Samson (2018) La vera storia falsa di SanZone

Mi dite come si fa a resistere quando Italia1 traduce in esclusiva universale una buffonata di serie Z come non se ne vedevano da tempi biblici?
Uscito nelle migliori chiese americane il 16 febbraio 2018, il pio Samson – scritto e diretto da gente di passaggio – per fortuna non sfugge ai distributori italiani, sempre appostati agli angoli delle peggiori e più losche videoteche americane per intercettare i film che buttano via, e portarli in Italia.
L’ammiraglia Italia1 presenta dunque venerdì 6 settembre 2019 in traduzione super esclusiva – a cura di Letizia Pini della BiBi.it – La vera storia di Sansone: sapete bene che quando appare la scritta “vera”, va pronunciata “falsa”.

Un’esclusiva biblica!

La storia si svolge nell’antico Israele del 1170 a.C., roba forte: stando alla data non esiste ancora l’Impero romano, e da Wikipedia scopro che è appena crollato l’impero ittita, Ulisse è tornato ad Itaca dopo essere uscito a comprare le sigarette e i Filistei governano Gaza. Ah, ecco dove i valenti sceneggiatori (va be’, forse è una parola un po’ forte) hanno fatto le loro attente indagini per ricostruire in modo appropriato un’epoca così lontana nel tempo e così poco nota…

Non vi ci abituate: è tutta in questa immagine la ricostruzione storica

I Filistei sono brutti e cattivi, tengono Gaza sotto il loro fetido piede e trattano male gli ebrei. Perché? Così, per noia. Andiamo, cosa c’è da fare a Gaza nel 1170 a.C.? Così i Filistei passano il tempo a prendere i giro gli ebrei, e gli ebrei passano il tempo a incassare a capo chino. Ah, che studio accurato dello sfondo socio-politico della storia.
Intanto due figuri mascherati rubano pannocchie di grano ai Filistei… Un momento… Mentre il film sta andando mi ritrovo a chattare con Evit del blog “Doppiaggi italioti” (ci segnaliamo filmacci alla ricerca di edizioni italiane) e gli chiedo: ma c’erano già le pannocchie di grano nell’Israele dell’epoca? La risposta di Evit è quella del puro genio: «Se ci sono sul pianeta di Alien: Covenant, possono stare ovunque!»

Scegliete voi se siamo in Alien: Covenant o a Gaza

Scherzi a parte, le pannocchie di grano sono roba messicana che è arrivata in Europa solo con Colombo: mi sento di dubitare fortemente che nel periodo preso in considerazione esistessero nel Vicino Oriente pannocchie che sembrano appena uscite da un mercato statunitense.

Tipiche pannocchie del 1170 a.C.

In questa terra sofferente in cui lo sport nazionale dei Filistei è il lancio dell’ebreo, i cui i soldati del bieco e spietato principe Trallallà (Jackson Rathbone) soffrono di seri problemi muscolari dopo intere giornate passate a picchiare senza motivo i sottomessi ebrei, chi mai potrà salvare la situazione? Ovvio, quello nominato del titolo del film.

Il bieco e spietato principe Trallallà

Il britannico Taylor James ha proprio la faccia da Sansone, coi suoi occhi neri e il suo sapor mediorientale (come cantava Gianna Nannini), ma certo la sceneggiatura che gli è stata scritta non rimarrà negli annali del cinema: al massimo in quelli della cronaca nera.

Proprio una faccia da Sansone

Sansone è irruente ma in fondo è un bravo ragazzo, anche se fa casini in quartiere: è un «cattivo ragazzo per bene» (come canta Fred De Palma). Però tranquilli, che segue religiosamente (è il caso di dirlo) i dettami di Dio:

«Tutto ciò che Dio mi ha chiesto io l’ho fatto: mantengo ogni voto, niente vino, non tocco i morti, non ho mai tagliato i capelli. In cambio di che cosa?»

Oh, ci sono quelle giornate che uno ha proprio voglia di toccare un morto, magari anche due, ma Sansone no: lui resiste e non sgarra. Però è un corrucciato principe e quindi tituba, soprattutto perché legge la disperazione nel padre Manamanà: la disperazione di essere interpretato da un vecchio e stanco Rutger Hauer.
Cos’ha fatto di male questo povero attore per finire nella peggiore Z in circolazione? Non lo so, ma di sicuro nei suoi necrologi nessuno ha citato l’Armata delle Tenebre dei suoi infiniti ruoli di serie Z.

