andare a vedere il film, ora leggo il post per scoprire come abbiamo potuto perdere per strada un così bravo attore…!

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  7. Il Moro ha detto:

    DAi, non conoscevo questa chicca… ma davvero lo presentano come il nipote di Aquila della notte? 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      «È il figlio del figlio di Aquila della Notte», dice il saggio anziano Navajo. E in Italia esiste solo un Aquila della Notte legato ai Navajo!
      Ovviamente non credo che intendessero fare il personaggio nipote di Tex, semplicemente serviva un nome indiano e quello è il più famoso d’Italia. Potevano usare Nuvola Rossa, altro storico nome, ma credo che volessero catturare un interesse per Tex che all’epoca doveva essere molto alto, visto che poi due anni dopo è uscito il (terribile) film.

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  8. Pietro Sabatelli ha detto:

    Italiana la produzione, ma gli attori e il titolo? Forse meglio così visto certe “traduzioni”, comunque non conoscevo la sua esistenza, il cinema a volte è incredibile 😉

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  13. Vittorio ha detto:

    Che bella recensione e soprattutto che bello il racconto della battaglia per la conquista del videoregistratore! Comunque spero tu abbia registrato anche Blastfighter di Lamberto Bava, se leggo una tua recensione di quel film me la stampo a colori 😀

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