Killer Commando (1976) Per un pugno di diamanti

Continuo a sfruttare fortunate registrazioni di passaggi televisivi recenti, con relative schermate ad alta qualità, per parlare degli eroi che hanno fatto la storia di Odeon TV.

Quando ho letto la prima volta l’elenco delle star coinvolte in questo film ho avuto la bava alla bocca: perché non ho mai gustato prima questa delizia? Poi ho visto il film… ed era meglio non sapere!

Presentato a Los Angeles il 14 gennaio 1976, e lanciato poi in patria tedesca il giorno dopo, Killer Force finisce sul tavolo della censura italiana il 27 novembre successivo, che il 3 dicembre appioppa un bel divieto ai minori di 18 anni al film, «per le continue scene di violenza verso le persone». (Ma dove le hanno viste?)
Comincia un tira e molla coi produttori che arriva fino al 23 febbraio 1976, quando il divieto scende ai minori di 14 anni: dobbiamo aspettare fino al 10 aprile successivo per vederlo spuntare in sala con il titolo Killer Commando.

Uscito in VHS Golden Video in data ignota, dal 1985 comincia a girare per piccole TV locali, dal 1987 entra nel palinsesto di EuroTV e quindi sabato 6 agosto 1988 viene presentato in prima serata da Odeon TV: grazie al nostro angelo custode Lorenzo sappiamo che il film rientra nel mitico ciclo “Gli ultimi guerrieri“, uno degli spettacolari contenitori con cui l’emittente presentava i suoi film d’azione.
Con la chiusura dell’emittente, il film torna nel circuito dei piccoli canali locali. Dal 1994 scompare, e grazie a FilmTV.it sappiamo che dal 2009 è stato più volte replicato su La7, per poi passare a RaiMovie dal 2017: io l’ho registrato il 25 settembre 2019 da questa emittente.

Un farlocco titolo moderno: chissà com’era quello andato in onda nel 1988

Siamo in un deserto africano dove una società tedesca gestisce una miniera di diamanti con il pugno di ferro. In tempi più recenti si è parlato maggiormente dei “diamanti insanguinati”, ma a quanto pare senza alcun successo: già nel ’76 si mostrava la violenza con cui veniva gestita l’estrazione del miglior amico delle donne, senza che le donne si siano mai fatte troppi problemi.
Quindi non stupisce nessuno se il capo del servizio di sicurezza della compagnia Mister Webb (un Telly Savalas tostissimo, sulla cresta dell’onda per la sua serie TV “Kojak” iniziata nel 1973) fa aprire il fuoco su due tecnici della compagnia che stanno provando ad attraversare il deserto con un sacchettino di diamanti.

Ce lo metto io, il sangue sui diamanti

Veniamo a sapere che tutta la zona intorno all’azienda mineraria è stata disseminata di microfoni, così che sia impossibile per chiunque avvicinarsi o fuggire. In più a fare la ronda c’è Mike Bradley (un riccioliuto Peter Fonda), uomo di cuore ma dalla mira pronta. «Sei un coglione vestito da uomo», è il commento davanti al collega morto per aver cercato di fuggire col bottino. Che poeta…

Ogni riccio, un capriccio…

La compagnia ha un grave problema di sicurezza e così il capo Ian Nelson (Victor Melleney) decide di affidare a Mike una missione sotto copertura: all’insaputa di tutti dovrà fingere di voler rubare dei diamanti così da venire in contatto con una banda di ladri e con il loro aggancio all’interno dell’azienda.
Senza che ci venga spiegato come faccia Nelson a saperlo, questi conosce perfettamente i criminali che stanno ordendo un grande colpo alla compagnia, e sa che sono tre reduci del Vietnam, guerra dove hanno combattuto nelle truppe mercenarie: il maggiore a riposo John Lewis (Hugh O’Brian), il sergente maggiore in pensione Edward Woods (Ian Yule) e il meccanico Paul Adams (Michael Mayer), proveniente dall’aviazione americana. A questi si aggiungono non si sa a che titolo l’americano Bob Alexander (O.J. Simpson) e il maggiore britannico Childon (Christopher Lee).
Senza altra parola di presentazione se non il loro agire, i personaggi entrano in scena come ne usciranno: in silenzio.

Ecco il piano: mettiamo del pongo sul tavolo e vince chi trova il Das

Mettere insieme l’ex campione di football O.J. Simpson e un caratterista noto come Lee farebbe lecitamente sperare in uno spettacolo divertente, invece entrambi sono semplici carta da parati: O.J. fa le battutine stupide tipiche del black buddy, l’inutile amico nero che non ha alcun peso nella storia, mentre Lee fa quello che ha sempre fatto nei milioni di film in cui è apparso. Niente.

La sai quella di Dracula che viene assolto dall’accusa di aver ucciso la moglie?

