[Comics] Ratto (2009)

“Rat-Man” n. 70 (gennaio 2009)

Marzo 2008, Stazione Termini, Roma. Ci passo ogni giorno, due volte: una all’andata e una al ritorno. Sono un pendolare coi mezzi pubblici il che significa almeno quattro ore totali di viaggio ogni giorno. Se tutto va bene. E non sempre va tutto bene.
Non esistono smartphone, cominciano ad affacciarsi abbonamenti ad internet da usare su apparecchi portatili, ma ancora non ce l’ho. Però quell’estate mi farò l’EEEPC, quel computerino portatile che gira a Linux che per un attimo andò di moda, poi è scomparso nel nulla. Perché non serviva a cazzeggiare ma a lavorare, oltre che a leggere libri in digitale, quindi a nessun italiano interessava.

Leggo, tantissimo, in media cento libri l’anno, con punte di centoventi. Solo che ogni tanto ho voglia di un fumetto: a trovarlo, un fumetto. Dal 2004 sono tornato a Tex dopo dieci anni di abbandono, ma lo stile Bonelli è dura da farselo piacere, se non lo sopporti più.
Marzo 2008, dicevo, vedo in un’edicola della Stazione Termini un fumetto di cui ho letto qualcosa scaricato dai pirati, che mi ha subito conquistato. Compro così il mio primo albo di “Rat-Man” di Leo Ortolani. Il numero 65, Venduto!

“Rat-Man” n. 71 (marzo 2009)

È ovviamente amore a prima vista, anche se becco una di quelle lunghe storie alla Marvel, cioè che non riesci a capire se non hai letto almeno gli ultimi venti numeri. Non la capisco, ma lo stile mi piace. Mentre aspetto i due lunghi mesi della pubblicazione comincio a bazzicare bancarelle e recupero parecchi numeri arretrati. Intanto il tempo passa e ad un anno dall’uscita al cinema di John Rambo Ortolani dice la sua sull’argomento. A gennaio del 2009 esce in edicola Ratto (n. 70), la prima parte di un dittico dedicato alla rielaborazione in chiave “ortolana” del mito di Rambo.
Dire che è un capolavoro è assolutamente riduttivo.

«Siamo tutti reduci del Vietnam. Quello degli anni Ottanta. Combattuto nel buio delle sale cinematografiche. C’era chi scivolava nel fango di Hamburger Hill, c’era chi marciava sulle note di Viva Topolino in Full Metal Jacket, chi alzava le braccia al cielo in Platoon e via dicendo. E poi c’era chi, come me, si guardava Rambo 2 e si inventava una palestra in casa per gonfiare le braccine e sfoggiare le magliette senza maniche. Da uomo vero.»

Leo come sempre ci apre il suo cuore e si scopre uno di noi, perché siamo tutti cresciuti con il mito del cinema, incantanti a guardare le avventure in video come carburante per alimentare i sogni: le storie non finivano con le pellicole, continuavano poi dentro la nostra testa. E si miglioravano. Finché la vita si dimostra molto più spietata del ’Nam.

«Si cresce, si matura. Si cambia, si fanno scelte, si vedono persone, la vita stessa è continuo mutamento. Poi un giorno mi sveglio ed è uscito Rambo 3

Il 6 dicembre 1988 Ortolani completa Jo Rango, una sua personale reinterpretazione di Rambo che deve affrontare il perfido berretto verde Sgranalossa, disegnato come Schwarzenegger: è il primo vero grande scontro Rambo vs Commando.
Un gioco, uno scherzo, un sogno. Poi si va avanti.

«Poi un giorno mi sveglio e c’è John Rambo al cinema. Il “mio” Rambo. È tornato. Più vecchio, più grasso e più cattivo. Come me.»

Quel gioco da ragazzi diventa un capolavoro: Ratto. Mille volte più cinico del film che dovrebbe parodiare. Ma questa non è una parodia: è la vera storia, se Stallone avesse avuto il coraggio di raccontarla.

Vecchie vignette di “Jo Rango”, apparse su “Rat-Man” n. 71

È la storia di gente crudele e spietata che per divertimento assiste al terribile spettacolo di poveracci che si umiliano, soffrono e muoiono, a favore di obiettivo. Questa gente crudele e spietata si chiama “telespettatori”.
Ogni tanto si alzano dalla poltrona e aumentano la loro crudeltà, trasformandosi nel male personalizzato: diventano “turisti”. Non può esistere pace al mondo finché ci saranno telespettatori e turisti.

Sembra satira, ma è triste realtà

Eutanèsia è il posto dove la morte fa spettacolo, e state tranquilli che se ci facessero un reality sarebbe un successo. Ortolani non è un sempliciotto come George Orwell, che credendo di mettere in guardia la gente ha scritto le regole per fotterla (spettacoli vuoti ma che tutti devono guardare chiamati “Grande Fratello”, sistematica cancellazione della lingua in sostituzione di una fasulla [itanglese!] e via dicendo). No, Ortolani non commette questo errore: la gente non va salvata, perché la gente è il male. E Rambo è la cura.

