Children of the Corn 10 (2018) Runaway

Viene la fine, ed ha il colore del grano. Non siate tristi per i figli di Colui che Cammina Tra i Filari: siate tristi per me… che mi sono dovuto sorbire ’sta roba!

Quando si è giovani e innamorati, le parole delle canzoni d’amore si incidono nel cuore. Così al giovane Etrusco innammurato è rimasta impressa una frase, che a decenni di distanza sembra scritta apposta per la fine di questo ciclo:

«Non è la fine di un viaggio, è solo il vuoto che inizia.»

Chissà se Massimo Di Cataldo aveva visto uno degli ignominiosi film di questa saga, al momento di scrivere Cosa rimane di noi (1997), perché descrive alla perfezione ciò che rimane del cinema horror: solo vuoto.

Mike Sprague per il sito Dread Central il 23 novembre 2017 racconta la travagliata lavorazione di un altro “film fantasma” della Dimension Films, casa che spesso riesce a distribuire film solo dopo diversi anni dalle riprese: è successo per esempio con Amityville: The Awakening, girato nel 2014 e uscito solo nel 2017, ma anche con Hellraiser: Judgment, girato attorno al 2016 e distribuito solo nel 2018.
Proprio al marzo 2016 risale – secondo la ricostruzione di Sprague – la prima notizia di Children of the Corn: Runaway, decimo film della saga che stanno girando “in segreto” (forse perché si vergognano) ad Oklahoma City.

Direttamente dal set del film, grazie a Dread Central

Le notizie si fanno ufficiali, così come la consapevolezza che è un seguito girato unicamente per conservare i diritti sul franchise: c’è il serio rischio che il rampante Jason Blum si compri il marchio e tiri fuori il filmone che tutti aspettano da decenni. Nell’aprile successivo girano foto di scena, ma poi… il silenzio. Del decimo Children of the Corn così come del decimo Hellraiser scompare ogni traccia.
L’indagine di Sprague si conclude sul profilo instagram dell’attrice Marci Miller, dove viene affermato che il film uscirà a febbraio o marzo dell’anno successivo: possibile che i fratelloni Weinstein se la passino così male da lasciare l’ufficio stampa agli attori?

Il film esce il 13 marzo 2018 ed è inedito in Italia.

Non c’è più neanche la voglia di usare il colore…

Alla sceneggiatura c’è di nuovo Joel Soisson, come nel precedente episodio, ma stavolta ha ancora meno materiale a disposizione. Ciò che principalmente stupisce è che tornando a scrivere per la saga aveva la possibilità di proseguire il discorso iniziato: ricordate? Il male è una sorta di contagio che scaturisce dal grano e contamina i bambini… Bah, alla Dimension Films non c’è tempo per queste storie così complicate, i fratelli Weinstein hanno ben altri problemi che pensare ai figli del grano, così via tutto. Ma proprio tutto.
Mi stupisce che Soisson abbia accettato che ci sia il suo nome su qualcosa che palesemente è privo della sceneggiatura: che l’abbia fatto solo per soldi?

Un personaggio perso nel grano

Così entra in scena la bionda Ruth (Marci Miller) e suo figlio Aaron (Jake Ryan Scott): chi sono? Eh no, non cominciamo con le domande: l’ho detto, qui non esiste sceneggiatura.
Arrivano in paese, camminano, guardano il cielo, lei cerca lavoro e si fa assumere come meccanico, si guardano senza parlare, uno guarda su, uno guarda giù, il tempo passa, il nulla avanza e siamo a metà film.
Il meccanico ci prova, lei non ci sta e lui la caccia. (Occhio, Weinstein, ad affrontare certi temi!) Lei guarda su, il figlio guarda giù, insieme guardano i gatti e i gatti guardano il grano, e il film prosegue verso il nulla. Ah, c’è una ragazzina che ammazza il meccanico, non si sa perché.

Il giallo è anche il colore del nulla che avanza

Un peto in una stanza chiusa, non è altro questo film. Soisson non sa che dire e per non sbagliare non dice niente. 80 minuti di ’sta bionda che cammina senza dire niente, poi ogni tanto ha visioni di bambini che ammazzano gli adulti, come a dire “Oh, io mi ricordo che nei film dei figli del grano succede almeno qualche fatto di sangue”, ma niente, sono solo visioni. Alla fine pare di capire che il figlio è il nuovo predicatore del grano o qualche stupidata simile, ma non ha importanza. Anche questa nuova devastante spazzatura targata Dimension Films – la Casa del Male – è finita.