Povero Rutger, troppo stanco per resistere alla Z

Non se la passa certo meglio Trallallà, che nella sua cocente aspirazione al potere deve vedersela con il potente padre Trallallero: un Billy Zane in grande spolvero che addirittura nei pochi minuti in cui è in scena ha anche un monologo non scontato.
Il suo re comanda usando come spauracchio il dio Dagon in cui però non crede, perché la religione va usata dai potenti per sottomettere il popolo bue. Non dice “la religione è l’oppio dei popoli” ma ci va molto vicino. Detto questo, il personaggio può anche uscire di scena.

Non è facile portare la corona senza capelli…

Sansone intanto si innamora di Dallallà ma i biechi piani del bieco Trallallà trasformano il matrimonio in lutto, perché il principe non ha davvero altro da fare nella vita, e non ha il fisico abbastanza forte da passare la giornata a picchiare gli ebrei.
Già che c’è, convince anche la sua amante Dalidà a concupire Sansone, che ha già dimenticato la moglie e via l’intreccio da soap opera dove ci si addormenta della grossa.

Peccato abbia un ruolo prossimo allo zero

In mezzo alla storia di Sansone, straordinariamente poco interessante e trattata con lo spessore di un volantino dei Testimoni di Geova, arriva il momento delle botte. Insomma, abbiamo un attorone muscolone a fare uno dei celebri forzuti del peplum, non gli vuoi far tirare qualche pugno?
Arriva dunque il momento del going berserk, della furia dell’eroe, a cui Dio dona la somma consapevolezza: ha i pugni nelle mani!

«Ho i pugni nelle mani!» (cit.)

Con un guizzo narrativo che accomuna Sansone ad He-Man, l’eroe invoca il Potere di Grayskull e diventa invincibile, così da menare la gente: perché questo potere non ce l’hanno anche gli altri ebrei, così da liberarsi del giogo di questi Filistei? Misteri biblici.
Invocato il Potere di Menare – non è chiaro perché Sansone abbia il divieto di tagliarsi i capelli ma possa maciullare la gente a piacimento – inizia la concretizzazione dei dipinti visti su Wikipedia, fonte primaria degli autori.

E Dio disse: chi mena per primo, mena due volte!

Sansone che lotta col leone: fatto. Il sacrificio di Mananà: fatto. Sansone e Dalidà: fatto. Sansone cieco: fatto. Sansone e il mulino: no, questa non se la beve nessuno. Che rimane? Ah sì: Sansone che mena la gente con la mandibola d’asino. Che ci sono quei giorni in cui colleghi d’ufficio ti fanno ammattire e vorresti avere una mandibola d’asino a portata di mano…

Diffondere il Vangelo… una mandibola d’asino alla volta!

D’un tratto l’eroe si trasforma in Conan il Barbaro e comincia la lotta. Peccato che l’attore sia muscoloso ma parecchio legnoso, quindi un montaggio serrato deve mascherare il fatto che non sappia fare gran che. Alla fine, distribuito l’amore del Signore un colpo alla volta, Sansone si rende conto che deve aver confuso Dio con Crom…

Quando ti rendi conto di aver confuso Dio con Crom…

Di film di propaganda religiosa ne hanno sempre fatti, ma ciò che stupisce è che non c’è alcuna differenza fra un qualsiasi altro filmaccio in home video: stessa qualità, stessa superficialità, stessi dialoghi dozzinali, stessa iper-recitazione, comparsate di vecchie star appannate, scene d’azione confuse e via dicendo. Pare brutto citare Marilyn Manson parlando di temi biblici, ma aveva ragione quanto cantava che se tutto è fatto uguale puoi chiamarlo con lo stesso nome.

Muoia SanZone con tutta la Z!

E il nome è sempre quello: Serie Z. Che parli di miti pagani come Hercules Reborn (2014) o temi biblici come questa parodia di Sansone, la serie Z è sempre lei, grande protagonista di questo mondo dozzinale, in cui il cinema si adegua alla qualità degli spettatori. Se nessuno chiede di più, perché dargli di più?

L.

