[Comics] Virus (1992)

Cover di Mike Ploog

Dopo aver parlato del film del 1999, mi sembra giusto ripescare il fumetto originale di Virus.
Uscito in quattro puntate dal dicembre 1992, la Dark Horse Comics lo ristampa in volume cartonato nel 1998 (probabilmente in vista del film) e poi il povero fumetto scompare nel nulla. Non ho trovato tracce di distribuzione italiana, ma nel caso fatemi sapere.

Riassumo brevemente la nascita del fumetto, già accennata nella recensione del film.
La Dark Horse Comics ingaggia lo scrittore Chuck Pfarrer, ex Navy SEAL che ha firmato alcune sceneggiature di film “caldi” dell’epoca – Navy Seals. Pagati per morire (1990) e Darkman (1990) – e nel dicembre 1991 esce il fumetto che racconta il seguito de La Cosa (1982) di John Carpenter: tutto esplode. Si tratta di uno dei rarissimi casi in cui le riviste americane di cinema parlano di fumetti!
Dopo due numeri di The Thing Pfarrer si stufa e vuole fare altro: evidentemente è abbastanza “forte” da non essere denunciato per violazione di contratto ma anzi la Dark Horse gli dà carta bianca, basta che ci scriva sopra qualcosa: Pfarrer scrive Virus.

In realtà è un po’ una furbata, Pfarrer aveva la storia già nel cassetto, visto che Virus nasce originariamente come sceneggiatura cinematografica: nessun produttore la voleva portare su schermo, quindi alla fine l’autore ha riciclato l’idea per il fumetto del 1992.
Quando però questo vende qualcosa come 400 mila copie, toh… tutto d’un tratto il cinema è interessato! Almeno nel 1995 inizia la lunga pre-produzione del film e Pfarrer è chiamato ad adattare il fumetto (che era in origine una sceneggiatura) in una sceneggiatura. Visto il risultato sbagliato, sono tentato di dare la colpa al co-sceneggiatore Dennis Feldman, la cui unica opera notevole nella brevissima carriera sarà Species (1995)… che comunque era tutto tranne che originale!

Parlo di “risultato sbagliato” perché sebbene fumetto e film siano straordinariamente simili, ad essere totalmente sbagliato è lo stile del racconto. Ma andiamo con ordine.

Chi non ha mai trovato una nave fantasma cinese in mezzo all’oceano?

L’equipaggio del vascello commerciale Electra ha appena perso il prezioso carico durante un tifone nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, e mentre tutti si disperano pensando a quanti soldi ci stanno rimettendo… trovano una scialuppa di salvataggio in mezzo alle onde. Con sopra il cadavere di una donna orrendamente deturpato.
Appena torna il sereno, si ritrovano davanti una nave apparentemente fantasma: la Wan Xuan 3, da Shanghai. La donna doveva provenire da lì, ma chi l’ha ridotta in quel modo?

Una rapida ispezione a bordo fa capire che la nave-radar è abbandonata, e mentre si fregano le mani pensando a quanto ci guadagneranno uno strano incidente fa colare a picco l’Electra. Tutti ora si trovano a bordo di una nave fantasma, incerti sul da fare, e la situazione peggiora sensibilmente quando vengono aggrediti… da inspiegabili esseri bio-meccanici.

Howard Cobb sa come disegnare un incubo bio-meccanico

Questa è la storia del primo numero del fumetto e questo è il modo di iniziare una storia!
Il lettore scopre cosa sta succedendo insieme ai personaggi, si procede insieme passo dopo passo e ci si fa tutti le stesse domande. Nel film invece non solo la campagna pubblicitaria ha già svelato tutto mesi prima dell’uscita in sala, ma quando inizia la storia vediamo la nave cinese (va be’, russa nel film) “attiva” venir colpita, sappiamo già che l’incidente della Electra non è casuale, visto che una telecamera osserva i visitatori, e in pratica sappiamo già tutto: non ci resta che passare un’ora ad aspettare che anche i personaggi capiscano quello che noi già sapevamo prima ancora di entrare in sala.

Un virus molto creativo

Non parliamo poi della devastante gestione dei personaggi. Protagonisti del fumetto sono la grintosa Foster e l’uomo d’azione Averil: al cinema c’è una Jamie Lee Curtis finta Ripley che non fa niente fino alla fine, e un William Baldwin che fa da tappezzeria: non ricordo neanche se sopravviva… In pratica, non esistono personaggi protagonisti della vicenda filmica, solo comparse in attesa di morire.

Effetti speciali sempre più inquietanti

Una volta capito che la nave-radar ha intercettato un segnale intelligente dallo spazio, una sorta di virus che ora sta “studiando” gli umani cercando di autoreplicarsi in varie forme, inizia una parata di mostruosità geniali che i disegni di Howard Cobb rendono alla perfezione: mentre il film nasconde tutto in penombra, rendendo in pratica assenti i veri protagonisti della vicenda (le creature bio-meccaniche), il fumetto li esalta e infiamma la lettura.

Questo mi mette davvero i brividi…

La fusione di carne e macchina, fluidi corporei ed elettricità, è immonda e perfetta per quei primissimi anni Novanta in cui Pfarrer l’aveva concepita: come già dicevo nella recensione, questo film mi ricorda il capolavoro Hardware (1990) con il suo essere robotico che si ricostruisce in modo sommario: erano quelli gli anni in cui raccontare Virus, invece presentarlo al grande pubblico nel 1999 nascondendo ogni creatura… è stato davvero un grave errore, punito al botteghino.