A chi crede che il cinema esista ancora, a chi crede che questo medium sia ancora vivo, a chi crede che un film sbagliato sia un incidente: a tutti questi dedico la saga di Children of the Corn. Ci vediamo fra sette o otto anni, quando staranno di nuovo per scadere i diritti del franchise e il Male (che altri chiamano cinema) tornerà a camminare tra i filari…

L.

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26 risposte a Children of the Corn 10 (2018) Runaway

  1. Evit ha detto:

    “Non c’è più neanche la voglia di usare il colore” AHAHAHAHAHAHAHAH

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  2. Austin Dove ha detto:

    Che pessimista
    Ma se non vanno i film, cosa altro comprende un franchise su bambini pazzi? Non c sono pupazzetti o poster no?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Almeno gli altri franchise campano di pupazzi, magliette e robe varie: perché ostinarsi a tenere in vita un franchise che non serve a niente, non ha fan, non ha merchandise né altro? Lasciatelo andare… magari se lo prende Jason Blum e ci regala il primo vero film sui figli del grano 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Ah, ma io credo che ormai questo “granchise” (grano + franchise) sia ormai a un tale livello che nemmeno il fiuto e l’astuzia di Jason Blum potrebbero mai più salvarlo in qualche modo 😜

        Piace a 2 people

      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahh “granchise” è un capolavoro 😀

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      • Zio Portillo ha detto:

        @Austin: mai dire mai! Non si butta via nulla di ‘sti tempi. Perfino una saga da zero merchandise può valere “oro” (prendi con le pinze la parola “oro”…). Intanto, come Lucius ha scoperto, per il “teorema di Weinstein” fare un film a costo zero compensa a livello di tassazione un blockbuster. Poi metti che ci sono dei potenziali divi la lanciare, come è stato per la Theron e la Watts. Tra 30 anni tizia X vince l’Oscar e si scopre che ha esordito in “Children of the corn XI – The reborn” del 2027. Via, tutti a fare la corsa a recuperare un film dimenticato e vuoi che qualche migliaio di sfigati non si noleggino l’intera saga o si comprino il cofanetto ultramegadeluxe con tutti gli 11 capitoli? Poi può essere una palestra per qualche tecnico (audio, suono, costumi, assistenti,…). Se uno se la cava col nulla di questo “Children of the corn”, se gli offri una produzione normale farà faville! James Cameron ha iniziato fabbricandosi da solo i pesci in “Piranha 2”, produzione di serie Z pure quella. Se è capitato una volta, può capitare di nuovo e se ti capita per le mani un “pezzo da 90” come Cameron hai fatto tombola.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Parole da storia del cinema! ^_^
        Sfogliando riviste come “Fangoria” o “Rue Morgue” si possono vedere intere pagine a colori – immagino costose da affittare – che pubblicizzano uscite in DVD, Blu-Ray, Cofanetti e Special Edition di film che dovrebbero essere bruciato sul rogo: al confronto con la roba che esce in patria, le videoteche italiane sono da Premio Nobel!
        Il mercato dell’home video è stato un bacino titanico a cui attingere, e anche oggi non dobbiamo lasciarci ingannare dallo streaming: per quello serve avere due neuroni per installare un’app o un software e configurarlo. Per affittare o comprare un DVD serve meno, quindi rimane un mercato stratosferico e soprattutto mondiale (grazie ai tanti Paesi anglofoni sparsi sul pianeta).
        Sono film costati due soldi, già ampiamente ammortizzati perché sono serviti a pagare meno tasse quindi il loro dovere l’hanno fatto: ogni copia venduta è puro guadagno. Considera un mercato di svariate centinaia di milioni di persone: è facile vendere anche più di una copia, pure del peggior filmaccio della storia.
        Questi sono tutti calcoli che un imprenditore del cinema deve fare, sono sicuro che alla Fox abbiano un file Excel con ogni singola statuetta aliena venduta, di ogni fumetto di Predator piazzato e ogni cofanetto piazzato: in mezzo a tutto questo… chi se ne frega della trama!
        Riallacciandomi a Zio Portillo, io negli anni Ottanta ho affittato Piranha 2 e da poco ho recuperato il DVD Stormovie: ho fatto guadagnare alla produzione cialtrona di un filmaccio fetente, solo ed esclusivamente perché è diretto da Cameron e interpretato da Lance Henriksen! (Va ricordato che Lance lo chiamano apposta perché ha un seguito immane, e anche solo una sua comparsata significa pacchi di vendite in più!)
        Quando a queste major si presentano due ragazzi con la sceneggiatura di “Swiss Army Man“, uno dei film più belli del terzo millennio, quelli li cacciano a pedate: per fortuna ci sono ancora produttori indipendenti che sanno creare sogni e far battere il cuore, attività che nessuna major prende minimamente in considerazione.

