Children of the Corn 9 (2011) Genesis

La Dimension Films si riappropria del franchise perché tutto il mondo della Z sappia che nessuno può mettere i figli del grano in un angolo!

Sembra incredibile, ma ad un certo punto i fratelloni Weinstein hanno giudicato la Dimension Films – casa nata per gestire la spazzatura di cui la blasonata Miramax non voleva sapere niente – troppo di qualità, per un pubblico sempre più affamato di Z spinta alle estreme conseguenze, fin quando fa male, fin quando ce n’è. Allora si sono detti: perché non variamo una collana di film che sfidino la sopportazione umana in quanto a liquame maleodorante? Vediamo fin dove gli spettatori si spingono.
Nasce così la Dimension Extreme.

Uscite della Dimension Extreme da non perdere! (Cliccate per ingrandire)
Pubblicità apparsa su “Fangoria” n. 271 (marzo 2008)

La formula è fissa: il budget si aggira sui 10, forse 15 dollari del Monopoli, che vanno tutti al grafico perché crei spettacolari locandine. Gli altri se vogliono lavorano gratis per la causa, se no bacioni (detto col tono di Salvini).
Non mi spiego altrimenti la nascita di una collana di film che nessun essere umano dovrebbe vedere, ma se per questo neanche interpretare: per fortuna la morte del cinema ha lasciato milioni di giovani aspiranti attori senza nulla da fare, così c’è abbondanza di manodopera a due spicci e si possono fare pure mille film con un budget totale di una calorosa stretta di mano.

Uscite della Dimension Extreme da non perdere! (Cliccate per ingrandire)
Pubblicità apparsa su “Fangoria” n. 284 (giugno 2009)

Visto che tutta l’operazione costa due soldi quindi anche se vendono un solo DVD c’è un guadagno netto del 99%, il successo è assicurato e gli anni vanno avanti. Arriviamo al 2011 e, pallottoliere alla mano, i signori della Dimension si rendono conto che sono passati dieci anni dall’ultima volta che hanno insozzato lo schermo con del grano, e si rischia di perdere un franchise che tutto il mondo desidera: la Dimension Extreme ha nuovo pane (di grano) per i suoi denti.
Il 18 marzo 2011 esce Children of the Corn: Genesis, per fortuna inedito in Italia.

Finta di sinistro…

… e affondo di destro!

Chi chiamiamo a scrivere e dirigere ’sta roba? Chi può scendere tanto in basso? A sorpresa, esce fuori il nome di Joel Soisson, che è una persona davvero difficile da inquadrare.
Spregiudicato produttore di filmacci Z, come sceneggiatore a sorpresa ha iniziato la carriera firmando quella bomba di Morte a 33 giri (1986), che farebbe esplodere il curriculum di chiunque, ma poi dev’essere successo qualcosa di brutto perché Soisson è caduto immediatamente nella Z spinta: Highlander: Endgame (2000) e Dracula’s Legacy (2000) sono i chiodi che hanno sigillato la sua bara. Ha scritto altre porcate e relativi sequel fino alla punta massima dell’abominio, Hellraiser 8 (2005), e temo che da allora non sia più lo stesso…

Un uomo distrutto dalla Z

Tim (Tim Rock, gli hanno lasciato il nome uguale che se no l’attore si confondeva!) e sua moglie incinta Allie (Kelen Coleman) si ritrovano in panne con l’auto nel bel mezzo del deserto californiano, e in cerca di un telefono finiscono davanti ad una baracca sperduta nel nulla: davvero un inizio originalissimo per un horror…

Avete mai visto un horror con due viaggiatori davanti ad una casa sperduta?

Per fortuna a darci una forte emozione ci pensa il proprietario di casa, un vecchio predicatore accartocciato che risponde a nome del compianto Billy Drago: che il grano ti sia lieve…

L’unico vanto del film

Il resto della storia si svolge tutto nella catapecchia del predicatore e della sua strana moglie ucraina Oksana (Barbara Nedeljakova), con un gioco di sottile tensione e inquietudine della cui qualità vi lascio immaginare. Semplicemente avevano questi quattro attori, una location e il resto è venuto da sé.

