Soldiers of Fortune (2012) Insalata ucraina

Dopo repliche di vecchi film di Bronson – che non guastano mai – il canale terrestre Spike con la fine dell’estate è salito di livello: non solo ha in pieno corso un Ciclo Chuck Norris, ma nel ciclo sabatino “Danger Zone” presenta in traduzione esclusiva italiana Soldiers of Fortune (Солдаты удачи), produzione russa con attori americani e stile israeliano!
Uscito il 19 luglio 2012 in Russia, conosce poi una veloce distribuzione americana nell’agosto successivo e il 14 settembre 2019 Spike lo presenta probabilmente in anteprima: non c’è scritto “Prima TV” ma FilmTV.it non attesta precedenti passaggi. Nel caso, fatemi sapere.

Non sono riuscito a capire se la Globus-film ha qualcosa a che vedere con il mitologico Yoram Globus della Cannon, ma una cosa è certa: sembra di gustarsi uno dei quei deliziosi film d’azione israeliani che hanno fatto la fortuna di Isaac Florentine, prima che cambiasse stile e diventasse “minimalista”. (O comunque si chiami quella roba che fa adesso.)
Dubito che un occidentale sappia pronunciare il nome del regista esordiente di questo film, Maxim Korostyshevsky (o Maksim Korostyševskij) da Leningrado, ma parte dannatamente bene: spero di cuore di vedere ancora tanti film d’azione con la sua firma.

Spike sì che pensa al cuore di noi fan dell’action vecchia scuola!

Provincia di Helmand, Afghanistan, estate 2008. Missione: localizzare la carriera di Christian Slater.

Ma ve lo ricordate Christian Slater?

Il capitano Craig McCenzie con la “C” (Slater nostro, gagliardo e tosto) è uno che non aspetta i rinforzi ed entra in azione per salvare l’amico in pericolo: insomma, uno stereotipo vivente. Però la sua rocambolesca azione da “esercito di un uomo solo” è giustificata: l’amico fraterno Mike Reed (Freddy Rodríguez) è nelle mani del perfido mercenario Carter Mason (Colm Meaney).

Chi ha un pollice e se la comanda in Afghanistan?

Facciamo un salto avanti di quattro anni. Essere un eroe di guerra a quanto pare non paga, così all’insegna del motto “Fortunato in guerra, sfortunato nella vita”, McCenzie si trascina di fallimento in fallimento mentre il suo amico Mike ha un gran bisogno di soldi. Essendo un morto di fame, si è comprato una villa da mille metri quadrati e ora, senza che nessuno potesse immaginarlo, guadagnando due mele o poco più non riesce a pagarla e la banca sta per portargliela via. Come può sopportare l’idea che moglie e figlia vivano in una normalissima casa come tutti? Se sono meno di mille metri quadrati è come vivere da animali…
Per tutti questi stupidi motivi McCenzie accetta la proposta dei russi Cecelia (Oksana Korostyshevskaya, moglie del regista) ed Ernesto (Ryan Donowho): che uno sente “Ernesto” e pensa subito alla Grande Russia. Ti vien quasi voglia di suonare la balalaica!

Vieni anche tu in vacanza in una zona di guerra!

I due hanno messo su un’attività che fornisce divertimento sicuro in zona di guerra a ricconi con il pallino per le emozioni forti: i nababbi fingono di partecipare ad azioni militari, con armi vere e veri obiettivi, ma in realtà è una specie di scampagnata fra amici. McCenzie deve assicurarsi che i riccastri non ci lascino le penne per troppo entusiasmo.
Soprattutto visto che hanno le facce dei vostri amichevoli caratteristi di quartiere.

Tommy (Dominic Monaghan), riccone da videogiochi

Riuscirà Sean Bean a non morire, come suo solito?

Gli introiti di questa attività, chiamata appunto “Soldiers of Fortune”, serviranno a sovvenzionare la resistònza: perché gli eroi aiutano sempre i ribelli. Soprattutto gli americani. Soprattutto se i ribelli sono a casa degli altri.

Tristo Mietitore (Ving Rhames), la quota cazzuta della banda

Sul Mar Nero c’è un’isola di nessuno, contesa tra Ucraina e Romania, che si chiama Ostriv Zmiïnyj, “L’isola dei serpenti“, dove spadroneggia il bieco colonnello Lupo (Gennadi Vengerov), che ha affidato la propria sicurezza ad una secchiata di mercenari capitanati dal perfido Carter Mason.
E qui dico “fermi tutti”: dove si firma per avere solo storie d’azione ambientate nell’Isola dei Serpenti???