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  3. Cassidy ha detto:

    Runaway è una dichiarazione d’intenti, un monito per il pubblico: Scappa!
    Sei stato più che eroico ad aggirarti dietro i filari dove hanno nascosto il cadavere del cinema, per la puzza invece, quella diventa difficile da nascondere. Cheers!

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Se un film nasce solo per mantenere i diritti, nasce per i motivi sbagliati: un film dovrebbe nascere solo per raccontare una storia, se va grassa anche per portare un messaggio, ma in questo caso, mi sa che era una busta vuota e manco affrancata 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      D’accordissimo, ma le major non vendono storie: vendono prodotti. Se amiamo il cinema “che racconta storie”, dovremm ignorare l’intera produzione delle major e focalizzarsi unicamente sulle piccole produzioni indipendenti, che infatti ancora oggi sanno tirar fuori film molto più personali e di carattere. Possono non piacere, possono essere fatti bene o male, ma sono fatti perché hanno voglia di raccontare e qualcosa da raccontare.
      Tutto questo non rientra nei parametri delle major, che sono industrie e quindi producono per vendere, non per raccontare: supertutine, supercattivi, supereroi, è tutto materiale per vendere merchandise, non per raccontare storie.

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      • Conte Gracula ha detto:

        Se vuoi vendere un prodotto a forma di storia, devi fare una storia decente, però: non puoi sperare di smerciare gadget di una roba priva di fascino e se scegli la strada del film (dal vivo o meno) devi curare almeno il livello più superficiale della trama.
        Se invece i tuoi personaggi sono pupazzi erratici intenti solo ad aprire e chiudere le porte e vagare per luoghi random, forse fai prima a fare dei pupazzetti-mascotte accompagnati da due righe di pretesto.
        “I malefici bambini di X mietono un raccolto di sofferenza e morte, in nome del dio che dimora Oltre I Filari” e poi giù di action figure, accessori a forma di pannocchia in plastica di granturco etc.

        Io non ho nulla contro il lucro onesto, ma un film vale come spot solo se è guardabile 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sono d’acordo con te, ma purtroppo i fatti dicono altrimenti: i maggiori franchise hanno smesso di produrre trame dai prim anni Novanta, eppure le convention sono piene, i pupazzi si vendono a iosa e tutto il merchandise è vispo e vivace. Hellraiser, Jason, Freddy Krueger, è dai primissimi anni Novanta che sparano cazzate senza trama, e ogni nuovo film dicono “ignorate il precedente, questo è meglio”. Il nuovo Halloween di Blum non ha trama, è un “sali le scale, scendi le scale”, dicendo ovvimente “dimenticate quarant’anni di sequel, questo è meglio”, e ha guadagnato centinaia di milioni,
        Il grande pubblico, quello che va al cinema, paga e fa le statistiche, non vuole storie, vuole una campagna pubblicitaria titanica che lo porti al cinema. Infatti qualsiasi altro film, bello o brutto, che non faccia campagna non fa soldi e scompare nel nulla.
        Paradossalmente, infatti, le grandi case lavorano come industrie ma non investono: sperano che i prodotti si vendano da soli! A volte succede, ma sono casi rari.

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      • Conte Gracula ha detto:

        Se al pubblico piace così, non sono nessuno per dire di non godersi quel materiale.
        A me non piace, nel caso mi freghi una o due volte, poi ciao, non vediamoci mai più 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Infatti l’importante è non farsi fregare e non credere alle promesse delle major 😛

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  5. The Butcher ha detto:

    A questo punto speriamo allora che Jason Blum compri i diritti, almeno un film con un minimo di orgoglio riusciranno a farlo.

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  6. Il Moro ha detto:

    è finita! Grazie, signore!

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Tremendo senza dubbio. Sono sollevato per te che sia finita (per ora) altrettanto indubbio. Ma ameno questo decalogo abominevole ha generato neologismi con granchise!!! 🙂

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  8. Celia ha detto:

    Non sento niente.
    Cioè, voglio dire: nessuna tristezza, nessuna nostalgia.
    Chissà poi perché!

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