Nel giro di due fotogrammi Bradley è incastrato e tutti credono sia davvero un ladro di gioielli, così manda all’aria il tavolo ed organizza davvero il colpo, perché c’è una stanza segreta strapiena di diamanti che conosce solo lui, in quanto l’ha progettata. Aspetta… ma allora è un ingegnere? Un progettista? E perché fa la ronda per il deserto con il fucile in spalla? E perché il capo della banda sapeva già tutto, se non si erano mai incontrati prima?

Quella faccia da infame di Hugh O’Brian, pronto per… menare Bruce Lee!

Val Guest è diventato regista durante la Seconda guerra mondiale e negli anni Settanta comincia a ridurre la sua attività cinematografica, dedicandosi alla TV dove rimarrà fino al 1984, quando si ritirerà. È anche sceneggiatore, e qui in Killer Commando unisce le due mansioni ad una terza particolarità: il non aver minimamente voglia di fare questo film, assolutamente sotto tono nella regia, totalmente carente nella sceneggiatura.

Allora, Peter, che pedine vuoi? Qui per combattere la noia si gioca a Monopoli

Malgrado la secchiata di nomi importanti coinvolti, tutto è buttato via, i personaggi sono quasi muti: corrono non si sa dove, sparano non si sa a chi, muoiono a casaccio e fine del film. Non c’è una sola scena di un minimo di spessore così come non si fa neanche caso alla morte dei vari personaggi, visto che in realtà non si sa chi diamine siano.

Ammazza, ce ne vogliono cinque per farne fuori due!

Girato ai Killarney Film Studios a Johannesburg (Sud Africa), il film è di un minuscolo che genera claustrofobia. Il deserto sembra una spiaggia, l’interno della casa dei banditi sembra una cabina da spiaggia e i personaggi semplici bagnanti occasionali. Non c’è mai alcuna illusione di star assistendo ad una storia quanto meno plausibile, e l’estrema povertà dell’intera operazione è davvero drammatica.

VHS Golden Video

Non ci sono soldi per esplosioni o anche solo per il sangue finto. Però ci sono due jeep che corrono fra le dune: questo è il massimo dell’action che si può concedere il film. Sono più che convinto che gli effetti sonori degli spari siano affidati alle bocche degli attori…

Visto ora per la prima volta, forse sono ingiusto con un filmucolo anni Settanta di serie B nato per piccoli circuiti distributivi, e soprattutto dalle mani di un regista stanco e con attori caratteristi che in fondo non hanno mai interpretato altro che loro stessi. Però mi aspettavo almeno del divertimento di grana grossa, qualche gigioneria o qualche smargiassata, un po’ d’azione ruspante o qualsiasi altra cosa. Invece c’è solo il finto deserto e… Christopher Lee che recita una poesia. Un ben triste spettacolo.

L.

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14 risposte a Killer Commando (1976) Per un pugno di diamanti

  1. Cassidy ha detto:

    Direi che il film può essere riassunto con una delle immagini che hai inserito nel post, quella con Christopher Lee sullo sfondo seduto a leggere un libro. Probabilmente è quello che ha davvero fatto per tutto il tempo sul set 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah vero! Mi sa che non si è neanche accorto quando era ripreso e quando no 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Ah, secondo me se n’era accorto eccome ma com’è giusto, visto il livello del film, non doveva essergliene fregato assolutamente niente… “Val (Guest), intanto che io leggo tu e gli altri fate pure tutto quello che dovete fare, poi quando avete finito chiamatemi!” 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah temo sia andata davvero così! Ogni attore sembra in libertà, fa quello che gli pare basta che stia nell’inquadratura. Mi sa che la sceneggiatura è stata scritta giorno per giorno, a seconda di quello che facevano gli attori 😛

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Però la battuta su Dracula e sulla moglie, per quanto cattiva, è carina

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  3. Lorenzo ha detto:

    Dopo averlo visto, capisco perché all’epoca l’ho sempre skippato: in un ciclo come “Gli Ultimi Guerrieri”, tra prime visioni di Chuck Norris, American Ninja, Sho Kosugi e altri miti degli anni ’80, una roba del genere era troppo antica, almeno ai miei occhi di 15enne 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      L’action anni Ottanta era troppo avanti e usava stili troppo diversi da questo film, che non solo è degli anni Settanta… ma non è action! Correre di qua e di là con spari finti non lo definirei “action” 😛
      Ma tranquillo: dalla settimana prossima si comincia ad alzare la temperatura di questo ciclo ^_^

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Debbo dire che effettivamente trattasi di un film un poco deludente anche a fronte di aspettative non altissime, vero è, come hai giustamente evidenziato, che va posto nel suo contesto temporale e di budget e forse merita un po’ di clemenza; tuttavia a metterci qualche “caciaronata” in più…non ci voleva nulla! Insomma, direi che sottoscrivo il tuo commento con pedissequa benevolenza! 🙂

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  5. Sam Simon ha detto:

    Certo che girare in sud Africa e non andare nemmeno in un deserto per girare le scene nel deserto è davvero una scelta geniale! Però… Che cast!!

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  6. Pingback: Odeon TV: i cicli tematici | Il Zinefilo

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