Ambientazione perfetta per una storia d’azione

La missione sovvenzionerà i ribelli dell’isola, quindi si parte. Come si allenano alla guerra i più indisciplinati e tronfi riccastri del mondo? Con molta pazienza…

Come? No, non mi disturba affatto…

Com’è facile immaginare, il gioco si trasformerà ben presto in guerra vera, appena messo piede sull’Isola dei Serpenti, e i viziati ragazzoni dovranno dimostrare il loro valore sul campo.

Vai coi missiloni bombardoni!

A voler essere onesti, gli sceneggiatori esordienti (e anche un po’ improvvisati) mettono così tanta carne al fuoco che servirebbe una serie televisiva di dieci ore totali per sviluppare tutti i punti e sfruttare il fiume di personaggi creati: 94 minuti sparati, compresi i lunghi titoli di coda, farebbero piangere ogni sceneggiatore e regista di Hollywood.
Ma qui siamo dall’altra parte del mondo, e stiamo facendo un prodotto molto più simile allo stile Nu Image Films e relativa figlia Millennium Films: la vera guerra si fa in sala di montaggio, e non si fanno prigionieri.
Non aspettatevi che tutte le promesse di Soldiers of Fortune siano mantenute, anzi diciamo che il 70% dei personaggi è solo vagamente accennato, ma qui è la forza che fa vincere il film: il suo pubblico.

Devo davvero spiegarvi il fucilone?

Un colonnello ciccione e pelato che gira in divisa e vuole governare su un’isola di disperati… ma davvero volete che il film approfondisca il personaggio? Un rinnegato americano che si vende al miglior offerente: serve davvero uno scavo psicologico?
Una sporca mezza dozzina di eroi che fa casini in allenamento ma poi sul campo si riscopre una squadra che è più della somma delle sue parti: ma davvero tocca spiegare quello che tutti sanno dagli anni Sessanta in poi?

La forza di Soldiers of Fortune è la debolezza di Hollywood: non ti straccia gli zebedei a ripeterti per la miliardesima volta cose di cui non ti fregava niente già alla prima. Chissenefrega dello spessore psicologico: buttate personaggi nella storia e fateli agire come sappiamo già che agiranno. Non perdiamo un’ora a sbucciare, andiamo subito al succo! È un action, mica Bergman!
Korostyshevsky non sbaglia una virgola: ha tipo venti personaggi e una trama-fiume… che riesce a gestire alla perfezione non sforando di un solo fotogramma. Tutto è dosato, tutto è equilibrato, tutto è lasciato all’immaginazione dello spettatore.
Sapete già chi sarà il traditore, sapete già chi sarà l’eroe, sapete già chi si sacrificherà per gli amici e chi troverà redenzione: non c’è bisogno di dirlo con scene che durino più di due fotogrammi!

Le meravigliose ambientazioni ucraine valgono già da sole il film

Un’ultima parola va spesa per le meravigliose location. Un difetto del cinema d’azione israeliano d’annata è che sceglieva esclusivamente i posti più tristi e grigi d’Europa e dintorni: qui l’intera pellicola si svolge da un posto meraviglio a uno ancora più meraviglioso dell’Ucraina. Mare e montagna si sposano in panorami mozzafiato: so già dove organizzare le prossime ferie… Tutti all’Isola dei Serpenti!

L.

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12 risposte a Soldiers of Fortune (2012) Insalata ucraina

  1. Cassidy ha detto:

    Ma l’isola dei serpenti non era dalle parti del Brasile? Poco importa voglio TUTTI i film ambientati lì, sarà la nuova Skull Island, e non proprio la nuova ValVerde! 😀 Film gustosissimo, se i personaggi devono essere visti e stravisti, che così sia almeno non ricamiamoci sopra. Anche se essere pagati per dover difendere il Charlie di Lost, è un lavoro davvero ingrato! 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Capisci quindi il dolore di Slater? 😀
      Paesaggi splendidi per un onestissimo film d’azione veloce: cosa chiedere di più? 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        Io però un minimo di approfondimento sul trauma di vivere in un’abitazione di meno di mille metri quadri l’avrei fatto… 😛
        P.S. Visto il nome del regista di questo action, è un po’ come se per l’occasione avessi ripreso la tua vecchia rubrica sul cinema russo 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ehhh tanti fili dovrei riallacciare, soprattutto con la qualità sempre più alta del cinema russo. (Questo weekend in TV replicano “The Crew. Mission Impossible”, un film catastrofico sui disastri aerei che fa capire quanto il cinema russo abbia superato di mille anni quello americano.)