Mi sa che questo al cinema non si poteva far vedere…

Le citazioni “giuste” ovviamente non possono mancare in un’opera del genere. Se già l’esplorazione della nave fantasma è in perfetto stile “Hadley’s Hope” – con la scena dei Colonial Marines che si aggirano nella base deserta si è scritto un grande canone di cinema futuro – alcune scene con la donna protagonista ovviamente strizzano l’occhio ad Aliens.

Sarò io, ma qui mi sento molto in Aliens

Ma il colpo di genio è la citazione di Terminator (1984)…
Una volta distrutto il mostrone finale, come si può far capire al lettore che qualcosa del virus è rimasto? Come si può lasciare un finale aperto facendo capire che quel software sopravviverà, in mezzo all’oceano? Siamo nel 1992, quindi… mostriamo un floppy disk galleggiare in acqua!
E la frase finale ha l’eco di Sarah Connor: «C’è un’altra tempesta in arrivo».

Una mitica vignetta finale

Se questa storia, così com’è stata scritta, l’avessero portata al cinema nel 1992, staremmo parlando di tutt’altro prodotto, molto più memorabile. Purtroppo lo sbaglio di tempistica e di scrittura ha penalizzato un’opera che meritava molta più attenzione.
Come però accade i pratica per tutti i film tratti da fumetti… dimentichiamoli, e gustiamoci i fumetti!

L.

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23 risposte a [Comics] Virus (1992)

  1. Austin Dove ha detto:

    I disegni sono fantastici!

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  2. Celia ha detto:

    Cacchio, avevo letto che trovavi il fumetto superlativo, ma questo l’ho adorato persino io che non sono una fan del genere! Che disegni wow. E le creature sono adorabili ❤

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  3. Evit ha detto:

    Altri pochi anni e a inizi 2000 secondo me l’avrebbero fatto con le truculenze del fumetto.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      A quella data però non ci sarebbero stati più i soldi per fare le creature bio-meccaniche e avremmo avuto mostri che sembravano salvaschermi 😀

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      • Evit ha detto:

        Esatto, avremmo avuto CGI terribile. Insomma questo film non ha mai avuto una chance di essere fatto per bene 😄

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      • Conte Gracula ha detto:

        Oggi ci sarebbero le tecniche per farlo bene in computer grafica, ma nessuno spenderebbe i soldi necessari per una roba che sarebbe vietata ai minori, tagliando via una bella fetta di spettatori.
        Comunque, una storia del genere trarrebbe giovamento da effetti reali vecchia scuola: se fossero pure effetti un po’ grezzi visivamente (purché animati bene) sarebbe il massimo.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        La cosa triste è che molti dei milioni dell’alto budget del film sono andati alla creazione di spettacolari e splendidi esseri bio-meccanici DAL VIVO, il paradiso dell’horror: niente computer, niente effetto salvaschermo, tutta roba meccanica di fortissimo impatto: le testimonianze sul set non lasciano dubbi sul grado di ribrezzo messo dalle macchine.
        E John Bruno che fa? NON LE INQUADRA MAI, se non per pochi inutili fotogrammi che non ti fanno capire una mazza…
        Questo va bene se hai una tuta di gomma come Alien o se hai un mostrone senza forma come “La Cosa” – e se il tuo cognome fa Carpenter – ma visto che così non è, fai mostrare quel ben di Dio che hai costruito!

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      • Conte Gracula ha detto:

        Ma volendo, va bene per i primi due atti – se hai altro per riempirli, e comunque qualcosa si deve vedere, secondo me – ma nella risoluzione della storia deve essere pieno carnevale, almeno in un horror d’azione!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Se quando nei primi ’90 Pfarrer l’ha proposto al cinema avessero accettato, sarebbe un piccolo cult – ovviamente in mano a qualcuno che non sia l’appendice di Cameron! – invece i produttori hanno aspettato il momento giusto per sbagliare e hanno voluto proprio l’uomo giusto perché sbagliasse tutto. Boh…

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Ormai sono votato al lato cinematografico e la dimensione fumetto fa parte di un glorioso passato personale, tuttavia, dopo aver letto la tua recensione, aver analizzato il paragone tra le due opere, essermi gustato i disegni, scoccato il colpo di fulmine per le creature palesate alla luce del sole e non adombrate…sento un languorino cartaceo che mi bussa incessantemente! 🙂

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  5. Cassidy ha detto:

    Hardware, la Cosa è Terminator, non si può chiedere di meglio. Il bio organico poi è uno stile vero e proprio (esiste anche una tipologia di tatuaggi relativa a questo filone) il fumetto è perfetto, l’adattamento no. La penso come Evit, in un momento diverso forse avremmo avuto un horror migliore, sto pensando ad un film così diretto da Steven Kostanski e Jeremy Gillespie (quelli di “The Void” e “Manborg”), sarebbero quelli giusti sulla carta per fare un ottimo lavoro, anche se anche Bruno ai tempi lo era 😉 Cheers

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  6. Sam Simon ha detto:

    Sembra davvero meritevole, grazie per l’articolo!

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  7. Pingback: [Novelization] Virus (1999) | Il Zinefilo

  8. Giuseppe ha detto:

    Nel fumetto c’è tutto quello che il film poteva essere e, purtroppo, poi non è stato (condivido il sospetto di colpa riguardo a Dennis Feldman)…

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  9. Pingback: Virus (1999) | IPMP – Italian Pulp Movie Posters

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