Ogni vacanza è così…

«E tu, cosa farai?»
«Io sono la Guerra. Finché esisteranno gli uomini, avrò sempre qualcosa da fare.»

Il personaggio di Guerra non è parodistico, è il simbolo di tutto ciò che è umano: perché la guerra è propria del genere umano. Esiste da prima ed esisterà dopo.
L’unica cosa che possiamo fare noi inutili umani… è scriverci storie.

Il mito è servito!

Non posso dirvi altro di questa meravigliosa storia se non che dovete fare di tutto per leggerla: anche a costo di scatenare una guerra che non ve la sognate neppure, rimediate Ratto e leggetelo!

Torture disumane!

Come di consueto, Leo stende una storia profondamente drammatica e poi la condisce di cinismo a spruzzo alternato ad umorismo deflagrante: una ricetta a cui è impossibile resistere, non esistono diete che tengano.

Nessun essere umano dovrebbe sottostare a questa tortura!

«Prima 0 poi tutto giunge a termine, in un modo 0 nell’altro; la lunga strada finisce, ne iniziano altre, strade di crescita familiare, da percorrere per trasmettere alle nuove generazioni i valori appresi a nostra volta. Strade nuove.
Poi un giorno mi sveglio e leggo che Stallone ha intenzione di fare Rambo 5

La lunga strada verso casa non finisce mai.

Tie’, pure l’arco mancino!

L.

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17 risposte a [Comics] Ratto (2009)

  1. Vincenzo ha detto:

    Leo Ortolani è un genio, di quelli veri, visto che ormai genio è una parola abusata…
    Che dire, mi hai fatto venire una voglia assurda di recuperare questi fumetti, visto che sono fermo alla sua raccolta con le recensioni dei film, ma uno organico così non lo leggo da un po’…
    P.s. l’eeepc, che ricordi… con quella specie di chiavetta attaccata per navigare… Finito in un cassetto e ogni tanto lo guardo con nostalgia…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La chiavetta la presi in seguito, quando ci fu un’offerta. Quel computerino era davvero portatile, non come i portatili dell’epoca che pesavano dieci chili. Entrava in uno zaino ed era perfetto per leggere libri digitali e fare lavoretti, in un epoca pre-smartphone. Ah, e ovviamente per guardare film e serie TV: quante emozioni, sui vagoni del treno ^_^

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  2. Cassidy ha detto:

    Applausi a scena aperta! Ora il blog tour é completo 😉 Ratto é la parodia di Ortolani che nessuno cita mai, si discosta dal personaggio omaggiandone al meglio il cinismo e l’iconografia (tipo l’arco mancino appunto), nemmeno no i film di Rambo arrivano alle punte di nero di Ortolani, uno dei pochi rimasti a fregarsene di un’altra piaga moderna il “politicamente corretto”, lui sforna battute micidiali, come se fosse uscito da un’altra epoca, per quello é uno di noi 😉 Cheers

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Veramente interessante l’argomento e direi addirittura prodigioso tutto ciò che stai tirando fuori dalla saga di Rambo…se anche il film fosse una ciofeca assurda, grazie a te ne sarebbe comunque valsa la pena!
    Prossimamente mi aspetto qualcosa tipo le merendine di Rambo o la versione vietnamita del film stesso! Ormai, mi aspetto di tutto 🙂 🙂 🙂

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  4. Sam Simon ha detto:

    Beh, siamo al capolavoro assoluto da 45 minuti di applausi! Ho la fortuna di conoscere Ratman sin dai primi numeri autoprodotti grazie al mio amico Andre che lo scoprì tanti anni fa, ancora non so come. Nelle parodie Ortolani è sempre stato eccellente!!!

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  5. Federico Aviano ha detto:

    Condivido il pensiero di Vincenzo! Ho adorato i suoi fumetti sul Signore degli Anelli.
    Grazie per avere condiviso queste bellissime foto 😊

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  6. Giuseppe ha detto:

    “Gesù è anche dentro mio cuore! AH AH AH!”
    “Allora digli di spostarsi a destra” 😉
    Sono d’accordo, definirlo solo un capolavoro è riduttivo (naturalmente ho preso pure l’edizione speciale in volume unico a colori del 2016)…

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  7. Conte Gracula ha detto:

    Ortolani ha fatto un sacco di cose divertenti, a volte pure con la trama.
    Io vado matto per Venerdì 12, credo di aver pianto dalle risate, in certi momenti ^^
    E comunque, Jar Jar è vietato dalla convenzione di Ginevra 😛

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  8. Pingback: Rambo – Un blogtour che non ve lo sognate | Il Zinefilo

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