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47 risposte a Samson (2018) La vera storia falsa di SanZone

  1. Sam Simon ha detto:

    Però che tristezza, nemmeno una comparsata di Maciste, Ercole, Ursus o un paio di Incas (hanno portato il mais e poi sono andati via, evidentemente)! :–D
    A parte gli scherzi (e le citazioni dei mitici peplum italiani), questa sembra immondizia di quella vera! 300 di quello zozzone di Zack Snyder ne ha fatti di danni, ma non credevo che venisse preso a modello anche per roba simile…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ormai la Z è al potere e non esiste più alcuna differenza fra produzioni grandi e piccole: cambia solo la qualità degli effetti speciali, per ovvie ragioni di budget, ma la qualità delle sceneggiature è per tutti la stessa.
      Prima o poi voglio fare un bel viaggetto nello storico peplum all’italiana 😛

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    • Conte Gracula ha detto:

      Non so se fosse colpa di 300, dovrei controllare le date e mi pesa… l’anima, ma alcuni lustri fa fecero un film su Ercole (titolo: Hercules) in cui tagliarono via metà delle fatiche per questioni di budget.
      Alla fine rimase un attore energumeno, ma con la faccia da belloccio delle soap, per fare Ercole. Anzi, Hercules, sennò mi fa fare la fine della fatica delle stalle: mi taglia via dalla realtà! 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non so se sia colpa del povero “300” (2006), che non aveva assolutamente nulla a che vedere con la storia: era solo una chiamata alle armi di un Paese in guerra, che faceva sapere ai propri poveri che “chi muore per la patria è vissuto assai”, quindi per favore andassero a morire in Afghanistan per la “libertà”. Il peplum era diverso, era puro intrattenimento.
        Nel 2014 c’è stato il tentativo di farlo rinascere: il devastante seguito “300. La nascita di un impero”, quella roba di “Pompeii” di Paul Anderson e ben tre, ripeto tre, sottolineo TRE “Hercules”, con tre budget di cui uno era la metà dell’altro, tutti e tre orrendamente brutti, ma di cui uno – quello della Asylum – almeno divertentissimo nella sua cialtronaggine.
        Non so cosa sperassero di fare, visto che è stato subito chiaro che fossero tutti grossi errori: tutti i film citati sono stati dei mostruosi flop al botteghino (tranne quello Asylum, che costato niente è andato a paro! 😀 )
        Questo Sansone appartiene più al ricco filone del cinema religioso, che ha sempre sfornato titoli a raffica ma ora ha raggiunto la qualità delle grandi produzioni: cioè Z!

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  2. luisafezz ha detto:

    Le tue recensioni mi divertono sempre 🙂 Onore al merito per avere la perseveranza di guardare queste atroci pellicole fino alla fine! E tutto per poterle recensire per noi! Sei un eroe.

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  3. Evit ha detto:

    Grazie per averci raccontato qui sul Zinefilo la veramente vera storia di SAMsone, il personaggio biblico con i pugni nelle mani.
    Coprirai anche il film che è seguito a questo? Sappi che c’è una scena di scacchi in quello quindi subito materiale per citascacchi

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  4. Cassidy ha detto:

    La cosa incredibile di Rutger Hauer è che lo vedremo molto probabilmente comparire in altri cinque o sei film dopo questo, alla faccia di chi crede che ne abbia fatto solo uno 😉 Sono i danni dello Scott sbagliato, Ridley Scott(o) e le spighe di grano di “Il gladiatore”, che come prontamente Evit ha sottolineato ormai crescono ovunque, anche sui pianeti alieni 😀

    Mi fa piacere notare che questa porcata ha attirato l’attenzione di tutti, penso lo stessimo tutti guardando l’altra sera, per un po’ mi sono chiesto se il protagonista fosse il lupo mannaro di “Twilight” (storia vera), si vede che replicare l’Herclues di Renny Harlin oppure quello con the Rock costava troppo 😉

    Comunque hai detto bene, sembra uno di quei film prodotti da qualche chiesa americana per attirare i giovani. Per il resto avrò in testa tutto il giorno i Filistei in versione “Latte e i suoi derivati” a cantare “Ebreiska” 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il richiamo della Z è potente e irresistibile 😀
      Dopo quella secchiata di film su Hercules, che hanno guadagnato in totale forse dieci dollari, credevo che la questione peplum fosse ormai sepolta, ma tanto il cinema religioso segue vie parallele e misteriose 😛