Il male è negli occhi dei figli del grano

A tre quarti della noia più totale, di un film che definire vuoto è riduttivo, arriva però la sorpresa, forse un colpo di reni dello sceneggiatore che si ricorda di aver fatto anche qualcosa di buono in passato. Perché torna un’idea già vagamente accennata nei primi film della saga ma mai sviluppata: non esiste alcun dio-mostro che cammina tra i filari, semplicemente c’è “qualcosa” nel grano che penetra nei bambini e si impossessa di loro, della loro mente e del loro corpo, rendendoli assassini ma anche qualcosa di più. Per questo il predicatore tiene segretato in cantina suo figlio: perché non porti il male del grano in giro per il mondo.
Gatlin, dove il predicatore ha rischiato di morire in quanto adulto, è stato il punto massimo di questo contagio dei bambini e non deve più succedere: state lontano dal grano, e soprattutto… non portateci i bambini!

Una nuova generazione si appresta a nascere

Grezzo e noioso, è a sorpresa invece un film da lodare solo per il fatto che ha provato a trovare quel guizzo di sceneggiatura totalmente assente nei precedenti episodi. Per carità, rimane liquame di serie Z della peggior specie, con questi quattro poveri attori disperati che devono passare 90 minuti in una stanza senza che esista alcuna ragione per farlo, e sottostanno alle trovate più imbarazzanti, ma il grano in forma di contagio è un’idea che m’è piaciuta, quindi a parità di schifezza con gli altri film… questo ha un pelino in più.

So che state mordendo spighe di grano in attesa del gran finale: tranquilli… Colui che Cammina Dietro i Filari ha ancora poco da camminare.

L.

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20 risposte a Children of the Corn 9 (2011) Genesis

  1. Evit ha detto:

    Qualcuno regali un deambulatore a questo Dio che cammina tra i filari.

    Pensa te, al nono film pure il guizzo! Un peto in faccia mentre dormono, questo si meritano i produttori, altro che il guizzo. Ma quando finiscono queste truffe all’ufficio delle tasse??

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ormai siamo alla frutta, anzi… alla pannocchia! 😀
      Aspettando dieci anni hanno rischiato di perdere il franchise, così hanno accorciato a 7-8 anni l’intervallo, ma tranquillo che come ogni altra saga arriverà sempre l’episodio nuovo che nessuno ha chiesto 😛

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      • Evit ha detto:

        Che poi d’estate, da piccolo, quando andavo dai miei zii ogni tanto mi capitava di trovarmi in zone dove si coltiva il granturco e non c’è niente di meno spaventoso dei filari di granturco. C’era pure chi li arrostiva sulla brace e li vendeva sul bordo della strada quindi ne ho memorie solo positive. Le preoccupazioni di King non mi tangono.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Visto che King stava molto probabilmente ricopiando un film spagnolo (tanto chi se ne accorge? Chi li vedi i film spagnoli?) è facile che neanche lui abbia paura del grano 😛

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      • Conte Gracula ha detto:

        L’idea del culto agrario che fa nefandezze per assicurarsi un buon raccolto sarebbe uno spunto pure troppo classico, per una storia dell’orrore, ma qui di orribile c’è solo la sciatta casualità nello sviluppo della trama ^^

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  2. Cassidy ha detto:

    Un Romero tra quelli moderni (Diary of the dead), “Eden Lake” e il mattissimo “Black Sheep” il resto davvero, belle le copertine dei DVD, ma questa linea di “Extreme” ha solo la sopportazione del pubblico. Billy Drago nella parte del vecchio degli horror che ti intima di tornare a casa (non ho visto il film, ma immagino il ruolo sia più o meno quello) è la chicca, per il resto non solo è la saga che ha grattato più il fondo del barile di tutte quelle che hai presentato, ma anche la più lunga! Tieni duro la stagione del grano sta per concludersi. Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ovviamente a Billy basta stare fermo per essere il miglior attore del cast: una sua sola espressione e seppellisce l’intera generazione di attorini improvvisati degli horror Z.
      Certo che infilare Romero in questo cassonetto indifferenziato è davvero un crimine!

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Lo so io, cosa ha fatto sbroccare il bambino: la segale cornuta, il vero pericolo tra i filari…

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Quando pensavo ormai al piattume più assoluto…ben tre guizzi! La presenza di Billy Drago, l’acuto di sceneggiatura e il commento di Evit sul deambulatore! Evviva! 🙂 🙂 🙂

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  5. Il Moro ha detto:

    Quelle poche cose belle che brillano come perle in mezzo alla cacca…

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  6. pirkaf76 ha detto:

    Nove film tratti da un racconto breve?
    Ammazza.
    Io ero rimasto ai primi due. 😛

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  7. Giuseppe ha detto:

    Se questa idea del contagio fosse arrivata un pelo prima, magari… Ma così, pure per Billy Drago diventa difficile reggere il peso di tutto questo granturco putrido sulle sue sole spalle 😉

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  8. Pingback: Children of the Corn 10 (2018) Runaway | Il Zinefilo

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