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Vorrei dire tante cose ma mi limito a svelare il mio colpo di fulmine da subito, alla luce del cast, e il conseguente innamoramento alla luce della location e delle tue considerazioni ❤❤❤
    Lo cercherò assiduamente per vederlo 😊

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  3. Kuku ha detto:

    Mi hai fatto ridere dall’inizio alla fine con questo post e perciò ti ringrazio!
    McCenzie? ma che nome è??Come si pronuncia?
    Inoltre, ben due membri della Compagnia dell’Anello…ti prego spoilerami la fine che fa Sean Bean. Almeno stavolta si smentisce?
    Questa trama mi ricorda una con Paperino che organizzava viaggi avventurosi per riccastri…ma banalmente andavano nella giungla, invece questa isola dei serpenti è meravigliosa.
    C’era qualche divetta di Hollywood che lamentava la bancarotta e però diceva che come potevano i suoi 4-5-6 figli andare in una scuola da meno di non so quanti dollari al mese di retta…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non so se queste esagerazioni sono curiose eccezioni o davvero gli americani hanno standard così assurdamente alti!
      Comunque ti posso tranquillizzare: Sean Bean stavolta smentisce la sua fama 😛
      Di solito i “ricchi in vacanza” si sposa con il genere “caccia all’uomo”, infatti nello stesso 2009 il canale Sci-Fi Channel presenta “Hydra”, che dietro la facciata di filmaccio con mostraccio nasconde un gruppo di ricconi che danno la caccia all’uomo su un’isola.
      Chissà come sono le vere vacanze dei ricchi 😛

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  4. wwayne ha detto:

    Di norma in questi film d’azione c’è sempre una star caduta in disgrazia ad impreziosire (si fa per dire) il cast. In questo caso hanno esagerato, e ce ne hanno messe ben 2: non bastava l’ex erede di Jack Nicholson Christian Slater, ci voleva anche Ving Rhames, che ha fatto Pulp Fiction 25 anni fa e ancora ci campa! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Di sicuro nel mucchio Sean Bean è l’attore più “alto”, e quindi quello più caduto in basso 😀
      Ving Rhames negli ultimi vent’anni ha fatto così tanti film da B a Z che io archivierei tranquillamente l’esperienza tarantiniana: anche perché quel suo ruolo era zero carbonella in confronto al capolavoro di “Undisputed” con Walter Hill, che considero davvero il suo ruolo della vita.
      Comunque al giorno d’oggi non esistono star di prima grandezza: esistono solo falliti che non sanno ancora di esserlo! La Z li aspetta tutti 😀 😀 😀

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      • wwayne ha detto:

        Ma no, di divi ce ne sono ancora tanti: Brad Pitt, Leonardo Di Caprio, George Clooney… quest’ultimo mi sembra l’artista più completo, perché è ottimo anche come sceneggiatore e regista. In questo mi ricorda Ben Affleck, che però eccelle più dietro che davanti la macchina da presa.
        Avrei voluto mettere nel mucchio anche John Travolta, ma poi ho rinunciato: anche lui è un divo, ma nuota nel fango della serie Z ormai da anni. Ultimamente però ha fatto anche un film da urlo: Nella valle della violenza. E anche Gotti non mi è dispiaciuto.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Hai citato tre nomi su tre milioni di attori e tre miliardi di aspiranti tali 😀
        Una volta c’era davvero una sorta di graduatoria, adesso due o tre nomi famosi fanno la A, e il resto è Z spinta. Il giorno che Brad Pitt perderà anche solo uno spettatore, lo ritroveremo a capitanare un film di Sharknado 😀 😀 😀
        Vorrei ricordare che sta per uscire Linda Hamilton in un nuovo Terminator spacciato per “serie A”, quando l’attrice doveva gestire tentacoli giganti qualche anno fa, in un film Asylum 😛

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