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  5. Vasquez ha detto:

    Se i miei insegnanti di storia dei tempi andati, avessero messo anche solo la metà dell’enfasi e dell’esaltazione riguardo la loro materia, di quella che metti tu nel descrivere questa Z (Questa! È! ZETAAA!!! semicit.), avrei preso voti molto migliori! Grande Lucius! Non mi dimenticherò MAI di non guardare questo film, dove i Brutti e Cattivi trattano male gli Ebrei per noia, scatenando l’ira di Faccia da Sansone (solo lui, però, che gli altri avevano il loro bel da fare a sbucciare pannocchie inesistenti…). Grazie, del sacrificio che fai per noi.🙏

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  6. Austin Dove ha detto:

    In che senso Non tocco i morti? Chi non fa i voti è necrofilo???

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Credo sia qualche cavillo biblico 😛
      Scherzi a parte, i popoli antichi avevano vari comportamenti nei riguardi dei defunti, che affondavano le radici tanto in antichi riti tribali che in semplice “selezione involontaria” (cioè pratiche di profilassi che diminuiscono l’esposizione a malattie contagiose ma tutto all’insaputa di chi le persegue).
      Per l’usanza dei Greci antichi – da cui dovrebbero provenire i Filistei – era di non guardare i morti, e infatti la forza del mito di Orfeo sta nel fatto che lui non dovrebbe guardare l’amata Euridice, nel regno dei morti, e invece non resiste e si volta, perdendola.

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  7. Conte Gracula ha detto:

    La faccenda dei capelli dipende da un giuramento ebraico, in cui gli uomini giurano di non tagliare barba e capelli, se ricordo bene.
    Ma i superpoteri li aveva comunque solo Sansone – che comunque viene spesso rappresentato sbarbato. Forse non gli cresce la barba.

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  8. Willy l'Orbo ha detto:

    Meraviglia! Della Z più Z e più becera! Notai il film nel palinsesto ma non ebbi l’ardire di toccarlo considerandolo già morto e sepolto 🙂
    La tua recensione, che mi ha fatto spanciare a più riprese tra dialoghi con Evit, comparsate di attori ormai votati alla Z e citazioni multiple, ha avuto un effetto incredibile (e credo non voluto): ha resuscitato la mia voglia di vederlo! Dunque, lo cercherò….miracolo! 🙂

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  9. Pietro Sabatelli ha detto:

    Sapevo che avrebbero fatto un pastrocchio storico, ecco perché l’ho evitato, tuttavia adesso rivedrei quello degli anni d’oro 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il peplum storico italiano era divertente, nel senso che non aveva alcuna velleità “didattica” o altro: era puro divertimento, per i gusti dell’epoca. Con attori “forzuti” che oggi sembrano rachitici, in confronto ai super-palestrati odierni.

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  10. Celia ha detto:

    Tra la corona di Trallallero e la mandibola dell’asino preistorico, il senso delle proporzioni non manca proprio eh.
    Come al solito, mi hai fatto scompisciare (in verità, in verità ti dico: ho riso tanto da arrivare a ragliare, ma questo lo sanno solo i miei vicini e adesso tu).

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  11. The Butcher ha detto:

    C’ho i pugni nelle mani! Quanto ho riso. Capatonda va benissimo in ogni prodotto di serie Z.

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  12. Celia ha detto:

    Ragazzo, stasera, tra poco, su Rai4 (Rete Abbondanza) danno La leggenda del cacciatore di vampiri, una cosa apparentemente indecisa tra serie A e serie Z, cioè roba tua 😀
    Ti dico solo (ma scommetto che lo conosci già) che il titolo originale recita Abraham Lincoln: Vampire Hunter. Critica spietata, pubblico entusiasta:
    https://www.mymovies.it/film/2012/abrahamlincolnvampirehunter/

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  13. Giuseppe ha detto:

    Dagon, eh? Ecco, nello scatafascio generale mancava solo il coinvolgimento postumo (nonché involontario, perché di certo gli “sceneggiatori” di questa fogna assai pseudostorica non lo conoscono nemmeno) del povero Lovecraft… Ah, se solo questo “Samson” fosse stato divertente anche solo un decimo di quanto lo è la tua recensione 😉👏👏👏

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